Il rispetto di Formigoni per i cittadini (e per i loro soldi)

giovedì, maggio 27th, 2010

Doveva essere un canale istituzionale, cioè della Regione Lombardia. Il fatto che sia stato aperto poco prima della campagna elettorale era un semplice caso: quattro anni e mezzo erano serviti a pensarlo e realizzarlo nell’interesse dei cittadini. Tutti i cittadini, mica solo quelli da convincere in campagna elettorale.

E allora perchè, Sig. Presidente, da tre mesi non fa più alcun upload? Io non ho doti divinatorie ma rispondendo a un commento il dicembre scorso, dissi:

Si ma non credo che Formigoni installerà qik sul cellulare… metterà qualche video pseudo istituzionale e poi dopo le elezioni se ne dimenticherà per qualche anno.

Infatti. E poi c’è il canale legittimamente elettorale. Dico io, vi sembra carino che – pur se sul suo canale personale – il Presidente della mia Regione, che Governa e amministra anche i miei beni, il mio territorio, i miei soldi etc… Vi sembra, dico io, che possa bloccarmi? E perchè non devo poter seguire il suo canale Youtube Sig. Presidente? Non è forse anche il mio Presidente?

E non ditemi: “vabbè, tanto ha smesso di aggiornare anche quello…”. Si, ma è il principio.

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A mente fredda, i nostri errori

giovedì, aprile 8th, 2010

Ma quale cambio di segretario, ma quale congresso, ma quale (ennesimo) strazio e (ennesima) autoflagellazione. Dirò di più: si rivotasse domani per le primarie di partito (spero di no)  io farei esattamente le stesse scelte: Pierluigi Bersani, Maurizio Martina e Gabriele Riva. Questo però non deve diventare l’alibi per non affrontare i nostri errori in campagna elettorale.

E’ indispensabile farlo, anche se da fastidio individuare gli errori, riflettere e correggerli per rilanciare. E dobbiamo farlo senza pregiudizi e senza pietà. Senza schieramenti precostituiti (per quanto possibile). Questa è la mia parte.

Il primo. L’assenza di una regia complessiva. La campagna elettorale affidata alla competizione tra i candidati ha fatto correre, senza dubbio, i candidati. E questo è stato un fatto positivo. Ma non ha indicato ai cittadini elettori l’alternativa di centro sinistra. Su cosa si fondasse questa è apparso, ai più, incomprensibile. Due piccoli esempi: gli elettori di Mario Barboni probabilmente ancora si chiedono se lui in Regione combatterà per la prevenzione dell’Aids anche con la distribuzione dei preservativi. I miei elettori, probabilmente, ancora si chiedono se anch’io voglio una pista da sci su ogni dislivello montano. Tutti si chiedono, sicuramente, quali sono le priorità del Pd per il Governo della Lombardia, pur dall’opposizione.

Il secondo. I temi della campagna di Penati. Quindici giorni ce li siamo persi a discutere delle firme farlocche, del decreto farlocco e delle piazze farlocche. Questo ha consentito di far perdere un po’ di credibilità al centro destra. Ma senza farla recuperare al centro sinistra. Il centro sinistra avrebbe avuto bisogno di parlare, soprattutto in Lombardia, di ben altro: la sanità che costa tanto e che fornisce alta eccellenza solo dove alti sono i profitti; la politica industriale e la trasformazione che questo termine ha avuto negli anni; l’abbandono totale dei precari e di tutti i lavoratori freelance, autonomi professionisti e partite iva così come delle piccole e medie imprese; la green economy che in altre regioni europee rifonda aziende e rilancia qualità urbana e qui da noi piange tra convegni e agende 21; la sicurezza degli spazi urbani; la laicità, il merito e la professionalità nella gestione della pubblica amministrazione lombarda. Insomma, i temi, gli argomenti che ci siamo raccontati per sei mesi che dovevano essere al centro della campagna elettorale. E che poi di fatto sono stati abbandonati.

