Ricomincio da qui

martedì, giugno 29th, 2010

Da ieri questo è tornato ad essere il mio lavoro. Dopo cinque anni entusiasmanti nel Consiglio Regionale della Lombardia, ricomincio a fare un lavoro che mi piace altrettanto.

Non smetto di fare politica. Questo blog non smetterà di scriverne. Ma se lavorate in un’azienda che importa o esporta e vi serve uno spedizioniere… chiamatemi pure! :-)

La sindrome fiom a Pomigliano

sabato, giugno 19th, 2010

Pippo la chiama “Sindrome cinese” e ci invita a leggere Scalfari, che conclude così:

L’evento è quello di Pomigliano. Marchionne riporta la Panda in Patria, cinquemila operai italiani, ma in cambio niente più orari, niente più riposi, lavoro flessibile, prendere o lasciare. Hanno accettato felici. Bonanni: “Non è un ricatto”. E chi l’ha mai pensato? Marchionne però vuole il referendum e vuole che anche la Fiom sia d’accordo. Sacconi della Fiom se ne frega. E poi l’evento di Pomigliano è un caso particolare. Eccezionale. Comunque siamo per il contratto aziendale. Caso per caso. Produttività. Lavorare di più, guadagnare di meno. Ma non ci staranno. Invece ci staranno. Ci vorranno i carabinieri. Ma quali carabinieri? Basterà dire la verità: o così oppure delocalizziamo. Spostiamo la produzione in Cina, o in Corea, magari in Indonesia. Ma vorremmo favorirvi, voi delle tante Pomigliano d’Italia. Però mangiate questa minestra perché i cinesi costano molto meno di voi.
È la modernità, bellezza. Vengo anch’io? No, tu no.

Io ho letto di tutto in questi giorni, non solo Scalfari. E ho letto la proposta di accordo, la posizione di Fiom, l’imbarazzo di Epifani per la posizione della Fiom.

E penso che se la Fiom avesse fatto le barricate per migliorare l’accordo sugli orari, sulla flessibilità e sui riposi, avrei detto “Brava Fiom! Andate fino in fondo e se occupate la fabbrica vi porto i panini e le bevande!”. Invece no. Le barricate le hanno fatte su altri due punti: sull’illegittimità (anticostituzionalità) di uno sciopero contro l’accordo stesso (ovvero sul diritto di scioperare contro ciò che gli stessi sindacati avrebbero concordato) e sull’illegittimità (anticostituzionalità) delle clausole sulla malattia, quelle che ne escluderebbe il pagamento qualora alti tassi di malattia si verificassero in giornate particolari: partite di calcio, scioperi, cresime di paese…

E allora no, Cara Fiom, così non tuteli i lavoratori. Così tuteli i furbi.  Così tuteli il diritto di coloro che scioperano facile sulla pelle degli altri lavoratori. Così difendi l’assenteismo. Così nuoci al Paese e alla sua capacità di attrarre gli investimenti. Così difendi un sistema che è morto, anche a Pomigliano: assunzioni politiche (nella migliore delle ipotesi); assenteismo fuori misura; Fiat a carico dello Stato, quindi dei cittadini e dei lavoratori. Sistema defunto.

La sindrome non è cinese. E’ polacca. Ma non nel senso del ricatto: “se non firmate andiamo in Polonia”. In Polonia ci sono già e la Fiat vorrebbe portare in Italia ciò che li producono anche durante le partite della Polonia ai mondiali. Sono 700 milioni di investimento. Qualcuno può pensare che esista un imprenditore che investe 700 milioni e poi li vende scorrere nello sciacquone di 470 malati in sciopero o di 1500 rappresentanti di lista il giorno delle elezioni?

Ecco, dopo aver letto Scalfari, leggiamo anche Pietro Ichino. E soprattutto ascoltiamo cosa dicono gli operai, i lavoratori, i liberi professionisti, gli artigiani, gli studenti, gli imprenditori, dalle nostre parti.

Buon lavoro.

