Archive for the ‘Scuola’ Category

Un cittadino di Adro (che non ci sta)

lunedì, aprile 12th, 2010

“Mentre stamattina era in corso una riunione tra l’Amministrazione Comunale, i rapprentanti delle ACLI e della CGIL – scrive Roberto Toninelli delle Acli -, è arrivata la notizia che un anonimo cittadino di Adro ha provveduto a “rilevare il debito dei genitori di Adro“.

Scrive l’anonimo cittadino: “sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignita’. Ho vissuto i primi anni di vita in una cascina come quella del film l”albero degli zoccoli’. Ho studiato molto e ho ancora intatto il patrimonio di dignita’, inoltre ho guadagnato soldi per vivare bene. Per questo ho deciso di saldare il debito dei genitori di Adro”.

Di seguito il testo della lettera

Io non ci sto

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.

A scanso di equivoci, premetto che:
- Non sono “comunista”. Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI. Ciò non mi impedisce di avere amici dì tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.
- So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.

Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina.

Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.

I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.

Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo?
Che non mi vengano a portare considerazioni “miserevoli”. Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino..)

Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo?
Vorrei sentire i miei preti “urlare”, scuotere l’animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il “commercio”.

Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare “partito dell’amore”. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia.
So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti “compagni che sbagliano”.

Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case.
Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) Venga dalle tasse del papa di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).

Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno?
Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto?
Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E’ già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.

Il sonno della ragione genera mostri.

Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro.
Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.

E chi semina vento, raccoglie tempesta!

I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quei giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi?
E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. E’ anche per questo che non ci sto.

Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.

Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l’amministrazione, in tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l’anno scolastico 2009/2010.
Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.

Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varra la spesa.
Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del “grande fratello”.

Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie.
Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.

Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo.
Posso sopportarlo. L’idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce.

Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto.

Un cittadino di Adro

www.marcellosaponaro.it/blog

L’energia al Mascheroni. Dibattito con Tremaglia.

lunedì, aprile 12th, 2010

Questo dibattito organizzato dagli studenti del Liceo Mascheroni per l’autogestione scolastica è aperto anche agli studenti delle altre scuole. Ci sarò io e ci sarà il giovane Andrea Tremaglia. Parliamo di energia, energia nucleare, indipendenza ed efficienza, energie rinnovabili.

Ne parliamo Giovedì 15 aprile dalle 8.25 alle 10.25.

Di seguito i dettagli ricevuti da Michele Brignoli del Mascheroni:

Contenuti:

Situazione energetica attuale, dipendenza energetica.
Ritorno al nucleare, con riferimento al referendum contrario.
Perché il nucleare è un’ottima soluzione – è una soluzione dannosa (tecnologia nucleare, cosa è cambiato dal passato).
Analisi della spesa energetica attuale ed eventuali metodi di conversione e ottimizzazione.
Soluzioni alternative al nucleare, situazione degli altri paesi.
Spazio domande e dibattito.

Senso:

Il ritorno al nucleare costituisce una questione dibattuta e controversa, sia dal punto di vista ambientale sia politico. Per approfondire la questione e formarci un’idea compiuta sentiamo il parere degli esperti, alcuni a favore e altri contro. Dobbiamo ADESSO farci partecipi di scelte come questa, che ricadranno sul nostro futuro e su quello delle future generazioni.

Orario: 8.25 / 10.25

Luogo: Auditorium del Liceo Mascheroni

Relatori: Marcello Saponaro (PD) – Andrea Tremaglia (PDL)

Moderatore: Enrico Terzi, studente Liceo Mascheroni
.

www.marcellosaponaro.it/blog

Parla come mangi, Mariastella

sabato, aprile 3rd, 2010

Se la circolare è vera, veramente in vigore, il Ministro Gelmini e insieme a lei il Ministro Brunetta andrebbero sospesi per frequentare un corso di de-burocratizzazione. Se è un pesce di aprile… non hanno fatto ridere.

Sicuramente è on line sul sito del Miur e, dopo l’articolo di Repubblica, sta facendo il giro del web.

