Green economy, ecosostenibilità e giovani (GD Gallarate)

sabato, febbraio 5th, 2011

Giovedì 10 febbraio alle ore 21.00

Sala ACLI
Via Arnaldo Agnelli 33
Gallarate (VA)

GREEN ECONOMY, ECOSOSTENIBILITÀ & GIOVANI: IL FUTURO NEL PRESENTE

Interveranno:

- PAOLO RICOTTI, docente presso la Facoltà di Economia dell’Università di Milano-Bicocca, Presidente del PLEF (Planet Life Economy Foundation);

- MARCELLO SAPONARO, imprenditore, ex consigliere regionale PD Lombardia;

- FEDERICO ANTOGNAZZA, ingegnere ambientale, membro di 350.org .


Giovani Democratici Gallaratese

(l’appuntamento su facebook)

La Salerno – Reggio Calabria esiste da tempo. E parte da Genova.

martedì, novembre 2nd, 2010

Riprendo anche qui l’annuncio di una ricerca che ho pubblicato sul sito di Logimar. Si tratta dello studio condotto da Jens Borken-Kleefeld, ricercatore dell’International Institute for Applied Systems Analysis, e pubblicato dalla rivista Environmental Science & Technology.

Lo studio conferma, per l’ennesima volta, che la nave è il mezzo di trasporto meno inquinante (carrette del mare permettendo). Poi viene il treno. A sorpresa, invece, si contengono l’ultimo posto  le automobili/camion e l’aereo. Dipende dalla lunghezza del periodo preso a riferimento e dall’oggetto del trasporto (persone o cose).

Leggendo questa notizia su Facebook, giustamente, Gabriele Riva ha commentato:

certo che per un paese che di fatto è una lingua di terra circondata dal mare un ragionamento serio sul trasporto marittimo andrebbe fatto… no??

Esattamente, le autostrade del mare. Abbiamo pure un bel sito istituzionale ma non facciamo nulla per incentivarle, per aumentare la disponibilità di navi ro-ro capaci di imbarcare a Genova e Venezia, sbarcare lungo la discesa dello stivale e viceversa. Insomma, quella Salerno Reggio Calabria che da 46 anni stiamo costruendo… sul mare ce l’abbiamo già. Ed è pure più competitiva nei costi e più sostenibile per l’ambiente. Perchè non apriamo i caselli?

p.s. e poi bisognerebbe iniziare i lavori per il Corridoio 24…

Sono green e te lo dico

domenica, ottobre 31st, 2010

Voglio dare notizia anch’io, sia pur con qualche giorno di ritardo, della nascita di Low Impact, un’associazione di imprese, istituzioni e cittadini con pratiche virtuose. E che tali pratiche vogliono diffondere.

Questo che segue è il comunicato ufficiale pubblicato da Letizia Palmisano, giornalista ambientale e portavoce di Low Impact.

In Italia, quasi 7 aziende su 10 hanno a cuore il rispetto dell’ambiente e più della metà non ritiene che esistano certificazioni adeguate. Manca un’efficace comunicazione delle azioni green

Sono questi i risultati dell’attività di ricerca presentati da Low Impact,  associazione nata per creare un punto d’incontro tra aziende, istituzioni e  cittadini che dimostrino di adottare comportamenti virtuosi nel rispetto dell’ambiente

Roma, 27 ottobre 2010. Cresce in Italia la sensibilità delle aziende verso i temi della sostenibilità ambientale: il 66,7%, quasi 7 aziende su 10, adotta politiche e pratiche rispettose dell’ambiente. È il dato presentato oggi  presso la Camera dei Deputati dall’associazione Low Impact, emerso dalla ricerca condotta da Popai Italia Associazione Internazionale di Retail Marketing su un campione  di 180 aziende.

Nelle aziende eco-friendly, l’attenzione è rivolta principalmente verso  politiche virtuose di risparmio energetico e l’utilizzo di materiali ecocompatibili (60% del totale), oltre alla gestione differenziata della raccolta dei rifiuti (56,7% del totale).

