Ma in che paese del mondo?

mercoledì, dicembre 8th, 2010

in che paese del mondo… un segretario di partito attacca sul suo canale Youtube il Sindaco, del suo stesso partito, di una grande città.

Capisco che gli possa sfuggire una battuta alla domanda di un giornalista.

Non capisco che dia ordine al suo addetto stampa di chiamare la redazione della TV, farsi mandare il video, chiedere a un funzionario del PD di montarlo e a un altro di caricarlo su Youtube. Non per costruire quella famosa “alternativa” ma per attaccare un proprio Sindaco.

Un amico ha commentato:

direi che sono tutti talmente impauriti che non vedevano l’ora di attaccare Renzi

Forse è così, ma a me non sembra un paese normale. Anzi, no, è il partito a non essere normale. Il paese legge divertito le cronache dal bunga bunga e tira avanti come può. Aspettando un’alternativa.

Più che Bersani i commenti… [su Matteo Renzi, il Pd e Arcore]

martedì, dicembre 7th, 2010

Si, certo, Bersani poteva risparmiarselo di dire

Non è vietato per un sindaco incontrare il presidente del Consiglio ma esistono delle sedi, sennò si può capire male.

Anche perchè fu lui stesso a dire:

Ho già detto che se si vuole parlare di misure immediate per alleggerire i colpi di questa crisi e discutere sul serio di un pacchetto di riforme in campo economico e sociale, io vado veramente a piedi ad Arcore.

E mi piace pensare che non fosse una cazzata detta tanto per fare effetto e che a lui – invece – le riforme premono veramente.

Ma quello che veramente fa pensare, fa interrogare, fa anche un po’ preoccupare sono le reazioni in rete, nei commenti su facebook, all’incontro di Matteo Renzi con il Presidente del Consiglio ad Arcore.

Matteo Renzi
divertito dalle reazioni. Chi dice: con Berlusconi non si parla, come se lui non fosse Premier. Chi dice: ad Arcore no, a Palazzo Chigi sì. Chi ignora che se non abbiamo entrate speciali (che Venezia e Roma hanno e noi no), che LORO hanno promesso, dobbiamo tagliare sul sociale e sulle scuole. Sono il Sindaco e lavoro concretamente per la mia gente: spero di non cedere mai all’ideologia. A viso aperto, come sempre!

E’ mai possibile, invece, che ogni volta eleggiamo un leader nella reciproca promessa di non cadere nello sterile antiberlusconismo e poi lì, sempre lì, ce lo trasciniamo?

Stiamo trasformando il nostro partito in una miscela di ideologismo e opposizione ad personam: una bomba che non ha mai fatto vincere le elezioni. Convochiamo le manifestazioni senza sapere per cosa, saliamo sui tetti senza dire cosa ci vorremmo sotto (tra le mura), aderiamo ai referendum e presentiamo proposte di legge che vanno in senso opposto. Rincorriamo Vendola e Di Pietro e non ci accorgiamo d’avere il fiatone.

E quando troviamo un Sindaco che governa la sua città dimostrando d’avere la stoffa per governare anche il partito e l’Italia lo massacriamo come se lo avesse incontrato di nascosto, facendo filtrare la notizia dalla propria agenzia di stampa per poi smentirla.

Formigoni vuole ricandidarsi alle politiche

lunedì, novembre 15th, 2010

Lo annuncia su Twitter come solo lui sa fare:

Roberto Formigoni


@r_formigoni
Roberto Formigoni

Berlusconi is our election candidate. I will serve as President of the Lombardy Region ready for all judgements from our party leaders.

Che tradotto significa: Berlusconi questa volta non riuscirai a togliermi di mezzo. Io dopo questo mandato in Regione non so più cosa fare e tu sei piuttosto vecchio quindi sarò io il tuo successore. E questa volta non riuscirari a farmi fuori. A questo giro voglio fare il Ministro. E la Lombardia la rimandiamo al voto.

P.s. ma voi l’avete capito perchè Formigoni su Twitter scrive solo in inglese?  Son tutti italiani quelli che lo seguono…

Mondadori, conflitti, interessi e vessazioni

sabato, agosto 21st, 2010

La vicenda Mondadori è l’ennesima dimostrazione dell’interferenza degli interessi privati di Berlusconi nell’attività di Governo come dice La Repubblica?

Ovviamente si. Come (quasi) ogni legge che viene approvata oggi in Italia il cappio del conflitto di interesse pende su di essa, cancellando anche ogni possibilità di condivisione bi-partisan di alcune riforme nell’interesse dell’Italia e dei suoi cittadini.

Questa è la maggiore (ir)responsabilità del Premier. Ma vediamo nel dettagli, di questo caso, cosa viene imputato alla Mondadori.

Nel 1991 si fondono due aziende: la Arnoldo Mondadori Editore e la Arnoldo Mondadori Editore Finanziaria. Quindi, non la Marmi e Piastrelle Srl con la Software Engineering Snc. Ma la Mondadori con la Mondadori.

Nello stesso anno (1991) viene contestata dall’Agenzie delle Entrate l’elusione di imposte per 200 miliardi. Era ed è quasi automatico, mi dicono amici più informati di me, che la fusione tra un’azienda in attivo ed un’altra in perdita venisse e venga cotestata dal fisco. Il pre-giudizio è che la compensazione tra profitti (di un’azienda) e perdite (dell’altra) porti ad una indebita riduzione delle imposte da pagarsi da parte di quella in utile. Il discrimine, ciò che rendeva e rende perfettamente lecita una tale operazione è l’interesse economico (non fiscale) della fusione.

