Archive for the ‘Napoli’ Category

Autodifesa?

giovedì, ottobre 23rd, 2008

Pensavo fossero solo Pecoraro, Di Pietro e Alemanno quelli che non volevano gli inceneritori in Campania… Invece anche il Segretario regionale di Forza Italia:

Ma se tutti lo sanno che io sono sempre stato contrario, e l’ho detto pubblicamente, agli inceneritori…

E per chi conosce un po’ le cose campane, i movimenti contro gli inceneritori, gli interessi dei bravi cittadini che non vogliono essere avvelenati e gli interessi dei cattivi camorristi che sulle discariche illegali e abusive campano, forse non è proprio un’autodifesa efficace.

(Via Wittgenstein)

Detto e contraddetto sui rifiuti da Napoli

domenica, giugno 29th, 2008

L’ultima parte della trasmissione Sorci Verdi del 5 marzo 2008. Si parla di rifiuti da Napoli a Dalmine. C’è Christian Invernizzi della Lega Nord che annuncia le barricate. Ci siamo anche io e l’allora neo direttore di Bergamo Sette Cesare Zapperi (ora neo direttore di Bergamonews).

E poi una breve rassegna di dichiarazioni, proclami, ripensamenti e contraddizioni dei leghisti a casa nostra… Sui rifiuti di Napoli.
Quello che ne penso io, l’ho detto qui e qui e qui e qui e qui e qui.

Un uccellino, dicono i lumbard, ha spifferato tutto.(… ) E ieri sera il coordinatore delle segreterie della Lega Nord, Roberto Calderoli (ci è andato giù duro, ndr): «Qualcuno avrebbe in testa di portare l’ immondizia della Campania in Lombardia. Spero tanto che si tratti di un uccellino bugiardo perché altrimenti qui scoppia la rivoluzione». E ancora: «Antonio Bassolino è tanto bravo, e quindi troverà una soluzione senza venire ad intossicare ed inquinare Brescia e dintorni. In assenza di soluzioni alternative – aggiunge – può sempre mettere i rifiuti nel giardino di casa sua o in quello del sindaco Rosa Russo Iervolino, ma qui non ce li vogliamo».

(La Repubblica, 20 marzo 2004)

Altri tre camion carichi di rifiuti arrivati dalla Campania all’ inceneritore di Trezzo sull’ Adda. E altre scaramucce tra leghisti e carabinieri, che stavolta non hanno fatto troppi complimenti per rimuovere il blocco. Lega molto di lotta, con il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli che chiede a Ciampi di cacciare Bassolino dalla poltrona di governatore. (…Ma proteste a parte, ndr) finora a Trezzo sono entrati sette camion, per un totale di circa 140 tonnellate. L’ inceneritore ne dovrebbe accogliere 500, e altrettante l’ impianto di Dalmine, presidiato da martedì. Quella della Lega è forse una battaglia persa in partenza, ma sta facendo parecchio rumore sul piano politico (…)

(La Repubblica, 17 aprile 2004)

La Lega minaccia di non votare la legge Gasparri in Senato. Una ritorsione contro gli alleati, in particolare Forza Italia, “colpevoli” di aver autorizzato lo smaltimento in due impianti lombardi dei rifiuti provenienti dalla Campania. Ad alzare il tiro è Roberto Calderoli.

(La Repubblica, 18 aprile 2004)

Via libera del Senato alla legge Gasparri: la riforma dell’ emittenza tv è stata approvata definitivamente ieri mattina. 142 i voti a favore, 91 i contrari, un astenuto. (…) «Abbiamo tenuto conto dei rilievi del capo dello Stato e della sentenza della Consulta», commenta a caldo il ministro Gasparri, ricordando quando lo scorso 15 dicembre Ciampi rinviò alle Camere il testo licenziato dal Parlamento. «Un torto nei confronti del paese», ha definito ieri quel gesto (del presidente della Repubblica, ndr) il leghista Calderoli, «sanato da questo voto».

(La Repubblica, 30 aprile 2004)

«Se la tengano i campani la loro immondizia e se qualcuno cercherà, come è capitato in un recente passato, di portare nelle regioni del Nord l’ immondizia napoletana, sappia che faremo le barricate per impedirlo». Lo fa sapere il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, secondo il quale è «ridicolo» parlare di «un’ emergenza sullo smaltimento dei rifiuti in Campania che si ripresenta cronicamente per l’ incapacità dimostrata dagli amministratori locali».

(Corriere della Sera, 18 ottobre 2006)

Dal Po al Simeto, dal Tirreno al Resegone, vascelli e carovane di spazzatura napoletana, indigena e allogena, stanno raggiungendo, come torpedoni di turisti, approdi portuali e stazioni ferroviarie: 4.300 tonnellate in Toscana, 3.500 in Lombardia, 3.500 in Piemonte, 2.000 in Sicilia, e presto un treno di pattume «anema e core» partirà per la Germania.

