Il Pd a Formigoni: “è cambiato qualche cosa?” Formigoni: “I don’t think so”

mercoledì, ottobre 20th, 2010

L’agenzia di stampa Il Velino ha raccolto alcune opinioni nel PD Lombardo sul nucleare. Ah, c’è anche la mia…

Nucleare, Pd lombardo attacca: “Formigoni ha cambiato idea”

Milano, 18 OTT (Il Velino) – Storce il naso il centrosinistra in Lombardia dopo che il Ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani ha fatto riaffiorare l’ipotesi di una centrale nucleare sul suolo regionale. Ma nel mirino, oltre al Ministro, finisce anche il governatore Roberto Formigoni, che secondo Romani “non avrebbe pregiudiziali” contro la costruzione di una centrale.

“E’ incredibile che Formigoni, stando alle dichiarazioni del Ministro, oggi abbia cambiato idea – lamentano Luca Gaffuri e Giuseppe Civati del Pd -. Il governatore e’ stato tra i primi a dire che la Lombardia era autosufficiente per produzione di energia elettrica, e che quindi non avrebbe dato disponibilità alla costruzione di una centrale nucleare. O Romani ha preso un colossale abbaglio o Formigoni ha irresponsabilmente cambiato idea, e deve spiegare ai cittadini perche’”.

Anche Chiara Cremonesi di Sinistra Ecologia e Liberta’ attacca: “Durante la campagna elettorale per le regionali, Formigoni aveva spergiurato che, pur condividendo le scelte del Governo sul nucleare, la Lombardia non avrebbe ospitato nessuna delle centrali previste. Ma ora che le elezioni sono passate ha cambiato idea. E oggi e’ il neoministro dello sviluppo economico Paolo Romani a informarci che uno dei siti per i nuovi impianti sara’ localizzato proprio nella nostra regione, perche’ Formigoni si e’ reso disponibile in tal senso. Al presidente vorremmo ricordare che non trovera’ la strada spianata. Siamo convinti che sia del tutto inopportuno investire, qui e nell’intero Paese, su una tecnologia sorpassata, costosa e altamente rischiosa per la salute”.

Conclude Marcello Saponaro del Pd: ”La vera domanda a cui Romani deve rispondere non e’ quale regione dovra’ ospitare le centrali, ma dove metteremo le scorie. Quello che vuole il neoministro e’ un nucleare ormai vecchio, mentre l’unico davvero ipotizzabile per il futuro e’ quello ancora distante della cosiddetta quarta generazione. Ma finche’ non sara’ pronto, e si parla di molti anni, l’unica scelta sensata e’ quella di investire nell’efficienza energetica e nelle energie rinnovabili, tanto piu’ che in Italia non c’e’ un solo luogo fisico che risponda alle esigenze dei piu’ avanzati standard di sicurezza”. (jon)

181912 OTT 10 NNNN

Poi ieri notte è arrivata la smentita di Formigoni a Romani. Su Twitter:

We do not need to build new power plants. Lombardy is quite a self-sufficient Region.

Forse era meglio scriverlo in brianzolo. Meglio ancora con una delibera o con una mozione. Quella che Penati chiede che il Consiglio Regionale approvi. Su Facebook:

ho scritto al presidente del consiglio regionale Boni x richiedere una convocazione urgente del consiglio regionale della Lombardia x dire no a centrali nucleari dopo che il ministro Romani ieri ha annunciato la volonta’ del governo di farne 2 in Lombardia.

A ‘sto punto la centrale nucleare non resta che farla su Second Life

Se pure Luca Telese diventa buono… (ma solo con Di Pietro)

lunedì, ottobre 18th, 2010

Ieri sera guardando la trasmissione di Telese su La7 ho pensato e scritto questa cosa: “Urka! domande cattivissime di Luca Telese a Di Pietro… non esagerare eh…”.

Lui mi risponde:

“Veramente non ho fatto domande cattive nemmeno a Castelli oggi. Si vede che ero in buona…”

Infatti, la prima domanda suonava più o meno così:

On. Di Pietro è vero che alla manifestazione della Fiom di ieri le si è avvicinato un iscritto del PD e le ha chiesto una sua bandiera?

Insomma, sarai pure stato “in buona” ma è mai possibile che la prima domanda al tuo interlocutore la fai contro i suoi alleati-avversari e per dimostrare quanto lui invece sia figo? Se si è buoni, si è buoni con tutti e, soprattutto, lo si dovrebbe essere con gli assenti. Altrimenti si rischia di diventare chessò… un Bruno Vespa qualsiasi.
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P.s. Ah dimenticavo, la seconda domanda, questa volta fatta dalla Costamagna, era contro il PD pure quella. Trasmissione difficile per Di Pietro ieri.

