Neofascisti in Giunta regionale? Assessore, cosa gli darai in cambio?

lunedì, luglio 5th, 2010

Massimo Buscemi, PDL ex Forza Italia, Assessore Regionale alla cultura, ha goduto del sostegno dell’organizzazione neofascista Casa Pound durante l’ultima campagna elettorale per le regionali. “Metodi” a parte delle teste rasate, neppure i contenuti sembrano metterlo in imbarazzo. Eppure quelli di Casa Pound sono anche quelli delle manifestazioni contro la Gelmini al grido di: “Nessuna scuola privata” e “Libro di testo unico”. Non esattamente il programma del PDL… A meno che il libro non sia questo.

Mi chiedo anche se quelli di Casa Pound, per stringere amicizia con Massimo, gli abbiano chiesto di indossare la loro maglietta ufficiale durante gli incontri (immagine tratta dal sito dell’organizzazione studentesca di Casa Pound)

E chissà se nel pubblico di questa simpatica assemblea si nasconda anche il Buscemi dietro quelle peccette aggiunte per rendere irriconoscibili i partecipanti (immagine tratta dal sito dell’organizzazione studentesca di Casa Pound).

Un’ultima domanda: a che cultura è assessore, Assessore? A questa?

Il rispetto di Formigoni per i cittadini (e per i loro soldi)

giovedì, maggio 27th, 2010

Doveva essere un canale istituzionale, cioè della Regione Lombardia. Il fatto che sia stato aperto poco prima della campagna elettorale era un semplice caso: quattro anni e mezzo erano serviti a pensarlo e realizzarlo nell’interesse dei cittadini. Tutti i cittadini, mica solo quelli da convincere in campagna elettorale.

E allora perchè, Sig. Presidente, da tre mesi non fa più alcun upload? Io non ho doti divinatorie ma rispondendo a un commento il dicembre scorso, dissi:

Si ma non credo che Formigoni installerà qik sul cellulare… metterà qualche video pseudo istituzionale e poi dopo le elezioni se ne dimenticherà per qualche anno.

Infatti. E poi c’è il canale legittimamente elettorale. Dico io, vi sembra carino che – pur se sul suo canale personale – il Presidente della mia Regione, che Governa e amministra anche i miei beni, il mio territorio, i miei soldi etc… Vi sembra, dico io, che possa bloccarmi? E perchè non devo poter seguire il suo canale Youtube Sig. Presidente? Non è forse anche il mio Presidente?

E non ditemi: “vabbè, tanto ha smesso di aggiornare anche quello…”. Si, ma è il principio.

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Ponz! Suono onomatopeico di ex Assessore Regionale in caduta libera.

martedì, maggio 25th, 2010

Ne avevo scritto qui, riprendendo le anticipazioni (senza nome) di Gianluigi Nuzzi su Libero. E l’avevo videoregistrato qui (perchè la Presidente della Commissione Peroni aveva impedito alle televisioni di riprendere. Accortasi del mio cellulare me lo fece spegnere…). Si trattava della Commissione Ambiente del Pirellone che “interrogava” l’Assessore all’Ambiente Massimo Ponzoni in merito alla bonifica Santa Giulia.

Il Giornale ci dice che ora Ponzoni è formalmente indagato.

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Il sobrio Filippo (Penati), il solito Roberto (Formigoni)

venerdì, maggio 21st, 2010

Della serie “tanto sono tutti uguali”.

Filippo Penati ha annunciato che non costituirà il gruppo “Penati Presidente” in Consiglio Regionale. Avrebbe potuto, in qualità di unico eletto del “listino” della coalizione di centro sinistra.

