Archive for the ‘Tasse o balzelli’ Category

Le quotazioni di Scajola, il greggio di Air France e le solite balle

martedì, settembre 9th, 2008

Il Ministro Claudio Scajola sta parlando a Matrix e dice che il prezzo che Air France stava per pagare ai tempi del Governo Prodi era molto più alto perchè era molto più basso il prezzo del petrolio. Scajola dice che all’inizio della trattativa era di US$ 67. E che loro devono confrontarsi con una trattativa che è iniziata, invece, con il greggio a US$ 140.
Vorrei dire due cose a Scajola: il prezzo del gregio a Marzo 2008 era di US$ 105: pari a quella odierna. Soprattutto, però, vorei dirgli che oggi il prezzo del petrolio è di US$ 106,75! Vi prego, diteglielo perchè se conducono le trattative convinti che sia ancora a $ 140…. non portano a casa più neppure le copertine le salviettine rinfrescanti…

p.s. il pannello qui sotto si aggiorna in tempo reale (trovato grazie a il Blog di Alessio)

4200 lire / Km

sabato, settembre 6th, 2008

E’ quello che chiedono i tassisti per la nuova tratta “flat” da Varese a Malpensa: 60 euro per 28 Km.
Oltre a chiedere 80 Euro per la tratta Milano-Malpensa. Vedremo domani cosa chiedono per Bergamo Orio al Serio.
E per continuare a dare lo stesso servizio?
Io mercoledì prossimo depositerò una proposta di legge per garantire un servizio migliore ai clienti. Come sui taxi che si prendono dalle altre parti, diciamo… dove si paga di meno il taxi.

Dove sono gli imprenditori lombardi?

lunedì, settembre 1st, 2008

Vi ricordate l’opposizione a Prodi e TPS sul Piano di vendita di Alitalia ad Air France? Tutte le organizzazioni imprenditoriali, le Camere di commercio, gli industriali più influenti, un coro unico, per demolire il piano e rinviarlo a dopo le elezioni. Non furono soli, ovviamente.
Ma dove sono ora?
Quali interessi vogliono rappresentare le Confindustrie, le CCIAA e anche le CNA, le Confcommercio, tutti gli operatori così attenti alle esportazioni, ai biglietti business, al turismo?
Gli imprenditori con i quali ho parlato io, piccoli e medi imprenditori lombardi, sono tutti ferocemente contrari al Piano di questo Governo per “salvare” Alitalia. Più o meno per le mie ragioni. Le seguenti.
Lo statalismo. Abbiamo un piano industriale di una società privata, fondata dal Governo, che ne ha selezionato gli imprenditori. Un piano industriale che prevede l’acquisto di una azienda nata senza debiti (quelli li pagheranno con le proprie tasse gli italiani).
Malpensa non sarà un Hub – esattamente come non lo era nelle volontà di Air France. Non io ma l’imprenditoria lombarda riteneva l’essere Hub un requisito vitale per Malpensa.
I voli su Roma saranno in monopolio. “E l’antitrust non rompa i coglioni!” sembra abbia detto Colaninno.
Gli esuberi, triplicati anche grazie all’apporto di AirOne, andranno a gonfiare gli organici di Poste e Demanio. Alla faccia di Brunetta e dell’efficienza della pubblica amministrazione.
Linate ridimensionato o chiuso per tagliare ogni possibile concorrenza “straniera”. La concorrenza di quelle compagnie che offre ai lombardi gli stessi servizi, spesso migliori, da altri Hub europei. Non per l’impatto ambienale ridimensionano Linate. Per quello si dovrebbero fare piani di sviluppo regionali; di sviluppo sostenibile. Piani che tengano conto anche degli spostamenti (oggi prevalentemente su strada) per raggiungere gli aeroporti. Di Orio al Serio che cresce al confine di una città anche di notte. Di Aeroplani da vietare perchè troppo rumorosi e troppo inquinanti. Del Parco del Ticino da salvaguardare. Della concorrenza da incentivare liberalizzando gli slot e le rotte.
Ripeto la domanda. Dove sono gli imprenditori lombardi?

Nel frattempo Paolino Madotto ha aperto un gruppo su Facebook: “Metti i tuoi debiti in una bad company di stato”. Quanti lombardi vogliono aderire?

Con i soldi degli italiani

mercoledì, luglio 30th, 2008
Vignetta di Mauro Biani

Quanto sarà costata la campagna elettorale di Berlusconi agli italiani lo si saprà solo all’annuncio ufficiale delle intenzioni su Alitalia. Questa sera siamo ancora ai si dice. Si dice di una bad company dove scaricare i debiti che pagheranno gli italiani. Si dice di 4-5000 esuberi. Si dice del “meglio” dell’imprenditoria italiana coinvolta. Coinvolta, ma solo un poco. Perchè poi ci sono le banche. E i fondi. Cioè, chiunque basta che non si sia mai occupato di far volare merci e persone.
Rimpiangeremo Padoa Schioppa solo nei libri di storia?

