Nuova cura per la sclerosi multipla, qualcosa si muove(rà)?

giovedì, ottobre 28th, 2010

Sollecitato da un concittadino che ha un familiare affetto da sclerosi multipla mi sono informato di più sull’argomento e sulla nuova cura chirurgica sperimentale del Dott. Zamboni. Ne scrissi qui il giorno dopo aver visto anche il servizio delle Iene che mi era stato chiesto di guardare….

Quindi ho fatto incontrare sia Maurizio Martina che Gabriele Sola, consiglieri regionali del PD e dell’IDV, con il papà che mi aveva scritto ed entrambi se ne stanno occupando seriamente.

Oggi Gabriele Sola ha depositato anche la richiesta alla Presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale Margherita Peroni di organizzare un’audizione del Professor Zamboni e delle associazioni che in Italia stanno sollecitando l’avvio della sperimentazione di questo intervento chirurgico (già praticato all’estero nonostante sia di “invenzione” italiana) e che in alcuni casi – pare – essere risolutivo, in altri migliorativo, in altri ancora, purtroppo, inefficace. Insomma, da sperimentare!

Scrive Gabriele Sola sul suo blog:

L’Emilia Romagna da metà novembre darà il via ad una seconda fase di sperimentazione; il Lazio si è formalmente impegnato nello stesso senso. Spero che presto anche in Lombardia possa prendere il via una sperimentazione seria. E mi auguro che i veti politici incrociati, su una questione così importante come la salute di migliaia di persone, lascino il posto ad un supporto bipartisan e ad un impegno trasversale. Vi saprò dire…

Credo che Gabriele non sia l’unico che attende la risposta…

Perchè la Lombardia non sperimenta la nuova cura (chirurgica) contro la Sclerosi multipla?

mercoledì, ottobre 6th, 2010

Ieri un amico di Facebook mi ha riscritto chiedendomi di guardare il servizio delle Iene che sarebbe andato in onda questa sera sulla nuova cura chirurgica (tutta italiana ma non praticata in Italia) contro la sclerosi multipla . E questo è quello che mi aveva scritto precedentemente:

Caro Marcello,
mi permetto di scriverti da questo sito per segnalarti un problema che mi assilla molto in quanto parte in causa.
Ho un familiare che è malato di sclerosi multipla da circa 3 anni.
In questi ultimi mesi sono rimbalzate, in tutto l’web, Tv private e nazionali, notizie di una nuova modalità di diagnosi di una malformazione venosa che può essere concausa della malattia SM.
Leggo notizie di regoni come Friuli, Veneto Emilia Romagna, che a breve (2 mesi) iniziano ad eseguire sperimentazioni su più città delle rispettive regioni.
Da noi in Lombardia nulla, se non uno studio “a mò di carbonari” presso il San Raffaele e molto ristretto.
Con tale studio/sperimentazione, scoperta tutta italiana e già avviata anche all’estero, si potrebbe verificare se una persona con SM ha questa malformazione venosa che può causare la malattia.
A BG, non solo a BG, attualmente la proposta viene snobbata forse per più evidenti interessi economici sui farmaci (1760,00€ mensili per la cura!!).
Non voglio fartela lunga, siccome sono di Xxxxxx, se hai disponibilità di 30 min da dedicarmi posso spiegare meglio il tutto.

Qualche minuto fa ho guardato il servizio delle Iene: uomini e donne rinati grazie a un semplice intervento di angioplastica sulla vena giugulare. Una donna operata – grazie alla sperimentazione – a tre giorni della diagnosi e che grazie al rapido intervento non ha sviluppato nessuna delle degenerazioni fisiche che produce la sclerosi multipla. Un’altra donna tornata a camminare dopo un intervento in Bulgaria, in struttura privata, al costo di 7500 euro. Tante altre storie a lieto fine.

Io non so se è un problema al Ministero (e in Lombardia per l’avvio della sperimentazione) sia di lentezza burocratica o di interessi economici legati alle industrie del farmaco. Qualunque sia la causa… va rimossa. Velocemente. Per metterci al pari delle nazioni che questo intervento chirurgico lo hanno già sperimentato, codificato, autorizzato e lo effettuano con grande giovamento per i malati.

All’amico di facebook voglio solo dire che sono a sua disposizione per organizzargli un incontro con i nostri consiglieri regionali per scrivere insieme le interpellanze e chiedere un’immediata audizione in Commissione Sanità.

… e se invece delle miserie erotiche e immobiliari dei governanti d’oggi ci occupassimo un po’ di più di queste cose qui?

E tu da bambino cosa avresti voluto essere da grande? Un pompiere? Naaaaa

venerdì, luglio 16th, 2010

Invece lui voleva fare il malavitoso:

Carlo Antonio Chiriaco, il direttore sanitario dell’Asl di Pavia arrestato per associazione mafiosa e corruzione elettorale nella maxioperazione Milano-Reggio Calabria da 300 arresti, dice di essere malato di ’ndrangheta. Affascinato «morbosamente» (dice proprio così nell’interrogatorio) dalla voglia, fin da giovane, di farsi credere dagli altri un malavitoso della ’ndrangheta, per vedere poi l’effetto che fa in chi ascolta.