Mondadori riesce a dimostrare la rilevanza (e l’interesse) economica della fusione davanti a due Commissioni tributare in due sentenze (da Mondadori vinte): in primo grado e in appello.

Ciò nonostante e siamo nel 2008 (sono passati 17 anni!) l’iter della contestazione non è ancora finito. Lo “stato” (che ha perso già due volte) ricorre in Cassazione. Nel frattempo però la cifra che si contesta a Mondadori è lievitata a 350 milioni di euro (700 miliardi di lire, 3,5 volte superiore alla cifra iniziale) grazie a interessi, indennità di mora e sanzioni. Interessi, indennità e sanzioni dovute in stato di “assoluzione” dall’accusa di aver eluso le imposte.

Ora, a questo punto, in un paese civile, per una vicenda simile, qualcuno inizierebbe a chiedersi se il Procuratore di turno non abbia forse indebitamente gettato al vento i soldi dei contribuenti, intestardendosi in un procedimento nel quale risulta per due volte di fila sconfitto.

Ora, a questo punto, in un paese civile, per una vicenda simile, qualcuno inizierebbe a chiedersi se è giusto che un’azienda venga tenuta nell’incertezza di un enerme esborso, per vent’anni e che nei vent’anni livieta del 350%, nonostante sia già riuscita a dimostrare per due volte la legittimità della fusione contestata. Vent’anni di incertezza sul proprio futuro, vent’anni di spese legali milionarie.

Nel 2010 accade ciò che Repubblica ha dettagliatamente descritto: alle aziende che hanno già vinto in primo e in secondo grado, viede data la possibilità di chiudere la lite tributaria (prima del giudizio in Cassazione) con il pagamento del 5% del “contestato” iniziale. Nel caso di Mondadori 8,6 milioni di euro. 8,6 milioni di euro che secondo lo stato (attraverso due sentenze) non erano dovuti.

Francamente, mi sembra una storia di vessazioni, oltre che di conflitto di interesse. Di vessazioni – in questo caso – assai più che di conflitto di interesse. E non mi stupisco, mi stupisco sempre di meno, che gli investitori stranieri non si fidino dell’Italia.

Siamo il paese a più alto tasso di evasione. Siamo il paese a più alto tasso di vessazioni. Siamo il paese con un’indescrivibile lentezza dei processi. Perchè dovrebbero fidarsi?

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Basti questo

venerdì, agosto 13th, 2010


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Se questi sono i successi del Governo Berlusconi… Chissà cosa potremmo scrivere come opposizione.
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Provare per credere [cit. Guido Angeli]

venerdì, agosto 13th, 2010

Ve lo ricordate Guido Angeli? Anche lui parlava di mobili.

A questo punto Vittorio Feltri deve provare di non essere un semplice spargitore di merda. E il Presidente Fini di non aver mentito.

E come dice l’amico Fiorentini, potrebbe vendicarsi aprendo qualche armadio dell’ex sodale Berlusconi.

Non è questo di cui ha bisogno l’Italia… ma questa è la classe politica che ci siamo dati.

Quando gli equivoci aiutano a capire l’Italia. E la Lombardia…

venerdì, luglio 16th, 2010

Un deputato, Barbato dell’Idv, incontra in carcere l’uomo che parlava ai magistrati, Pasquale Lombardi. Che lo scambia per Barbato dell’Udeur. E forse gli dice molte più cose di quelle che avrebbe detto al primo.

Un’intervista mai rilasciata ma tutta da leggere. Gli equivoci che aiutano a capire come funziona questo paese.

Su Il Fatto, Via Il Post che spiega anche come sono nati gli “equivoci”.

Del maiale non si butta via niente

venerdì, giugno 25th, 2010

L’emergenza rifiuti a Palermo non sembra destare le stesse preoccupazioni in Berlusconi e Bertolaso.

E’ difficile fare il maiale a Palermo se non si vota per le politiche di lì a poco…

(Grazie a Napolux per il titolo)

Grey Economy, la manovra che taglia efficienza energetica e liquidità alle imprese

venerdì, giugno 25th, 2010

Grazie alla manovra economica del Governo tutti i bonifici effettuati per il pagamento di opere di ristrutturazione e riqualificazione energetica saranno soggetti al 10% di ritenuta d’acconto che sarà prelevata direttamente dalla banca o dalle Poste alla ricezione del pagamento.

Quindi, se la norma non sarà modificata alla Camera, il Governo è riuscito in un colpo solo a dare l’ennesima mazzata al settore emergente dell’efficienza energetica, a tagliare la liquidità alle imprese artigiane e a quelle dei serramenti, a spingere verso l’evasione e il lavoro nero l’economia verde.

(Via Leonardo Fiorentini, Via Uncssal)

(continua…)

Era percepito un dittatore…

giovedì, maggio 27th, 2010

Daniele teme che ci sia una relazione:

Nella stessa giornata in cui il premier, in un consesso internazionale, cita i diari di Mussolini paragonandosi a “colui che era considerato un grande dittatore” (“… era considerato“, ovvero la storiografia e la Memoria retrocesse a voci di corridoio), il ministro Frattini attacca Amnesty International, definendone “indegno” il rapporto annuale sui diritti umani, che contiene contestazioni alla politica dei “respingimenti” praticata dal nostro governo.

www.marcellosaponaro.it/blog