Debtris, il tetris delle proporzioni (nel mondo)

sabato, gennaio 8th, 2011

Capire le proporzioni del debito, degli investimenti, delle spese e nel mondo. Un po’ come al Tetris.

(via Luca De Biase. Se stai leggendo la nota su facebook, clicca qui)


Alle primarie per il Sindaco, voto Bloomberg

mercoledì, settembre 1st, 2010

Perchè è quello più a sinistra di tutti e non gli sono serviti 60 anni per capire (un pochino) il valore della libertà:

Bloomberg: A scuola abbiamo studiato la Costituzione. Dice che hai il diritto di dire quello che vuoi, pregare chi vuoi, quando vuoi, dove vuoi. E non è compito del governo dirti cosa devi dire. Ci hai appena dato dentro con Glenn Beck: ha il diritto di dire quello che vuole. È il bello dell’America. C’è gente che dice «Be’, in Arabia Saudita non si possono costruire chiese». Esatto! È la differenza tra l’Arabia Saudita e l’America. È molto semplice. Che ti piaccia o meno la moschea, non sei costretto ad andarci. Lì c’è già un’altra moschea, a quattro isolati da Ground Zero. Ci sono locali porno, fast food — voglio dire — è una zona vitale, è New York!

(Via Freddy Nietzsche, Via Champ’s version)


Il bicchiere mezzo pieno di Copenhagen

lunedì, novembre 16th, 2009

Il bicchiere un po’ lo riempie Andrea Mollica informandoci che

Il mancato accordo del vertice di Copenaghen potrebbe rivelarsi molto più utile alla lotta ambientale di un trattato che non sarebbe stato rispettato. Lo sostiene il più prestigioso blogger sulle materia ambientali, Dr. Romm. L’assenza di vincoli formali aiuterebbe il Senato degli Stati Uniti ad approvare una legge di riduzioni delle emissioni carboniche

Un altro po’ lo riempie Elena Comelli su Nova che guarda all’arretratezza della politica quasi come un dettaglio. Infatti…

Ancora una volta, le grandi aziende sono più veloci del mondo della politica.

Forse hanno ragione. Io, però, la penso come Al Gore quando chiede agli Stati Uniti di essere leader anche nella lotta ai cambiamenti climantici

it’s really important for the United States to play the leadership role the rest of the world expects us to play.

L’Europa da sola non può farcela. E nemmeno i leader da soli possono farcela.

Siamo tutti berlinesi e più liberi

lunedì, novembre 9th, 2009

Venti anni fa il mondo cambiava, il Patto di Varsavia si sgretovala anche simbolicamente e l’Europa si faceva più grande. Avrebbe potuto farsi anche più forte, politicamente, ma ciò non è ancora avvenuto. Gli americani avevano vinto lo scontro che per 45 anni aveva diviso il mondo in due ma dispersero quel bagaglio in un decennio di bushismo fatto di isolamento internazionale e guerra preventiva. Oggi si può ripartire. E recuperare lo spirito dell’89.

Qui sotto la puntata di Sorci Verdi dello scorso 4 novembre. Qui sopra, beh, lo sapete… :-)
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Fascisti su Facebook, minacce e libertà nel mondo

mercoledì, luglio 1st, 2009

Tutto è cominciato con questo messaggio spammato tra i commenti di almento 10 link e status della mia pagina sostenitori:

Non avendo alcuna intenzione di iscrivermi al gruppo “Io sostengo Ahmadinejad” ho risposto molto civilmente in quest’altro modo:

A qualcuno non è piaciuto. E i toni iniziano a cambiare… o meglio, si potrebbe dire… ad assomigliare allo stile “Ahmadinejad” :

E proseguono così:

Ora, lasciamo perdere l’italiano e l’uso delle “H” e del congiuntivo. Lasciamo perdere il tono e le minacce. Lasciamo perdere il nickname e l’appartenenza dichiaratamente di destra radicale (o naziskin o antimondialista come usano dire oggi).

Detto questo credo sia importante riflettere sul ruolo delle democrazie nel mondo. Io credo che la libertà sia un diritto universale. Che sia diritto degli uomini combattere le tirannidi e chi li opprime. Penso che gli Stati Uniti, l’Europa e gli altri stati democratici debbano sostenere la libertà ovunque nel mondo. Esportare la democrazia con la forza delle idee: anche finanziando le radio libere, i giornali indipendenti, i gruppi di opposizione.

Finalmente negli USA non c’è più quel Bush della guerra preventiva, dell’unilateralismo, della supremazia USA. Per fortuna l’esportazione della democrazia può tornare ad essere una bella cosa.

We shall overcome (Maa pirooz mishim ye rooz)

sabato, giugno 27th, 2009

We shall overcome
Maa pirooz mishim ye rooz
?? ????? ?? ???

Non lasciamoli soli.

Green Jobs, Good Jobs

giovedì, giugno 25th, 2009

$150 billion investment in clean energy could create a net increase of 1.7 million American jobs and significantly lower the national unemployment rate.

150 miliardi di dollari di investimento nell’energia rinnovabile potrebbe creare 1,7 milioni di nuovi posti di lavoro negli stati uniti e ridurre significativamente il tasso di disoccupazione nazionale.

Va Al Gore

Il mistero dei 134 miliardi. Si faccia luce!

mercoledì, giugno 24th, 2009

L’ottimo Antonio Misiani ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Economia e delle Finanze sul mistero dei 134 miliardi di dollari sequestrati a Chiasso

“In particolare – prosegue Misiani – chiediamo se i due giapponesi ai quali sono stati sequestrati i bond, siano poi stati rilasciati dalle autorità italiane. È necessario anche accertare che i titoli sequestrati siano autentici, poiché il ministero dell’Economia deve imporre, come previsto dalla normativa, il pagamento della sanzione amministrativa che potrebbe raggiungere 38 miliardi di euro, pari al 40% della somma eccedente la franchigia ammessa di 10 mila euro”.

Sono curioso di sapere cosa risponderà Tremonti. Le prime informazioni che giungono dalla Procura della Repubblica di Como sembrano confermare che si tratti di titoli falsi. Ma se sono falsi perchè i due giapponesi che li trasportavano sono stati rilasciati?

Insomma, il mistero si infittisce e i servizi fanno sapere che

come scrive il ‘Financial Times’, i servizi segreti statunitense e italiano sospettano che dietro al colossale raggiro ci sarebbe la mafia siciliana.

Restano sul tappeto molte domande. La prima deve essere: cosa se ne faceva la mafia siciliana di titoli di valore così alto da non essere commerciabili?

He’s Barack Obama

sabato, giugno 20th, 2009

Vi immaginate cosa succederebbe, quali video realizzerebbe, se JibJab lavorasse in Italia?

Questo video è stato presentato per la prima volta ieri sera davanti a Barack Obama.

Un simpatico paraculo…

domenica, aprile 26th, 2009

Ha solo un anno e ha già imparato a farsi linkare dagli amici… :-D

Ma di “Stati Uniti” ne sa più di Camillo;-)