E noi (loro) giustamente lo hanno messo a dirigere un’Asl.
.

p.s. Qualcuno in Regione mi fa la cortesia di controllare il punteggio che Formigoni e la Giunta gli hanno conferito negli anni scorsi a questo integerrimo servitore della sanità pubblica?
.

“Case del Bolognini, vendita illegittima”. Oibò.

mercoledì, aprile 28th, 2010

Dnews di oggi è molto interessante. Tra le altre cose vi si può leggere:

“L’allegato alla missiva firmata dal ragioniere generale dello Stato da ragione a Saponaro“.

Chissà che non sia la volta buona…

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I Cesaroni della Lombardia

giovedì, aprile 1st, 2010

L’Eco di Bergamo mette in evidenza, nell’edizione cartacea oggi in edicola, che la metà degli Ospedali lombardi praticano il parto con taglio cesareo in oltre il 30% dei casi. Sempre nell’articolo possiamo leggere che i record appartengono a tre strutture: l’Istituto di cura Città di Pavia (54,5%), l’Istituto Clinico Beato Matteo di Vigevano e l’Istituto Clinico Città di Brescia (entrambi al 46,5%).

Io aggiungo una considerazione: sarà un caso che tutte e tre le strutture appartengono al gruppo San Donato?

Considerato che l’OMS consiglia di non superare la soglia del 15% di parti con taglio cesareo. Quanto costa ai cittadini lombardi il restante 15% di interventi inutili? Chi controlla se nelle cliniche del gruppo San Donato si effettuano interventi non necessari a danno delle donne e dei contribuenti? Chi sono i dirigenti sanitari in quelle province? Chi li ha nominati?

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La politica sociale di Formigoni: un buono per un voto. E tagli ai Comuni…

martedì, marzo 23rd, 2010

Un breve riassunto: Formigoni taglia quasi del 50% il fondo sociale ai Comuni. Ciò che ha tagliato lo vuole distribuire lui stesso, tramite il cosiddetto “Buono famiglia“: un contributo di 1300 euro per chi ha un genitore in casa di riposo.

I Comuni scendono in guerra: così non potranno più rispondere ai bisogni dei più deboli del proprio territorio. E così i più deboli saranno gravati da altra burocrazia regionale, scadenze, formulari, per accedere al buono. Non va bene.

Non va bene al punto tale che alla scadenza soltanto 200 cittadini bergamaschi hanno richiesto il buono. Troppo pochi. Formigoni rischia di farci una figuraccia. Allora bisogna allargare le maglie!

Sono entrato in possesso delle email interne con le disposizioni dei dirigenti regionali ai dirigenti territoriali, nelle Asl. Le maglie sono state allargate 4 volte. In tutti gli uffici i dipendenti Asl sono stati costretti a telefonare ai nuovi aventi diritto per sollecitare la richiesta di fare richiesta del buono. Direttori di dipartimento hanno alzato i telefoni per chiamare le strutture di accoglienza, chiedere di distribuire i formulari, sollecitare i parenti a fare richiesta.

L’obiettivo erano 1500 buoni in Provincia di Bergamo. Non 200! Quindi… maglie sempre più larghe.

Risultato: il buono è stato distribuito sulla base di autocertificazione di ogni parente, non più solo i figli. Se la retta di un anziano è divisa e pagata da 4 fratelli, tutti e quattro possono ricevere il buono. Se è pagata da un solo figlio o nipote… un solo buono! Ma l’anziano e la retta sono sempre e solo uno…

Un buono… un voto.

Alla faccia del federalismo, con i tagli sempre e solo ai comuni. Alla faccia dell’efficienza.

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Prevenire è meglio che curare. Preservativi e alcoltest per tutti!

martedì, marzo 16th, 2010

In Italia ci sono 130 / 160.000 persone sieropositive. Ogni anno muoiono 4000 malati di Aids. Quasi la metà dei sieropositivi non sa di esserlo. Ciò aumenta i contagi. 

La Lombardia investe nella lotta alle dipendenze (alcol e droga) lo 0,7%  del bilancio sanitario. Troppo poco. L’Unione Europea consiglia, infatti, una spesa di almeno il 2% del bilancio. Negli ultimi 6 anni, inoltre, si sono persi 250 operatori pubblici a causa del blocco delle assunzioni, a fronte di un aumento del 40% degli utenti del SERT.

