Archive for the ‘Povertà’ Category

Come funziona (male) il Bonus elettrico

lunedì, dicembre 7th, 2009

Nei miei giri per i congressi PD mi è capitato di parlare del Bonus elettrico. Ne riparlo quì e conviene anche a te leggere queste poche righe perchè il bonus elettrico lo paghi tu.

Immagino che in molti abbiate sentito il ministro Scajola vantarsi di aver abbassato il costo delle tariffe elettriche (e a breve del Gas) per i meno abbienti. In pochi sanno come funziona.

Funziona così.

Il cittadino va da un sindacato a farsi fare l’ISEE, quindi si presenta ai servizi sociali del suo comune con ISEE (deve essere inferiore a 7.500 euro annui), fattura Enel e carta d’identità, firma una domanda e il comune trasmette il tutto al fornitore che applica uno sconto sulle fatture. Semplice no? No, non proprio. Perchè spesso quel cittadino è una vecchietta ottantenne. Quella vecchieta prima va ai servizi sociali perchè ha sentito qualcosa. Poi va al sindacato, torna ai servizi sociali con l’ISEE e la bolletta di pagamento.
“Signora, serve la fattura, non il bollettino di pagamento”. Torna a casa, torna ai servizi sociali con la fattura intestata al marito defunto 10 anni prima.
“Signora deve fare il cambio di intestazione, altrimenti niente sconto. Faccia il cambio di intestazione e torni con la prima fattura che riceve intestata a lei”. Va a Seriate (perchè a Bergamo non esiste più un punto Enel) fa il cambio di intestazione, torna con il nuovo contratto.
“Le ho detto che bisogna aspettare la fattura o la domanda potrebbe non andare a buon fine”. Dopo due mesi torna la figlia (che ha chiesto un permesso sul lavoro) con tutti i documenti a posto e a quel punto la vecchina dovrebbe avere il suo sconto.

Altri casi: se cambi residenza sei fregato. Se fai un nuovo contratto (ad esempio perchè sei in affitto e l’utenza era intestata al proprietario di casa) paghi 80 euro per avere 60 euro di sconto. Se il proprietario non vuole fare il cambio di intestazione niente sconto.

Veniamo a come si finanzia questo sconto. Chi paga lo sconto? A sentire Scajola, che giustamente non entra nei dettagli, uno pensa che il Governo ci abbia messo i soldi. Manco per idea. Allora saranno i fornitori stessi, l’Enel ad esempio. Ma quando mai.
Lo sconto è finanziato con un piccolo aumento sulle utenze non beneficiarie del bonus stesso. La mia ad esempio. Sano principio redistributivo. Ma è bene saperlo.

Ultima nota. Tempo fa il ministro Tremonti ospite da Fazio (era andata in onda da poco un’inchiesta di Report sul funzionamento della Social card, analogo a quello del Bonus energia) alla domanda “ma non conveniva aumentare un po’ le pensioni anzichè inventarsi un sistema tanto complicato?” aveva risposto: “lei Fazio non sa cos’è l’ISEE, non è giusto fare aumenti indiscriminati, la procedura è giusta perchè il tutto deve basarsi su questo modello ISEE e noi non possiamo conoscere il valore dell’ISEE se il cittadino non presenta domanda”. E’ falso. Fazio non sa cos’è l’ISEE ma Tremonti non sa quello che chiunque lavori in una pubblica amministrazione ben conosce.

I modelli ISEE, con tutti i relativi dati, sono disponibili nei database dell’INPS e liberamente consultabili dalle pubbliche amministrazioni in apposita area riservata.

Conclusione: tutto questo costosissimo ambaradan poteva essere risolto per i pensionati con una semplice query: se ISEE<=7500 allora INPS aumenta la pensione di tot.

Mi piacerebbe che i nostri del PD quando vanno in televisione dicessero queste cose, anzichè balbettare di razzismo e Terzo Reich alle porte. Anche perchè l’ambaradan interessa oltre un milione di famiglie. E qualcuno inizia ad intuire di essere vittima di raggiro.

