Dei delitti e delle trote
sabato, maggio 8th, 2010Mi aggiungo ad Alessandro e al libertario e faccio mia, come l’avessi scritta io, ogni singola parola del Diario segreto di Renzo Bossi. La parodia del giovane trota che è valsa al suo autore un avviso di garanzia a seguito della querela di Renzo Bossi.
Denunciaci tutti.
Criminali, deficienti, incompetenti, delatori ma incredibilmente sinceri
domenica, marzo 7th, 2010L’arroganza delle dichiarazioni di Formigoni è veramente esilarante se ascoltata dopo aver riletto i suoi assessori, i suoi alleati e i suoi sodali sulle reali responsabilità nell’affaire firme fuffa per la presentazione delle liste del PDL:
Il capodelegazione del Pdl in giunta, Massimo Buscemi, ha accusato (Stefano Maullu, responsabile elettorale del PDL, ndr) di essere «incompetente e incosciente» (Il Giornale)
Massimo Buscemi, assessore regionale uscente: “Stefano Maullu (responsabile elettorale del Pdl Lombardia, ndr) è un incompetente”. (The Front Page)
Di Buscemi — dice Maullu —sono conosciute le competenze imprenditoriali, molto meno quelle politiche e di governo. (Corriere della Sera)
Clotilde Strada: “Forse qualcuno avrebbe dovuto avvisare che stavamo andando fuori tempo massimo”. (The Front Page)
“Ho letto con attenzione il comunicato diffuso dal collega Maullu. Quando dice che il sottoscritto non è conosciuto per le proprie competenze in politica, non posso che ribattere che, invece, le sue “capacità” sul territorio sono note a tutti“. (Affaritaliani.it)
Brucia l’affondo al Pdl lanciato ieri in Transatlantico dal leader della Lega Umberto Bossi: «Sono dilettanti allo sbaraglio». (La Repubblica)
«Si vede — attacca La Russa — che i suoi non hanno raccontato a Bossi come sono andate le cose. (La Repubblica)
La Russa: “Il vero errore è stato non raccogliere il solito venti per cento di margine in più di firme di riserva. Quando le organizzazioni si allargano prevale sempre lo scaricabarile”. (La Russa su La Repubblica)
Il leghista Giancarlo Giorgetti si affretta a precisare: «Non voglio fare polemiche. Dico solo che abbiamo ricevuto il listino all’ultimo momento con un ordine di candidature che non ci aspettavamo. Ad esempio, Gibelli è stato messo al settimo posto anziché al secondo». (La Repubblica)
Massimo Buscemi: “da ora in poi il compito del coordinatore regionale deve essere quello di trovare il colpevole. Non si possono fare queste figure. Bisogna fare chiarezza. Un partito è come un’azienda. È fatto da uomini, dirigenti e dipendenti. Non è immaginabile vada avanti se non si trovano i responsabili di queste cose. È inaccettabile” (La Repubblica)
«Bel ringraziamento di ha dato Formigoni — si sfoga — Non credo al complotto, ma vedo nel Pdl la stessa situazione che ho trovato l’anno scorso dopo il primo turno. Manca completamente un coordinamento. Non c’è un responsabile. Il partito è diventato un esercito dove tutti si sentono generali e nessuno vuole fare più il sergente. (Guido Della Frera su La Repubblica)
Roberto Jonghi Lavarini: “Sicuramente vi è una chiara responsabilità politica del Coordinatore regionale, l’onorevole Guido Podestà e del responsabile elettorale regionale, l’assessore alla Protezione civile Stefano Maullu. (…) “Il primo responsabile di questa disastrosa presentazione della lista: Doriano Riperbelli. Riparbelli, per questo delicato incarico, aveva persino ottenuto il terzo posto nel listino bloccato del presidente Formigoni”. (La Voce d’Italia)
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Il titolo di questo post non vuole offendere nessuno, non si riferisce a nessuno in particolare e tantomeno vuole diffamare chicchessia. L’ho copiato dalla chiusura dell’articolo su The Front Page. Troppo divertente…
Trote, al plurale, e il miraggio del merito
lunedì, febbraio 8th, 2010
La candidatura del “Trota” fa molto discutere in rete… si sa. E’ di oggi la lettera dell’ex coordinatore dei giovani padani di Varese, oggi consigliere provinciale, Marco Pinti (via Daniele). Bene, uno su mille (un po’) si indigna.