Il vicepresidente del Consiglio regionale Filippo Penati non costituira’ il suo gruppo ma aderira’ a quello del Pd che e’ il suo partito.
Penati, come candidato presidente, guidava il listino ‘Alternativa Lombarda’ e in base alla legge regionale e’ risultato l’unico eletto. ”Nonostante vi fosse una condivisione con il Pd e gli altri gruppi della coalizione che mi hanno sostenuto – ha spiegato Penati – in vista della misura finanziaria che sara’ fatta, ho deciso di non formare un gruppo autonomo per dare un segnale preciso sul contenimento dei costi della politica”

Ciò farà risparmiare al Consiglio Regionale, quindi ai contribuenti lombardi, circa 120.000 euro all’anno di  budget del gruppo.

Roberto Formigoni, invece, ha trovato il modo per non rinunciare neppure agli avanzi del budget assegnato al gruppo del proprio listino nella scorsa legislatura.

E siccome ciò ancora non gli bastava, altri cinque stipendi li ha inventati: paiono confermati, dunque, i cinque “consiglieri” delegati di qui ho parlato anche su facebook.

Però i lombardi a Formigoni gli voglion bene. E tutto questo potrebbe non bastare… Mi sento di rassenerarli… Il Governatore non morirà di stenti. Il grosso della sua struttura di propaganda passa, infatti, per il bilancio della Regione, mica da quello del misero Consiglio… Sopravviverà – dunque – anche nei prossimi cinque anni a tanti titoli e a tanti articoli senza fare nulla.

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Raimondi, prendi i soldi e torna!

mercoledì, maggio 5th, 2010

Marcello Raimondi, neo Assessore all’Ambiente di Regione Lombardia, è da qualche giorno anche “Capogruppo” di se stesso. Pochi lo sanno… Raimondi ha aderito al gruppo “Per la Lombardia – PDL, diventandone capogruppo, il 12 aprile scorso, abbandonato il gruppo PDL.

Come perchè? Perchè “Per la Lombardia” è il gruppo eletto con il “listino” di Formigoni, quello dei 16 consiglieri che non passano al vaglio degli elettori ma unicamente del Presidente e che diventano il premio di maggioranza della coalizione in caso di vittoria.

Dopo le elezioni ognuno dei 16 eletti (soltanto 8 alle ultime regionali) esce solitamente dal gruppo “Per la Lombardia” ed entra in quello politicamente a sè più vicino: Lega Nord o PDL. Tranne uno, la scorsa volta è toccato a Sveva Dalmasso, un’indipendente molto vicina a Francesco Cossiga, che assume così il ruolo di mongruppo volto a conservare gli ingenti finanziamenti regionali aggiuntivi.

Però Sveva Dalmasso non è stata ricandidata e quindi neppure rieletta. Ciò avrebbe comportato che tutti i soldi accumulati dal Gruppo “Per la Lombardia” negli scorsi cinque anni sarebbero andati “persi”, rientrando nel bilancio del Consiglio Regionale. Soldi non spesi che sarebbero stati risparmiati dai cittadini, a conti fatti.

Poteva mai permetterlo il prode Formigoni? Risparmiare i soldi dei contribuenti? Giammai!

Ed ecco, allora, che Marcello Raimondi, il 12 aprile scorso, dodici giorni dopo le elezioni di rinnovo del Consiglio Regionale ma un mese prima l’entrata in carica dei nuovi consiglieri che saranno proclamati l’11 di maggio, cambia gruppo ed entra in “Per la Lombardia”. Per la Lombardia non cessa dunque di esistere, attende sereno l’ingresso dei nuovi Consiglieri e traghetta così i finanziamenti dei passati cinque anni ai prossimi cinque.

Marcello Raimondi potrà così tornare sereno al suo gruppo, al suo assessorato, felice di essere costato ai lombardi solo qualche centinaio di migliaia di euro…

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Fatti non foste per sperperare i soldi dei lombardi…

mercoledì, maggio 5th, 2010

Prendiamo l’Esempio di un comune di montagna che vuole trovare finanziamento a un progetto turistico.

