Il treno dell’amore
mercoledì, dicembre 30th, 2009Qualcosa mi dice che questi integerrimi funzionari di Trenitalia, di fronte al suo tesserino avrebbero reagito in un modo un tantino diverso.
Qualcosa mi dice che questi integerrimi funzionari di Trenitalia, di fronte al suo tesserino avrebbero reagito in un modo un tantino diverso.

Senza “ma” e senza “però” la solidarietà al Premier e a chiunque sia colpito dalla violenza. Tanti “ma” e tanti “però” per non fare distinzioni di parte nella lotta alla violenza. Di questo parleremo a Sorci Verdi questa sera nel consueto clima di rispetto che tanto piace al Presidente Napolitano: “Ritorni il clima civile”.
Il giorno della probabile dimissione dall’Ospedale di Berlusconi e seguente ad un surriscaldato dibattito parlamentare ne parlo con Vittorio Grossi (Consigliere comunale dell’IDV), Carlo Saffioti (Coordinatore provinciale del PDL) e Maurizio Martina (Segretario regionale del PD) (purtroppo Maurizio Martina è bloccato a Roma e non riesce a rientrare in tempo).
Come sempre alle 22.00, condotti da Eliana Pasquini, su Video Bergamo, anche sul digitale terrestre e su Sky al canale 931.
Per intervienire in diretta chiama il numero 035 21 58 79
Yoani Sanchez racconta su Generacion Y il proprio sequestro e le percosse subite. Sequestro stile camorra, dice giustamente. E aggiunge una riflessione sulla paura e sulle reazioni che provoca
Sono riuscita a vedere, nonostante tutto, il livello di agitazione dei nostri aggressori, la paura del nuovo, delle cose che non possono distruggere perché non le comprendono, il terrore del gradasso che sa di avere i giorni contati.
Ecco, a chi si chiede “con paura” come sarà la Cuba del dopo Castro è bene iniziare a rispondere che sarà migliore se i suoi cittadini non potranno più essere sequestrati e picchiati solo per aver scritto su un blog. Cuba è bellissima, la sua gente strepitosa. Se lo merita.
La destra in Italia non è tutta come Ignazio La Russa
di una cosa sono certo: del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione
Esiste anche una destra liberale che non gode dei morti in carcere e chiede la verità per Stefano Cucchi.
Oggi Casa Pound, si proprio quelli li, hanno fatto un blitz a Radio Popolare di Milano. Hanno bussato e poi hanno cercato di aprire la serratura con la chiave. Inglese.
Solidarietà agli amici di Errepi.
Le foto di Stefano Cucchi, che purtroppo aiutano a capire come sia morto
“E’ inconfutabile – aggiunge Manconi – che il corpo di Stefano Cucchi, gracile e minuto, abbia subito a partire dalla notte tra il 15 e 16 ottobre numerose e gravi offese e abbia riportato lesioni e traumi. E’ inconfutabile che Stefano Cucchi, come testimoniato dai genitori, è stato fermato dai carabinieri quando il suo stato di salute era assolutamente normale ma già dopo quattordici ore e mezza il medico dell’ambulatorio del palazzo di Giustizia e successivamente quello del carcere di Regina Coeli riscontravano lesioni ed ecchimosi nella regione palpebrale bilaterale; e, la visita presso il Fatebenefratelli di quello stesso tardo pomeriggio evidenziava la rottura di alcune vertebre indicando una prognosi di 25 giorni.
E’ inconfutabile – dice ancora Manconi – che, una volta giunto nel reparto detenuti dell’ospedale Pertini, Stefano Cucchi non abbia ricevuto assistenza e cure adeguate e tantomeno quella sollecitudine che avrebbe imposto, anche solo sotto il profilo deontologico, di avvertire i familiari e di tenerli al corrente dello stato di salute del giovane: al punto che non è stato nemmeno possibile per i parenti incontrare i sanitari o ricevere informazioni da loro. Ed è ancora inconfutabile che l’esame autoptico abbia rivelato la presenza di sangue nello stomaco e nell’uretra.
E’ inconfutabile, infine – aggiunge – che un cittadino, fermato per un reato di entità non grave, entrato con le proprie gambe in una caserma dei carabinieri e passato attraverso quattro diverse strutture statuali (la camera di sicurezza, il tribunale, il carcere, il reparto detentivo di un ospedale) ne sia uscito cadavere, senza che una sola delle moltissime circostanze oscure o controverse di questo percorso che lo ha portato alla morte sia stata ancora chiarita”.
(Via Wittgenstein)
Le richieste del PM sono state sostanzialmente accolte e i quattro poliziotti di Ferrara sono stati condannati.
Un abbraccio ai genitori di Federico Aldovrandi, al loro coraggio e alla loro perseveranza.

Un ragazzo è morto.
Gli imputati sono tutti fuori.
E loro li chiamano “Eroi”!
(immagine ricevuta dal kollettivouds)
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* I commenti di questo post sono a totale disposizione degli elettori, dei militanti e dei dirigenti della Lega Nord che rabbrividiscono di fronte a questo manifesto e che vogliono dissociarsene.
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Update 29/6 h. 14.40: il manifesto è un falso. Per fortuna.

Penso che il dato interessante sia che sui quattrocento manifestanti, solo quarantuno sono indagati, una minima parte. Quindi non si può parlare di corteo fascista.
Lo dice Dario Macconi, responsabile di Forza Nuova a Bergamo. E anche i fascisti hanno diritto alla presunzione di innocenza, ovviamente. E lui lo rivendica, giustamente:
Noi fino a quando non si arriverà al terzo grado di giudizio siamo innocenti
E fa piacere vedere che anche i fascisti stanno imparando i fondamentali dello Stato di diritto e delle garanzie costituzionali. Fossero andati a scuola anche all’inizio del secolo scorso ci saremmo risparmiati una guerra dalla parte sbagliata, le squadracce per la strada, le leggi razziali, i treni per i campi di concentramento.
Imparassero anche l’arte della manifestazione del pensiero a viso scoperto e a mani nude saremmo quasi a posto.
Prevenzione di commenti inutili: so bene che esistono giovani (e meno giovani) sedicenti e autoproclamantisi di sinistra che amano lo stesso abbigliamento e gli stessi accessori. Embè?