Vecchi tempi
mercoledì, maggio 26th, 2010Questo è il mio punteggio: 4366. Molti più di Disma, molti meno di Kuda… Irraggiungibile Baronerosso… :-/
Questo è il mio punteggio: 4366. Molti più di Disma, molti meno di Kuda… Irraggiungibile Baronerosso… :-/

D’accordo Berlusconi non sa l’inglese. Ma è pure un analfabeta per quanto riguarda internet. E questo forse è l’aspetto più preoccupante.
Nel corso della conferenza stampa con il Presidente egiziano Mubarak ha detto cose molto più preoccupanti dell’errore di pronuncia che ha fatto il giro della rete.
Parla delle imprese italiane come se fossero all’anno zero. E dice che vuole organizzare dei “corsi particolari” per insegnare loro come vendere con Google su internet.
Dei corsi? Le imprese italiane hanno bisogno di corsi? Con Google?
Ecco, se fossi il leader del mio partito investirei metà del budget per uno spot televisivo contro le norme che criminalizzano e bloccano il wi-fi, per il diritto universale alla banda larga e per l’innovazione delle PMI. Uno spot che parte da Berlusconi e arriva al futuro. A quello che il Paese dovrebbe fare e non ha ancora fatto per uscire dalla crisi più velocemente.
(Qui la puntata di Sorci Verdi sulla banda larga)
Il miglior percorso in bici, anche per nuove mete. E’ la nuova opzione che Google maps ha aggiunto tra le possibilità richiedibili sul proprio sito di servizi georeferenziati. Finora la nuova funzione è stata introdotta solo per gli Stati Uniti.
Non poteva che arrivare dalla californiana San Francisco, e dagli Usa, lo strumento per facilitare gli spostamenti sulle due ruote in città. Negli States il nuovo ciclismo urbano da vent’anni sta conquistando utenti e città, contribuendo anche alle rigenerazioni urbanistiche. L’ulteriore indotto positivo della mobilità dolce è che sta generando un’economia di servizi e prodotti ad alto tasso di innovazione sostenibile e durevole.
La mappatura ciclistica, con motore di ricerca annesso, segnala i percorsi adatti, tendendo in considerazione tutti i fattori: percorsi o piste ciclabili nonché pendenze, una delle fonti di ispirazione è stata il sito dei pedalatori newyorkesi ridecity.com, che ha iniziato da tempo a mappare gli itinerari adatti alle due ruote basandosi sul sistema Googlemaps.
Su You Tube c’è anche il video promozionale del nuovo servizio per ciclisti della società di Mountain Wiew.
(Articolo copiato e incollato da FabioFimiani.it)
Leggo che Luca De Biase difende Google da Le Monde. Il giornale francese contesta l’intenzione di Google di diversificare investendo una montagna di soldi nelle energie rinnovabili: troppo distante dal core business aziendale.
Ha ragione De Biase. Non è certo la prima azienda globale di che decide di diversificare in settori fin’ora a lei estranei. E’ un problema di manager e di modelli di organizzazione e gestione validi. E Google, secondo De Biase, li possiede.
Aggiungo che, forse, è pure meglio. Se Google continuasse ad investire solo nella rete e nei servizi on line diventerebbe ben presto un altro grande monopolista nel contesto della conoscenza. E della conoscenza dei nostri dati, soprattutto.
Lasciamogli, invece, migliorare il mondo.