L’autosospensione non tutela il PD, anzi.

domenica, luglio 24th, 2011

Da sinistra seduti Franco Nicoli Cristiani, Davide Boni e Filippo Penati, in piedi Carlo Spreafico e Massimo Ponzoni

Come ogni altro iscritto al PD mi auguro che Filippo Penati riesca a “dimostrare” quanto prima la sua innocenza. Uso questa espressione ben sapendo che l’onere della prova, della “dimostrazione”, non sarebbe – in teoria – a suo carico.

Trovo un po’ stucchevole, invece, che alcuni chiedano a Penati di tutelare il “buon nome del PD” dimettendosi da Vice Presidente del Consiglio Regionale. Il buon nome del PD l’avremo tutelato se verrà dimostrato che abbiamo saputo selezionare una classe dirigente di onesti e capaci. Non sono certo le dimissioni di Penati a certificare questo. E non c’è alcuna “diversità” da certificare con atti “clamorosi”. E’ tutto molto più semplice: selezionare dirigenti che non rinuncino a fare politica in cambio di finanziamenti personali, di corrente o di partito. Se dimostreremo di averlo fatto, di aver selezionato buoni dirigenti, avremo fatto un buon servizio a noi stessi, al Partito e al Paese. Altrimenti non ci sono dimissioni che tengano…

Ciò che si deve chiedere a Filippo Penati, invece, è di tutelare la capacità del PD di fare politica. Il PD, in quanto maggiore partito dell’opposizione è rappresentato nell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale da due Consiglieri: Filippo Penati, vice presidente, e Carlo Spreafico, consigliere segretario. Rinunciare alle funzioni di Vice Presidente senza consentire che qualcun altro del PD possa sostituirlo nelle funzioni non è fare un favore al PD. Anzi. E’ fare un favore a Davide Boni (presidente) alla Lega e al Pdl. Si perde capacità di incidere nell’ordine del giorno, nella conduzione dei lavori d’aula, nelle delibere di spesa… etc… etc..

Per il bene del PD, Filippo Penati non deve dimostrare di avere un corredo genetico migliore di quelli di destra. Per il bene del PD, Filippo Penati deve innanzitutto pensare a salvaguardare la capacità del PD di fare opposizione in Consiglio Regionale. Dimettendosi da Vice Presidente.


Update – 25.7.2011

Filippo Penati così scrive su Facebook:

Ribadisco la mia totale estraneità ai fatti che mi sono contestati, mentre rilevo che non cessano le ricostruzioni parziali, contraddittorie e false indotte da altre persone coinvolte nella vicenda.Sono accusato con una montagna di calunnie da due imprenditori inquisiti in altre vicende giudiziarie che cercano così di coprire i loro guai con la giustizia. Non ho mai preso soldi da imprenditori e non sono mai stato tramite di finanziamenti illeciti ai partiti a cui sono stato iscritto. Ora il mio primo obiettivo è quello di recuperare la mia onorabilità, di restituire serenità alla mia famiglia e non voglio che la mia vicenda e la conseguente martellante campagna mediatica creino ulteriori problemi al mio partito.Per questo ho comunicato oggi al segretario Pierluigi Bersani la decisione di autosospendermi da tutte le cariche che attualmente ricopro nel Partito democratico. Sono convinto che riuscirò a chiarire tutto e confido di poterlo fare nel più breve tempo possibile forte della consapevolezza di non aver commesso alcun reato.Subito dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia mi sono autosospeso dalla vice presidenza del consiglio regionale.Ho fin da allora considerato l’autosospensione un fatto transitorio e di breve periodo confidando in un rapido chiarimento della mia posizione . Oggi di fronte all’enorme risalto è improbabile pensare ancora ad una rapida chiusura dell’intera vicenda. Il prevedibile allungarsi dei tempi mi impone quindi di fronte alla necessità di non privare i gruppi consiliari di minoranza del vice presidente in loro rappresentanza. Pertanto è mia intenzione trasformare la mia autosospensione in dimissioni.Comunicherò la mia decisione e ne spiegherò le ragioni al gruppo Pd e agli altri gruppi di minoranza.