Chi sarà il suo referente nella Giunta Regionale Lombarda? Il Consigliere delegato agli enti locali Marco Pagnoncelli (che fra l’altro non è neppure stato eletto consigliere), oppure quello delegato ai rapporti con le istituzioni del territorio Giancarlo Abelli, oppure l’Assessore al Turismo Stefano Maullu?

Facciamo un altro esempio. Un progetto di Regione Lombardia per la valorizzazione del paesaggio lacuale, la tutela delle sue coste e il marketing territoriale. Di chi sarà la competenza? Dell’Assessore al Turismo Maullu oppure di Alessandro Colucci e della sua delega al “Paesaggio”? E perchè no del famoso geometra di Arcore, tal Francesco Magnano (Magnano, non Mangano!) che dal Presidente è stato delegato alla “attrattività e promozione del territorio”. Diventerebbe però difficile escludere ta tale competenza l’Assessore all’Ambiente, Marcello Raimondi, e i novelli “Consiglieri Delegati” Marco Pagnoncelli e Gianfranco Abelli (vedi sopra). Sempre che non abbia qualcosa da dire anche l’Assessore al Territorio Daniele Belotti e vuoi non ascoltare, almeno per un consiglio, l’Assessore alle attività produttive Andrea Gibelli?

Insomma c’è da sperare che nel progetto non c’entri in qualche modo anche lo “Sport” (Monica Rizzi) perchè altrimenti non resterebbe che rivolgersi alla Protezione Civile (Romano La Russa).

E poi vengono a parlarci di paese normale… In un paese normale tal sorta di spreconi, depauperatori e dispensatori di clientelari prebende li caccerebbero in sei mesi, non in neppure 15 anni.

Nel frattempo, finchè non lo siamo, continueremo a gettare i soldi dei lombardi, elargire stipendi, rinvigorire le Compagnie operose e complicare la burocrazia.

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La lista (definitiva)

venerdì, aprile 23rd, 2010

Soggetta a modifiche man mano che mi giungono… Alle 15.30 di oggi la presentazione.

Marcello Raimondi, Ambiente

Daniele Belotti, Territorio

Massimo Buscemi, Cultura

Stefano Maullu, Commercio e turismo

Romano La Russa, Protezione Civile

Alessandro Colucci, Sistema verde e Paesaggio

Carlo Maccari, Semplificazione e digitalizzazione

Romano Colozzi, Finanze

Giulio Boscagli, Famiglia

Raffaele Cattaneo, Infrastrutture

Domenico Zambetti, Casa

Gianni Rossoni, Istruzione

Monica Rizzi, Sport

Andrea Gibelli, Vice Presidente e attività produttive

Giulio De Capitani, Agricoltura

Luciano Bresciani, Sanità

Update: E quattro Sottosegretari: Paolo Alli, Massimo Zanello, Alberto Cavalli e Francesco Magnano.

Paolo Alli si occuperà di Expò per conto del Presidente, Alberto Cavalli di Università e ricerca scientifica, Francesco Magnano, il famoso “geometra” di Silvio Berlusconi si occuperà invece di “attrattività e promozione del territorio”. Insomma qualcosa di molto simile al “Paesaggio” di Colucci (a meno che non si intenda la delega di Colucci in senso opposto…) e qualcosa di già incluso, se non fotocopia, del “Turismo” di Maullu, che fu di Prosperini.

Ma poteva mancare una delega al “Cinema“? Evidentemente no. Quella non è cultura e, soprattutto, è uno dei tanti ambiti in cui Zanello non ha fatto pressochè nulla. Infatti sarà lui a occuparsi di Cinema da Sottosegretario…

Forse Penati esagerava quando diceva che potevano essere ridotti a 7… sicuramente qualche doppione e quattro sottosegretari sono di troppo.