(Repubblica, 18 ottobre 2006)

«Diciamo no ai rifiuti campani in Padania: resistere, resistere, resistere – attacca il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli -. Se i nostri alleati hanno deciso di far finire la Cdl, come è accaduto a Roma, anche in Lombardia, questa è la strada giusta».

(Corriere della Sera, 13 gennaio 2008)

Napolitano sostiene che i traffici di rifiuti tossici dal Nord cogestiti dalla camorra sono accertati anche in sede parlamentare.(…) Il presidente dice: l’opinione pubblica del Nord dovrebbe riflettere. «E dopo che abbiamo riflettuto? Prendiamo i loro rifiuti?». Il Nord non li accetterà? «Noi della Lega di sicuro non li accetteremo».

(Roberto Castelli, Corriere della Sera, 5 giugno 2008)

Bossi-Calderoli: «I rifiuti campani a tutte le Regioni»

(Panorama.it, 27 giugno 2008)

“Oggi, in Consiglio dei Ministri, si e’ raggiunto un accordo con il ministro Fitto in merito all’emergenza dei rifiuti di Napoli”. Lo affermano, al termine del Consiglio dei Ministri, il ministro per le Riforme, Umberto Bossi e per la Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli. “E’ stato mandato” al ministro per i Rapporti con le Regioni “di convocare la conferenza Stato-Regioni per verificare la disponibilita’ di tutte le regioni di farsi carico, per un brevissimo periodo, di una quota di parte dei rifiuti campani”.

(Repubblica.it, 27 giugno 2008)

Via bamboccioni alla riscossa

Basta bugie sui rifiuti

sabato, giugno 28th, 2008

Berlusconi parla di esercito a chiaiano solo per rendere accettabile alla Lega Nord l’arrivo di rifiuti campani. Ma tutti sanno che la discarica non puo’ essere pronta prima di 6 o 7 mesi.
Berlusconi e Formigoni mentono sapendo di mentire anche sulle quantita’. 5000 tonnellate e’ infatti la produzione giornaliera di rifiuti in Campania. Si tratta anche questa volta – come gia’ nel 2004 – di quantita’ almeno 10 volte più importanti.
E visto che la Lega “di governo” ha bevuto tutto d’un fiato l’amaro calice, rinunciando cosi’ ai suoi inutili picchetti davanti agli inceneritori lombardi, ci vadano le istituzioni a picchettare: l’Arpa, l’Asl e i NAS. Perche’ tutti sanno che la Camorra in questi mesi ha avuto grande facilità di smaltimento dei peggiori rifiuti illegali. Camion per camion il contenuto dovrà essere controllato.

Sui rifiuti, su Napoli, su Dalmine e sulla Lombardia

venerdì, giugno 27th, 2008

Sul passato: se Dalmine si possono bruciare i rifiuti di Napoli è perchè è stato costruito per rifiuti indifferenziati. E’ quindi un inceneritore che disincentiva il riciclaggio. Ed è sovradimensionato.
Sul presente: Bossi ha detto si a Berlusconi e anche la Lombardia brucerà una quota di rifiuti campani. Nulla è cambiato se non il fatto che ora al Governo ci sono Bossi e Berlusconi.
Ieri oggi e domani ho sostenuto, sostengo e sosterrò che lo Stato e le Regioni devono incentivare l’autonomia e la responsabilità. Formigoni, invece, negli ultimi anni ha smantellato il concetto di “tendenziale autonomia” provinciale sostituendolo con quello di “sovradimensionamento” provinciale degli impianti. Così a Dalmine l’inceneritore, per vivere, è “costretto” a importare rifiuti da Sondrio e Varese. Quelli di Napoli non sono diversi. Ma bruciare i rifiuti della Campania senza una corrispondente assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni e dei cittadini campani equivale a incentivare l’irresponsabilità e programmare la prossima crisi rifiuti. La Lega vuole questo?

Napoli, lo spreco, i rifiuti e, finalmente, Ganapini

martedì, giugno 3rd, 2008

Impianti di trattamento, selezione e compostaggio ancora imballati o in attesa di un piccolo accessorio mai ordinato. Una discarica (una discarica!!!) dimenticata. 260 comuni che fanno la raccolta differenziata ma anche il piano “validissimo” redatto dal Conai per la realtà di Napoli del tutto inattuato. Ganapini, neo assessore regionale all’Ambiente della Campania, racconta la realtà di spreco che ha trovato a Napoli.
Questa, quella di Ganapini, è la Campania che vorremmo: che chiude l’esperienza fallimentare del commissariamento (da 14 anni) e si assume le proprie responsabilità.
La solidarietà del resto d’Italia, Lombardia compresa, è dovuta se c’è assunzione di responsabilità. Altrimenti diventa alimentazione del criminale assistenzialismo.

