Il più grande spettacolo dopo il Big Bang!

lunedì, ottobre 10th, 2011

Il più grande spettacolo dopo il Big Bang! devono essere le idee che lì, mi auguro, inizieranno a prendere forma dalla Leopolda 2011 in poi.

Le premesse sono eccellenti e valgono la riapertura (anche se non era mai stato formalmente chiuso) di questo blog:

Tocca a noi, che veniamo da storie diverse ma siamo uniti dall’idea che l’Italia debba tornare a scommettere sul merito, sull’innovazione, sulle qualità. Noi che pensiamo che si possa trovare lavoro non perché si conosce qualcuno, ma perché si conosce qualcosa. Noi che consideriamo immorale che ogni italiano nasca già con più di trentamila euro di debito a testa per colpa della miopia di un’intera generazione di politici. Noi che vogliamo dimezzare i costi della politica e del sindacato, noi che vogliamo rivoluzionare un mondo universitario basato sulle baronie e sulle amicizie, noi che siamo già genitori e continuano a chiamarci ragazzi. Noi che vogliamo un servizio pubblico e non la RAI occupata dai partiti, noi cresciuti nell’apartheid dei diritti tra chi ha garanzie a tempo indeterminato e chi è vive la precarietà permanente, noi che paghiamo le pensioni di oggi rischiando di non averle domani. Noi che mangiamo con la cultura, noi che viviamo connessi, noi che siamo cittadini del mondo orgogliosamente italiani, noi ci siamo.

E poi ancora:

Ma vogliamo sommergere i democratici e gli italiani di idee, di proposte, di iniziative concrete. Vogliamo che il centrosinistra smetta di occuparsi di formule e alleanze, beghe e beghette e dica chiaramente che cosa farà quando andrà  al Governo.

Ecco, esatto.

Io andrò alla Leopolda per questo. Per le idee. Ancora più convinto di un anno fa.

Ci vediamo a Firenze.

 

Bloomberg da Obama giocando a Golf. Bersani: “Al posto di Bloomberg sarei andato alla Casa Bianca”. Bloomberg: “Per parlare con la colf?”

giovedì, dicembre 9th, 2010


Un link su facebook dell’amico Andrea mi rimanda a questo articolo

Bloomberg, Obama Talk Economics on the Golf Course

Ho scritto tutto nel titolo… che cavolo c’è da aggiungere?

Più che Bersani i commenti… [su Matteo Renzi, il Pd e Arcore]

martedì, dicembre 7th, 2010

Si, certo, Bersani poteva risparmiarselo di dire

Non è vietato per un sindaco incontrare il presidente del Consiglio ma esistono delle sedi, sennò si può capire male.

Anche perchè fu lui stesso a dire:

Ho già detto che se si vuole parlare di misure immediate per alleggerire i colpi di questa crisi e discutere sul serio di un pacchetto di riforme in campo economico e sociale, io vado veramente a piedi ad Arcore.

E mi piace pensare che non fosse una cazzata detta tanto per fare effetto e che a lui – invece – le riforme premono veramente.

Ma quello che veramente fa pensare, fa interrogare, fa anche un po’ preoccupare sono le reazioni in rete, nei commenti su facebook, all’incontro di Matteo Renzi con il Presidente del Consiglio ad Arcore.

Matteo Renzi
divertito dalle reazioni. Chi dice: con Berlusconi non si parla, come se lui non fosse Premier. Chi dice: ad Arcore no, a Palazzo Chigi sì. Chi ignora che se non abbiamo entrate speciali (che Venezia e Roma hanno e noi no), che LORO hanno promesso, dobbiamo tagliare sul sociale e sulle scuole. Sono il Sindaco e lavoro concretamente per la mia gente: spero di non cedere mai all’ideologia. A viso aperto, come sempre!

E’ mai possibile, invece, che ogni volta eleggiamo un leader nella reciproca promessa di non cadere nello sterile antiberlusconismo e poi lì, sempre lì, ce lo trasciniamo?

Stiamo trasformando il nostro partito in una miscela di ideologismo e opposizione ad personam: una bomba che non ha mai fatto vincere le elezioni. Convochiamo le manifestazioni senza sapere per cosa, saliamo sui tetti senza dire cosa ci vorremmo sotto (tra le mura), aderiamo ai referendum e presentiamo proposte di legge che vanno in senso opposto. Rincorriamo Vendola e Di Pietro e non ci accorgiamo d’avere il fiatone.

E quando troviamo un Sindaco che governa la sua città dimostrando d’avere la stoffa per governare anche il partito e l’Italia lo massacriamo come se lo avesse incontrato di nascosto, facendo filtrare la notizia dalla propria agenzia di stampa per poi smentirla.