Esattamente quello che è bene faccia un dirigente politico.

E voi dite che non avremmo bisogno di un secondo Risorgimento?

sabato, febbraio 26th, 2011

Non so se essere grato o iniziare a odiare l’amico Civati per aver messo in rete gli interventi dei leghisti nel Consiglio Regionale dedicato al 150° dell’Unità d’Italia (PdL nr 0033). Eccone un estratto:

“Il tricolore vorrei ricordare che erano i colori di un tal Cagliostro, il mago Cagliostro, al secolo Giuseppe Balsamo che fu imprigionato dall’abate Giuseppe Compagnoni e che fu a Reggio Emilia il presentatore del tricolore usando i colori del mago Cagliostro che era peraltro massone. Quindi non c’è un corto circuito logico, non c’è un perallogismo c’è una verità, c’è un’evidenza, una continuità. Dove peraltro l’inno cosiddetto di Mameli è in realtà l’inno di tal frate Anastasio Cannata il quale ebbe a scrivere in versi: scrissi un robusto canto - ma un venale menestrello - mi rubò del canto il vanto. Quindi nasciamo bene, una traslocazione di colori da Cagliostro a Reggio Emilia e una traslocazione dei versi dell’inno ingiustamente di Mameli, musicato peraltro da Michele Novaro, diversi fatti dal frate Anastasio Cannato che ebbe giustamente a lamentarsi.

Mica è finita… Qui il video 1 e qui il 3. Martedì il Consiglio vota. Speriamo non bevano ancora le strane pozioni del Mago Cagliostro prima di prender parola…

Federalismo: Roberto di lotta e di governo (anzi, fighter and governor)

mercoledì, novembre 24th, 2010

Va bene tutto ma… anche il pudore ha i suoi limiti.

Io sto con Maroni (questa volta). E con Saviano (altre volte).

mercoledì, novembre 17th, 2010

Si leggono tanti commenti su ciò che ha detto Saviano e su quanto poi replicato da Maroni. Ma cosa ha detto esattamente Saviano?

Ora, accade che l’organizzazione, come al sud, cerca il potere della politica. E la ‘ndrangheta anche al nord cerca il potere della politica, cerca di interloquire con la politica. E al nord interloquisce – come dimostra l’inchiesta – con la Lega. Incontra, Pino Neri, un consigliere regionale della Lega Nord, non indagato e non arrestato questo consigliere. Pino Neri lo incontra per chiedergli un favore.Gli chiede un favore in cambio… un favore politico. Loro hanno bisogno di arrivare ovunque. Arrivano per esempio nella sanità. Mi ha sempre colpito che il direttore dell’ASL di Pavia, un’ASL che gestisce più di 700 milioni di Euro, quindi stiamo parlando di capitali giganteschi. Questo direttore dell’ASL, interrogato dalla magistratura, per certe sue affermazioni fatte nelle telefonate, dichiara: “sono morbosamente affascinato dalla voglia di far credere di essere un malavitoso. Dico certe cose per vedere che effetto fa sugli altri”.

Dunque, in una trasmissione di infotainment, partendo da un fatto (un consigliere regionale della Lega Nord fotografato in compagnia di un boss della ‘ndrangheta), ha tracciato un link netto, diretto ed esclusivo tra la ‘ndrangheta e la Lega Nord.

Maroni e i leghisti si sono arrabbiati. Poteva essere altrimenti? A me non interessa, francamente, se si arrabbiano o se sono sereni. Interessa capire se l’accusa di Saviano ha fondamento. Se sia giusta. Non solo per la forzatura evidente di legare un intero partito alle (eventuali, neppure dimostrabili perchè il politico non è neppure indagato) malefatte di un singolo militante o dirigente (che al tempo non era consigliere regionale).

Perchè lo stesso collegamento non è stato fatto con altri partiti che negli stessi giorni hanno visto propri dirigenti entrare nella stessa inchiesta?

Ce lo dice lo stesso Saviano nel suo intervento quando parla dell’ex direttore dell’Asl di Pavia. Appunto, l’Asl di Pavia. Davvero Saviano pensa che sia la Lega Nord il “partito di riferimento” dell’Asl di Pavia?

