Le case di Amadeo, in Procura

giovedì, maggio 21st, 2009

Non è più soltanto una questione di (im)moralità. Non è più soltanto una questione di totale assenza di eleganza. Questa mattina ho presentato in Procura della Repubblica un esposto (insieme al collega Mario Agostinelli) sulla vendita degli immobili dell’Azienda Ospedaliera Bolognini di Seriate alla moglie del Direttore Generale Amedeo Amadeo e al fratello del Direttore Tecnico Renato Mauri.

Troppe irregolarità e troppa poca trasparenza:

  • Le abitazioni (tre appartamenti e due box) si trovano a Bergamo. Per legge l’Ospedale avrebbe dovuto inviare copia del Bando anche al Comune di Bergamo per l’esposizione all’Albo Pretorio. E’ lì, infatti, che vanno a cercare le agenzie immobiliari che vedono gli appartamenti in Bergamo. Invece no, il bando è stato inviato solo ai Comuni sede di strutture dell’Azienda: Seriate, Piario…
    .
  • Per legge il bando avrebbe dovuto essere pubblicato anche sulla Gazzetta Ufficiale. Non è stato fatto.
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  • La pubblicazione sul maggiore quotidiano locale è avvenuta per un giorno solo con l’acquisto di un piccolo rettangolino a pagina 36. L’altro giornale scelto è un foglio semi-clandestino, come un po’ tutta la stampa di partito: Il Secolo d’Italia, al tempo organo ufficiale di Alleanza Nazionale. Un caso?

Forse anche per queste ragioni all’asta si sono presentati solo la moglie di Amadeo e il fratello di Mauri?  Un caso che abbiano presentato offerte non in concorrenza tra loro?  La moglie di Amadeo si è svenata offrendo lo 0,4% di aumento sulla base d’asta. Il Fratello di Mauri scialacquò: l’1,1% di aumeto. La prima per un lotto, il secondo per gli altri due.

I prezzi pagati? Forse definibili vantaggiosi…

  • 1° lotto: 1 appartamento con Box Euro 122.937 (5 vani + box)
  • 2° lotto: 1appartamento Euro 107.772 (5 vani)
  • 3° lotto: 1 appartamento con Box Euro 127.635 (5 vani + box)

Certo avrebbero potuto pagare anche un (bel) po’ di meno. Se l’Agenzia del Territorio non avesse “corretto” la valutazione del Sig. Renato Mauri il prezzo a base d’asta per tutti e cinque gli immobili sarebbe stata molto probabilmente di Euro 258.731,62 (la valutazione appunto del Sig. Renato Mauri, fratello di uno dei due acquirenti, per i cinque immobili).

Resta da chiarire la metratura effettiva di questi appartamenti.  Non mi fido molto di quanto scritto su alcune carte…

I Revisori dei conti (cinque componenti nominati dal Governo, dalla Regione e dai Comuni dell’Asl) hanno verbalizzato in modo inequivocabile:

Il quadro descritto consente fin d’ora di riscontrare la presenza di irregolarità sicuramente non irrilevanti (da valutarsi con particolare attenzione stante l’andamento della partecipazione alla gara ed il suo esito)…

In sostanza: hanno fatto in modo che nessun’altro partecipasse alla gara, se non i congiunti; hanno fatto si che i congiunti, di famiglia diversa, non entrassero in competizione potendo così offrire il minimo sindacale di rialzo; hanno acquistato gli appartamenti; l’Azienda Ospedaliera, quindi i cittadini, ha incassato meno soldi.

Amministratori così neppure la Lombardia se li può più permettere. Qualunque sia l’esito giudiziario, Formigoni ha il dovere di dimmetterLi immediatamente.