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A mente fredda, i nostri errori

giovedì, aprile 8th, 2010

Ma quale cambio di segretario, ma quale congresso, ma quale (ennesimo) strazio e (ennesima) autoflagellazione. Dirò di più: si rivotasse domani per le primarie di partito (spero di no)  io farei esattamente le stesse scelte: Pierluigi Bersani, Maurizio Martina e Gabriele Riva. Questo però non deve diventare l’alibi per non affrontare i nostri errori in campagna elettorale.

E’ indispensabile farlo, anche se da fastidio individuare gli errori, riflettere e correggerli per rilanciare. E dobbiamo farlo senza pregiudizi e senza pietà. Senza schieramenti precostituiti (per quanto possibile). Questa è la mia parte.

Il primo. L’assenza di una regia complessiva. La campagna elettorale affidata alla competizione tra i candidati ha fatto correre, senza dubbio, i candidati. E questo è stato un fatto positivo. Ma non ha indicato ai cittadini elettori l’alternativa di centro sinistra. Su cosa si fondasse questa è apparso, ai più, incomprensibile. Due piccoli esempi: gli elettori di Mario Barboni probabilmente ancora si chiedono se lui in Regione combatterà per la prevenzione dell’Aids anche con la distribuzione dei preservativi. I miei elettori, probabilmente, ancora si chiedono se anch’io voglio una pista da sci su ogni dislivello montano. Tutti si chiedono, sicuramente, quali sono le priorità del Pd per il Governo della Lombardia, pur dall’opposizione.

Il secondo. I temi della campagna di Penati. Quindici giorni ce li siamo persi a discutere delle firme farlocche, del decreto farlocco e delle piazze farlocche. Questo ha consentito di far perdere un po’ di credibilità al centro destra. Ma senza farla recuperare al centro sinistra. Il centro sinistra avrebbe avuto bisogno di parlare, soprattutto in Lombardia, di ben altro: la sanità che costa tanto e che fornisce alta eccellenza solo dove alti sono i profitti; la politica industriale e la trasformazione che questo termine ha avuto negli anni; l’abbandono totale dei precari e di tutti i lavoratori freelance, autonomi professionisti e partite iva così come delle piccole e medie imprese; la green economy che in altre regioni europee rifonda aziende e rilancia qualità urbana e qui da noi piange tra convegni e agende 21; la sicurezza degli spazi urbani; la laicità, il merito e la professionalità nella gestione della pubblica amministrazione lombarda. Insomma, i temi, gli argomenti che ci siamo raccontati per sei mesi che dovevano essere al centro della campagna elettorale. E che poi di fatto sono stati abbandonati.

Il terzo. Terminata la questione firme, riammesso Formigoni, superata la “crisi” democratica, su cosa abbiamo incalzato il centro destra? Nucleare e acqua pubblica. Mentre quell’altro inaugurava due ospedali e tre strade al giorno, noi facevamo campagna elettorale per contendere i voti ad Agnoletto. Intendiamoci, non doveva avere una posizione diversa da quella espressa, figuriamoci. Ma i due temi dovevano e potevano essere liquidati con due domande di un giornalista. E poi passare ad altro. A cosa? A quello che ho scritto qui sopra: a un sistema di welfare che non regge più, a un’idea di sviluppo verde che sarà sviluppo solo se verde, alla vecchia questione dei diritti e dei doveri che può essere articolata nella vecchia questione della modernità e nella nuova questione dell’integrazione, della libertà e dei nostri principi costituzionali che valgono per tutti. Anche per i nuovi cittadini.

Questa, a mio avviso, dovrà essere l’agenda del PD anche nei prossimi tre anni. Mica il 3% dei grillini, mica il 4% dell’Udc. Prima parliamo di noi. Prima mettiamo a punto il nostro idem sentire. Poi discutiamo delle necessarie alleanze. Alleanze di governo, s’intende. Mai più le armate brancaleone alla volta del flagello.

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3752 grazie.

martedì, marzo 30th, 2010

3752 sono le preferenze che ho preso in Provincia di Bergamo. Non sono sufficienti per la rielezione in Consiglio Regionale ma sono tante.

