Prosperini e Formigoni hanno speso 7,2 milioni di euro per promuovere il turismo in Lombardia. Credo per quegli spot che finivano tutti con il faccione paciarotto di Prosperini.
La Regione Marche con 1,8 milioni di euro ha ingaggiato Dustin Hoffman, realizzato lo spot e acquistato un migliaio di passaggi sulle televisioni nazionali in prima serata.
Giornalisti, consiglieri regionali, funzionari, la vulgata era una sola: Formigoni ha ritirato le deleghe e assunto le funzioni ma non lo ha mai revocato dall’incarico di Assessore.
Disse in Consiglio Regionale il Presidente Giulio De Capitani il 18 dicembre 2009:
Comunico che il presidente della regione con decreto 14148 del 17 dic 2009 ha assunto tutte le funzioni e le attività oggetto dell’incarico attribuito al Sig. Piergianni Prosperini a far tempo dal 17 dicembre 2009
Confermò il Presidente Formigoni lo stesso giorno, nella stessa seduta:
Infine, come il Presidente De Capitani ha dato notizia, ho trasmesso al Presidente De Capitani nella giornata di ieri il Decreto da me firmato che dispone l’assunzione da parte mia dell’esercizio di tutte le funzioni e le attività connesse all’ambito delle materie oggetto dell’incarico attribuito al sig. Piergianni Prosperini.
Invece no. Formigoni non ha assunto solo l’esercizio delle funzioni e delle attività. Formigoni ha revocato Prosperini dall’incarico di Assessore. Però non lo ha mai detto, anzi, l’entourage ha sempre fatto capire il contrario.
Da tempo, invece, Formigoni l’ha mollato. Non l’ha più difeso pubblicamente da quella seduta in cui lo paragonò (e paragonò i magistrati) agli attori nella vicenda (e nel processo) Stasi.
Oggi scopriamo che lo ha mollato il giorno prima delle sue stesse comunicazioni al Consiglio Regionale: il 17 dicembre 2009.
Il motivo di tanto poca trasparenza mi è ignoto. Difficile capire perchè sia stato così difficile tra ieri e oggi verificare se Prosperini sia ancora, oppure no, Assessore.
Non lo è. E tra poco – sembra – arriverà anche il decreto governativo di sospensione dall’incarico di Consigliere Regionale.
Comunque vada a finire l’inchiesta e il successivo eventuale processo, penso che il dovere di un Presidente regionale dovrebbe essere ben altro che quello di ben impachettare le comunicazioni alla stampa.
Il dovere di Formigoni è quello di ridare trasparenza alla spesa pubblica lombarda. Ridare utilità ai tanti milioni di euro spesi per le operazioni di marketing “territoriale” che sempre più spesso assumono le sembianze del marketing “personale”.
Tornavo da Milano verso Bergamo intorno alle 20.30, nello zapping radiofonico mi fermo su Radio Popolare che annuncia di voci circa l’arresto di Piergianni Prosperini, in quel momento mi telefona Daniele Belotti (lo avevo chiamato per ringraziarlo di un dono natalizio “padano”) e il vivavoce interrompe la trasmissione. Gli chiedo se sa nulla ma anche lui (che essendo leghista fa parte della maggioranza) era all’oscuro di quanto accaduto.
Mai avrei detto che le voci che da settimane circolavano sul possibile arresto di alcuni (4) assessori e consiglieri regionali si sarebbero materializzate su Prosperini. Una persona che ho sempre pensato fosse un estremista, praticamente un fascista, uno che userebbe la garrota per i gay e la gogna per i cittadini stranieri. Uno che in parte “ci gioca” su questo perchè sa che gli porta molte preferenze, dall’estrema destra, ma che spente le telecamere è molto più civile e colto di quanto vuole apparire. Ma non uno che avrebbe (forse) terminato la carriera politica in prigione con l’accusa di corruzione e turbativa d’asta.
Tre anni fa lo sfidai, dandogli del “razzista” e chiedendogli di querelarmi. Durante una trasmissione televisiva aveva espresso la sicurezza che a fare la carneficina di Erba (Como) fosse Azouz Marzouk. Invece era innocente. Scrissi a Prosperini: “Lei è un razzista, mi quereli e quando sarò assolto dall’accusa di diffamazione avrò la patente per poterla chiamare “razzista” ogni volta che ci incontriamo”. Tornammo in televisione, riconobbe l’errore, si scusò e ci stringemmo la mano. Qualche tempo dopo disse altre cose, ancora più gravi, con il suo solito stile…
Oggi, mi auguro che tutte le accuse cadano, mi auguro che sia innocente e che torni alla vita “civile” quanto prima. Mi auguro che sia stato commesso un errore dai PM e che la Lombardia, i cittadini lombardi, non abbiano pagato con le proprie tasse spot televisivi mai andati in onda.
Io non me l’aspettavo, nessuno dei colleghi e dei giornalisti con i quali ho parlato se lo aspettava. Quando il giornalista Versace durante una trasmissione di Canale Italia disse che le “voci” parlavano di quattro arresti prima di Natale non pensai a lui. Commentai pensando all’inchiesta sulle bonifiche di Santa Giulia, non agli spot turistici. Anche se di quell’enorme spreco parlai pochi giorni fa proprio in Consiglio Regionale:
Questa è la regione in cui si pubblicizzano le funzionalità della Carta Regionale Servizi sull’Unione Sarda, si promuove il turismo (o il suo assessore) sulle televisioni lombarde e per affrontare la psicosi dell’influenza suina non si attiva neppure un numero verde.