(Testo scritto da Vladimiro Lanfranchi in una nota su Facebook)

Cattivismi

martedì, novembre 17th, 2009

Aiuto alla famiglia di un immigrato, la Lega protesta col Comune

“Quel nostro caro concittadino è scomparso all’improvviso – racconta il sindaco Gianmario Gatta – per anni aveva vissuto a Cortenuova, da artigiano aveva lavorato anche per il Comune, suo figlio era, e forse è ancora, nella squadra di calcio del paese. Quando il padre è scomparso la famiglia, quasi spontaneamente, è venuta a rivolgersi a noi, perché riconosceva ancora nel Comune di Cortenuova il suo Comune. Non abbiamo avuto problemi a erogare 500 euro per il rimpatrio della salma, riconoscendo il “ruolo avuto nella comunità di Cortenuova da quel cittadino, anche se non più residente”.

“Inoltre – prosegue il primo cittadino – essendo la situazione della famiglia molto difficile economicamente, con un mutuo da pagare che solo la persona scomparsa riusciva a coprire, ci è stato chiesto cortesemente se poteva concedere per una sera l’utilizzo di una sala comunale, dove la famiglia, i parenti e i conoscenti avrebbero avviato una sottoscrizione per garantire finanziariamente le spese funebri, e un po’ di tranquillità alla famiglia. L’abbiamo fatto, dando l’aula consiliare per un’oretta, d’estate. Tutto qua”.

Robin Hood leggeva La Voce Repubblicana

mercoledì, settembre 23rd, 2009

E infatti con i soldi della Robin Tax, che avrebbe dovuto finanziare la social card, hanno aumentato la paghetta ai giornali di partito.

(Via Kuda e Leo)

Miami, seconda zattera a destra

venerdì, agosto 28th, 2009

CubaCuba è un paese meraviglioso. Un’ovvietà per chi tra voi che leggete c’è già stato.

Un tuffo nel passato, di cinquant’anni, come ci ricordano gli innumerevoli “6×3″ (manifesti) celebranti la rivoluzione del ‘59. Le abitazioni storiche, coloniali e non, e le automobili sono le stesse dei tempi di Batista, deteriorate. Il mare e la natura sono travolgenti: nei Cayos come a Vinales, a Cienfuegos come a nel centro dell’Isola. Non sono stato a oriente, a Santiago de Cuba e ancora più a est. Lì, mi dicono, la natura è ancora più “verde”, se possibile.

Abbiamo incontrato e conosciuto decine di cubani, giovani e no, persone piacevoli, gioviali e disponibili, nella maggior parte dei casi. Altre volte fastidiosi, come i “procacciatori d’affari” che cercano di piazzarti abitazioni, sigari, ragazze o quant’altro. Mai violenti (almeno nella mia breve esperienza).

Tutti, ma proprio tutti, i giovani con i quali ho parlato hanno il sogno di emigrare: sposare uno straniero ed espatriare. Il matrimonio è infatti l’unico modo per uscire dal paese se non sei uno sportivo o un “ricco” fortemente raccomandato. Nei tanti passaggi offerti in automobile, perchè l’autostop è il più diffuso mezzo di trasporto, abbiamo conosciuto un ex maestro che ha tentato undici volte di lasciare il paese su barche o zattere di fortuna, alla volta di Miami. Novanta miglia di mare che possono essere lunghissime se non hai un motoscafo veloce mandato dai parenti americani. Quelli che ce l’hanno fatto prima di te. Ora è un ex maestro perchè la sanzione è l’immediata perdita del posto di lavoro statale se ti “ripescano”. E lo ripescarono.

Insomma, chi si aspetta di trovare a Cuba il “socialismo” trova l’unico socialismo mai realizzatosi in regime di partito unico, quello “reale”. Trova uno stato poliziesco che ti arresta e ti incarcera per dieci anni se uccidi una mucca o che ti “avverte” una volta e poi ti arresta per due anni alla seconda se ti prostituisci o hai “l’intenzione” di farlo. Un paese dove non è garantita neppure la prima delle libertà di un uomo: quella di spostarsi in un’altra città, neppure in un’altra città cubana. Un paese dove un medico, e sono tantissimi, o un professore, e sono tantissimi, guadagna 25 dollari al mese. Un paese che costringe alla prostituzione, non solo sessuale, il suo popolo. Per vivere.