Politica e informazione, dibattiti e cammelli

lunedì, maggio 12th, 2008

Leggo sul sito ufficiale dei Verdi, su agenzie di stampa e giornali che il Consiglio Federale dei Verdi avrebbe visto lo scontro di tre linee politiche: una autonomista, una filo PD e una per la “sinistra ecologista”. L’ufficio stampa – evidentemente – ha fatto un buon lavoro. Però, non è vero.
In Consiglio Federale c’è stato un bel dibattito, come da anni non vedevo, animato soprattutto dall’unica mozione politica presentata, quella del 20% (sostenuta anche da me). La maggioranza (l’80% dei consiglieri federali) ha votato semplicemente un dispositivo “tecnico” per la costituzione del comitato di garanzia e di spartizione dei suoi membri. Di politica nulla. Non una riga. Eppure intorno a questa mozione si sono ritrovati Lo Melo, Roggiolani, Diego Tommasi, Paolo Cento, Angelo Bonelli, Loredana De Petris, Massimo Fundarò, Dino Di Palma…
Come si sa (?) la maggioranza dei Consiglieri Federali proviene dalla Campania. Non uno di loro, e me ne dispiace, è intervenuto nel dibattito. Ripeto, non uno. Però hanno votato in blocco, all’unanimità la mozione di Pecoraro Scanio. Gliel’abbiamo detto anche ai tanti amici campani coi quali abbiamo parlato. Non si costruisce così un partito. E infatti.
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(ANSA) – ROMA, 11 MAG – Congresso a luglio, gestito da un comitato di garanzia di 12 persone, elette su base federale (4 componenti per il Nord, 4 per il Centro e 4 per il Sud). E’

questo l’esito del Consiglio Federale dei Verdi, riunito in questi due giorni con all’ordine del giorno l’analisi della sconfitta elettorale della Sinistra Arcobaleno e al quale Alfonso Pecoraro Scanio si presenta dimissionario.

Le assise del ‘parlamentino’ dei Verdi, consegnano, di fatto, tre linee che potrebbero rispecchiarsi in altrettante tesi congressuali. Da un lato il gruppo dirigente uscente che esprime una mozione, votata a larga maggioranza (circa l’80% dei delegati), a prima firma Mimmo Lomelo e Fabio Roggiolani, nella quale viene ribadita una forte autonomia dei Verdi.

Dall’altro quegli esponenti più vicini a Boato che non votano il documento della maggioranza (al quale mancano, in effetti, circa il 20% dei voti) chiedendo al Consiglio un comitato di garanzia più ristretto e con personalità esterne come Boato o l’europarlamentare Monica Frassoni.

Da parte di questa minoranza del ‘Sole che ride’ c’é anche la richiesta di dichiarare completamente chiusa la vicenda della Sinistra Arcobaleno e di pensare a una interlocuzione privilegiato con il Pd.

Infine la ‘terza via’, quella della mediazione tentata dall’ex sottosegretario all’Economia, Paolo Cento, da sempre schierato per un dialogo con la sinistra e per la costruzione di una “sinistra moderna ed ecologista”, che alla fine, in Consiglio, vota con la maggioranza.

Dimessosi Pecoraro, che tornerà a fare l’avvocato e vuole fondare una Università Verde, che sarà ‘militante semplice’

del suo partito, per il congresso, quindi, si profilano tre possibili proposte. Una del gruppo dirigente uscente, che vuole più autonomia dei Verdi e un rapporto più stretto con il territorio e che potrebbe essere rappresentata da Grazia Francescato o Gianfranco Amendola. Una, quella più ‘filo-Pd’, che potrebbe riunirsi sul nome di Marco Boato o su quello di Monica Frassoni, per un forte dialogo con il Pd. E una terza, quella che fa capo a Paolo Cento, per un soggetto ecologista di sinistra nell’ottica della Sinistra Arcobaleno. Tre linee che potrebbero esprimersi in altrettante mozioni congressuali. (ANSA).