Ne parlano anche: Andrea’s blog; Blogliedrico; Fiore blog; Schegge [di] vetro; Forma mentis
Vignetta di Mauro Biani

Una rivoluzione video musicale arriva dall’Europa: abolito il bollino siae

mercoledì, aprile 30th, 2008

Susanna Chiesa me l’ha spiegata così:
Se un CD/DVD è originale non deve più avere il bollino SIAE, quello d’argento che ti lascia la colla per i secoli sulla copertina. E’ una piccola rivoluzione. Gli autori e gli editori pagano già la SIAE in altro modo. Applicare il bollino era una tassa aggiuntiva solo italiana (i bollini si pagano). Una tassa che comportava lunghe attese prima della messa dei CD sugli scaffali. Anche un mese…
Inoltre, i negozianti spesso scartano i CD della pellicola per farli ascoltare ai clienti. Quando il bollino è sul cellophane, significa perderlo. Significa cadere nel “penale” in caso di controllo.
Ma non è finita. Le Major spesso applicano prezzi diversi anche in paesi confinanti. Prezzi spesso molto differenti. Eros Ramazzotti sugli scaffali sloveni non ha lo stesso costo di Ramazzotti sugli scaffali italiani. Un negoziante può e poteva andare in Slovenia a comprare una partita di cd/dvd ma fino ad oggi, rientrato in Italia, doveva aspettare un mese la SIAE per la stampa dei bollini. Oggi non più. Ci si può aspettare una riduzione del prezzo nei mercati più costosi o dove l’artista non ha bisogno di politiche di “lancio”? Probabilmente si.
Infine una chicca: la sentenza europea anti-burocratica è del Novembre 1997. La sentenza della Corte di Cassazione è dell’Aprile 2008: 11 anni di rimborsi!
Qui sotto, la versione semplificata (solo per me… :-)   dell’informativa che Susanna Chiesa ha inviato ai propri clienti. Volete il rimborso? Contattatela…. ;-)

Lo scorso Novembre 2007, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea aveva dichiarato illegittimo l’obbligo normativo di apporre il bollino S.I.A.E. sui supporti contenti opere dell’ingegno.

Si è però attesa in Italia una sentenza della Suprema Corte di Cassazione per dichiarare non obbligatorio il bollino ed inapplicabile la normativa penale legata alla legislazione sul copyright.

La Corte di Cassazione italiana ha utilizzato la sentenza Schwibbert emessa dalla Corte di Giustizia della Comunità Europea in data 8 novembre 2007, in tre sentenze depositate il 2 aprile 2008, in cui stabiliva la nullità del sistema sanzionatorio previsto dalla legge sul diritto d’autore italiano in caso di assenza di contrassegni.

La Cassazione ha sancito che i principi dichiarati illegittimi dai Giudici comunitari sono inapplicabili in Italia, bocciando i contestati bollini Siae, introdotti senza ufficializzazione all’Unione Europea.

Per effetto della decisione della Corte di Giustizia, non è più obbligatorio apporre i contrassegni SIAE anche su supporti contenenti audiovisivi, banche dati, software e videogiochi.

Di conseguenza, non essendo più reato la mancata apposizione del contrassegno SIAE, anche la detenzione di supporti non contrassegnati deve ritenersi non più sanzionabile penalmente quando l’illiceità della detenzione discenda soltanto dalla mancanza del bollino.

Dr. SUSANNA CHIESA

Consulente Legale in materia di Diritto d’autore

E.mail: susannachiesa at libero dot it

Tasse, disservizi e insulti: il bollo auto di Formigoni

sabato, gennaio 19th, 2008

Qui sotto l’articolo del Corriere della Sera con la dichiarazione ufficiale di Regione Lombardia sulla “tassa” supplementare imposta per pagare on line il bollo auto che abbiamo denunciato a seguito di una segnalazione su Sprechilombardi. Termina con una domanda: “E le polemiche dei Verdi?“. Risposta: “Vergognose“. Più sopra precisava: “«Si tratta di oneri non stabiliti dalla Regione, che dipendono dall’utilizzo del pagamento con la carta di credito».
Delle due l’una: o ci sono o lo fanno. In tutto il mondo i commercianti pagano una percentuale ai circuiti delle carte di credito su ogni transazione. Lo fanno perchè il servizio attira i clienti. Portali e siti internet di E-commerce vendono merci e servizi on line. Anche loro pagano una percentuale a Visa, American Express e Mastercard. A fronte di quel 2/3% risparmiano però sui costi di gestione manuale.
Anche Regione Lombardia risparmia con i pagamenti on line. Risparmia sul personale e sull’inserimento dei dati, e sulle necessità future di controllo e sulle correzioni evitate. Ma questo per Colozzi e Formigoni non conta e i cittadini continueranno a pagare una tassa internet in salsa lombarda.

(continua…)

Chi siete, cosa fate, cosa portate? Un fiorino! [Ovvero, la Lombardia vara la tassa su internet]

giovedì, gennaio 17th, 2008

Immagine on line su www.passivissimo.itPaghi on line? Paghi di meno. Dovrebbe funzionare così ma non in Lombardia. Centinaia di migliaia di aziende nel mondo hanno costruito fortune sull’e-commerce per guadagnare di più facendo risparmiare i consumatori. Migliaia di Banche (un po’ meno in Italia…..) hanno abolito costi di gestione dei conti correnti per i clienti “On line”. Una Regione nel mondo, invece, fa pagare un minimo di Euro 2,32 per il pagamento del bollo on line. E’ la Lombardia.
La segnalazione proviene da www.sprechilombardi.org. Entro domani presenterò un’interrogazione urgente agli Assessori Colozzi e Buscemi. Urgente che, in Lombardia, significa aspettare due mesi per la risposta.

L’immagine è linkata da www.passivissimo.com