Archive for the ‘Musica’ Category

Jungle drum

domenica, novembre 29th, 2009

Bergamo, flash mob. E i Nena ne preparano un’altro…

Rototom libero, Rototom legale

venerdì, novembre 20th, 2009

rototom

Uno dei primi LP che comprai da giovane fu Rastavibe di Bob Marley. Poi ho smesso di ascoltare il raggae, anzi non l’ho mai particolarmente amato e veramente non ricordo neppure perchè comprai quel disco. Ma è mai possibile che un festival di musica, un evento culturale, il maggior festival Raggae in Europa, venga criminalizzato perchè – udite udite – agevolerebbe all’uso della marijuana!

Difendiamo il festival. Così come ha già fatto Fiore, firmiamo l’appello di Fuoriluogo. Mettiamoci in catena. Con o senza “additivi cannaibioli” è una battaglia di libertà.

www.marcellosaponaro.it/blog

Tanti auguri Sig. G

domenica, gennaio 25th, 2009

Il Corriere ci ricorda che il Sig. G oggi avrebbe 70 anni. 70 anni e non sentirli… Tanti auguri Giorgio Gaber.
La mia canzone preferita parla di un uomo e una donna e del dilemma.

Musica in galera

domenica, dicembre 14th, 2008

Se continua così, oltre a finirci il Boss, la galera sarà anche l’unico posto dove si può ascoltare musica a Milano…
(Via Milano 2.0)

Una rivoluzione video musicale arriva dall’Europa: abolito il bollino siae

mercoledì, aprile 30th, 2008

Susanna Chiesa me l’ha spiegata così:
Se un CD/DVD è originale non deve più avere il bollino SIAE, quello d’argento che ti lascia la colla per i secoli sulla copertina. E’ una piccola rivoluzione. Gli autori e gli editori pagano già la SIAE in altro modo. Applicare il bollino era una tassa aggiuntiva solo italiana (i bollini si pagano). Una tassa che comportava lunghe attese prima della messa dei CD sugli scaffali. Anche un mese…
Inoltre, i negozianti spesso scartano i CD della pellicola per farli ascoltare ai clienti. Quando il bollino è sul cellophane, significa perderlo. Significa cadere nel “penale” in caso di controllo.
Ma non è finita. Le Major spesso applicano prezzi diversi anche in paesi confinanti. Prezzi spesso molto differenti. Eros Ramazzotti sugli scaffali sloveni non ha lo stesso costo di Ramazzotti sugli scaffali italiani. Un negoziante può e poteva andare in Slovenia a comprare una partita di cd/dvd ma fino ad oggi, rientrato in Italia, doveva aspettare un mese la SIAE per la stampa dei bollini. Oggi non più. Ci si può aspettare una riduzione del prezzo nei mercati più costosi o dove l’artista non ha bisogno di politiche di “lancio”? Probabilmente si.
Infine una chicca: la sentenza europea anti-burocratica è del Novembre 1997. La sentenza della Corte di Cassazione è dell’Aprile 2008: 11 anni di rimborsi!
Qui sotto, la versione semplificata (solo per me… :-)   dell’informativa che Susanna Chiesa ha inviato ai propri clienti. Volete il rimborso? Contattatela…. ;-)

Lo scorso Novembre 2007, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea aveva dichiarato illegittimo l’obbligo normativo di apporre il bollino S.I.A.E. sui supporti contenti opere dell’ingegno.

Si è però attesa in Italia una sentenza della Suprema Corte di Cassazione per dichiarare non obbligatorio il bollino ed inapplicabile la normativa penale legata alla legislazione sul copyright.

La Corte di Cassazione italiana ha utilizzato la sentenza Schwibbert emessa dalla Corte di Giustizia della Comunità Europea in data 8 novembre 2007, in tre sentenze depositate il 2 aprile 2008, in cui stabiliva la nullità del sistema sanzionatorio previsto dalla legge sul diritto d’autore italiano in caso di assenza di contrassegni.

La Cassazione ha sancito che i principi dichiarati illegittimi dai Giudici comunitari sono inapplicabili in Italia, bocciando i contestati bollini Siae, introdotti senza ufficializzazione all’Unione Europea.

Per effetto della decisione della Corte di Giustizia, non è più obbligatorio apporre i contrassegni SIAE anche su supporti contenenti audiovisivi, banche dati, software e videogiochi.

Di conseguenza, non essendo più reato la mancata apposizione del contrassegno SIAE, anche la detenzione di supporti non contrassegnati deve ritenersi non più sanzionabile penalmente quando l’illiceità della detenzione discenda soltanto dalla mancanza del bollino.

Dr. SUSANNA CHIESA

Consulente Legale in materia di Diritto d’autore

E.mail: susannachiesa at libero dot it

iWait

venerdì, marzo 21st, 2008

Io: uè Nicola, ciao. Novità? :-)
Nicola: guarda, qui siamo in tre e tre sono le nostre previsioni. Lucia è convinta che a maggio arriva, secondo me bisogna aspettare giugno-luglio mentre Flavia pensa che prima di ottobre-novembre non se ne parla. Non preoccuparti, quando lo consegnano sei il primo a cui telefono…
(Si parlava dell’iPhone nel negozio Apple)

Nel frattempo i modelli di business e le strategie di vendita di Apple (all’estero) evolvono. La più interessante è riferita in Italia da Luca De Biase: distribuire gratuitamente la musica su iTunes, riconoscendo alle major una quota del valore degli iPod e iPhone venduti (fonte: Financial Times). L’ipotesi che avanza oggi Blogosfere High Tech è che Apple possa mettere in vendita gli iPod/iPhone a un prezzo maggiorato di US$ 100 con la formula all You can eat.
Insomma, una woodstock tecnologica, una rivoluzione musicale, un juke box sterminato per i consumatori di musica.

A te

domenica, gennaio 27th, 2008

Ha ragione Civati: l’ultimo album di Jovanotti è veramente bello. La mia preferita è la stessa.

Teste di radio

domenica, novembre 11th, 2007

La mia amica Susanna Chiesa non sarà d’accordo e con lei tantissimi altri in rete… ma io non penso sia un fallimento la sperimentazione dei Radiohead per la distribuzione del proprio CD.
Hanno dato la possibilità di scaricarlo a “offerta libera”. Il 62% delle persone lo ha scaricato gratis. Qualcuno si aspettava qualcosa di diverso?
A rimetterci, senz’altro, il loro discografico. Per quest’album almeno.
Ma. Quanta pubblicità si sono fatti? Quanti tra quelli che hanno scaricato gratis non avrebbero scaricato l’album se fosse stato a pagamento e si sarebbero affidati a Emule? Quanti che non conoscevano i Radiohead hanno scaricato e apprezzato in queste settimane l’album? Quanto del profitto dei Radiohead è solo posticipato alla prossima tournè?
Prima di parlare di fallimento con 2 milioni di download bisognerebbe pensare, infine, anche al 30% secco di perdite nelle vendite dei cd quest’anno rispetto al 2006. Se non si può dire che la ricetta dei Radiohead sia quella del futuro, non si può neppure mettere la testa sotto la sabbia e continuare a vendere i CD a 25 euro.
Al contrario di Leo, io l’ho pagato 5 sterline. Poco meno di quanto lo avrei pagato su iTunes.
Nel frattempo anche Moby farà, più o meno, la stessa operazione. Vorrà dire qualcosa?