Ryanair: ecco, appunto, il problema erano solo i Ministri e i Parlamentari

martedì, febbraio 9th, 2010

Ricapitoliamo.

Il 30 dicembre scorso, nel pieno dello scontro da Ryanair e l’ENAC, leggo un articolo di tre giorni prima del Corriere della sera in cui si dice:

Ryanair, invece, anche per consentire l’ imbarco sui propri voli interni all’ Italia, richiede o il passaporto o la carta d’ identità. E non ammette altri documenti. Il caso è scoppiato quando l’ imbarco è stato negato a Gabriella Giammanco, la giovanissima (22 32 anni) deputata palermitana del Pdl, che esibiva il tesserino da parlamentare.

Controllo in rete. Controllo approfonditamente anche nelle agenzie di stampa. L’On. Giammanco non ha mai risposto all’articolo negando la circostanza. Allora pubblico un post dal titolo “Lei non sa chi sono io! E in effetti l’intransigente hostess di Ryanair non lo sapeva…“.

Il post fa il giro d’Italia. Letteralmente. Shinystat mi blocca il conteggia delle visite perchè in due giorni raggiungo il limite di 25.000 visitatori unici.

A quel punto l’On. Giammanco nega. Dice di non aver mai tentato l’imbarco con il tesserino parlamentare. Si guadagna la “prima” on line del Corriere della sera per due giorni. Io le credo, sulla fiducia, e modifico il post immediatamente.

Nel frattempo a due mesi dalla conclusione della vertenza, si sveglia anche la Giunta Regionale lombarda. Oggi, infatti, ho ricevuto la risposta del solerte Assessore Raffaele Cattaneo. Assessore che mai si era pronunciato sulla possibilità che Ryanair potesse abbandonare Orio al Serio e tutti gli scali italiani. Oggi Cattaneo mi risponde e chiarisce, infine, quali documenti è stata costretta ad accettare la Ryanair:

Ryanair ha confermato che accetterà le carte AT/BT, che vengono rilasciate dal Governo ai Ministri e Parlamentari, quale carta di identità nazionale approvata, che assicura la sicurezza dei passeggeri, degli assistenti di volo e degli aeromobili.

Mi pareva.

www.marcellosaponaro.it/blog

Air France si compra il cargo di Alitalia. Formigoni, nulla da dire?

mercoledì, novembre 11th, 2009


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Ieri Air France Klm Cargo attraverso la sua newsletter periodica ha inviato a tutti i clienti la comunicazione in cui annuncia di essere, a partire dal 16 novembre, nuovo GSA (Agente Generale di Vendita) di Alitalia Cargo.

In pratica CAI ha ceduto ad Air France la rete commerciale di vendita della “pancia degli aerei” per il trasporto merci. Questo comporterebbe, secondo indiscrezioni, dal 16 novembre il licenziamento di un centinaio di persone da Alitalia e l’assunzione di solo un piccola parte di queste – una ventina – da parte di Air France.

E’ verosimile che ciò che oggi resta in Malpensa dell’handling aeroportuale (ovvero l’insieme delle operazioni di movimentazione delle merci) verrà spostato nel medio termine a Segrate per essere poi imbarcato a Parigi, hub di Air France.

Ancora un volta dunque si dimostra che l’italianità di Alitalia è stata solo uno slogan da campagna elettorale e che se avessimo venduto Alitalia ad Air France all’epoca del Governo Prodi, si sarebbero anticipati solo gli eventi; il risultato infatti sarebbe stato lo stesso che abbiamo sotto gli occhi oggi – ovvero un’Alitalia di fatto in mano ad Air France – però con un risparmio per i contribuenti italiani di 3 miliardi di euro, equivalenti ai debiti Alitalia che invece abbiamo dovuto accollarci.

Credo sia urgente che il Presidente Formigoni e i suoi assessori che all’epoca delle trattative del governo Prodi con AIR France erano a manifestare a Malpensa a sostegno dell’italianità di Alitalia e contro la vendita ad Air France vengano urgentemente in Commissione Trasporti, a riferire su quest’ulteriore cessione e sulle iniziative prese per giungere a una maggiore liberalizzazione dei cieli e degli slot e consentire a Malpensa di recuperare, più velocemente possibile, il traffico perso con nuove compagnie e nuovi servizi.

A domanda rispondo (su Alitalia)

martedì, settembre 29th, 2009

Lavoratori Alitalia

Nella posta privata di Facebook, Alessandra mi ha scritto:

Ciao Marcello!
Spiegami quale sarebbe stato il tuo piano per salvare Alitalia?

Io ho risposto così:

Piano A: lasciarla fallire, come succede a tutte le aziende che producono solo perdite e debiti.

Piano B: venderla a Air France senza lasciare sul gobbo degli italiani i debiti che il Governo Berlusconi ha infilato nella “Bad Company” vendendo alla cordata di imprenditori italiani (nessuno con esperienza di mercato aereo) soltanto gli slot, la bandiera e gli aeroplani.