A Monza, con le Partite Iva

sabato, aprile 24th, 2010

FREELANCE E PARTITE IVA: PROPOSTE DI SOSTEGNO E SVILUPPO ALLE NUOVE PROFESSIONI

Monza - Sala Maddalena, Via Spalto Maddalena, lunedì 26 aprile 2010 – ore 21.00

Intervengono:

ENRICO BRAMBILLA: Sistema fiscale agevolato per le nuove imprese (contribuenti minimi)

MARIO ESPOSTICgil Nidil: Le Partite IVA in Lombardia: chi sono, cosa fanno, la loro situazione previdenziale e contributiva

MARCELLO SAPONARO: presentazione del progetto di legge regionale Disposizioni per il sostegno ai lavoratori freelance e lo sviluppo

PIETRO ICHINO: presentazione del progetto di legge “Riforma della previdenza per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata INPS”
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Il bambolo di gomma è sceso in campo

lunedì, marzo 15th, 2010

Il bambolo di gomma, non ha gradito il mio spot elettorale. E così ha lasciato Los Angeles dove era impegnato sul set de “L’aereo più pazzo del mondo 2″ per rifarlo. L’ha girato e caricato su Youtube. Ve lo mostro in anteprima.

Qui sotto lo spot originale.

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Clicca QUI per vedere il video (se sei su Facebook)
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Chiacchiere e tasse

giovedì, marzo 11th, 2010

Questa volta non è una centrale bolscevica come The Economist a dirlo. E’ direttamente l’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, quell’organismo nato nientepopodimenoche per gestire gli aiuti americani del Piano Marshall e che ora vanta tra i suoi 17 membri famigerati Stati canaglia come la Francia, la Germania, la Spagna, la Svizzera.

Ebbene, l’OCSE oggi ha detto che l’Italia è il paese con le peggiori performance tra i G7, in termini di calo di produzione potenziale all’uscita dalla crisi, nel lungo termine. Il terzo peggiore risultato nell’Eurozone, il 4° peggiore risultao nell’OCSE stesso.

Sul fronte tasse invece, andiarmo al rovescio. Le abbiamo aumentate, siamo i primi, anzi, gli unici:

”Quasi tutti i paesi hanno preso delle misure sulla fiscalita’ delle imprese, generalmente per ridurla, salvo il caso dell’Italia, che l’ha aumentata. La riduzione delle imposte sulle imprese, al di la’ dei limitati impatti immediati, si fara’ sentire sulle crescita di lungo termine”

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Freelance rimandati ad aprile

martedì, febbraio 9th, 2010

Il progetto di legge a sostegno dei lavoratori freelance (autonomi professionisti) l’abbiamo presentato a luglio. In Commissione è arrivato oggi 9 febbraio, ultima seduta della Commissione cultura e formazione VIII legislatura.

L’ho illustrato in qualità di relatore sapendo che mai potrà arrivare in Aula per essere approvato o respinto.

Il Presidente Belotti ha mantenuto la promessa fatta due settimane fa nell’audizione con le associazioni della “Rete”. Ciò nonostante, come dare torto a Pietro Ichino? Nessuno pensa al welfare dei figli: i tanti figli che il lavoro quando c’è è solo flessibile e/o precario (non sono sinonimi!). Oggi, però, possiamo dire che in Lombardia “nessuno pensa neanche al futuro dei padri”: i tanti padri che fanno i consulenti, i formatori, i creativi, i programmatori, i traduttori… i tanti padri che magari il lavoro l’hanno perso e si sono reinventati. Non grazie a Regione Lombardia.

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I freelance, la crisi e la Lombardia

martedì, febbraio 2nd, 2010

Il servizio di C6 Tv a margine della tavola rotonda del PD di confronto con il mondo dei professionisti autonomi.

Nel video Filippo Penati (Candidato Presidente di Regione Lombardia) e Anna Soru (Rete delle associazioni dei professionisti autonomi).

Milano, 1 febbraio 2009

Clicca per il video

Lavoratori tutti! (I freelance a confronto con il PD)

martedì, gennaio 26th, 2010

Ci sono i lavori stabili e ci sono i lavori flessibili. Ci sono i flessibili precari, che vorrebbero essere stabilizzati (e tanti di loro ne hanno tutti i diritti) e ci sono i lavoratori “flessibili” che non sopporterebbero orari rigidi e tempi imposti. Ci sono lavoratori rappresentati dai sindacati e ci sono lavoratori rappresentati dagli ordini.

E poi ci sono i lavoratori autonomi, spesso a partita iva, che non sono rappresentati nè dai sindacati nè dagli ordini ma sanno adattarsi alle esigenze delle aziende, sono portatori di professionalità e competenze, per questo sono competitivi. Ma non godono di welfare, non godono di finanziamenti e bandi per lo sviluppo, pagano tante tasse e contributi. Lunedì prossimo ci confrontiamo con loro.

E’ un lavoro che prosegue da molto tempo. Iniziato da un progetto di legge costruito insieme alla Rete delle associazioni dei professionisti autonomi che ho presentato insieme al Capogruppo del PD Carlo Porcari.

