Più che le auto, le balle viaggiano a idrogeno (compresso)

domenica, febbraio 7th, 2010

formigoni_auto_idrogeno

Oggi, 7 febbraio 2010, Formigoni e Catania (ATM) hanno inaugurato invece un bus a idrogeno. Uno, dico uno. Un bus. Nel 2011 saranno tre. Da tutte le automobili lombarde a tre autobus il passo è lungo… la lunghezza giusta per farci entrare tre campagne elettorali elettorali e tanti articoli che non linkano mai l’inaugurazione precedente.

E chissà perchè non si riesce a trovare in rete il filmato del Gabibbo che sbugiarda Formigoni per il primo distributore di idrogeno inaugurato nel 2002 e chiuso pochi giorni dopo.

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Evoluzioni e involuzioni H

sabato, dicembre 13th, 2008

Luca De Biase racconta l’ultimo Santoro. E che dire che la “difesa” con i dovuti complimenti ai giovani ricercatori del Politecnico sia dovuta arrivare solo in fine trasmissione da Roberto Castelli…

L’involuzione di Santoro

Nel corso della puntata di AnnoZero di ieri dedicata alla crisi dell’auto, Michele Santoro non ha fatto una gran figura. La scena peggiore è stata quella in cui Santoro ha assurdamente preso in giro i risultati di una ricerca del Politecnico relativi alla progettazione di un’auto a idrogeno: Santoro si è messo a scherzare sulla forma del prototipo, a suo dire scomoda, e non ha prestato minimamente ascolto alla descrizione delle prestazioni in termini di risparmio energetico straordinariamente efficienti che i ricercatori erano riusciti a ottenere.
Forse Santoro è perfettamente al corrente del fatto che l’idrogeno non è ancora una soluzione importante, visto che l’energia che serve per produrlo è ancora eccessiva. E per questo non ha dato molta importanza al prototipo. Ma allora Santoro sa anche che il lavoro di ricerca che si sta facendo in questo settore potrebbe anche ridurre il costo energetico per produrre l’idrogeno e quindi prima o poi rendere i prototipi di auto a idrogeno più rilevanti.
Dunque, il modo in cui Santoro ha trattato i ricercatori di Torino non è dovuto a questa analisi tecnica del prototipo. E’ dovuto a una scelta politica. Per lui, che distrattamente rispetta ancora gli operai, che maltratta il parafarmacista, che prende le distanze dall’imprenditore, il futuro è una lotta politica e mediatica. Niente di più.
In questo senso, Santoro è involuzione. E contribuisce all’involuzione. La funzione dei ricercatori italiani, spesso mal pagati, spesso appassionati, spesso bravissimi, è strategica e fondamentale per ogni possibilità di sviluppo del paese nell’economia della conoscenza. Certo, ci vuole anche l’ecosistema: le imprese capaci di valorizzare la ricerca, le banche e gli enti pubblici che la finanziano, le università che la realizzano correttamente. Ma ci vuole anche la consapevolezza della società: che dipende in parte dalla capacità dei media di raccontare la bravura, il ruolo e talvolta l’eroismo dei ricercatori. Comportandosi come si è comportato ieri, secondo me, Santoro non contribuisce al racconto e alla costruzione di questo futuro.

Ricerca padana

venerdì, novembre 16th, 2007

Si presenta un progetto fumoso, si chiedono i soldi alla regione, si vola in grecia, si compra un macchinario, si “sperimenta”, si approva, si ri-chiedono i soldi alla regione, si torna in grecia, si compra un macchinario più grande.
I neolaureati milanesi andranno in grecia a fare ricerca.
Qui, se non hai capito nulla.

Le scorie di Casini

lunedì, ottobre 8th, 2007

Pierferdi vuole presentare una mozione di sfiducia contro Pecoraro Scanio perchè impedirebbe il ritorno al nucleare. Che non si possa tornare al nucleare lo sanno tutti: ci vorrebbe troppo tempo, le riserve mondiali non sono poi così floride e sono ancor più concentrate nelle mani di pochi stati, non è ancora stato risolto il problema delle scorie ed è ancora strettamente collegato alla costruzione delle bombe atomiche. Problemini che Casini fa finta di non vedere perchè le lobby, soprattutto quelle del carbone e dei combustibili fossili, vogliono indebolire gli ambientalisti al Governo.
Casini però dovrebbe, quantomeno, rispondere a una domanda: perchè il suo Governo non ha trovato un posto dove depositare in sicurezza le poche scorie della breve storia nucleare italiana? Se gli Stati Uniti hanno difficoltà a individuare depositi e popolazioni accoglienti, loro che hanno i deserti, dove pensa l’On. Casini di stoccarle in Italia? Sopra quale falda? Vicino a quali abitazioni?
Il nucleare sicuro non esiste ancora. Investiamo pure nella ricerca sulla fusione ma investiamo soprattutto nell’economia dell’idrogeno e delle fonti rinnovabili. Queste tecnologie ci sono già e laddove hanno governato i Verdi abbastanza a lungo sono diventate settori trainanti dell’economia.