Febbre razzista

giovedì, aprile 30th, 2009

Il centrodestra ha scelto per la candidatura alla Presidenza della Provincia un signore che dice:

“io vorrei anche annunciarvi che sto anche discutendo con il responsabile dell’ospedale di Treviglio Caravaggio (qui in Provincia di Bergamo) stiamo per predisporre un canale preferenziale al pronto soccorso per i nostri anziani. Per fare in modo che non restino indietro e che magari stiano male al pronto soccorso perchè i medici per questa paura di non denunciare e per questa febbre di curare i clandestini magari si dimentichino di curare i nostri anziani. Quindi noi stiamo predisponendo questo e credo che all’interno della Provincia di Bergamo ma in tante provincie dove la Lega ha il governo del territorio e dove probabilmente l’avrà come a Brescia con l’amico Molgora credo che spingeremo, pur non essendo una competenza della provincia, spingeremo i nostri direttori degli ospedali a creare questo canale preferenziale per fare in modo che si ricordi che c’è anche la nostra legge oltre che i clandestini”.

Il direttore dell’Ospedale conferma solo in parte e dice che non farà distinzioni di nazionalità:

“”Ne abbiamo discusso, ma questo ancora non rientrerà nella prassi”

La fraseologia da gerarca del candidato Presidente dei “moderati” bergamaschi non trova quindi riscontro, per il momento, neppure nel direttore dell’Ospedale di nomina leghista, quello di Treviglio.

Resta il fatto che in un paese normale Pirovano potrebbe essere il candidato di Frosio o di Albanese. Non certo di Saffioti, di Capetti, di Ceci… di Bettoni.

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Fonti: BergamoNews, L’Anticomunitarista
(anche audio)

Quelli che… 89 in pagella (per partito preso)

martedì, aprile 28th, 2009

Anticipo uno stralcio dell’articolo che ho scritto per il prossimo numero di Bergamo 7.
Venerdì lo trovate on line e nei cestelli per le strade di Bergamo.

Mi permetto di dissentire sia da Formigoni che dal “copione” Raimondi.
Innanzitutto non è credibile, e ogni cittadino può testimoniarlo, che tutti i direttori siano valutati sopra il fatidico (e remunerativo) 80. Tutti bravi? Tutto perfetto in Regione Lombardia? Che valore ha mai un premio se viene dato a tutti, indistintamente?
Ciò avviene perché è la procedura ad essere aria fritta. E aria fritta non possono non essere le valutazioni finali. L’avvio dell’istruttoria, infatti, avviene per autocertificazione
dello stesso manager. Da lì parte la valutazione.
E questa avviene per il 60% sulla base del raggiungimento di alcuni obiettivi ma solo 17 punti su 60 vengono assegnati per obiettivi prettamente sanitari e di qualità del servizio.
E l’altro 40%? La legge dice che gli altri 40 punti vengono dati “sulla base di una valutazione sulle qualità/comportamenti manageriali”. Un po’ vago, vero? Si, e soprattutto molto discrezionale.

Update: l’articolo integrale su Bergamo7


3 in pagella perchè hai copiato

martedì, aprile 28th, 2009

Leggo la lettera di Marcello Raimondi a L’Eco di Bergamo sulle pagelline della Regione ai direttori delle Asl e delle Aziende Ospedaliere. Leggo e rileggo e mi assale un curioso “déjà vu”… E in effetti…

Marcello Raimondi su L’Eco di Bergamo del 27 aprile scrive:

la classifica di rendimento viene realizzata sulla base di obiettivi specifici raggiunti o non raggiunti e ricorrendo a parametri tecnici che consentono la verifica in percentuale dell’azione di ciascuno.

Roberto Formigoni sul Corriere della Sera del 25 aprile scrive:

la classifica di rendimento viene realizzata sulla base di obiettivi specifici raggiunti o non raggiunti e ricorrendo a parametri tecnici che consentono la verifica in percentuale dell’azione di ciascuno.

Marcello Raimondi su L’Eco di Bergamo scrive:

Tali elementi determinano il 60 per cento del voto finale, il restante 40 per cento una valutazione complessiva e collegiale da parte della Giunta regionale.