Il terzo. Terminata la questione firme, riammesso Formigoni, superata la “crisi” democratica, su cosa abbiamo incalzato il centro destra? Nucleare e acqua pubblica. Mentre quell’altro inaugurava due ospedali e tre strade al giorno, noi facevamo campagna elettorale per contendere i voti ad Agnoletto. Intendiamoci, non doveva avere una posizione diversa da quella espressa, figuriamoci. Ma i due temi dovevano e potevano essere liquidati con due domande di un giornalista. E poi passare ad altro. A cosa? A quello che ho scritto qui sopra: a un sistema di welfare che non regge più, a un’idea di sviluppo verde che sarà sviluppo solo se verde, alla vecchia questione dei diritti e dei doveri che può essere articolata nella vecchia questione della modernità e nella nuova questione dell’integrazione, della libertà e dei nostri principi costituzionali che valgono per tutti. Anche per i nuovi cittadini.

Questa, a mio avviso, dovrà essere l’agenda del PD anche nei prossimi tre anni. Mica il 3% dei grillini, mica il 4% dell’Udc. Prima parliamo di noi. Prima mettiamo a punto il nostro idem sentire. Poi discutiamo delle necessarie alleanze. Alleanze di governo, s’intende. Mai più le armate brancaleone alla volta del flagello.

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3752 grazie.

martedì, marzo 30th, 2010

3752 sono le preferenze che ho preso in Provincia di Bergamo. Non sono sufficienti per la rielezione in Consiglio Regionale ma sono tante.

Sono tante perchè “costruite” insieme a tanti di voi in pochi mesi. Nessuna di queste 3752 preferenze era scontata. Nessuna precostituita. Abbiamo dovuto vincere un’iniziale e scontata diffidenza e lo abbiamo fatto parlando, proponendo e raccontando.

Abbiamo parlato a mondi non soltanto del PD. Lo abbiamo fatto con interlocutori importanti e con tutti i circoli e le associazioni che hanno voluto invitarmi per incontrare gli elettori e gli iscritti. Lo abbiamo fatto con i giovani a scuola e fuori dai locali di Bergamo.

Ora sappiamo, lo sapevamo, Formigoni ha vinto di nuovo. Ha stravinto di nuovo. Se non farà un “ventennio” sarà solo perchè a lui della Lombardia non interessa poi così tanto. Vuole, e lo ha già annunciato, sbarcare a Roma.

Noi dovremo essere lì e qui più preparati per affrontarlo. Lì, in tutta Italia, e qui, a Bergamo e in Lombardia. E soprattutto a Bergamo e in Lombardia. Dove non siamo percepiti quasi neppure come l’Opposizione. Tantomeno come l’Alternativa.

Le firme fuffa, i decretini e le piazze farlocche alla fine hanno avvantaggiato solo chi non poteva non giovarsi di discutere di tutto fuorchè dei problemi della Lombardia: il lavoro che viene a mancare, le imprese lasciate sole ad affrontare un’impossibile solitaria innovazione, i giovani sempre più precari, il welfare obsoleto, l’aria irrespirabile, il territorio cementificato, i Comuni che affogano nei tagli e nei vincoli romani…

Ripartiamo da qui. Nel senso di Bergamo e nel senso del PD. Nel senso che il PD non tornerà al Governo finchè nella parte “forte” del Paese non tornerà a poter pensare di vincere. Non con il 17% che parla bergamasco e neppure con il 22% che parla lombardo. E anche se tornasse a Governare il Paese senza saper parlare alla parte più produttiva dell’Italia, al Nord, alla Lombardia, rischierebbe di non poter e non saper fare le riforme necessarie.

E allora sotto, al lavoro. Cominciamo da noi.