In ogni caso, sia nel piano A (quello da me preferito) che nel piano B (quello di Prodi) i dipendenti Alitalia avrebbero goduto dei normali ammortizzatori sociali, NON i 7 anni garantiti da questo governo. Nelle aziende bergamasche in crisi nessun lavoratore gode di SETTE anni di ammortizzatori sociali….

Come è successo in Spagna, in Svizzera e in altri paesi del mondo un’altra compagnia (o più d’una) avrebbe occupato lo spazio lasciato libero da Alitalia nel mercato aereo. Le imprese e i viaggiatori italiani avrebbero avuto un servizio migliore senza subire le penalizzazioni (in termini di servizio e di costi) dovute a un monopolio di fatto della rotta Roma – Milano (la più redditizia).

ciao

Marcello

A quanto scritto aggiungerei solo una considerazione. Nel piano (attuato) del Governo Berlusconi per “salvare” Alitalia non ci si è preoccupati di quei lavoratori di Malpensa e dell’indotto che non avevano un contratto a tempo indeterminato. Che non godono e non godranno di neppure uno dei 2556 giorni di cassa integrazione (4 anni) e mobilità (3 anni) garantiti invece ai dipendenti Alitalia. L’ennesima vergogna.

Quelli da Malpensa sono pochini

sabato, luglio 4th, 2009

Ogni secondo del filmato equivale a 20 minuti reali e ogni puntino giallo è un aereo con 250 passeggeri.

La simulazione è stata realizzata da ZHAW (scuola di ingegneria di Winterthur in Svizzera).

Malpensa, Alitalia, treni, social card e tasse: è questa una politica per la Lombardia?

mercoledì, gennaio 21st, 2009

Sorci Verdi del nord. Questa sera a Video Bergamo (e Canale Sky 931), in diretta, alle 22.00.
Insieme a me ci sarà Gianfranco Ceci, Consigliere Comunale di Forza Italia, e in collegamento telefonico Antonio Misiani, parlamentare del PD.  Ci conduce Eliana Pasquini.

Alifrance

lunedì, gennaio 12th, 2009

I debiti agli italiani, i crediti ai francesi, gli utili agli amici. Scommettiamo per le perdite?

59.829.695

domenica, gennaio 11th, 2009

Sono i cittadini italiani che nell’affare CAI / Alitalia ci hanno perso un sacco di soldi. Secondo la Moratti e anche secondo me.

Grandi Prenditori prendono Alitalia e scordano Malpensa

giovedì, gennaio 1st, 2009

Un mio caro amico diceva che in Italia non ci sono i grandi imprenditori ma solo i grandi prenditori.
E come si fa a non essere d’accordo con lui? E’ la storia del capitalismo familiare italiano. Anche di quello degli ultimi due decenni che, invece, avrebbe dovuto modernizzarlo.
E’ d’accordo anche il Presidente della Provincia di Milano Filippo Penati che dice questo, oggi, su Alitalia, Malpensa, la Lega Nord, Berlusconi e i grandi Prenditori:

«Non più di dieci -undici mesi fa – afferma Penati – il gotha della finanza e dell’economa milanese, da Diana Bracco a Emma Marcegaglia, da Assolombarda a Banca Intesa, dalla Camera di Commercio fino a Marco Tronchetti Provera si erano spesi più volte in opposizione al Governo Prodi contro l’ipotesi di ridimensionamento di Malpensa. Ora hanno tradito il Nord abbandonando al suo triste destino Malpensa, in cambio, per molti di loro, di una ben più interessante partecipazione in Cai. Hanno così dimostrato, ancora una volta, che il grande capitale se ne frega delle esigenze dei territori e delle comunità e va dove trova maggior interesse. In questo caso – continua Penati – ha preferito investire in Cai, anzichè investire su Malpensa, lasciando solo il sistema economico-produttivo delle piccole medie imprese, che dal pesante ridimensionamento di Malpensa è fortemente penalizzato».

Unica differenza, il conto

mercoledì, dicembre 31st, 2008

L’accordo – secondo MF – sarà firmato con Air France. L’unica differenza tra questa operazione e quella fallita del Governo Prodi è dunque il conto. Grazie al Governo Berlusconi, Il conto lo pagano gli italiani.
Nessuna dichiarazione è ancora arrivata da Formigoni, dalla Lega e da tutti quelli che manifestarono a Malpensa contro Prodi e contro l’accordo con Air France, facendolo fallire.
La soluzione era liberalizzare.

(La trasmissione nel video è del 26 settembre 2008)

Alitalia, il conto [il video]

domenica, settembre 28th, 2008

Per chi se l’è persa venerdì sera…
E ne approfitto per ricordare che quest’anno (sconfitti da Anno Zero:-) ) andremo in onda tutti i mercoledì alle 22.00. In punto. Su Video Bergamo e su Sky al canale 931. Quest’anno avremo anche una replica settimanale, probabilmente la domenica mattina. E un’altra replica dovrebbe essere in onda, come l’anno scorso, anche su Più Blu Lombardia il giovedì sera. Alla conferma vi dirò…