Luigi Veronelli morì il 29 novembre 2004 lasciando in testamento alcune importanti battaglie: q
uella per il prezzo sorgente in etichetta (il prezzo a cui il produttore è disposto a vendere direttamente al pubblico), quella per il vero olio italiano e – soprattutto – quella per la De.Co. (denominazione comunale).
Come tutti i geni aveva capito tutto in anticipo. L’italia, e per la verità ogni altro paese, deve produrre cibi quieti e meditati vini: legati alla terra, a territori circoscritti, precisi e identificativi di una tradizione, di un gusto, di un’esperienza. Non si fidava delle certificazioni di qualità troppo vaghe, estese geograficamente. Voleva una filiera corta e trasparente, cibo sano e buono, vini del contadino e olii d’oliva. Voleva la patata di Martinengo e il panettone di Milano. Li ha avuti.
Ieri Milano gli ha donato anche la michetta deco: questo è il lato luminoso dell’Expo.
Brava Tiziana Maiolo e bravo Maurizio Baruffi che raccolse subito la proposta del panettone De.Co.
Nel Febbraio 2005 Veronelli EV [immagine qui sopra] pubblicò un mio ricordo, tra mille altri. Potete leggerlo qui.
Aggiornamento: Leggendo il Corriere di oggi noto che nè la Maiolo nè il cronista ricordano Veronelli. La Deco diventa il “bollino doc di Milano”. Peccato, perchè non solo la michetta ma anche Veronelli fa parte della storia di Milano.