Anche io a passeggiare con le fotocopie

venerdì, luglio 23rd, 2010

La conversazione è in corso su Facebook, puoi partecipare qui.

Chiarisco subito al Maresciallo in ascolto che, noi, si faceva per scherzare. Mica come…

In buone mani

domenica, maggio 2nd, 2010

Il post di Alessandro Gilioli non ha bisogno di altri commenti: può un Ministro economico sostenere di essere talmente ignorante dei prezzi immobiliari da non sapere che un appartamento da 200 mq. con vista sul Colosseo non te lo regala nessuno per 600.000 euro? E che se anche te lo regalasse, te lo farebbe sapere…

Dopo cinque giorni, e dopo l’invito di Berlusconi a difendersi «con il coltello tra i denti», è arrivata l’autodifesa di Claudio Scajola, con questa lunga intervista al Giornale.

L’ho letta due volte, e ne vale la pena. Perché la tesi del ministro è fantastica. In sostanza dice: Io credevo che la casa costasse 610 mila euro. Mai saputo che costasse di più. Se qualcuno ha versato alle venditrici altri 900 mila euro, lo ha fatto senza dirmelo.

In altre parole, lui nel 2004 avrebbe acquistato un appartamento di quasi 200 metri quadri davanti al Colosseo convinto che costasse 610 mila euro: né le proprietarie dell’immobile, né il notaio, né altri gli avrebbero detto il vero prezzo della casa, un milione e mezzo di euro.

Intendiamoci, questa tesi difensiva era l’unica possibile, dopo quello che è emerso nei giorni scorsi, incluse le tracce degli assegni stessi e le testimonianze delle due venditrici. Facendola sua, Scajola tenta di rovesciare il tavolo: ora qualcuno deve dimostrare che io sapevo, è la vostra parola contro la mia.

Tuttavia la spiegazione del ministro è talmente illogica e inverosimile da far sorridere: lui così ignaro del mercato immobiliare a Roma (un ministro economico!) da pensare di poter davvero comprare 200 metri quadri al Colosseo per il prezzo di un trilocale al Fleming; la parte venditrice e il notaio che gli tengono accuratamente nascosta la verità; l’imprenditore Anemone che ci mette 900 mila euro in più senza nemmeno farlo sapere al suo beneficiato (e allora perché glieli avrebbe regalati, se non per acquistare la sua gratitudine o per pagare vecchi debiti?).

In America – ma probabilmente anche in India – una tesi difensiva così ridicola porterebbe alle dimissioni un secondo dopo, a furor di popolo: perché non solo ha preso una valanga di soldi da un imprenditore, ma ha preso pure tutti noi per fessi completi.

Invece Scajola ci ha provato, e probabilmente la farà anche franca. Perché il suo capo gli ha insegnato che da noi non c’è un’opinione pubblica, quindi non ci sarà nessuna reazione o quasi. Lui continuerà a sostenere imperterrito la sua assurda tesi, come se fosse verosimile, e a fare il ministro.

Se ci ha preso per fessi, è perché forse lo siamo.

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La foto del tinello di Scajola?

venerdì, aprile 30th, 2010

Quello di cui parla Annalena Benini su il Foglio, quello da 600 mila euro, è più o meno questo qui rintracciato con Google Street views:

La camera con vista piacerebbe a tutti, e passeggiando intorno al Colosseo si guarda sempre in alto con un sospiro, pensando alla beatitudine di quelle finestre e di quei terrazzi (anche abusivi). Se le finestre però sono gratis, cioè saldate in nero da qualcun altro con assegni circolari, come nella vicenda che il ministro Scajola dovrà chiarire, oppure pagate una cifra che non basterebbe nemmeno per un box auto all’Infernetto (e non si tratta dell’occupazione di un gruppo di punkabbestia pieni di cani che rivendicano il diritto all’alloggio e alla birra, ma della taccagneria e megalomania insieme di gente abbastanza ricca di famiglia, e certamente non impoverita dalla politica), allora la faccenda diventa molto scocciante. (…)

Annalena Benini sul Foglio, Via Wittgenstein

Che dici Leti, tu che sei esperta, con 600 mila euro te lo compri un appartamento con vista Colosseo?