I cubani, per quanto li ho conosciuti, si meriterebbero ben altro paese. Cuba, per quanto l’ho conosciuta, si meriterebbe ben altro sviluppo e fortuna. E i ricordi delle atrocità di Batista e della giusta lotta di liberazione non giustificano un bel niente di tutto questo.
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Qui e Qui, su Facebook, un po’ di foto che ho scattato. A breve anche su Flickr.

Siamo noi i bersagli

domenica, febbraio 8th, 2009

Non posso che aderire all’appello promosso da Ivan e Pippo. E lo quoto con tutte le adesioni giunte fin’ora, aggiungendo la mia.

Siamo noi i bersagli

Continuano ad arrivare moltissime adesioni al nostro appello per una mobilitazione del Pd (e non solo) contro il decreto sicurezza e il testo è oggi pubblicato da l’Unità. Ci sono anche i blogger. Finora hanno aderito: Giuseppe Civati, Ivan Scalfarotto, Roberto Codazzi, Beffa Totale, Elisabetta Cacioppo, Andrea Mollica, Dario Marini, Roberto Rampi, Mattia Carzaniga, Marcella Zappaterra, Andrea Formenti, Riccardo Spezia, Luca Gras, Marcello Saponaro, Nel senso di Marcello, …

Una bomba di prete

domenica, febbraio 1st, 2009
Don Andrea Gallo (a sinistra) e Marcello Saponaro (a destra)
Don Andrea Gallo (a sinistra) e Marcello Saponaro (a destra)

Ci mancava solo questa. Uomini e donne volontari della Comunità S. Benedetto al Porto che vanno a ritirare gli indumenti persi alla Stazione di Genova e tra questi trovano uno zaino con dentro un detonatore e l’esplosivo.
Mi ha raccontato Marco, uno dei più stretti collaboratori del Don, che lo zaino è stato sbattuto sul furgone e poi per terra. Non è esploso.
La Genova che sta peggio può continuare a contare su quest’uomo, per fortuna.

Il flop della social card (al nord)

domenica, gennaio 18th, 2009

Grazie ad Antonio Misiani scopro che nelle regioni del nord un cittadino su 434 ha fatto richiesta della social card e sono state distribuite il 16,1% delle card totali distribuite. In Sicilia, invece, un cittadino su 53 e in Campania uno su 58.
Un terzo circa delle card non contengono un euro perchè avevano sbagliato i conti.
In totale sono solo 423mila i cittadini che hanno ricevuto una social card funzionante.
A fronte di tutto questo non ho ancora sentito nessun leghista fare autocritica e chiedersi se non sarebbe stato più utile limitare i tagli ai Comuni aumentando le loro disponibilità per le politiche sociali anzichè inventarsi uno strumento umiliante che penalizza proprio le regioni che hanno meno familiarità con l’aiuto statale.
Oggi su Repubblica il secondo capitolo.

Il genio degli occhiali

domenica, gennaio 11th, 2009

Esiste al mondo un visionario, idealista e geniale ottico. E’ il Nicholas Negroponte della vista, si chiama Joshua Silver. Ha inventato occhiali che possono essere autoregolati dalla persona che li indossa, semplicemente, aggiungendoci acqua. Costano 19 dollari ma vorrebbe ne costassero uno. Decine di migliaia di persone nel (terzo) mondo già li portano ma vorrebbe fossero un milione entro il 2009 e un miliardio entro il 2020.
Se un tempo si diceva (e giustamente si dice) che ai poveri non va regalato il pesce ma insegnato a pescare, lui ha insegnato a pescare regalando il pesce. E non è il solo.
Dopo aver letto l’articolo del Corriere della Sera ho scoperto che in Olanda esiste una fondazione che si prefigge lo stesso obiettivo. Gli occhiali della Focus on Vision foundation si regolano ruotando le lenti e vogliono (anche loro) distribuirne un milione di paia entro l’anno in India e un miliardo nel mondo entro il decennio.