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per l’Istruzione
Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici
e per l’Autonomia Scolastica – Ufficio III

Roma, 1° aprile 2010

Oggetto: R.D. 4 maggio 1925, n. 653 e R.D. 21 novembre 1929, n. 2049

Con riferimento a notizie di stampa, si precisa che le disposizioni di cui al regio decreto n. 653/1925 ed al regio decreto n. 2049/1929, delle quali l’art. 2 del decreto-legge 22 dicembre 2008, n. 200 (convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2009, n. 9) aveva previsto l’abrogazione a decorrere dal 16 dicembre 2009, sono state sottratte all’effetto abrogativo, di cui al citato art. 2, ai sensi di quanto disposto dal comma 2 (allegato 2) dell’art. 1 del decreto legislativo 1° dicembre 2009, n. 179.

Le dette disposizioni permangono, quindi, in vigore nelle parti, ovviamente, non oggetto di abrogazione espressa (anteriore al citato decreto-legge) ovvero non oggetto di abrogazione tacita o implicita.

IL DIRETTORE GENERALE
Mario G. Dutto

www.marcellosaponaro.it/blog

Non esageriamo: lo scudo fiscale non salva le scuole

giovedì, febbraio 4th, 2010

Pubblico la lettera di Maria Carla Rocca, Sindaco di Solza, e la risposta di Ettore Ongis, direttore de L’Eco di Bergamo.

Spett.le Redazione,

mi ha lasciata alquanto stupita il tono dell’articolo del 23 gennaio scorso, relativo alla destinazione dei fondi dello scudo fiscale per le scuole materne private. Parrebbe proprio che in Italia, per far frequentare la scuola materna ai propri figli, sia necessario sperare che ci siano quanti più ladri e disonesti possibile: non dimentichiamo mai che i soldi introitati dallo scudo fiscale rientrano in territorio Italiano da una provenienza quanto meno dubbia. Come è stato evidenziato dallo stesso articolo le scuole materne paritarie, nella Bergamasca, sono le più numerose ed offrono un servizio insostituibile alle famiglie; i comuni si impegnano tutti gli anni, tramite convenzioni, a versare contributi per il loro sostentamento e ogni anno devono ripianare quello che altri enti tagliano a questo servizio fondamentale: questo aspetto non viene mai menzionato.

La notizia vera è che lo Stato ha fatto sparire 250 milioni di euro che servivano per finanziare le scuole dell’infanzia e, per gravare ulteriormente i comuni, ha fatto lo stesso con il 20% del Fondo nazionale per le politiche sociali.
Ma – per fortuna! – ci sono tanti furbi e disonesti che, con un obolo del 5%, possono anche vantarsi di aver contribuito a salvare le scuole dei nostri figli.

La verità è che si tira avanti solo grazie alla buona gestione delle amministrazioni comunali che non vengono meno ai loro doveri, specie nei confronti dei bisogni delle famiglie; ma anche le entrate comunali saranno ulteriormente erose e mancano ancora 5 milioni di euro al fabbisogno delle scuole materne, dove andremo a batter cassa? Sembra quasi che dovremmo essere contenti perché avrebbe potuto andarci peggio, cittadini e amministratori non mancheranno di ringraziare per averci concesso di tenere aperte le scuole materne! Non c’è un modo neutrale di dare una notizia, ma far passare come una buona notizia che le scuole dell’infanzia sono salve grazie a questi soldi sporchi, per giunta non sufficienti, mi pare francamente troppo!

Maria Carla Rocca
sindaco di Solza

Caro sindaco, lei ha tutte le ragioni del mondo. Ma la cruda realtà è purtroppo questa: siamo costretti, ahinoi, a dir grazie allo scudo fiscale se le scuole materne private potranno sistemare i loro magri bilanci. L’alternativa era quella di non dover dire grazie a nessuno ma vedersi negato un servizio fondamentale per le famiglie.
La sua lettera è comunque ineccepibile e la sottoscriviamo riga per riga. Compreso il tono di benevolo rimprovero che ci rivolge nell’aver salutato con eccessivo entusiasmo la soluzione di un problema che ci sta molto a cuore. La prossima volta saremo più precisi e cominceremo l’articolo così: il danno (lo scudo fiscale) ci ha almeno salvato dalla beffa (dover chiudere le scuole). Grazie.
E. O.

www.marcellosaponaro.it/blog

Gli studenti sono la nostra missione

lunedì, settembre 14th, 2009

Un buon inizio, belle parole quelle di Stefano Paleari, nuovo rettore dell’Università di Bergamo. Tanti auguri.