Il  41,2% delle aziende “green”  ha  acquisito certificazioni ambientali . Una considerevole parte  (il  58%) non lo ha fatto perché non ritiene che esistano certificazioni adatte per la propria azienda.  Le motivazioni sono varie: il 21,4% ritiene che siano troppo impegnative, il 14,3% troppo costose.

Il 26,5% delle aziende che ha adottato pratiche virtuose e rispettose dell’ambiente lo ha fatto per strategie di branding, il 17,6% invece per adeguamento al mercato e alla concorrenza. Tra le aziende che hanno comunicato le azioni green intraprese (54,8%), la totalità di esse è convinta dei risultati positivi generati.

Lo scopo principale di Low Impact, associazione senza fini di lucro, è quello di costituire un punto di riferimento autorevole capace di valutare e comunicare le azioni green svolte da aziende e istituzioni.

(continua…)

Il mare italiano a rischio disastro? Grazie al Ministero…. dell’Ambiente!

martedì, ottobre 5th, 2010

Leggo che da oggi, dal 5 ottobre 2010, il mare e le coste italiane sono ufficialmente a rischio disastro ambientale.

Il Ministero dell’Ambiente (e della tutela del territorio… e del mare!) ha lasciato scadere il bando per l’affidamento della sorveglianza e del pronto intervento in caso di inquinamento marino.

Lo si può leggere su Terra e su ShippingOnLine, il sito del Secolo XIX, che riportano la denuncia di Castalia, il consorzio di 35 armatori e società del settore che dal 1987 si occupa di garantire questo tipo di servizio su concessione dello Stato.

Castalia è società interessata… certo.  Ma anche il Ministero dell’Ambiente dovrebbe esserlo!

NonsoloOlivieroToscani

mercoledì, luglio 21st, 2010

Oliviero Toscani che nel 2007 partecipa alla giuria di NonSoloPuntaPerotti. Oliviero Toscani che dopo le premiazioni dichiara che le foto in concorso fanno schifo (e che dovevano fare?). Oliviero Toscani che nel 2008 ci da e ci disdice appuntamenti per sei mesi perchè voleva organizzare insieme il concorso. Oliviero Toscani che nel 2010 lancia una campagna identica al concorso che per quattro anni abbiamo organizzato su scala prima lombarda e poi nazionale.

E’ lo stesso Oliviero Toscani che in Toscana si è fatto questo:

Al di là delle polemiche.  Lo dico senza malizia: sono felice che Toscani abbia “copiato” Nonsolopuntaperotti. Leggo che persino lo slogan è preso dal nostro ultimo comunicato: “Delatori per l’ambiente“. E leggo che si aspetta tante fotografie scattate dai giovani con il telefonino. Non si aspetti però immagini capolavoro. Si accontenti di denunciare i tanti ecomostri e le tante brutture che devastano il bel paesaggio italiano.

Planet of the Apes

lunedì, aprile 26th, 2010

Space Monkey from Leo Burnett on Vimeo.

Se sei su Facebook clicca qui per vedere il video.

Bergamo chiama Copenaghen

martedì, marzo 23rd, 2010

Il futuro, il lavoro, la Green Economy (anche a Bergamo) è il sottotitolo dell’incontro che ho organizzato per ragionare, in questa campagna elettorale, dell’economia che verrà e dello sviluppo che sapremo costruire per dare speranza alle giovani e alle future generazioni.

Insieme a me tre ospiti importanti: Pasquale Pistorio, già Vice Presidente di Confidustria e patron di una delle aziende più innovative della penisola, la società franco-italiana STMicroelectronics; Andrea Distefano, direttore di Valori (la rivista di Banca Etica) e voce amatissima di Radio Popolare per le sue trasmissioni di economia e finanza; Angelo Carrara, Presidente dell’Associazione Artigiani di Bergamo.

Vi aspetto tutti! Domani sera, mercoledì 24 marzo, alle 18.30, nei locali dell’Urban Center (davanti alla stazione dei treni).

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Il lato green di Penati

domenica, marzo 21st, 2010

Filippo Penati, candidato del Centro Sinistra alla Presidenza di Regione Lombardia, intervistato da La Nuova Ecologia.