Leggiamo le intercettazioni:

A testimoniarlo, centinaia di intercettazioni ambientali e telefoniche che riassumono i rapporti diretti e le finalità dell’organizzazione. Secondo le indagini, il direttore sanitario finito in cella, era anche l’uomo giusto per avvicinare il mondo della politica. In una intercettazione telefonica del 30 dicembre scorso, Chiriaco cita l’ex consigliere regionale Giancarlo Abelli, come un loro uomo su cui fare convogliare i voti dei clan. “…. lui deve fare l’assessore alle infrastrutture… lui ha testa … ma nei prossimi cinque anni c’è l’Expo 2015… ma sai cosa c’è da fare nei prossimi cinque anni… proprio a livello di infrastrutture in Lombardia? … ma hai voglia.. è l’assessorato più importante…”. Abelli, spesso sfiorato da varie inchieste, ha scelto il parlamento dimettendosi da consigliere regionale ed è il “braccio operativo” di Roberto Formigoni per la Sanità in Lombardia.

E allora? Perchè Saviano ha scagionato totalmente Abelli? Perchè ha scagionato totalmente il PDL? Da una parte abbiamo un politico di periferia della Lega Nord, che poi diventa consigliere regionale della Lega Nord. Dall’altra abbiamo il direttore della potente Asl di Pavia, riferimento di Giancarlo Abelli, uomo forte di Formigoni e vice coordinatore nazionale del PDL. Un uomo – Abelli – che ha preferito il Parlamento al potente assessorato regionale probabilmente per il simpatico benefit aggiuntivo…

Voglio solo aggiungere una cosa. Tanti amici che al Sud hanno combattuto la mafia e la camorra mi dicono che Saviano è una persona vera, che ha rischiato di suo, coraggioso fin dai tempi in cui scriveva sui giornali locali. Quindi è una persona da difendere, da sostenere, da clonare per la sua libertà di pensiero. Non è, invece, una persona da venerare anche quando dice una cosa sbagliata. Il manicheismo e il conformismo di certi commenti in queste ore sono l’opposto dello spirito critico che ha permesso a un ragazzo come Saviano di crescere a Casal di Principe. E a tanti come lui in tante parti del Sud.

Almeno un po’ di spirito critico lo dobbiamo a chi, per combattere le mafie, ci ha lasciato la pelle.

Se io fossi Saviano inviterei Maroni in trasmissione. Non per contestargli un teorema ma per contestargli fatto per fatto, sindaco per sindaco, esponente della Lega per esponente della Lega che lui ritenga – documentandolo – abbiano avuto rapporti con la criminalità.

E poi lo farei anche con gli altri partiti, con gli altri leader. Inviti anche il mio di segretario, Pierluigi Bersani, per rispondere alle sue domande. Le più cattive e documentate possibili. Così mi piacerebbe fosse un “servizio pubblico”.

Nuova cura per la sclerosi multipla, qualcosa si muove(rà)?

giovedì, ottobre 28th, 2010

Sollecitato da un concittadino che ha un familiare affetto da sclerosi multipla mi sono informato di più sull’argomento e sulla nuova cura chirurgica sperimentale del Dott. Zamboni. Ne scrissi qui il giorno dopo aver visto anche il servizio delle Iene che mi era stato chiesto di guardare….

Quindi ho fatto incontrare sia Maurizio Martina che Gabriele Sola, consiglieri regionali del PD e dell’IDV, con il papà che mi aveva scritto ed entrambi se ne stanno occupando seriamente.

Oggi Gabriele Sola ha depositato anche la richiesta alla Presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale Margherita Peroni di organizzare un’audizione del Professor Zamboni e delle associazioni che in Italia stanno sollecitando l’avvio della sperimentazione di questo intervento chirurgico (già praticato all’estero nonostante sia di “invenzione” italiana) e che in alcuni casi – pare – essere risolutivo, in altri migliorativo, in altri ancora, purtroppo, inefficace. Insomma, da sperimentare!

