Archive for the ‘Resto del mondo’ Category

La galleria del veleno

domenica, febbraio 21st, 2010

Dal Sole 24 Ore la galleria fotografica dei luoghi più inquinati della Terra:

Non c’è solo il particolato della Val Padana a cambiare l’ambiente e a ucciderci lentamente. La fotogallery mostra, ciascuno con uno scatto, i 15 luoghi più tossici della Terra. Chernobyl è quasi scontato: lo scandalo è che sia ancora così. New Delhi è nel mezzo di una piana dove d’inverno si creano le stesse condizioni di Milano e della nostra Bassa ma all’ennesima potenza.

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Mi ricorda… Mi ricorda… quello del maiale

martedì, gennaio 12th, 2010

Il Ministro belga Michel Daerden ubriaco in Parlamento. Ogni riferimento a persone o ministri italiani, medici in aspettativa, residenti nella periferia bergamasca e con la passione del maiale è puramente casuale e non voluto.

Se sei su Facebook, QUI per vedere il video

Reciprocità. Prima loro però! Infatti…

venerdì, gennaio 8th, 2010

A proposito di reciprocità, Metilparaben è andata a contare sul sito Giga-Catholic Information quante cattedrali cattoliche ci sono nel mondo musulmano: 119.

Il dettaglio è ancora più interessante:

3 cattedrali in Marocco, 3 cattedrali e 2 basiliche in Algeria, 1 cattedrale in Mali, 2 cattedrali in Nigeria, 5 cattedrali in Congo, 10 cattedrali in Tanzania, 1 cattedrale in Tunisia, 7 cattedrali in Senegal, 6 cattedrali in Etiopia, 5 cattedrali in Sudan, 1 cattedrale in Guinea, 3 cattedrali in Sierra Leone, 1 cattedrale in Liberia, 5 cattedrali in Egitto, 4 cattedrali e 2 basiliche in Turchia, 4 cattedrali in Bosnia, 1 cattedrale negli Emirati Arabi Uniti, 2 cattedrali in Iraq, 1 cattedrale in Kuwait, 4 cattedrali in Siria, 7 cattedrali in Pakistan, 6 cattedrali in Bangladesh, 32 cattedrali in Indonesia, 1 cattedrale nel Brunei

Flopenhagen?

sabato, dicembre 19th, 2009

E’ stato un flop: nessun impegno alla riduzione del 50% delle emissioni entro il 2050, nessun impegno a stendere il documento vincolante entro il 2010, nessun impegno sulle azioni “nazionali” e “continentali” (solo l’Europa l’ha già fatto), nessuna certezza su come sarà costituito e gestito il fondo di 10 miliardi di dollari all’anno che crescerà fino a 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020 per sostenere la Green Economy.

Non è stato un flop: gli Usa e la Cina da ieri sono dentro agli accordi, al processo mondiale di riduzione dei gas climalteranti, Usa e Cina non potranno più fare finta di niente perchè

“Il cambiamento climatico non è fantascienza, ma è scienza, è reale”

Se sei su Facebook, qui il video del discorso di Barack Obama

Il terzo mondo che è in noi non va su due ruote

domenica, dicembre 13th, 2009

Cicliste nude per protesta a Bogotà

Stefano Zenoni ci dice di un’interessante lezione del Prof. Massimo Tancredi su Bogotà, la sua storia, la sua crescita e la sua mobilità. E’ questa che interessa a Stefano perchè lì hanno iniziato a fare quello che in Lombardia è ancora agli ultimi posti delle priorità della politica:

Milano, la città più ricca d’Italia, stato membro del G8 e tra i primi al mondo in termini di potenza economica, è ferma al palo da decenni. Il piano per l’espansione dei percorsi ciclabili è fermo nel dimenticatoio perché mancano i fondi, nonostante l’avvento dell’Expo 2015 promettesse grandi trasformazioni.
Le corsie preferenziali sono le stesse da anni, poco rispettate e spesso costruite e demolite nel giro di pochi giorni (si veda il recente caso al Foro Bonaparte).
Insomma, Bogotà sarà pure una città di un paese a metà tra sviluppo e arretratezza, ma ogni tanto mi pervade la sensazione che, parlando di politiche urbane e di mobilità, il terzo mondo sia a 50 km da casa, se non molto più vicino.

E poi tornando a Bergamo incontriamo Davide Paolillo che ancora sta aspettando che il Capoluogo decida cosa fare dei percorsi promiscui, delle pedonali, della loro espansione o sciocca riduzione

Ad ogni modo assessore, NUMERI, quali parametri verificabili  verranno utilizzati per stabilire se le piste sono o non sono sufficientemente utilizzate? E ancora, quali sono i criteri oggettivi coi quali la nuova amministrazione definisce “pericolosi” determinati percorsi? In genere per definire tale concetto si usa l’incidentalità, morti, feriti e contusi. Ora, quanti morti, feriti e contusi ci sono stati in questi anni sulle piste ciclabili promiscue (già la parola “promiscuo” immagino che metta i brividi ai benpensanti)?  E QUANTI FUORI ?!?! Abbiamo dei dati? E cosa pensa di fare per costoro? le faccio presente che qualche giorno fa è morto un altro ciclista (urbano) in piena città. Nel “rispetto di tutti” ci sono anche i ciclisti o questi devono solo adeguarsi al non infastidire auto e pedoni?