Questi dati mi hanno spinto a organizzare la distribuizione nei prossimi giorni del kit con preservativo e alcoltest fuori dai locali e dalle discoteche di Bergamo e provincia. Un’azione simbolica in campagna elettorale per sostenere alcune proposte che ho fatto, insieme a Ivan Scalfarotto, questa mattina in conferenza stampa:

1) Aumentare almeno fino all’1,5% la quota del bilancio sanitario destinato alla lotta delle dipendenze

2) Distribuzione inizialmente gratuita e poi al prezzo calmierato di 20 cent. di condom e e alcoltest in tutte le scuole da parte delle ASL. Esattamente come ha fatto la Francia con l’iniziativa “Uscite coperti”

3) Organizzare altre iniziative di sensibilizzazione e informazione nelle scuole e negli ospedali affinchè vengano fatti periodicamente i test per l’Hiv

Tutto ciò costerà pochissimo, forse nulla. Se solo si riuscisse a dimezzare il numero delle persone che contraggono il virus dell’Hiv in Lombardia, si risparmierebbero infatti decine di milioni di euro all’anno.

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Il direttore dell’ASL è stato scelto dall’Assessore perchè è il più bravo

lunedì, marzo 15th, 2010

Vi piacerebbe fosse sempre così in ogni ASL e in ogni ospedale? Ne discutiamo questa sera (lunedì 15 marzo) alle 20.45 insieme a due ospiti d’eccezione: Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri di Bergamo, e Alessandro Cè, già assessore regionale alla sanità della Lombardia.

Discuteremo della sanità lombarda, dei suoi meriti e dei bisogni dei cittadini. I meriti intesi nei due sensi: le eccellenze e la meritocrazia.

Alla Casa del Giovane, sala degli Angeli, Via Gavazzeni 13 a Bergamo.

Vi aspetto!

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Cronache sanitarie

venerdì, dicembre 18th, 2009

Ieri il Consiglio Regionale ha approvato il Testo Unico delle Leggi sulla sanità. Per la prima volta non è stato un voto unanime. Una cosa strana, questa, all’apparenza, perchè i testi unici per legge devono essere “compilativi”, cioè non devono modificare nulla nella normativa. Devono solo semplificare, riunendo in un unico testo molte leggi vigenti. Dunque, di solito si votano all’unanimità.

Io mi sono astenuto, che in Consiglio Regionale equivale quasi a votare contro perchè una legge per essere approvata deve avere il 50% + 1 dei voti favorevoli. Insieme al Consigliere Alessandro Cè (ex Assessore leghista alla sanità oggi all’opposizione) ho eccepito su numerosi articoli che a nostro avviso non sono compilativi ma rischiano di modificare sostanzialmente alcune norme. E questo non è consentito di farlo nei T.U.

Insieme alla Consigliera Ardemia Oriani ho presentato anche due Ordini del Giorno (in pratica due mozioni che impegnano, se approvati, la Giunta a un determinato comportamento):

Il primo per favorire i cittadini affetti dal diabete chiede di modificare la legge per adeguare la prevenzione e le cure alle nuove sperimentazioni e ai nuovi programmi, più avanzati. E’ stato approvato.

Il secondo per modificare il Testo Unico, dopo l’approvazione “compilativa” affinchè nelle ASL siano previsti sempre anche i Dipartimenti contro le dipendenze (alcol, droga). In moltissime ASL è già così ma la legge, invece, non li prevede. Con questo Ordine del Giorno si voleva dare la medesima dignità che hanno i Dipartimenti di veterinaria anche ai Dipartimenti per le dipendenze. Ci sembrava logico. E’ stato bocciato.

Segnalo infine questo bel post di Kuda sulla salute mentale in Lombardia:

(…) Potremmo partire proprio dal Policlinico presso cui era in cura Tartaglia, un anno fa il primario Antonella Costantino dichiarava:

Dal 2002 al 2003 i fondi regionali sono diminuiti del 14%, oggi non si sa quali fondi sono destinati a questo settore della sanità, certo è che sono sempre di meno e penalizzano servizi che già hanno liste di attesa inaccettabili (…)

Lotta alla droga?

mercoledì, dicembre 2nd, 2009

In Commissione II abbiamo votato oggi il testo unico della sanità. Io, facendomi portavoce della Federserd, ho chiesto che tra i dipartimenti previsti nell’organizzazione delle ASL si inserisse anche il Dipartimento delle dipendenze. La lotta alle dipendenze (da droghe o da alcool) deve o no avere la stessa dignità del Dipartimento di veterinaria? Niente da fare. Secondo la maggioranza non si possono inserire nel TU perchè questo non può modificare la normativa vigente (che li prevede solo nei piani di organizzazione aziendale). Si dovrà effettuare la modifica in un secondo tempo: cioè mai in questa legislatura.

Sbagliano. Penso di averlo dimostrato nel dibattito (qui sopra lo scorcio – audio – di discussione in commissione su questo articolo). Che il problema sia che alla Regione non interessano i Sert e i dipartimenti per le dipendenze dell? Che alla Regione interessi sostenere solo una parte del privato sociale? Come sempre la più “Compagnosa” e “Celeste”…?