Rottamatori, prossima fermata PD?

lunedì, novembre 8th, 2010

Eccomi, su Giornalettismo con un resoconto un po’ commento alla convention organizzata da Matteo Renzi e Giuseppe Civati a Firenze, stazione Leopolda.

A Firenze ma poi torno

venerdì, novembre 5th, 2010

Partiamo in cinque, in auto, sabato mattina (oggi proprio non riesco) per andare a Firenze all’incontro organizzato da Pippo Civati e Matteo Renzi.

Vado perchè nel PD c’è bisogno di discutere un progetto ancora più di una linea programmatica. Progetto che le primarie (quelle per l’elezione del Segretario nazionale Pierluigi Bersani) non hanno chiarito. Le primarie sono così nel nostro partito: schieramenti un po’ a prescindere. E questo è un virus e al tempo stesso una manifestazione della malattia del PD. E spero non lo sia anche dei “fiorentini”.

Vado a Firenze anche perchè in tutti questi mesi ho sentito solo Matteo Renzi e Pippo Civati dire che un Governo che vada da Tremaglia a Rosy Bindi con l’appoggio esterno (esterno al Parlamento) di Nichi Vendola è una cagata pazzesca.

E vado a Firenze, infine, perchè mi è stato chiesto un contributo sulla questione dell’innovazione e del passaggio della Pubblica amministrazione all’utilizzo di formati aperti e software libero e open source. Una proposta, questa, che trasformai in Progetto di Legge nel maggio del 2007, al termine di un lungo lavoro fatto insieme al Tavolo di lavoro “Politica del software nella P.A.”. Un “tavolo” di discussione in cui mi confrontai insieme ad associazioni indipendenti, liberi professionisti, piccole, medie e grandi aziende, dalla Sun Microsystem alla Ibm alla Microsoft. Un tavolo che produsse quel progetto di Legge e che insieme a me e ad altri 19 consiglieri, firmò idealmente.

La filosofia del progetto era più o meno questa: la diffusione del FLOSS (Free and open source software) e l’accesso alla conoscenza sono un caposaldo per lo sviluppo della Società dell’informazione e per la costruzione dell’e-government nelle indicazioni della Commissione Europea successive all’Agenda di Lisbona. Il software libero e open source sono inoltre indicati come una delle strade di accesso delle PMI all’innovazione e all’infrastrutturazione tecnologica.

Perchè partire dalla Pubblica amministrazione? Perchè rispondemmo a queste semplici domande: la Pubblica amministrazione deve garantire il diritto all’accesso perpetuo ai propri dati oppure deve rischiare di non potervi più accedere come succede a quelle pagine che scrivemmo con l’antico software che i nuovi PC e i nuovi software non sono più in grado di aprire? Può permettersi la Pubblica Amministrazione di non conoscere la “sorgente dati” del programma che utilizza e quindi di non conoscerne l’attività non manifesta? E’ ammissibile che la PA discrimini i propri cittadini sulla base del sistema operativo in loro uso?

Sono domande epocali, a ben pensarci. E la politica ci pensa troppo poco. Tant’è che il Progetto di Legge neppure fu discusso in Commissione. La politica oggi pensa solo alle televisioni e ai giornali. Ma ai giornali ci pensa solo perchè vengono mostrati nelle rassegne stampa in TV.

E invece l’accesso alla conoscenza del futuro passa anche e soprattutto dall’accesso ai dati elettronici, alla rete e all’informazione. E passa dalla collaborazione, dai processi collaborativi che si rifiutano di proteggere con strumenti nati all’epoca del carbone e dell’acciaio (i brevetti) gli alfabeti della società dell’informazione.

Ecco, andrò a Firenze anche per dire queste cose. Poi torno a Bergamo, al mio vecchio nuovo lavoro che in questo periodo mi appassiona assai più della politica. Ma spero di cambiare idea, magari nel week end.

Le interviste sono più chiare delle lettere

domenica, agosto 29th, 2010

Il passaggio dell’intervista a Matteo Renzi su Repubblica che preferisco:

Resta però aperto il problema: che rapporti con Fini, con Casini, con la sinistra?
“Fini? Uno che passa da Almirante e Le Pen alla Tulliani e Barbareschi, di certo non fa per me. Però, non voglio nemmeno entrarci nel gioco del piccolo chimico. Piuttosto mi fate capire, per favore, che dice il Pd sul lavoro che cambia? Sull’innovazione? Sull’ambiente? E sulle tasse? Facevo ancora la maturità e già Berlusconi e Tremonti promettevano la riduzione a due sole aliquote. Quando siamo andati al governo noi, l’unico slogan era l’agghiacciante pagare le tasse è bellissimo. Ci sarà pure una via di mezzo…”.

Ma è tutta da leggere…
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