Sono tante perchè “costruite” insieme a tanti di voi in pochi mesi. Nessuna di queste 3752 preferenze era scontata. Nessuna precostituita. Abbiamo dovuto vincere un’iniziale e scontata diffidenza e lo abbiamo fatto parlando, proponendo e raccontando.

Abbiamo parlato a mondi non soltanto del PD. Lo abbiamo fatto con interlocutori importanti e con tutti i circoli e le associazioni che hanno voluto invitarmi per incontrare gli elettori e gli iscritti. Lo abbiamo fatto con i giovani a scuola e fuori dai locali di Bergamo.

Ora sappiamo, lo sapevamo, Formigoni ha vinto di nuovo. Ha stravinto di nuovo. Se non farà un “ventennio” sarà solo perchè a lui della Lombardia non interessa poi così tanto. Vuole, e lo ha già annunciato, sbarcare a Roma.

Noi dovremo essere lì e qui più preparati per affrontarlo. Lì, in tutta Italia, e qui, a Bergamo e in Lombardia. E soprattutto a Bergamo e in Lombardia. Dove non siamo percepiti quasi neppure come l’Opposizione. Tantomeno come l’Alternativa.

Le firme fuffa, i decretini e le piazze farlocche alla fine hanno avvantaggiato solo chi non poteva non giovarsi di discutere di tutto fuorchè dei problemi della Lombardia: il lavoro che viene a mancare, le imprese lasciate sole ad affrontare un’impossibile solitaria innovazione, i giovani sempre più precari, il welfare obsoleto, l’aria irrespirabile, il territorio cementificato, i Comuni che affogano nei tagli e nei vincoli romani…

Ripartiamo da qui. Nel senso di Bergamo e nel senso del PD. Nel senso che il PD non tornerà al Governo finchè nella parte “forte” del Paese non tornerà a poter pensare di vincere. Non con il 17% che parla bergamasco e neppure con il 22% che parla lombardo. E anche se tornasse a Governare il Paese senza saper parlare alla parte più produttiva dell’Italia, al Nord, alla Lombardia, rischierebbe di non poter e non saper fare le riforme necessarie.

E allora sotto, al lavoro. Cominciamo da noi.

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UPDATE:  Formigoni elegge solo 8 consiglieri su 16 del proprio listino (avendone eletti più di quaranta su ottanta con la sua maggioranza sul territorio). Ne deriva che (nr 1) Marco Pagnoncelli è fuori dal Consiglio Regionale e che  (nr 2) il Centro sinistra elegge qualche consigliere in più e che anche Bergamo mantiene due consiglieri regionali del Partito Democratico. Una bella notizia nello schifo generale :-)

Complimenti e aguri, dunque, a Maurizio Martina e Mario Barboni, entrambi consiglieri regionali bergamaschi del PD.

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QUI tutti i risultati sul sito del Ministero dell’Interno.

Liberal. Come lui

giovedì, marzo 25th, 2010

COMUNICATO LIBERAL PD DI BERGAMO

I Liberal PD di Bergamo nella recente assemblea generale, hanno deciso, per quanto concerne le imminenti elezioni regionali, di appoggiare e sostenere Marcello Saponaro come candidato nelle liste del Partito Democratico.

La scelta nasce dalla condivisione di molti dei temi oggetto dell’attività svolta dal candidato nella Sua passata esperienza di consigliere regionale nonché dai brillanti risultati ottenuti.

Le competenze dimostrate, il profilo laico, e l’approccio moderno alle tematiche di maggior impatto sociale ed ambientale hanno convinto l’Assemblea che Marcello Saponaro sia la persona giusta a rappresentare la volontà dei Liberal Pd bergamaschi nel futuro consiglio regionale lombardo.

Bergamo, 24 03 2010

Dino Paoli
Coordinatore Politico Liberal PD di Bergamo

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