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Rivoglio indietro i miei soldi

martedì, ottobre 12th, 2010

Anche io vorrei essere rimborsato delle contravvenzioni stradali. Se Regione Lombardia avesse approvato una legge in deroga al Codice della Strada quelle multe non me le avrebbero date.

E già che ci siamo anche metà dei soldi spesi a 18 anni per fare la patente. Mica hanno fatto la legge in deroga per poter sfrecciare a tutta velocità nelle ZTL… giusto?

Quindi voglio indietro i miei soldi.

Il ragionamento fila… come per i cacciatori. no?

Mammaaaa! Nichi mi fa le metafore!

sabato, ottobre 2nd, 2010

Assolutamente da leggere, il dialogo tra Nichi (Vendola), il fratello e la madre:

Nichi – Fratello adorato, paffami il falino, te ne prego, in nome del noftro comune legame di fangue.
Fratello – Il cosa?
Nichi – Il falino, il fale, groffo o fine, che io fpargerò fu quefto pane amaro che i noftri genitori hanno prodotto per noi col fudore delle loro fchiene umili, chinandofi fui campi erbofi come il faffofraffo piegato dal libeccio ventofo.
Fratello – Mammaaa! Nichi mi fa le metafore!

Continua su Popolino (grazie a Pippo)

Walter, Massimo e la nuova visione tolemaica del fondoschiena

domenica, settembre 19th, 2010

Un amico mi fa notare che al tempo del Massimo e del Piero riformisti, Walter fece il correntone con Sergio, la Cgil, la sinistra DS.

Al tempo del Pierluigi e del Massimo che guardano molto, anche per me troppo, a sinistra, Walter fa il liberale con Enrico e Paolo.

Che sia questo il problema?

Il problema non è discutere. Il problema non è neppure criticare. Se un dirigente politico ritiene che il proprio segretario stia sbagliando e stia portando alla sconfitta il Partito, fa bene ad avvisarlo, persino a combatterlo. Per il bene del partito, per riportarlo sulla strada della (per lui) sicura vittoria.

Ma qui forse stiamo assistendo ad altro. Assistiamo a troppi dirigenti che si collocano in base alla collocazione dell’altro. Siamo al puro narcisismo. Siamo ad una visione tolemaica del fondoschiena, secondo cui tutto gira intorno al proprio culo.

Forse è questo che deve cambiare. Velocemente. Iniziare a ragionare sulle cose da dire e da fare. E con sincerità dire come la si pensa: cosa si dovrebbe fare per vincere. E sulla base di questo collocarsi.

Senza rancore. Torniamo a lavorare.

La smentita della smentita. Fermiamoci!

domenica, settembre 12th, 2010

Dopo le smentite, arriva questa:

Nessuno ha intenzione di fare una alleanza con Ferrero e Diliberto, ci siamo già passati. Ma se si trova un meccanismo elettorale per cui Ferrero e Diliberto non aiutano a vincere Berlusconi ma ci lasciano i voti io non mi scandalizzerei.
Rosy Bindi

Ora, io non mi scandalizzo più di niente. Mi piacerebbe però capire cosa si vuol fare. Io proporrei:

1) dimenticarsi di Ferrero, Diliberto, Rossi, Rizzo, Turigliatto e via dicendo. Candidarli nelle liste del PD o trovare un fantasmagorico “meccanismo” che ci porti i loro voti, questo si darebbe la vittoria scontata a Berlusconi. Gli italiani, e un po’ (spero) anche noi democratici, se li ricordano troppo bene;

2) Vendola non può essere un giorno il candidato buono per tutto il centro sinistra e il giorno dopo cercare il fantasmagorico “meccanismo” che lo depotenzia. Lasciamogli fare il mestiere che può fare: ricostruire la gamba sinistra, questa volta di governo. E prendere, senza dazio, quanti più voti possibile ai vari Ferrero, Dliberto, Turigliatto etc…

3) Definire la coalizione che si vorrebbe, a mio avviso da Vendola a Casini. E guidarla. Esserne il baricentro e la guida. Per poterlo fare bastano i voti (che sono molti di più di quelli di tutti gli altri messi insieme) ma sarebbe bene esserne anche la guida nei valori e nei programmi.

4) Dire, subito, le nostre cinque priorità per il rilancio dell’Italia. Io penso dovrebbero essere: la Green economy, il nuovo welfare, la riforma del lavoro e della democrazia economica, la formazione di qualità, la sburocratizzazione federalista dello Stato. E per ognuno di questi “titoli” dire semplicemente cosa vogliamo fare: quali investimenti, quali tagli, quali incentivi fiscali, quali disincentivi fiscali, quali cambiamenti, quali liberalizzazioni.