E pure del portale del turismo (che sembra essere al centro dell’inchiesta) gli chiesi conto circa tre settimane fa in Commissione. “Dopo il grande spreco del portale Italia.it, pure un portale regionale?” gli chiesi. Perchè non telefona al Ministro Brambilla? quantomeno per unificare gli sforzi… Mi rispose dicendo che era coordinatissimo con la Brambilla e che il portale regionale sarebbe stato bellissimo. Benissimo.
Ma un conto sono gli sprechi, un conto le tangenti. I primi si possono e si devono combattere con la politica. Per le tangenti, Caro Piergianni, spero di cuore che tu sia innocente e che la cella di oggi non sia la garrota che tu auspicavi per gli omosessuali.
Insomma, c’è un sito in Italia che riesca a fare meno visite di Italia.it?
A guardare in rete sembra di no: c’è chi la zittiscecon inumeri, chi la schernisce per il delcoltè, chi la psicanalizza per lo sguardo basso subito dopo la grande balla sui grandi numeri.
E non è un caso, allora, se giovedì scorso in Commissione Attività Produttive l’Assessore regionale al Turismo Piergianni Prosperini ha magnificato le prestazioni del portale regionale (salvo non ricordarsi l’URL…). Come quasi tutte le Regioni, del resto. E come i Comuni turistici, le Province, le aziende di promozione. Nessuno si fida di Italia.it e tutti aprono il proprio: con le proprie presentazioni, la propria foto, i propri fornitori.
Poi succede che arrivi in un posto e non trovi neppure un operatore pubblico del turismo che al suo computerino riesca a dirti quante stanze libere ci sono in città.
Stesso panino: 3 euro per il milanese, 6 euro per il turista. Leggo ora l’inchiesta di due giornalisti di Repubblica, Franco Vanni e Teresa Monestiroli, e mi torna in mente Cuba da dove sono appena tornato. Anche a Cuba vige un doppio “mercato”: in pesos nazionali per i “cittadini” e in pesos convertibili per i turisti.Anche lì, e anche lì soprattutto nella grande città, i turisti sono solo da spennare.
A Milano, in quattro bar su 10, sono un po’ cubani e pensano di essere furbi.
Di Cuba racconterò domani. Comunque, sono tornato…
Il nuovo portale Italia.it doveva essere on line questa mattina.
Alle 16.31 Fiore si è collegato e ha trovato una richiesta password. Alle 17.44 mi sono collegato io… e ancora la password. Insomma, come presentare al meglio l’Italia se non con i ritardi della linea?
Se il logo ideato da Rutelli era bruttino, questo è indecente. A metà strada tra la sigla di una televendita e l’insegna di un bordello tailandese, c’è da chiedersi quale genere di turisti voglia attrarre il Ministro Brambilla e quale Italia voglia sponsorizzare per attrarli. Evito, invece, di domandarmi cosa stessero facendo quando hanno scelto questo logo lei e il Presidente del Consiglio.
A parte la bruttezza, c’è un particolare che offende la bandiera (o perlomeno offende me). Come ci insegnano da bambini (o almeno dovrebbero), il verde si colloca vicino all’asta. Se l’asta è posta in posizione orizzontale (per una legge nota come “gravità”, che non mi risulta coperta dal lodo Alfano), è evidente che il verde è il colore più in alto, seguito dal bianco e dal rosso.
L’amico Valter Grossi, Assessore al Territorio della Città di Bergamo, ha scritto su Facebook un articolo sul futuro delle Valli bergamache. In particolare l’articolo affronta i problemi della Val Seriana e della Val di Scalve aprendo, a mio avviso, un importante fronte di dialogo con gli ambientalisti sul progetto del comprensorio sciistico.
Non pubblicarlo sarebbe un grosso errore.
Nessuno più dei frequentatori di questo blog conosce la Sig.ra Brambilla. Possiamo allora non essere preoccupati?
«Ho assunto io la gestione del portale Italia.It. Non ve ne posso parlare ora, la storia è complessa e ho bisogno di un pò di tempo. Ma ho istituito un comitato per le nuove tecnologie anche per dare una risposta a questi problemi». Queste le parole di Michela Vittoria Brambilla, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Turismo, parlando nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Poi la Brambilla ha aggiunto: «Prima di chiedere altri soldi, come ho imparato dalla mia esperienza imprenditoriale, voglio spendere quelli che ci sono. Spendiamo quelli che abbiamo bene, e poi vedremo se ne servono altri».
Per chi proprio non può fare a meno di (ri)guardare le passate puntate di Sorci Verdi (ora in vacanza fino a ottobre). Ma cominciamo da una puntata sulle infrastrutture di Lombardia Oggi, trasmissione di Telenova, con l’omonimo collega di Forza Italia Marcello Raimondi.
Qui invece parliamo di flessibilità e welfare che non per forza devono equivalere a precarietà e disoccupazione. In studio con me (e con Eliana Pasquini che conduce magistralmente) ci sono Alfonso Miceli di ACTA (Associazione Consulenti del Terziario Avanzato) e Gianni Lombardi di Rete indipendenti I-Network.
Infine la Val Seriana e la Val di Scalve e il contestato comprensorio sciistico che tutte le istituzioni (ad ogni livello) vorrebbero costruire. Inevitabilmente la discussione si allarga al turismo sostenibile o (solo) bianco di cui hanno bisogno le nostre valli, ai cambiamenti climatici e alla neve che manca, alle speculazioni edilizie in valle. In studio, questa volta, Giuseppe Benigni (consigliere regionale del PD) e Don Osvaldo Belotti, Parroco di Boario Spiazzi (Gromo).