Roberto Formigoni sul Corriere della Sera scrive:

Questi elementi determinano il 60% della valutazione finale. Il restante 40% (…) quanto piuttosto ua valutazione complessiva e collegiale da parte della Giunta Regionale

Marcello Raimondi su L’Eco di Bergamo scrive:

Si tratta di un metodo moderno, innovativo, trasparente e condiviso, simile a quello che le aziende private utilizzano per valutare i loro manager.

Roberto Formigoni sul Corriere della Sera scrive:

Si tratta di un metodo moderno, innovativo, trasparente e condiviso, simile a quello che le aziende private utilizzano per valutare i loro manager.

Marcello Raimondi su L’Eco di Bergamo scrive:

Altre amministrazioni in Italia hanno scelto la via più facile dell’omologazione, dando a tutti i dirigenti lo stesso voto ed evitando di scontentare chiunque.

Roberto Formigoni sul Corriere della sera scrive:

Altre amministrazioni in Italia hanno scelto la via più facile dell’omologazione, dando a tutti i dirigenti lo stesso voto ed evitando di scontentare chiunque.

Per entrambi, a questo punto, valga la risposta dell’Eco di Bergamo, non firmata e quindi attribuibile al Direttore:

Prendiamo atto delle spiegazioni della Regione e confermiamo il nostro giudizio negativo sul sistema di valutazione delle pagelline, che, come abbiamo scritto, “non valgono nulla e sono rigorosamente modellate sulle esigenze politiche del momento”.

Appunto. E le valutazioni, aggiungo io, sono così personalizzate, che le lettere di protesta vengono copiate a Bergamo da quelle di Milano.

Tutto in famiglia

mercoledì, aprile 15th, 2009

Amedeo Amadeo

Per alcune persone sembra essere più facile trovare casa. Oggi ho presentato un’interrogazione all’Assessore Regionale Luciano Bresciani insieme al collega e amico Mario Agostinelli.

Nell’interrogazione diciamo che nel 2006 l’Azienda Ospedaliera Bolognini vendette tre appartamenti e due boz auto. L’autorizzazione alla vendita fu richiesta dal direttore Generale Amedeo Amadeo. La prima stima fu fatta dal direttore dell’Area Risorse Tecniche Ing. Renato Mauri. L’acquisto di un appartamento fu fatto dalla moglie di Amadeo. L’acquisto di due appartamenti e un box fu fatto dal fratello dell’Ing. Mauri.

Per localizzare: zona Loreto, Bergamo, sotto le colline, un bello stabile (vecchiotto, del 1966, ma di recente manutenzione straordinaria). Valore sencondo Mauri: Euro 258.731 euro per tutti e cinque gli immobili). Valore stimato dall’Agenzia del Territorio: Euro 355.200 euro.

All’Asta hanno partecipato solo la moglie (di Amadeo) e il fratello (di Mauri).

In un altro paese sarebbero già, entrambi, sul volo lunare con movimento a pedata.
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Qui sotto l’interrogazione presentata

(continua…)

Giuro di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dalla lunghezza del pelo

sabato, marzo 28th, 2009

Divieto di depilazioneNel titolo l’ultima versione del Giuramento di Ippocrate aggiornato alla luce di quanto Metilparaben ci racconta essere accaduto in un noto ospedale romano. Qui il testo della chat tra lui e una sua amica opportunamente resa anonima.