Lo so, alcuni diranno che queste cose sono semplificazioni eccessive. Forse anche banalizzazioni. Che tutto è più complicato. Ma è pur sempre preferibile essere banali piuttosto che prospettare un’altra alleanza con Ferrero e Diliberto.
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Le interviste sono più chiare delle lettere

domenica, agosto 29th, 2010

Il passaggio dell’intervista a Matteo Renzi su Repubblica che preferisco:

Resta però aperto il problema: che rapporti con Fini, con Casini, con la sinistra?
“Fini? Uno che passa da Almirante e Le Pen alla Tulliani e Barbareschi, di certo non fa per me. Però, non voglio nemmeno entrarci nel gioco del piccolo chimico. Piuttosto mi fate capire, per favore, che dice il Pd sul lavoro che cambia? Sull’innovazione? Sull’ambiente? E sulle tasse? Facevo ancora la maturità e già Berlusconi e Tremonti promettevano la riduzione a due sole aliquote. Quando siamo andati al governo noi, l’unico slogan era l’agghiacciante pagare le tasse è bellissimo. Ci sarà pure una via di mezzo…”.

Ma è tutta da leggere…
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Succede di essere approssimativi quando ci si occupa di troppe cose…

martedì, luglio 27th, 2010

Umberto Veronesi non deve dimettersi da Senatore perchè la pensa in modo differente dal PD. Sul nucleare la pensava in modo differente anche quando è stato candidato. E’ un indipendente. Un oncologo di grande fama. Un laico battagliero. Un riformista coi galloni. E quando si candida un esponente si fatto della società civile non gli si può e non gli si deve chiedere l’adesione al 100% del programma di partito. Quindi, dove è il problema?

Umberto Veronesi dovrebbe dimettersi da Senatore perchè in un paese serio non si affida la direzione di un’Agenzia indipendente a un politico in carica. Punto. In Italia, invece, la sua nomina può diventare pretesto anche per altre nomine sbagliate.

E poi andrebbe detto a Veronesi che la laurea Honoris Causa in fisica non basta per condurre l’Agenzia per la sicurezza nucleare. Perchè poi finisce che si dicono delle sciocchezze…

Il PD secondo Proforma. E le regionali 2010 a confronto con le campagne di Vendola.

lunedì, luglio 26th, 2010

Come fa l’agenzia Proforma a elaborare campagne elettorali tanto “belle” per Nichi Vendola e tanto “brutte” per il PD? Quante volte ci siamo fatti questa domanda?

Pippo ha invitato Dino Amenduni, di Proforma, al campeggio di Oltre per chiederglielo. Qui, di seguito le slides, molto interessanti,  illustrate dal pubblicitario.

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Su Facebook ho commentato (e Dino Amenduni mi ha risposto) come potete leggere.

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E voi che ne pensate?

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Vendola, Di Pietro e la sinistra che non c’era e finalmente ci sarà

lunedì, luglio 19th, 2010

Chiariamo subito: Vendola alle primarie non lo voterei manco sotto tortura. La ragione è semplice: con Vendola il centro sinistra non vincerebbe neppure se la Poli Bortone presentasse dieci liste disturbo e se il Centro Destra si affidasse al cugino di Rocco Palese come candidato premier.

Però sono contento che si candidi alle primarie. E sono contento che la sinistra della coalizione trovi una sua forma, un suo contenitore, recuperi i suoi voti. Vendola non può essere il candidato premier ma può essere il leader di quella parte che oggi disperde i suoi voti tra il non voto e il populismo di Di Pietro:  a volte di destra, a volte massimalista e sempre giustizialista senza neppure avere i galloni per poterlo essere. Anzi. Anzi. Anzi.

Vendola è la sinistra necessaria alla coalizione, depuratasi dai pazzi e dagli estremisti. E può allargarsi e consolidarsi anche con pezzi dell’Idv, forse con pezzi del PD. Comunque sarà una parte di una coalizione riformista e di governo che per vincere ha bisogno del centro come della sinistra.

E Di Pietro è nervoso:

“Vendola è stato da poco rieletto Governatore della regione Puglia e per altro è più per demeriti della coalizione del Centrodestra che si è divisa che per meriti del Centrosinistra che ha guidato nei precedenti 5 anni visto che molti assessori della sua giunta poi sono finiti sotto l’attenzione della magistratura per aver fatto male il loro dovere”.

E oltre a essere nervoso è proprio para… paracollo. Perchè Di Pietro attaccò in questo modo Vendola fino al Dicembre 2009, rendendo di fatto impossibile la sua candidatura per tutto il centro sinistra pugliese. Poi smise, per approfittare della difficoltà in cui questi attacchi avevano messo il PD che cercava, allora, un’altra soluzione.  Quindi Vendola diventò per Di Pietro il miglior candidato possibile per la Puglia. In realtà per rubare qualche voto al PD che ovviamente si lacerava… Per fortuna vinse.

Oggi ci risiamo: i giudizi sulle persone cambiano a seconda del momento, della necessità, del più bieco tatticismo.  Questo è Di Pietro. Quello di cui finalmente potremo fare a meno.
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