Venditori porta a porta

Ho fatto tanti lavori in vita mia: idraulico, muratore, ho servito i pasti a una mensa scolastica, ho collaborato nella cucina di un ristorante, essendo diplomato all’alberghiero, per un periodo ho anche fatto il venditore porta a porta.
Vendevo un prodotto per lavare la casa che non funzionava, ma che dovevo spacciare per il migliore del mondo: siccome ho una morale, che conta più del portafoglio, a un certo punto non ce l’ho più fatta e dopo qualche mese me ne sono andato.
Tanto non si vendeva, era inutile spacciarlo per la salvezza di ogni casalinga o casalingo.

Ora però noto che i sistemi dei venditori è cambiato, io quando mi dicevano di no due volte salutavo e cambiavo casa.
L’altra mattina mi si è presentato a casa un giovanotto con una cartellina sotto mano, dopo averlo visto dal citofono che ho con la videocamera incorporata, gli ho aperto. Aspettavo il tecnico Enel e pensavo fosse lui.

Apro la porta d’ingresso e gli dico il mio piano, lui arriva, bussa, gli dico di entrare – nel frattempo stavo preparando un caffè – e lo vedo con una specie di busta di lino in mano contenente qualcosa di pesante, a giudicare dal peso che sporgeva verso il basso. Ripenso a quello che mi aveva detto quando avevo risposto e mi balena in mente il lavoro di venditore porta a porta che anche io ho provato a fare. Panico.

Era in casa a propormi l’avvitatore Makita migliore sul mercato, sapevo benissimo cosa significava: era nella tana della preda e avrebbe fatto di tutto per portarsela a casa.
La fortuna, però, mi ha stranamente assistito. Sento suonare nuovamente al campanello e questa volta, chiedendo chi è, mi viene detto che è il tecnico Enel che stavo aspettando. Ho colto la palla al balzo per mandar via il venditore spiegandogli che c’era stato un equivoco, che io ho già il mio avvitatore e che non me ne serve uno nuovo.