[11.59.49] XXX scrive: Ieri, ore 16.30. Ospedale YYY (noto ospedale romano, n.d.r.), appuntamento per visita ginecologica periodica e relativo pap-test. La consueta attesa. Poi entro.
[12.00.07] Alessandro scrive: ok.
[12.00.17] XXX scrive: Anamnesi, compilazione scheda, formalità di routine.
[12.00.23] Alessandro scrive: ok
[12.00.57] XXX scrive: “mi accomodo”.
[12.01.08] Alessandro scrive: …
[12.01.15] XXX scrive: primo medico: donna sui 45
[12.02.00] XXX scrive: “mi spiace signora, io non posso visitarla, credo si renda conto del perché!”
[12.02.07] Alessandro scrive: ?
[12.02.11] XXX scrive: io, faccia a forma di punto ?
[12.02.17] Alessandro scrive: ecco, appunto
[12.02.32] XXX scrive: dico che non ne ho idea.
[12.02.46] Alessandro scrive: (mi alzo 3 minuti, tu scrivi, torno subito)
[12.05.01] XXX scrive: e questa: “Lei è depilata e io non posso visitarla perchè infrangerei non solo l’etica professionale ma anche la morale e la mia coscienza”.
[12.05.41] XXX scrive: io incredula e, forse, anche se solo per un attimo imbarazzata…
[12.05.45] XXX scrive: poi: “dottoressa può spiegarmi meglio perchè mai lei si rifiuta di visitarmi?”
[12.08.32] XXX scrive: “Come le ho detto lei è glabra, certamente non a causa di terapie o disfunzioni di alcun genere, pertanto il suo stato non può essere se non indicazione di sue scelte di vita particolari da noi medici obiettori assolutamente inaccettabili”.
[12.09.27] XXX scrive: “Scusi?”
[12.15.57] XXX scrive: lei mi sta dicendo che si rifiuta di visitarmi e di farmi il pap test perchè lei è obiettrice? Lasciamo per un attimo da parte tutto quello che penso su un medico obiettore di coscienza, non le sto LEGITTIMAMENTE chiedendo la RU-486 che lei sarebbe obbligata a prescrivermi, non le sto LEGITTIMAMENTE chiedendo di praticare un aborto, cosa che lei non potrebbe mai rifiutarsi di fare, le sto LEGITTIMAMENTE chiedendo (con tanto di pagamento ticket SSN) di EFFETTUARE UNA VISITA DI CONTROLLO SU UNA DONNA di 41 ANNI.
[12.16.38] XXX scrive: e questa: “Io non la visito, la prego di andare”.
[12.17.15] XXX scrive: a questo punto ho chiesto di parlare con un altro medico e con il responsabile del reparto
[12.20.03] XXX scrive: dopo venti minuti durante i quali non mi sono mossa dalla stanza delle visite (nonostante i numerosi inviti ad aspettare fuori, scortesi prima, arroganti dopo e offensivi infine) arriva l’altro medico: uomo 40enne più o meno
[12.22.22] XXX scrive: la collega lo informa del gravissimo problema etico e di coscienza che si è trovata a fronteggiare e lui: hai verificato bene che sia completamente glabra? (della serie vojo vede’ pur’io se c’ha la pelliccia o no mhhh)
[12.25.37] XXX scrive: insomma la dottoressa ha giurato sullo stato della presenza o meno di MIEI PELI e lui, rivolgendosi a me: signora, lei è una bella donna, le sue scelte sessuali non ci riguardano, è vero, ma il suo STATO è contro la morale e contro la nostra etica professionale quindi si rivolga ad un altro ospedale.
[12.27.42] XXX scrive: Tralasciando il fatto che mi hanno implicitamente dato più volte della mignotta e mi hanno anche presa per un braccio per farmi uscire mentre attendevo the second opinion…
[12.29.47] XXX scrive: Ho dato fuori da matti: sì, faccio la mignotta, quindi voi non fornite assistenza ginecologica alle mignotte?
[12.32.20] XXX scrive: vabbè insomma ho sbraitato come una bestia impazzita, ho minacciato denunce di ogni genere, ho detto che se entro dieci minuti non fossi stata visitata si sarebbero trovati giornalisti e telecamere ovunque, ho detto di tutto, non hai idea
[12.32.30] XXX scrive: ero fuori di me
[12.32.33] Alessandro scrive: immagino
[12.32.46] XXX scrive: mi hanno anche offerto il rimborso del ticket
[12.33.17] XXX scrive: CAZZO e allora scrivetelo alla cassa che se non ‘c’hai i peli non hai diritto neanche alla prevenzione
[12.34.19] Alessandro scrive: sono allibito
[12.34.59] XXX scrive: si sono fatte le 20.30 e alla fine il direttore del reparto è arrivato… probabilmente dal suo studio privato là a due passi dove visita per 250 euro a botta
[12.35.57] XXX scrive: ed è proprio questo che mi ha detto: signora finiamola qua, lei deve rispettare i medici obiettori, comunque sia io ora la visito e le faccio il pap-test
[12.36.08] Alessandro scrive: non ci posso credere
[12.36.47] XXX scrive: però la prossima volta le consiglio di venire a studio da me, oppure di rivolgersi ad una struttura diversa dal YYY.
[12.37.43] XXX scrive: si infila i guanti e mi dice: si accomodi, prego (mignotta)
[12.40.53] XXX scrive: cmq alla fine mi sono rifiutata di farmi visitare e sono uscita dicendo “dovete solo vergognarvi tutti”. E mi vergogno anche io, non di essere una mignotta, ma di vivere in questo schifo di paese
[12.48.32] XXX scrive: (ho dimenticato un piccolo particolare, o forse più di uno, ma questo è divertente: il secondo medico (quello che non ha potuto sbirciare) mi ha dato una grande opportunità: “senta facciamo così, prenda un appuntamento tra 15 giorni, quando magari sarà più (finto imbarazzo) a posto, le assicuro che la visiterò io personalmente”.