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UPDATE:  Formigoni elegge solo 8 consiglieri su 16 del proprio listino (avendone eletti più di quaranta su ottanta con la sua maggioranza sul territorio). Ne deriva che (nr 1) Marco Pagnoncelli è fuori dal Consiglio Regionale e che  (nr 2) il Centro sinistra elegge qualche consigliere in più e che anche Bergamo mantiene due consiglieri regionali del Partito Democratico. Una bella notizia nello schifo generale :-)

Complimenti e aguri, dunque, a Maurizio Martina e Mario Barboni, entrambi consiglieri regionali bergamaschi del PD.

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QUI tutti i risultati sul sito del Ministero dell’Interno.

Complimenti e grazie

domenica, marzo 28th, 2010

E’ stata una bellissima campagna elettorale. Comunque vada a finire. Abbiamo portato tanti contenuti, proposte e idee in un dibattito drogato da firme fasulle, ridicoli decreti e piazze farlocche.

E noi invece a voler parlare di sviluppo sostenibile, economia verde, lavoro, uomini e donne esclusi, sanità, salute, medici e pazienti; treni e strade, consumo del suolo, cibo e agricoltori; montagna e parchi, acqua e neve; scuola e formazione, giovani e precariato, democrazia e informazione.

Abbiamo incontrato tante persone. Nei circoli, nelle assemblee, a scuola, davanti ai locali da aperitivo e nei locali della notte per distribuire simboli di prevenzione, preservativi e alcoltest. Per dire ancora una volta che prevenire è meglio che curare, anche se fa guadagnare di meno. E poi nei mercati e nei gazebo, distribuendo borse di tela per festeggiare l’uscita di scena dei sacchetti petroliferi per la spesa; e saponette per invocare un po’ di pulizia anche nella politica lombarda.

Don Gallo, Giuseppe Remuzzi, Alessandro Cè, Pasquale Pistorio, Cecilia Edelsztein, Angelo Carrara, Andrea Distefano, Roberto Bruni, Gabriele Riva, Ivan Scalfarotto, Fabio Bonzi, Agostino Agostinelli, Giacinto Giambellini, Fabio Fimiani, Andrea Corbetta, Vincenzo D’Orio, tanti altri amici, iscritti, militanti e dirigenti sono venuti a confrontarsi e a ragionare, a proporre. Per guardare oltre il PD, alla Lombardia.

Siete in troppi da ringraziare, quindi lo farò di persona, ad uno ad uno, nei prossimi giorni, quando ci reincontreremo. In tanti siete stati creativi e attivi, disponibili, mobili, reali e virtuali insieme. Insomma, è così che si deve essere e così si deve fare.

Complimenti. E grazie.

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Raimondi è un comunista (Sovietico)

sabato, marzo 27th, 2010

Non gli basta essere al centro di un sistema di potere che sta divorando tutto e occupando tutto e nominando tutto in Lombardia.

Non gli basta l’accesso ad ogni mezzo di comunicazione di massa.

Non gli bastano le decine di milioni di euro che la Giunta Regionale lombarda spende per la sua propaganda.

Non gli basta.

Vuole anche cancellare gli altri partiti dai tabelloni con una campagna di affissioni abusiva, arrogante e illiberale.

Quindi è un comunista. Ma di stampo sovietico.

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Il vino, la bandiera e il voto di domani (e lunedì)

sabato, marzo 27th, 2010

Oggi su BergamoBlog è comparso questo articolo a firma di pnori che ad una cena a casa di amici, tutti di sinistra, alla sesta bottiglia ha detto che avrebbe votato per me. Non so se l’alcol ha influito ma l’analisi è lucida e il racconto è divertente. Si conclude così:

Io alla sesta bottiglia, che avevo bevuto qualcosa delle prime cinque, ho detto a tutti che avevo deciso già da un po’, alla fine voto Saponaro, ma se mi chiedete perché non sono sicuro, è che alla fine le scelte sono così poche, che non trovo il mio colore, allora vado con uno che per lo meno mi sta simpatico. Ma c’è il Morgano, mi ha detto un amico, però io dico, il Morgano è anche simpatico anche lui, l’Agnoletto è bravo, ma la lista mi sembra poco definita, è che io tutti insieme non sono abituato, se si mischiano, poi, si ricordano come si fa ad andare d’accordo, allora mi hanno detto te fai la scelta a vocazione maggioritaria, non lo so ho detto, faccio la scelta che Saponaro almeno è sveglio e magari a dargli il voto quel voto lì va in Regione davvero, perché il Morgano mi sa che no, bello difendere la bandiera, ma a difenderla sul campo di battaglia magari si ottiene qualcosa, che a difenderla in casa, capaci tutti.

E allora voto Saponaro.

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Se anche Davide, Daniele, Mary e Matteo…

venerdì, marzo 26th, 2010

Daniele è L’Anticomunitarista. Chiede di votare per me a Bergamo, per Pippo a Monza e per Grizzanti ad Asti.

Davide è Davidao, ambientalista e ciclista, scrive di quanto ci assomigliamo e che

Domenica (perchè lunedì ci ho da fare) voterò Marcello per una lunga serie di motivi che provo a esporre.

MariaGiulia è l’organizzatrice, insieme a tre altri ragazzi, di uno dei pochi confronti elettorali fatti a Bergamo tra partiti e candidati di diversi schieramenti. Un successo in sè: 100 studenti che un mercoledì sera di partite escono di casa per parlare di politica. Maria Giulia voterà per me.

Anche Matteo. Anche lui studente del Lussana, prestato da Brescia. Quest’anno studia all’Università ma ha voluto scrivere ai suoi ex compagni di scuola “Per ringraziare Bergamo“.

Inutile aggiungere che io ringrazio tutti loro.
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Dalla parte degli animali [endorsement]

giovedì, marzo 25th, 2010

Susanna Chiesa, presidente di Freccia 45 (un’associazione benemerita che si prende cura dei cani e dei gatti sopravvissuti alle peggiori disavventure e con la quale ho condiviso molte battaglie per la tutela degli animali) ha scritto questa lettera agli animalisti bergamaschi. Spiega perchè dovrebbero scrivere “Saponaro”.

Anche la Lav (Lega Anti Vivisezione) come ad ogni tornata elettorale consiglia per chi votare e per chi non.
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Liberal. Come lui

giovedì, marzo 25th, 2010

COMUNICATO LIBERAL PD DI BERGAMO

I Liberal PD di Bergamo nella recente assemblea generale, hanno deciso, per quanto concerne le imminenti elezioni regionali, di appoggiare e sostenere Marcello Saponaro come candidato nelle liste del Partito Democratico.

La scelta nasce dalla condivisione di molti dei temi oggetto dell’attività svolta dal candidato nella Sua passata esperienza di consigliere regionale nonché dai brillanti risultati ottenuti.

Le competenze dimostrate, il profilo laico, e l’approccio moderno alle tematiche di maggior impatto sociale ed ambientale hanno convinto l’Assemblea che Marcello Saponaro sia la persona giusta a rappresentare la volontà dei Liberal Pd bergamaschi nel futuro consiglio regionale lombardo.

Bergamo, 24 03 2010

Dino Paoli
Coordinatore Politico Liberal PD di Bergamo

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E anche Pietro

giovedì, marzo 25th, 2010

La passione per la politica e le vicende collettive é ciò che mi fa votare Marcello Saponaro. E’ ciò che c’era nella lista dei Verdi a Bergamo (purtroppo esclusi).

Tutto il resto, dal qualunquismo travestito da comicità al giustizialismo travestito da opposizione, dal tatticismo travestito da intelligenza politica… allo pseudo-radicalismo travestito da radicalità, é noia ma davvero noia.

Io voto Saponaro

Pietro Vertova
(Consigliere comunale di Bergamo,Via Facebook)