Un errore da 700 mila euro

giovedì, febbraio 7th, 2008

Lo sdegno sarebbe assai giustificato. Se una squadra di Commissari e sub Commissari ai rifiuti di Napoli avesse guadagnato un milione di Euro all’anno, assai più che giustificato. Ma i compensi sono pubblici e in questo caso scritti sui decreti ministeriale oltre che nei Cud dell’anno dopo. E sono quasi un decimo di quelli riportati dai giornali e, infatti, oggi smentiti.
Giulio Facchi è un amico. Sono convinto che sia una persona onesta che ha messo anima e corpo nel lavoro che faceva: il subcommissario ai rifiuti per la raccolta differenziata nella Regione Campania. Con lui la raccolta differenziata era cresciuta. E molto. Poi più nulla.
Può aver fatto degli errori ma resta una persona onesta che periodicamente viene infangata. L’ultima volta con gli stipendi falsi.
Ora, bastava poco, ai TG nazionali per verificare la notizia. Ma non l’hanno fatto. E cosa hanno fatto i giornali campani in tanti anni di commissariamento per capire cosa realmente succedeva? Quali poteri si muovevano, resistevano, combattevano contro il cambiamento nella gestione del ciclo dei rifiuti?
Ora Giulio ha aperto un Blog per raccontare di quegli anni e di quello che a causa di quegli anni sta ancora subendo.
Ci trovate anche le sue dichiarazioni dei redditi…

P.s. Questa sera alle 22.00 parliamo di sprechi e corruzione a Sorci Verdi, su Video Bergamo. Parliamo di quanto denunciato dalla Corte dei Conti e anche del caso Napoli. In studio ci sarà anche Giulio Facchi.

Uno scambista al governo della Regione

domenica, gennaio 13th, 2008

Roberto Formigoni (versione scambista)Alitalia: interesse prioritario dei cittadini è privatizzarla. E’ un interesse dei cittadini ed è un interesse di Alitalia stessa che altrimenti non può far altro che portare i libri in tribunale.
Malpensa: altre compagnie occuperanno gli spazi lasciati liberi. Gli slot è bene che continuino ad essere assegnati da un’agenzia indipendente. Già oggi ce ne sono di liberi e quelli che non verranno utilizzati saranno riassegnati. Mettere gli slot in mano a Formigoni sarebbe una decisione da terzo mondo e impedirebbe la vendita di Alitalia.
Rifiuti: usare la vicenda rifiuti di Napoli per perseguire il naufragio della vendita di Alitalia ad Air France dimostrerebbe che al Governo della Regione comanda una politica spregiudicata e demagogica. Una politica che nuoce agli interessi dei lombardi assai più della cancellazione del volo settimanale di Alitalia su Shanghai.
Riassumendo:
il Governo non si faccia intimidire e vada avanti nella privatizzazione di Alitalia. Gli interessi dei lombardi sono e saranno la possibilità di volare su aeromobili sicuri e confortevoli, al prezzo minore possibile e poter raggiungere l’aeroporto (a minor impatto ambientale possibile) con treni e metropolitane veloci e puntuali. Nessuna di queste condizioni mi pare fosse agevolata dalla presenza di Alitalia a Malpensa.

Da leggere: l’intervista a Marco Ponti e l’articolo di Tito Boeri e Andrea Boitani su LaVoce.info

Crimini di sangue e processi di merda

sabato, gennaio 12th, 2008


Lascia sgomenti questo video di Repubblica TV. Un processo fermo da 5 cinque anni nel Tribunale di Napoli. Un processo che in qualsiasi altro paese sarebbe stato “il Processo”, sotto i riflettori fino alla sentenza. A dimostrazione del fatto che in Italia i potenti non hanno bisogno di alcun indulto, di alcuna amnistia. Per loro vige già la prescrizione.
Il titolo di questo post avrebbe potuto essere: “I veri rifiuti di Napoli”.

Di Pietro: “Chi si è opposto ai termovalorizzatori?”. Risposta: “Tu!”

lunedì, gennaio 7th, 2008

Non chiedetemi come avrebbe titolato “Cuore“…
Leggete, invece, questa agenzia stampa e, poi, quello che scriveva Antonio Di Pietro nell’Aprile 2006.

Apc-RIFIUTI/ DI PIETRO: CHI SI È OPPOSTO AI TERMOVALORIZZATORI?
“Bene la proposta di Pecoraro Scanio sull’impiego dell’esercito”

Roma, 7 gen. (Apcom) – “Bene la proposta del ministro Pecoraro
Scanio sull’impiego dell’esercito per la raccolta dei rifiuti in
Campania e per attrezzare aree provvisorie di stoccaggio. Bisogna
però anche chiedersi se oltre ai mali che hanno determinato una
situazione così grave, come la camorra, non vi sia anche qualche
responsabilità di chi si è sempre opposto alla realizzazione dei
termovalorizzatori”. E’ quanto dichiara il ministro delle
Infrastrutture Antonio Di Pietro. “Una opposizione – prosegue Di
Pietro – che, di fatto, ha messo i bastoni tra le ruote
favorendo, da ultimo, anche le dimissioni del commissario
Bertolaso. Avremmo potuto avere – conclude il ministro -
termovalorizzatori efficienti ed efficaci già da molti anni se
non ci fossero stati ostacoli in nome di uno pseudoambientalismo
di facciata”.

Gic

Repetita iuvant: Link al sito di Antonio Di Pietro (Aprile 2006)