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Bravo Filippo. Il registro (anagrafe) degli eletti entra nel programma di Penati

mercoledì, marzo 24th, 2010

Il qualunquismo e la cattiva politica si battono con la buona politica e con la trasparenza. Per queste ragioni, insieme ai Radicali Italiani che non erano presenti in Consiglio Regionale, ho proposto e presentato l’Anagrafe degli eletti. Fu approvata dal Consiglio Regionale parzialmente, accogliendo parte del mio emendamento allo Statuto di Regione Lombardia.

Da ieri l’Anagrafe degli eletti è anche la risposta di Filippo Penati (che lui chiama “registro degli eletti) alla cattiva politica che abbiamo visto affiorare in queste settimane. Corruzione, sprechi e privilegi si combattono anche con la trasparenza.

Ricominciamo da lì il 30 di marzo.

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Ci mette del suo. E anche del nostro…

giovedì, marzo 11th, 2010

Così parlò Formigoni:

Almeno per le carte che conosco – aveva detto Formigoni – l’ arresto di Prosperini non mi pare sufficientemente motivato. Tutti conoscono Prosperini. Se c’ è una persona che appare limpida e trasparente, che ha la passione della politica, e che ci mette del suo, è proprio Prosperini

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Pulizie di primavera

mercoledì, marzo 10th, 2010

Comunicato stampa

Trasparenza e lotta allo spreco
Prosegue la campagna elettorale per una Lombardia pulita con una proposta e un gadget

Il consigliere regionale del PD Marcello Saponaro distribuirà nei prossimi giorni, in tutti i mercati della bergamasca, un gadget: una saponetta.

“Un oggetto di uso quotidiano – dice Marcello Saponaro – che molto servirebbe oggi alla politica, anche a quella lombarda, che può essere migliore, senza sprechi e più trasparente, combattendo preventivamente la corruzione.

In Consiglio Regionale, Marcello Saponaro era stato promotore della proposta di emendamento allo Statuto elaborata insieme ai Radicali Italini (che non erano rappresentati in Consiglio) per istituire l’Anagrafe degli eletti, un “data base” dei e sui consiglieri regionali, i gruppi consiliari, i nominati negli enti e nelle aziende autonome, contenente tutte le informazioni personali, la partecipazione alle sedute, i voti espressi, il reddito, i compensi percepiti, il patrimonio in ingresso e in uscita dall’Istituzione.

“Una proposta – spiega Saponaro – che è stata accolta dal Consiglio Regionale solo a metà, la metà che riguarda la trasmissione in diretta delle sedute d’aula e delle commissioni e il data base sul lavoro svolto. Se sarò rieletto – prosegue Saponaro – ripresenterò la parte mancante dell’Anagrafe e lavorerò perchè il Consiglio Regionale operi con la massima trasparenza. Una trasparenza che deve essere estesa anche alle Società di Regione Lombardia e alle procedure d’appalto“.

“Come purtroppo hanno dimostrato le vicende recenti di Prosperini, di Grossi, delle bonifiche, in Lombardia c’è molto da fare per salvaguardare il denaro dei contribuenti da malandrini e spreconi – conclude Saponaro -. Possiamo prevenire la corruzione, la brutta politica e anche l’antipolitica solo se sapremo dare strumenti ai cittadini per distinguere gli onesti dai disonesti, i buoni dai cattivi“.

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Ci percepiscono un po’ ladri

venerdì, dicembre 4th, 2009

Percezione e realtà: due cose diverse che devono ugualmente preoccupare la politica. Soprattutto se la percezione riguarda la corruzione del paese.
Orientalia4all ci dice che l’Italia in un anno è scesa di 22 posti e che gli amministratori cubani sono percepiti più onesti di noi. C’è un problema:

Fra 180 paesi considerati il primo (meno corrotto) nel 2007 era la Danimarca, l’Italia era al posto 41, come la Repubblica Ceca e dopo (cioè più corrotta) da paesi che nell’immaginario collettivo sono amministrati peggio di noi come l’Estonia o il Cile, che invece sarebbero stati ben più onesti di noi. Pensate solo che il Botswana, ridente stato dell’Africa meridionale, era al posto 38!

Ecco i dati del CPI del 2009: in cima alla lista c’è la Nuova Zelanda, il Botswana è salito al posto 37 e l’Italia è crollata al posto 63, preceduta da Cuba e dalla Turchia!

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“Ho speso 200 milioni di euro per consulenti e giudici. Ops. Avvocati.”

venerdì, ottobre 9th, 2009

Lapsus in fabula. Quando una conferenza stampa è meglio non farla…