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Oggi sull’Eco di Bergamo, Ettore Pirovano “cotempla l’eventualità di una terza linea” dell’inceneritore di Dalmine. E’ la giravolta che ci aspettavamo.
Pirovano fa anche finta di non sapere che i rifiuti a Dalmine già oggi arrivano da fuori provincia. Da altre tre province per la precisione.
Pirovano da ragione a noi quando dicevamo che la Lega Nord era contraria a tempo, fino alle elezioni, di facciata, per un calcolo solo elettorale.
Francesco Cornolti, candidato del Centro Sinistra, conferma invece la sua contrarietà. Perchè la terza linea è inutile.
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Ettore Pirovano:
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Il Piano rifiuti non contiene veti sulla terza linea dell’inceneritore di Dalmine. La Lega però si è detta contraria.
«La Lega non è ottusamente contraria a priori. Non siamo verdi contrari a ogni costo. Se ci saranno necessità di quantitativi e tutte le garanzie tecniche potremmo anche contemplare l’eventualità di una terrza linea Rea. Che, comunque, non sarà attiva prima dei prossimi cinque-sette anni. Il parere del Consiglio provinciale sarà comunque definitivo per decidere in un senso o nell’altro».
L’impianto potrebbe servire anche per l’arrivo di rifiuti da fuori provincia?
«L’arrivo di rifiuti da altre zone italiane e dall’estero è da scongiurare»
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Francesco Cornolti:
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Il Pd ha votato contro il Piano rifiuti provinciale.
«Perché il Piano ha sottovalutato la grande capacità dei Comuni di aumentare la raccolta differenziata. A Villa di Serio e in molti Comuni è arrivata all’80%, mentre nel Piano la media è identificata al 53%. Un dato che ha portato a ipotizzare la necessità della terza linea Rea».
Alla quale siete contrari?
«La necessità risulta, partendo da dati falsati, “spintanea” più che spontanea, in una zona, come quella di Dalmine, già sufficientemente compromessa. Prima di partire con l’idea della terza linea del termovalorizzatore, per noi sarebbe bene iniziare con altre iniziative, come incentivare la raccolta differenziata».
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Update: anche Gabriele Cimadoro (candidato Presidente dell’IDV) dimostra di non conoscere nulla del Piano Rifiuti approvato dalla Provincia e di non sapere che già oggi l’inceneritore sopravvive solo grazie ai rifiuti “importati”, con buona pace della “responsabilità e autonomia provinciale”:
Ferma la posizione anche per quanto riguarda il potenziamento dell’inceneritore di Dalmine: «Se ci fossero necessità di smaltimento dei rifiuti sul territorio nazionale – dichiara – unitamente alla certezza di non rimetterci a livello economico, potrei dire sì ad un eventuale potenziamento».