Ma anche il giovane “cavedano” Tremaglia fa molto discutere a Bergamo.
La meritocrazia non sembra proprio essere di casa in Italia. Eppure proprio i giovani dovrebbero ribellarsi. Non è forse questo il germe che infetta la politica, l’economia, la pubblica amministrazione, la competitività, la capacità di soddisfare le ambizioni e premiare i meriti? E quindi di migliorare la nostra regione e il nostro paese?
Non li fan più i leghisti di una volta
venerdì, febbraio 13th, 2009Questa mattina dibattito a tutto campo sulla politica al Liceo Scientifico Mascheroni di Bergamo. Io, l’on. Paolo Grimoldi della Lega Nord e gli studenti. Una bella iniziativa co-gestita: studenti attenti, facce intelligenti e voglia di capire chi, cosa e perchè fa politica.
A un certo punto si parla dei “condannati in Parlamento“. Io dico che già oggi esiste la possibilità di condannare una persona all’esclusione dai pubblici uffici. Dico che sono favorevole per alcuni reati a eliminare il carattere “accessorio” e a farlo valere anche alla carica parlamentare. Dico che per altri reati, primi fra tutti quelli d’opinione, deve invece prevalere il diritto dei cittadini di votare ed eleggere chi gli pare e chi loro preferiscono (magari ripristinando le preferenze). Faccio un esempio: la canzone cantata l’11 gennaio del 2005 da Bossi, Maroni, Calderoli, Castelli e Tremonti a Lugano. La canzone, ricordo, vantava la volontà di pulirsi “la fronte” con la bandiera italiana. Ecco, aggiungo, per quanto disdicevole sia quell’espressione, non ritengo debba essere reato e anche se lo fosse i cittadini avrebbero tutto il diritto di eleggere i loro “cantanti” al Parlamento Italiano. In effetti la mia memoria m’ha tradito. La canzone invocava la volontà di bruciare il tricolore, non per farne uso detergente. Ma non è questo il punto.
Non l’avessi mai detto. Il leghista Grimoldi si arrabbia. Si arrabbia e nega, dice che non è vero. “Non è mai successo” dice il deputato Grimoldi. Figuriamoci – aggiunge – se Tremonti mancherebbe di rispetto al Tricolore!
Mi stupisco. Mi aspettavo un leghista verace, un leghista che rivendica il gesto dissacrante nei confronti della bandiera italiana. Non un leghista che sembra quasi scusarsene negando goffamente ciò che tutti possono facilmente verificare cercando su Youtube…
Ecco, appunto.
Da Wikipedia:
Il rientro sulla scena politica
Bossi è tornato sulla scena politica l’11 gennaio del 2005 a Lugano (Canton Ticino), dopo 306 giorni dall’ictus, per una manifestazione da lui stesso voluta presso l’ultima dimora del federalista lombardo Carlo Cattaneo, manifestazione che ha fatto discutere nell’ambiente ticinese[senza fonte]. Alla manifestazione prende parte anche il ministro dell’Economia Giulio Tremonti (col quale Bossi aveva stretto verbalmente un patto di leale collaborazione chiamato dai media “Asse del Nord”), il ministro Roberto Calderoli, il Ministro della Giustizia Roberto Castelli, il Ministro del Lavoro e politiche sociali Roberto Maroni e una delegazione della Lega dei Ticinesi (un movimento politico localista ad ispirazione cantonale elvetico) guidata dall’imprenditore luganese Giuliano Bignasca. In questo incontro Bossi si schiera contro “L’Europa dei Massoni”. Infine, i 5 ministri di cui 4 in carica, concludono il discorso cantando: “E noi siamo padani, abbiamo un sogno nel cuore: bruciare il tricolore” registrato dalla radio svizzera.




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