Scrive Gabriele Sola sul suo blog:

L’Emilia Romagna da metà novembre darà il via ad una seconda fase di sperimentazione; il Lazio si è formalmente impegnato nello stesso senso. Spero che presto anche in Lombardia possa prendere il via una sperimentazione seria. E mi auguro che i veti politici incrociati, su una questione così importante come la salute di migliaia di persone, lascino il posto ad un supporto bipartisan e ad un impegno trasversale. Vi saprò dire…

Credo che Gabriele non sia l’unico che attende la risposta…

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mercoledì, ottobre 20th, 2010

E’ il totale delle firme che se fossimo in Svizzera probabilmente cancellerebbero da quelle presentate da Formigoni per potersi candidare. Le hanno contate per bene i radicali.

Il Pd a Formigoni: “è cambiato qualche cosa?” Formigoni: “I don’t think so”

mercoledì, ottobre 20th, 2010

L’agenzia di stampa Il Velino ha raccolto alcune opinioni nel PD Lombardo sul nucleare. Ah, c’è anche la mia…

Nucleare, Pd lombardo attacca: “Formigoni ha cambiato idea”

Milano, 18 OTT (Il Velino) – Storce il naso il centrosinistra in Lombardia dopo che il Ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani ha fatto riaffiorare l’ipotesi di una centrale nucleare sul suolo regionale. Ma nel mirino, oltre al Ministro, finisce anche il governatore Roberto Formigoni, che secondo Romani “non avrebbe pregiudiziali” contro la costruzione di una centrale.

“E’ incredibile che Formigoni, stando alle dichiarazioni del Ministro, oggi abbia cambiato idea – lamentano Luca Gaffuri e Giuseppe Civati del Pd -. Il governatore e’ stato tra i primi a dire che la Lombardia era autosufficiente per produzione di energia elettrica, e che quindi non avrebbe dato disponibilità alla costruzione di una centrale nucleare. O Romani ha preso un colossale abbaglio o Formigoni ha irresponsabilmente cambiato idea, e deve spiegare ai cittadini perche’”.

Anche Chiara Cremonesi di Sinistra Ecologia e Liberta’ attacca: “Durante la campagna elettorale per le regionali, Formigoni aveva spergiurato che, pur condividendo le scelte del Governo sul nucleare, la Lombardia non avrebbe ospitato nessuna delle centrali previste. Ma ora che le elezioni sono passate ha cambiato idea. E oggi e’ il neoministro dello sviluppo economico Paolo Romani a informarci che uno dei siti per i nuovi impianti sara’ localizzato proprio nella nostra regione, perche’ Formigoni si e’ reso disponibile in tal senso. Al presidente vorremmo ricordare che non trovera’ la strada spianata. Siamo convinti che sia del tutto inopportuno investire, qui e nell’intero Paese, su una tecnologia sorpassata, costosa e altamente rischiosa per la salute”.

Conclude Marcello Saponaro del Pd: ”La vera domanda a cui Romani deve rispondere non e’ quale regione dovra’ ospitare le centrali, ma dove metteremo le scorie. Quello che vuole il neoministro e’ un nucleare ormai vecchio, mentre l’unico davvero ipotizzabile per il futuro e’ quello ancora distante della cosiddetta quarta generazione. Ma finche’ non sara’ pronto, e si parla di molti anni, l’unica scelta sensata e’ quella di investire nell’efficienza energetica e nelle energie rinnovabili, tanto piu’ che in Italia non c’e’ un solo luogo fisico che risponda alle esigenze dei piu’ avanzati standard di sicurezza”. (jon)

181912 OTT 10 NNNN

Poi ieri notte è arrivata la smentita di Formigoni a Romani. Su Twitter:

We do not need to build new power plants. Lombardy is quite a self-sufficient Region.

Forse era meglio scriverlo in brianzolo. Meglio ancora con una delibera o con una mozione. Quella che Penati chiede che il Consiglio Regionale approvi. Su Facebook:

ho scritto al presidente del consiglio regionale Boni x richiedere una convocazione urgente del consiglio regionale della Lombardia x dire no a centrali nucleari dopo che il ministro Romani ieri ha annunciato la volonta’ del governo di farne 2 in Lombardia.