Forse avevano ragione i medici (e l’opposizione)

sabato, marzo 14th, 2009

Il titolo di Repubblica.it dice già tutto: Teme la denuncia e non va in ospedale prostituta muore di Tbc, rischio contagio.
Mi piacerebbe conoscere il commento del Consigliere Daniele Belotti che qui sopra si confronta con me a Sorci Verdi proprio sulla norma che consente ai medici di denunciare i clandestini.
Qui l’appello dell’Ordine dei Medici di Bergamo.

L’Ospedale pagato due volte ha il record dei lavori in ritardo

domenica, marzo 1st, 2009

La Repubblica, L'ospedale pagato due volte (Piario, Bergamo)

Cinzia Sasso scrive su Repubblica

Un ritardo che sfiora i quattro anni, i costi quasi raddoppiati, il trasferimento che è stato un calvario, gli operai ancora al lavoro dopo che il nastro è stato tagliato già da due mesi.

L’ultimo gioiello della sanità lombarda, “l’ospedale più bello d’Italia” come promettevano orgogliosi gli amministratori, ha finalmente aperto i battenti, ma non basta la fine dei lavori per chiudere le polemiche. L’Antonio Locatelli di Piario, 132 posti letto destinati al comprensorio della Val Seriana, è finito sotto la lente d’ingrandimento dei revisori e del Collegio sindacale e la sua complessa storia sarà passata al setaccio dalla corte dei Conti e dalla giunta regionale.

I consiglieri regionali Marcello Saponaro (Verdi) e Mario Agostinelli (Rc) chiedono «risposte chiare, trasparenti, non evasive»; ma in ogni caso, quella di Piario è una storia tutta da raccontare perché proietta ombre pesanti sul panorama che si vuole splendente della sanità lombarda e sulla capacità dell’ente pubblico di controllare i suoi appalti.

Continua qui o cliccando sull’immagine (Pdf 483 kb).

Il chiodo infetto del Santa Rita

giovedì, febbraio 19th, 2009

Leggere e ascoltare l’articolo di Repubblica fa ancora impressione. I controlli di Regione Lombardia non sono bastati a individuare una clinica che secondo la GdF ha collezionato il 13% delle 569 persone morte nei reparti di riabilitazione di tutta la Lombardia nel solo 2005. Evidentemente, eufemisticamente, sono da migliorare.
Qui sopra il dibattito trasmesso da Canale Italia pochi giorni dopo l’esecuzione degli arresti (in Studio Carlo Porcari (PD), Pietro Macconi (AN), Enzo Lucchini (FI) ed io).

I problemi si lavano in famiglia. A Piario.

mercoledì, febbraio 18th, 2009

Mentre Obama mette on line le spese minuto per minuto, per il Direttore dell’Ospedale Bolognini, il Pidiellino Amedeo Amadeo, i problemi si lavano in famiglia. E a Piario nessun problema dixit l’Assessore Regionale…