
Oggi ha perso uno dei migliori Sindaci che Bergamo abbia avuto. Vincono in Città e in Provincia due esponenti di destra, persino radicale. Il primo, Franco Tentorio, di tradizione missina mai sopita e l’altro, Ettore Pirovano, di arrogante foggia leghista.
Bergamo non ha mai rieletto un proprio Sindaco una seconda volta. Può una sorta di insoddisfazione permanente giustificare la sconfitta di Bruni e del Centro Sinistra? No, evidentemente non basta.
Un vento europeo, ed italiano, di destra? Si, il “vento” ha fatto molto. Ha spianato, quasi sterminato, il Centro Sinistra in Lombardia passando sopra buone e pessime amministrazioni, Sindaci che avevano ben lavorato e Sindaci incapaci. Quando le distanze sono così importanti tra le due maggiori coalizioni la capacità di valutare le differenze e i meriti viene un po’ meno… Ma anche questo non basta.
Quando un partito, una coalizione o un politico perdono non ha senso dare la colpa ai cittadini, tantomeno recriminare contro gli avversari. Oggi, in questo sistema che si vorrebbe bipolare, il PD rappresenta poco più di un quarto degli italiani. Franceschini ha “tenuto” cercando di non perdere, anzi di recuperare, voti a sinistra. Lo spirito “maggioritario” del PD s’è perso con il risultato delle politiche ma i voti da riprendere sono quelli andati a destra. I Verdi italiani sono sempre più i cugini impresentabili d’Europa: incapaci di darsi un profilo e un gruppo dirigente affidabile rincorrono da anni, troppi anni, qualunque aggregazione purchessia; purchessia una poltrona si intende. La sinistra “radicale” è polverizzata e in parte assorbita da un partito populista, l’IDV, che candida senza scomporsi e senza indignare i trombati dell’Udeur in Calabria così come il magistrato De Magistris, il radicale umanista Schultze e il comunista Zipponi, il democristiano Zamponi e il cognato ex-un-po’-di-tutto Cimadoro.
Insomma, dobbiamo ripartire. Ricostruire il centro sinistra. Soprattutto qui, al nord, in Lombardia. Dobbiamo ricostruirlo nelle relazioni sociali, disgregatesi in questi (tanti) anni insieme alla capacità di comprendere gli umori, le paure e i bisogni dei cittadini e delle imprese. E’ cambiato il lavoro, è cambiata la capacità di competere sui mercati, è svanita la fiducia ma sono rimaste pressochè immutate le strutture del welfare, della formazione, dei servizi. Questa è anche colpa nostra. Di noi che delle paure non beneficeremo mai. E’ colpa nostra come quando s’è scelto durante il Governo Prodi di “spendere” miliardi di euro per cancellare lo “scalone” pensionistico anzichè dare ai giovani flessibili (e quindi precari anche per colpa nostra) uno straccio di welfare al pari degli altri paesi europei. Non è stata un’opera di sinistra anche se piacque tanto alla “sinistra radicale”.
Per tornare a vincere e tornare a valorizzare i nostri uomini e le nostre donne migliori (e Roberto Bruni era ed è uno di questi) non possiamo essere il partito della conservazione. Non basta dire che l’Europa dalle crisi economiche è sempre uscita a destra. Dobbiamo imparare ad indicare la strada giusta.
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p.s. domani e dopo torneremo a parlare di noi e del centro sinistra anche con argomenti e difetti più bergamaschi. Ora sono troppo stanco…