E continua con una tavola rotonda, lunedì 1 febbraio, per fare un passo in più nei confronti delle tutele e delle opportunità.

Tavola rotonda

IL TERZIARIO AVANZATO, I FREELANCE, LA LOMBARDIA: PER USCIRE DALLA CRISI

Lunedì 1 febbraio dalle 10.30 alle 13.00
Auditorium – Consiglio Regionale della Lombardia – Via Fabio Filzi 29 – Milano

Programma:

- Marcello SAPONARO e Carlo PORCARI: presentazione del progetto di legge regionale “Disposizioni per il sostegno ai lavoratori freelance e lo sviluppo”

- Pietro ICHINO: presentazione del progetto di legge “Riforma della previdenza per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata INPS”

- Anna SORU (Presidente ACTA, componente de La Rete delle Associazioni dei Professionisti Autonomi): Lo stato di fatto e i problemi dei freelance in Italia e in Lombardia

- Maurizio MARTINA: il PD lombardo, il nuovo welfare e le politiche del lavoro

- Paola BRIVIO (Presidente AISL, componente de La Rete delle Associazioni dei Professionisti Autonomi): Le richieste alla politica

- Filippo PENATI: Conclusioni e proposte

Introduce e Modera Laura SPECCHIO

E’ prevista inoltre la partecipazione di: Carlo Spreafico (Consigliere Regionale), Stefano Tosi (Consigliere regionale), le altre associazioni aderenti a La Rete.

Fanno parte de “La Rete delle Associazioni dei Professionisti Autonomi“:

ACTA – Associazione Consulenti del Terziario Avanzato
AGENS – Associazione degli Agenti di Sviluppo Locale
AISL – Associazione Italiana di Studio del Lavoro
AITI – Associazione Italiana Traduttori e Interpreti
ATDAL Over40 – Associazione Tutela Diritti Acquisiti dei Lavoratori
FEDERPROFESSIONAL – Associazione alte professionalità indipendenti
I-NETWORK – Indipendenti Network Professionisti indipendenti della comunicazione pubblicitaria e d’impresa
LO40 – Associazione Lavoro Over 40
MANAGER ASSOCIATI - Associazione di Manager Professionisti
MANAGERITALIA MILANO – Associazione di Dirigenti, Quadri e Professionals Lombardi del terziario
OBIETTIVO50 – Associazione di promozione sociale
UNBREAKFAST – Libera Associazione di professionisti in cerca di nuova occupazione

E lunedì 1 febbraio sarà anche l’ultimo giorno di lavoro di Lele, che con me ha collaborato alcuni anni in Consiglio Regionale, anche e soprattutto su questo Progetto di Legge, queste relazioni e questi nuovi diritti da conquistare. Auguri Lele.

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94,5%

giovedì, gennaio 21st, 2010

E’ la mia percentuale di presenza alle sedute del Consiglio Regionale.

Ma come! Solo il 24,5% in più del Presidente Formigoni? La spiegazione (estendibile anche ad altri consiglieri peraltro…) la trovate da Civati. E qui trovate tutti i dati di tutti i consiglieri.

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Un bergamasco a Roma

sabato, gennaio 16th, 2010

Antonio Misiani

Ieri L’Espresso on line ha pubblicato un durissimo articolo contro Antonio Misiani: il cinese (per la censura), il brunetta (per la “cattiveria” anti “statali”) viene definito dal settimanale politico.

Di cosa è reo Antonio Misiani? Ma di aver bloccato facebook ai dipendenti del PD, ovviamente! Infatti, Antonio è tesoriere nazionale del Partito Democratico e in quanto tale è anche a capo del personale di stanza a Roma.

L’articolo è evidentemente “suggerito” da qualche dipendente, probabilmente proprio da uno di quelli che ha scatenato la “reazione” di Misiani con un comportamento non proprio corretto… oppure non proprio utile al PD e agli italiani se vogliamo vederlo da un’altra angolatura. Ma di questo L’Espresso non sembra preoccuparsene che, anzi, rilancia con la sua star blogger, l’amico e stimato Alessandro Gilioli.

Leggo e rileggo il post di Gilioli. Decido di mandargli privatamente un Sms, che poi ho autorizzato a pubblicare, per chiedergli: “Ma scusa Alessandro, perchè l’addetta alle paghe del PD dovrebbe stare su Facebook sul lavoro?”