Lettera di Miriam alla Gelmini

venerdì, settembre 11th, 2009

Miriam Carrara è una bambina affetta da sindrome di down. Vive a Sovere in Val Borlezza, vicino al Lago di Iseo. Oggi mi ha scritto Davide Sapienza per parlarmi di lei, della maestra “tagliata” e del suo nuovo grande problema.

Questa che segue è la lettera che Miriam ha scritto al Ministro Gelmini insieme a suo papà Luca.

(continua…)

La scienza in montagna

domenica, marzo 29th, 2009

Settimana della scienza, Vittorio Emanuele - Bergamo

Domani (lunedì 30) alle 14.00 sarò al Vittorio Emanuele, l’Istituto tecnico di Bergamo, per un convegno sulle bioenergie. Uno dei tanti momenti di approfondimento organizzati dalla scuola per la settimana della scienza che quest’anno è dedicata alla montagna.
Mica male vedere una scuola che investe e che ragiona su ciò che di meglio offrono la scienza e la tecnica. E, soprattutto, che lo mette a confronto con la politica, i docenti, i soggetti economici.

Qui il programma completo

E poi ci vengono a dire il merito…

lunedì, marzo 16th, 2009

Ordine degli AvvocatiUn po’ ci siamo abituati: fanno le campagne elettorali invocando il merito, l’abolizione degli ordini e perfino l’abolizione del valore legale del titolo di studio.
Poi il Ministro Alfano presenta una riforma che il Libertario riassume in poche righe:

Io voglio vendere panini, ma secondo loro non posso offrire il mio prodotto se non ho chiesto ed ottenuto il permesso da una persona che non ho mai visto e che non vedrò mai più. Ovviamente munito di apposito timbro. Con un notevole sforzo di immaginazione, il consiglio nazionale forense ha introdotto qualche nuovo elemento.
Ad esempio l’obbligo della continuità lavorativa, tra l’altro desumibile dal reddito (art. 19), reitroducendo vincoli che si erano persi con l’abolizione della servitù della gleba.
Ad esempio l’obbligo di aver ottenuto il timbro prima di aver compiuto i 50 anni (art. 15 comma 8 lettera b), seguendo un pensiero che sfugge alla logica e che affonda negli abissi della psiche.Con l’effetto che se io ho fatto panini fino a 50 anni e poi voglio prendermi una pausa, secondo queste raffinate menti non potrò mai più spalmare la salsa rosa.

E Letizia spiega per filo e per segno. Per approfondimenti cliccate qui:

http://www.studenti.it
http://www.altalex.com

La ragazza mi ha lasciato è colpa mia… la la la

lunedì, marzo 9th, 2009

Il titolo solo per dire che anch’io odiavo il lunedì.

Oggi scopro che eravamo (almeno) in tre (contando anche Vasco) a pensarla allo stesso modo.

L’ho sempre detto…

A scuola dopo le undici
Secondo una ricerca britannica al mattino presto le capacità di memorizzazione sono minori

e forse non c’era neppure bisogno di spender soldi per una ricerca…

Scuola: tagli o riforme?

martedì, novembre 4th, 2008

Parliamo di legge Gelmini, non di “riforma”. Su questo, almeno, eravamo tutti d’accordo. La puntata di Sorci Verdi è quella destinata alla scuola, alla ricerca, all’università. In studio, condotti da Eliana Pasquini, ci siamo io, Maurizio Martina (Segretario Regionale del PD), Matteo Oriani (Giovane di Forza Italia) e Laura Scotti (insegnante).