200 mila posti di lavoro in pochi mesi
sabato, marzo 14th, 2009Basterebbe investire un miliardo di euro per creare duecentomila posti di lavoro in Italia. Lo dice Roberto Cavallo, un esperto di raccolta differenziata, rifiuti e città sostenibili.
Basterebbe investire un miliardo di euro per creare duecentomila posti di lavoro in Italia. Lo dice Roberto Cavallo, un esperto di raccolta differenziata, rifiuti e città sostenibili.

Se io fossi Franceschini volantinerei questa tabella in cui si vede come l’Italia è il Paese che nel mondo ha investito la quota proporzionale più bassa dei suoi incentivi anticrisi nelle iniziative ambientali (i dati completi li trovate qui, cliccare in alto a destra “Ambiente, Italia ultima”).
Via Piovono Rane
Oggi ho presentato un Progetto di Legge per liberalizzare i saldi. Che non hanno più senso, se non quello di favorire la Grande distribuzione e gli Outlet che i prezzi se li fanno e se li inventano quando hanno voglia e spesso fuori o al limite della legge, a volte con linee di produzione “ad hoc”.
Il prezzo lo fa il mercato. Le vendite straordinarie le fa il commerciante. Le promozioni (delle vendite o del territorio) le fanno le imprese, le Associazioni e le Amministrazioni locali.
Il resto deve essere trasparente e leale. Questo lo spirito della proposta di legge.
La discussione è aperta.

Su Facebook ho chiesto “ma perchè devono esistere i saldi? Perchè i commercianti non devono essere liberi di scontare quando vogliono? son soldi loro del resto…“.
Giungono le prime risposte e da parte mia una promessa: presentare una proposta di legge per liberalizzare i saldi in Lombardia.
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Pare che l’odiosa norma retroattiva nel taglio degli sgravi a favore dell’efficienza energetica sia stata cancellata. I tagli restano. Il diritto a non rispondere resta. Ma in futuro. Mezza vittoria ci deve indurre a continuare.
Comunicato Stampa
Più globalizzazione, non meno, per uscire dalla crisi
Approvate dall’Aula due richieste contenute nell’Ordine del giorno presentato da Saponaro e dal PD
La Lombardia non è solo impresa manifatturiera e non è solo lavoro dipendente. Questo, in sintesi, il contenuto dell’Ordine del Giorno presentato dai Verdi e dal PD, primo firmatario il consigliere regionale Marcello Saponaro.
“L’approvazione di due punti del nostro ordine del giorno - dice Saponaro – sono un bel segnale. Gli interventi di Regione Lombardia non possono piu’ escludere i lavoratori flessibili, gli autoimprenditori, i free lance, le partite iva, le micro imprese. Perchè da qui passa, soprattutto in Lombardia, una fetta importante dell’economia regionale”.
“Non si esce dalla crisi, invece, urlando contro la globalizzazione – aggiunge Saponaro -. Non si esce dalla crisi con l’autarchia. L’intervento della Lega Nord e in parte del Presidente Formigoni mi preoccupano e per fortuna non trovano riscontro negli ordini del giorno presentati oggi dai partiti e approvati dall’Aula”.
“Del resto – prosegue Saponaro – cosa andrebbero a dire Galli e Formigoni alle imprese che vivono di esportazione e ai cittadini che sopravvivono grazie ai prodotti importati se la logica fosse quella dei dazi?”.
“Da oggi, invece, Formigoni dovrà trovare tempo e risorse – conclude Saponaro – per dare sostegno e fiducia anche ai tanti “professionals”, ai free lance, alle partite iva e ai lavoratori “atipici” ancora esclusi da qualunque tipo di welfare e di intervento per lo sviluppo”.
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(continua…)
Così anche Sonia può guardare la puntata di Sorci Verdi dedicata alla crisi del tessile e del manifatturiero a Bergamo. Si parla anche della crisi finanziaria nel mondo e del mercato e del welfare.

I sindacati si attendono 4000 “esuberi” nel tessile. La paura è per la perdita di competitività di alcuni settori o per il restringimento dei crediti magari per l’eccesso di zelo di alcuni direttori di banca.
Come uscire dalla crisi? Come aumentare la competitività delle imprese? Come riqualificare i lavoratori che perdono il posto di lavoro?
Ne parliamo questa sera alle 22.00 su Video Bergamo (e su Sky al canale 931) a Sorci Verdi. Insieme a me partecipano Luigi Bresciani segretario della Cgil di Bergamo e Massimo Trabattoni della Manifattura Val Brembana.
Conduce come al solito Eliana Pasquini e il Servizio iniziale è di Andrea Seroni.
Grazie a Pia Locatelli, l’economista Francesco Giavazzi ieri è stato a Bergamo per parlare della crisi mondiale e di ciò che dobbiamo fare per uscirne più velocemente possibile. Nella sala della Borsa Merci ha detto più o meno questo: oggi i sindacati dovrebbero scendere in piazza per chiedere welfare per tutti non solo per tutelare alcuni. Giavazzi ha rivendicato ammortizzatori per i lavoratori flessibili, per i disoccupati, per i giovani. Sempre più lavoratori sono senza welfare, sempre meno sono iper garantiti.
L’universalità dei diritti, dunque. Non dovrebbe essere questo a caratterizzare la sinistra?
E allora è più di sinistra Francesco Giavazzi che vuole un “salario minimo” e un nuovo contratto per tutti oppure Paolo Ferrero che scende in piazza per mantenere privilegi pensionistici e tutele per alcuni dei lavoratori delle sole aziende con più di quindici dipendenti?
Ha detto molte altre cose, ovviamente. A cominciare dalla necessità di ridurre il costo del lavoro per sostenere i consumi e della priorità di questo rispetto al Ponte sullo stretto di Messina. Ha parlato contro i dazi ricordando come furono proprio questi a peggiorare la crisi del ’29. Ha speso molte parole per salvare le poche liberalizzazioni che riuscimmo a conquistare con il Governo Prodi.
Ha riscritto il programma di una sinistra che può vincere. Anche in Italia. Tra un po’…
Il prossimo 18 novembre il Consiglio Regionale sarà interamente dedicato alla crisi dei mercati finanziari e alle possibili ricadute che questi avranno sul sistema delle imprese nella nostra regione.
Salvare le banche è sufficiente? Le banche italiane quanto hanno contribuito a soddisfare il bisogno di investimenti delle imprese? Quanto hanno sostenuto il merito e la buona iniziativa imprenditoriale?
In cosa siamo meglio e in cosa siamo peggio del sistema americano?
Quali iniziative potrebbe e dovrebbe prendere Regione Lombardia?
Vediamo se il blog può essermi d’aiuto nello scrivere il mio intervento per il 18 novembre.
Non so ancora se l’intenzione della maggioranza è di votare una risoluzione finale. Qualora iniziasse a circolare una bozza… la metterò immediatamente on line.
Intanto, discutiamo.