Alessandro riprende l’argomento, rispondendo anche a me, e aggiunge un’analisi interessante e in parte condivisibile ma, a mio avviso, totalmente fuori luogo

Quello che mi preoccupa è vedere invece che tanta gente sveglia è ancora così poco consapevole del fatto che in una società moderna per fare bene quasi tutti i mestieri è non utile, ma indispensabile usare la Rete, specie la Rete sociale: e questo è del tutto palese se uno fa un lavoro con evidenti implicazioni sociali (dal commerciante al pubblicitario, dal’avvocato al designer, dal consulente aziendale al docente e così via) ma anche per chi crea benessere per sé e per gli altri in modo apparentemente meno interconnesso: già dieci anni fa si scoprì che perfino i contadini dell’India centrale, se vanno sul web a verificare i prezzi delle sementi e a guardare le previsioni del tempo, a fine anno hanno fatto un raccolto migliore e con incassi più alti.

Non parliamo poi di chi fa il politico, o di chi comunque lavora nella politica.

Orbene, Antonio Misiani, in quanto tesoriere nazionale del PD, è a capo di una struttura che conta più di 100 impiegati. Una struttura in parte politica e in parte no. Amministrativa.

Io non sono riuscito a trovare una sola ragione per la quale si dovrebbe invocare il diritto a un (altro) privilegio della politica: quello dei suoi dipendenti, che non sono dei marziani, non sono diversi dai dipendenti amministrativi della Bayer o della Soleazzurro Snc. Quello di stare su Facebook tutto il giorno durante le ore di lavoro.

Allora il punto è questo, se l’Espresso ritiene una lesione dei diritti universali dell’uomo l’esclusione di Facebook (e di altri siti) da quelli che possono essere visitati in un’azienda, dai computer aziendali, durante l’orario di lavoro, mi aspetto che lanci una campagna internazionale in tal senso. Altrimenti, non i diritti, non le nuove conquiste (conquiste?) del lavoro gli interessano ma la difesa di un privilegio, quello dei dipendenti di un partito. Che non sono solo “politici” e “comunicatori”, come ogni giornalista sa bene.

Nel frattempo, mentre scrivevo questo post, Antonio Misiani ha espresso, proprio su Facebook, il suo pensiero in proposito:

Ho un profilo Facebook. Ho un mio blog. Non di tendenza come altri, ma sulla rete c’è di peggio. E curo di persona sia l’uno che l’altro, senza deleghe a segretarie o portaborse, perché credo che usati in prima persona siano strumenti molto utili per chi fa politica: finestre sul mondo, canali di dialogo e confronto. Mi sento molto lontano, quindi, dal virgolettato che Cristina Cucciniello – con cui non ho avuto mai il piacere di parlare – mi attribuisce sul’Espresso online come motivazione per lo stop di Facebook nella sede nazionale del PD.

Ho però una convinzione: nei luoghi di lavoro, e negli orari di lavoro, il Web 2.0 va utilizzato per lavoro, non per svago personale. Idee da bergamasco sgobbone catapultato nella Capitale? Suggestioni aziendaliste da ex bocconiano? Mentalità da paleolitico, come ha scritto Pippo Civati sul suo blog? Negli Stati Uniti – la patria di Internet, non il paese dei Flinstones – secondouno studio dell’ottobre 2009 il 54% delle aziende blocca completamente l’uso dei social networks, il 35% lo limita ad usi lavorativi e solo il 10% lascia pieno accesso ai dipendenti. Lo stesso sta avvenendo in molte realtà private e pubbliche del nostro Paese. Il dibattito è molto acceso, ma gli alfieri della modernità non stanno tutti da una parte sola.

I partiti politici non sono aziende private. E’ vero, naturalmente. Un partito vive di relazioni con la società. Un tempo si costruivano nei luoghi di lavoro o nelle feste popolari. Oggi le piazze e le fabbriche non sono scomparse (e altri partiti, come la Lega, li presidiano molto meglio di noi), ma Internet sta prendendo il sopravvento. Per tutta una serie di funzioni che si interfacciano con i cittadini i social networks rappresentano per i partiti strumenti di comunicazione imprescindibili. Ma anche il PD, come tante altre strutture lavorative, ha uffici, impiegati, funzionari. E chi lavora nel back office di un partito dubito molto che abbia bisogno di Facebook o di Twitter per svolgere bene le proprie mansioni.

Un blocco indiscriminato non ha alcun senso, ovviamente. Non era e non è questo il nostro obiettivo. Nessuna censura, nessun oscuramento. Non siamo in Cina né in Iran. Ma una razionalizzazione, sì. Può servire: nei luoghi di lavoro di un partito, esattamente come accade nel mondo che sta al di fuori dei palazzi della politica.

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