Luca De Biase racconta l’ultimo Santoro. E che dire che la “difesa” con i dovuti complimenti ai giovani ricercatori del Politecnico sia dovuta arrivare solo in fine trasmissione da Roberto Castelli…
L’involuzione di Santoro
Nel corso della puntata di AnnoZero di ieri dedicata alla crisi dell’auto, Michele Santoro non ha fatto una gran figura. La scena peggiore è stata quella in cui Santoro ha assurdamente preso in giro i risultati di una ricerca del Politecnico relativi alla progettazione di un’auto a idrogeno: Santoro si è messo a scherzare sulla forma del prototipo, a suo dire scomoda, e non ha prestato minimamente ascolto alla descrizione delle prestazioni in termini di risparmio energetico straordinariamente efficienti che i ricercatori erano riusciti a ottenere.
Forse Santoro è perfettamente al corrente del fatto che l’idrogeno non è ancora una soluzione importante, visto che l’energia che serve per produrlo è ancora eccessiva. E per questo non ha dato molta importanza al prototipo. Ma allora Santoro sa anche che il lavoro di ricerca che si sta facendo in questo settore potrebbe anche ridurre il costo energetico per produrre l’idrogeno e quindi prima o poi rendere i prototipi di auto a idrogeno più rilevanti.
Dunque, il modo in cui Santoro ha trattato i ricercatori di Torino non è dovuto a questa analisi tecnica del prototipo. E’ dovuto a una scelta politica. Per lui, che distrattamente rispetta ancora gli operai, che maltratta il parafarmacista, che prende le distanze dall’imprenditore, il futuro è una lotta politica e mediatica. Niente di più.
In questo senso, Santoro è involuzione. E contribuisce all’involuzione. La funzione dei ricercatori italiani, spesso mal pagati, spesso appassionati, spesso bravissimi, è strategica e fondamentale per ogni possibilità di sviluppo del paese nell’economia della conoscenza. Certo, ci vuole anche l’ecosistema: le imprese capaci di valorizzare la ricerca, le banche e gli enti pubblici che la finanziano, le università che la realizzano correttamente. Ma ci vuole anche la consapevolezza della società: che dipende in parte dalla capacità dei media di raccontare la bravura, il ruolo e talvolta l’eroismo dei ricercatori. Comportandosi come si è comportato ieri, secondo me, Santoro non contribuisce al racconto e alla costruzione di questo futuro.