A ‘sto punto la centrale nucleare non resta che farla su Second Life

Rivoglio indietro i miei soldi

martedì, ottobre 12th, 2010

Anche io vorrei essere rimborsato delle contravvenzioni stradali. Se Regione Lombardia avesse approvato una legge in deroga al Codice della Strada quelle multe non me le avrebbero date.

E già che ci siamo anche metà dei soldi spesi a 18 anni per fare la patente. Mica hanno fatto la legge in deroga per poter sfrecciare a tutta velocità nelle ZTL… giusto?

Quindi voglio indietro i miei soldi.

Il ragionamento fila… come per i cacciatori. no?

Gli acquisti verdi tornano in Regione

giovedì, ottobre 7th, 2010

Grazie a Gabriele Sola il progetto di legge per favorire gli acquisti verdi (che presentai in Consiglio Regionale nel maggio 2008) godrà di una seconda chance.

Gabriele ha letto nei giorni scorsi il PdL (il Pdl nel senso buono…), gli è piaciuto, lo ha opportunamente modificato e migliorato e quindi lo ha ripresentato.

Ora, se in Consiglio Regionale la maggioranza trova il tempo di occuparsi di qualcos’altro che non sia la caccia in deroga a peppole e fringuelli, chissà mai che non ritenga interessante risparmiare tanti soldi e salvaguardare l’ambiente…

Perchè la Lombardia non sperimenta la nuova cura (chirurgica) contro la Sclerosi multipla?

mercoledì, ottobre 6th, 2010

Ieri un amico di Facebook mi ha riscritto chiedendomi di guardare il servizio delle Iene che sarebbe andato in onda questa sera sulla nuova cura chirurgica (tutta italiana ma non praticata in Italia) contro la sclerosi multipla . E questo è quello che mi aveva scritto precedentemente:

Caro Marcello,
mi permetto di scriverti da questo sito per segnalarti un problema che mi assilla molto in quanto parte in causa.
Ho un familiare che è malato di sclerosi multipla da circa 3 anni.
In questi ultimi mesi sono rimbalzate, in tutto l’web, Tv private e nazionali, notizie di una nuova modalità di diagnosi di una malformazione venosa che può essere concausa della malattia SM.
Leggo notizie di regoni come Friuli, Veneto Emilia Romagna, che a breve (2 mesi) iniziano ad eseguire sperimentazioni su più città delle rispettive regioni.
Da noi in Lombardia nulla, se non uno studio “a mò di carbonari” presso il San Raffaele e molto ristretto.
Con tale studio/sperimentazione, scoperta tutta italiana e già avviata anche all’estero, si potrebbe verificare se una persona con SM ha questa malformazione venosa che può causare la malattia.
A BG, non solo a BG, attualmente la proposta viene snobbata forse per più evidenti interessi economici sui farmaci (1760,00€ mensili per la cura!!).
Non voglio fartela lunga, siccome sono di Xxxxxx, se hai disponibilità di 30 min da dedicarmi posso spiegare meglio il tutto.

Qualche minuto fa ho guardato il servizio delle Iene: uomini e donne rinati grazie a un semplice intervento di angioplastica sulla vena giugulare. Una donna operata – grazie alla sperimentazione – a tre giorni della diagnosi e che grazie al rapido intervento non ha sviluppato nessuna delle degenerazioni fisiche che produce la sclerosi multipla. Un’altra donna tornata a camminare dopo un intervento in Bulgaria, in struttura privata, al costo di 7500 euro. Tante altre storie a lieto fine.

Io non so se è un problema al Ministero (e in Lombardia per l’avvio della sperimentazione) sia di lentezza burocratica o di interessi economici legati alle industrie del farmaco. Qualunque sia la causa… va rimossa. Velocemente. Per metterci al pari delle nazioni che questo intervento chirurgico lo hanno già sperimentato, codificato, autorizzato e lo effettuano con grande giovamento per i malati.

All’amico di facebook voglio solo dire che sono a sua disposizione per organizzargli un incontro con i nostri consiglieri regionali per scrivere insieme le interpellanze e chiedere un’immediata audizione in Commissione Sanità.

… e se invece delle miserie erotiche e immobiliari dei governanti d’oggi ci occupassimo un po’ di più di queste cose qui?