Legambiente ha presentato una proposta di legge d’iniziativa popolare sul consumo di suolo. Due i principi: rendere più conveniente la costruzione su suoli già edificati, far si che i comuni contabilizzino il consumo del proprio territorio. Condivide?

E’ molto interessante, la difesa del suolo è una delle mie priorità. Da presidente della Provincia di Milano ho portato all’attenzione del Consiglio un piano territoriale di coordinamento, poi bloccato dal centrodestra, che tra i punti qualificanti aveva proprio l’attenzione al consumo di suolo. Il suolo va tutelato con una pianificazione strategica regionale. Occorre che la priorità diventi il riuso e la riqualificazione delle parti di territorio già edificato.

Come migliorerebbe la mobilità regionale? E qual è la sua posizione sul raddoppio dela rete autostradale?

Formigoni ha dimenticato l’ambiente, lo dimostra l’enorme deficit di trasporto pubblico: l’88% dei cittadini si sposta in auto. Gli investimenti programmati non hanno per la maggior parte copertura: per l’Expo, ad esempio, si elencano opere di trasporto pubblico per 12 miliardi ma meno di tre hanno una copertura. Bisogna uscire da una pianificazione centrata solo su Milano: gli interventi programmati interessano per la maggior parte la cintura milanese. E dato che il sistema ferroviario è allo sfascio, di fatto la Regione asseconda l’uso dell’automobile fino alla periferia della città, dove mancano le possibilità di interscambio. Per quanto riguarda il sistema autostradale, un’autostrada ha sempre un forte impatto, ma in alcuni casi è un sacrificio necessario per garantire efficienza al tessuto economico e migliori possibilità di spostamento. Per ridurre l’impatto occorre progettare l’intero sistema intorno all’infrastruttura: dalla tutela dei suoli al contenimento del traffico favorendo l’interscambio, ricostruendo il paesaggio e la rete ecologica attraverso la forestazione delle fasce di rispetto.

La Lombardia, autonoma nella produzione elettrica, è fuori dall’era dei fossili? E qual è la sua posizione sul nucleare?

Mi sembra presto per dirsi fuori dai fossili, ma gli obiettivi Ue sono alla nostra portata. L’efficienza e le nuove tecnologie sono anche una risorsa per uscire dalla crisi. Per questo la Regione deve sostenere gli investimenti dei privati. Mi viene in mente quanto ho fatto alla Provincia con i mutui a tasso zero, dove gli interessi per interventi sul debito per interventi di riqualificazione energetica e produzioni da rinnovabili erano in parte a carico del pubblico e in parte del sistema del credito. Sul nucleare il mio no è dettato dalle ragioni legate alla sicurezza, alle tecnologie utilizzate, al problema delle scorie, ai costi non affatto convenienti.

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Ufficio sostenibile

venerdì, marzo 12th, 2010

Dai prodotti di pulizia all’hardware rigenerato, dal materiale di consumo eco friendly al credito di “comunità” dalla pausa caffè equa e solidale all’arredo prodotto con materiali recuperati, dal software libero allo spazio per le imprese sociali. Insomma, tutto ma proprio tutto per lavorare in un ufficio sostenibile.

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Il lato corto dell’inquinamento

domenica, febbraio 28th, 2010

Un motivo in più per essere “ecologici:-)

«Ma il problema è anche un altro — continua Foresta —. Un alterato equilibrio ormonale, dovuto a una ridotta attività degli androgeni, determina non solo una riduzione delle dimensioni del pene, ma anche modificazioni morfologiche del corpo maschile. L’armonia e le proporzioni del corpo, infatti, sono determinate dagli ormoni. I giovani del terzo millennio diventano più alti perché hanno le gambe sempre più lunghe. Questo è un altro effetto dello squilibrio ormonale da inquinamento». I ragazzi di oggi stanno assumendo una struttura fisica molto diversa da quella che avevano cento anni fa e che li fa sempre più assomigliare alle donne.
(Via Corriere della Sera)

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