Di solito ci si augura di imparare dal Nord Europa la gestione dei servizi e della mobilità, possibile che in Lombardia possiamo aspirare persino alla Colombia?

P.s. A Bogotà protestavano così contro l’inquinamento (come nell’immagine). Che sia stata la chiave di volta?

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Comunista! Comunista! Comunista! (2)

mercoledì, dicembre 2nd, 2009

Di livello paragonabile al miglior Spinoza

Se Putin è l’amico, Gheddafi un grande rivoluzionario, Lukashenko un leader amato dal popolo, suppongo che a Palazzo Grazioli ancora si pianga la prematura scomparsa di PolPot.

Comunista! Comunista! Comunista!

martedì, dicembre 1st, 2009

lukashenko

Il problema non è tanto quello che ha detto Berlusconi:

“Grazie anche alla sua gente, che so che la ama: e questo è dimostrato dai risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti”

Il problema è quello che ha risposto Lukashenko:

“Aveva promesso di venire ed è venuto. Noi – ha proseguito Lukashenko – comprendiamo bene il significato di ciò e ce lo ricorderemo”

Valori da esportare

lunedì, novembre 16th, 2009

Così mi piace:

“Noi non cerchiamo di imporre il nostro sistema di governo ad altre nazioni, ma credo fermamente che alcuni dei nostri valori non sono legati a un solo paese, sono valori universali. Per esempio il rispetto delle minoranze etniche, che deve valere anche in Cina”. In mezzo agli studenti universitari di Shanghai, Barack Obama affronta finalmente in modo diretto il tema dei diritti umani.

Barack Obama su Repubblica.it Via Gilioli

Siamo tutti berlinesi e più liberi

lunedì, novembre 9th, 2009

Venti anni fa il mondo cambiava, il Patto di Varsavia si sgretovala anche simbolicamente e l’Europa si faceva più grande. Avrebbe potuto farsi anche più forte, politicamente, ma ciò non è ancora avvenuto. Gli americani avevano vinto lo scontro che per 45 anni aveva diviso il mondo in due ma dispersero quel bagaglio in un decennio di bushismo fatto di isolamento internazionale e guerra preventiva. Oggi si può ripartire. E recuperare lo spirito dell’89.

Qui sotto la puntata di Sorci Verdi dello scorso 4 novembre. Qui sopra, beh, lo sapete… :-)
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Obama, la Binetti, la riforma sanitaria e di conseguenza il Partito Democratico

domenica, novembre 8th, 2009

Obama, il mondo cambia (manifesto del PD Partito Democratico)

36 milioni di americani avranno diritto all’assistenza sanitaria. Il Congresso americano ha approvato la riforma voluta da Obama con 220 voti a favore contro 215 voti contrari. Un solo repubblicano ha votato a favore, ben 39 democratici, invece, hanno votato contro. E sarebbero stati ben di più, tanti da affossare la legge, se Obama non avesse trattato e ceduto su alcuni punti non proprio di poco conto: l’assistenza ai non americani, la copertura alle interruzioni di gravidanza, per esempio.

La legge deve ora passare al vaglio del Senato, la Camera che fu per tanti anni di Ted Kennedy che proprio alla riforma sanitaria legò il suo nome e il suo impegno. Anche lì i Repubblicani annunciano battaglia. Anche lì Obama dovrà trattare con i democratici meno liberal.

E’ una concezione diversa della politica e dei partiti quella che un po’ ha ispirato la nascita del Partito Democratico in Italia. Qui è differente, è vero, ma se non si vuole buttare tutto alle ortiche è bene cercare di capire anche quello oltre oceano e prenderne il meglio.

Il Partito Democratico è nato con l’ambizione di rappresentare tutti i filoni “progressisti” di questo paese. Lo sappiamo. Si, lo sappiamo ma dobbiamo anche cercare di essere conseguenti. Perchè non è possibile prendere i voti dei moderati espellendo quelli che votano in modo non confacente ai liberal. E viceversa. La linea del PD? Non può che essere una negoziazione continua. E qui entra ingioco l’autorevolezza del suo leader, che negli USA è il Presidente, in Italia il Segretario. E’ lui che esprime la linea del partito. E tanto più è forte la sua leadership, tanto più sarà libero e forte nel convenire a mediazione. L’obiettivo, pragmaticamente l’obiettivo, e non la fedeltà all’ideologia, è la ragione della politica.

Negli USA non sarebbe dunque concepibile un Presidente che non si espone su un “tema” per non offendere alcuno nel partito. E non sarebbe neppure concepibile espellere un deputato per mancata fedeltà nel voto. Semplicemente non sarebbe leader il primo e non sarebbe eletto il secondo se non rappresenta i “suoi” democratici. Perchè i “suoi” democratici, quelli del proprio distretto o del proprio Stato sono la sua bussola. E i democratici di El Paso (Texas) sono assai dversi da quelli di Castro (San Francisco, California).

Servono regole e leadership, dunque. Non scomuniche e anatemi. Regole di convivenza e leadership di Bersani. E la vittoria di quest’ultimo alle primarie, che a dispetto delle analisi superficiali e fumettistiche era il più “americano” dei tre, è un buon inizio. Ora andiamo avanti senza regalare nessuno a Rutelli.