Archive for the ‘Infrastrutture’ Category

Hanno la faccia come… l’ultimo vagone!

martedì, gennaio 5th, 2010

Come ci dice un commento qui sotto non è la stessa Democrazia Cristiana… Zambetti quindi non è una faccia di bronzo ma il servizio pendolari è – appunto – da bestie.

Questo volantino è stato distribuito oggi nelle stazioni dei treni in Lombardia.

Sempre che non si tratti di omonimia, avendo smesso di contare quante “Democrazie Cristiane” si sciolgono e si ricostituiscono da quando non c’è più quella che fu…

Lui si chiama Domenico Zambetti, assessore regionale all’artigianato della Giunta Regionale della Lombardia. Partito di appartenenza: Democrazia Cristiana. Alleati di governo: PDL, Lega Nord. Segni particolari: faccia di bronzo (amichevolmente neh…)

“Chiediamo una Regione capace e decisa a far rispettare gli accordi anche attraverso strumenti più aggressivi: esproprio del servizio”

Possiamo leggere così nel volantino. E poi ancora:

“Pretendiamo la gratuità e il patrocinio della Regione ogniqualvolta l’azienda non rispetta il contratto di servizio”

E poi, ovviamente, pretendono anche

“treni puliti, ordinati ed efficienti (…) personale provessionale, educato e cortese”

Si, però, cari combattenti dell’opposizione dura al potere formigoniano in Lombardia… Voi dove eravate? Quando Formigoni non rinnovava il contratto di servizio. Quando Formigoni non metteva i soldi promessi. Quando Formigoni costituiva una nuova società di Regione Lombardia insieme a Trenitalia per perpetuare il monopolio. Voi dove eravate? Cosa votavate in Giunta?

Mi auguro che non siate voi gli stessi che si chiamano “Democrazia Cristiana” e che stanno al Governo di questa Regione. Spero ci siano almeno (ancora) due Democrazie Cristiane in giro…

www.marcellosaponaro.it/blog

La Green Economy può volare anche da Orio

lunedì, gennaio 4th, 2010

L’articolo che mercoledì scorso ho scritto per la consueta rubrica su Il Bergamo.

La Green Economy può volare anche da Orio

In questi giorni sto lavorando per la libera concorrenza tra le compagnie aeree.
La decisione dell’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) di imporre a Ryanair l’accettazione di tutti i tipi di documenti di identità (compresa la licenza da pesca) sui voli domestici diminuisce la sicurezza e favorisce, di fatto, il piccolo monopolio di Alitalia. E questo è inaccettabile.
Un Governo liberale dovrebbe sapere che la concorrenza aiuta anche Alitalia a migliorare la produttività e a innovarsi. I monopoli invece danneggiano tutti ma, soprattutto, danneggiano i consumatori e i giovani che con la rivoluzione degli aerei low cost hanno conquistato nuove possibilità di viaggiare e conoscere il mondo.
In questi giorni qualcuno mi ha chiesto: “ma come mai, proprio tu, difendi Ryanair? In fondo i loro aerei inquinano etc…”. La risposta è semplice: se Orio al Serio vuol continuare a crescere, deve diventare più sostenibile e più amico del territorio circostante; non meno.
E’ necessario migliorare gli aeromobili (più moderni, meno rumorosi e meno inquinanti) ed arrivare ad eliminare i voli notturni.
In entrambi i casi il modello low cost è compatibile: i passeggeri tendenzialmente non partono di notte; per ridurre le manutenzioni e il consumo di carburante Rayanair, Easyjet ed altre compagnie hanno standardizzato i modelli; gli aerei sono quindi più moderni, consumano fino al 30% in meno e inquinano meno.
Ecco, la sfida è crescere migliorando la qualità della vita. Questa è la Green Economy.

Marcello Saponaro, Consigliere regionale PD

.
Sull’argomento vale la pena leggere anche questo post di Fabio Fimiani. E soprattutto la conclusione:

Dal 2008 esiste un’associazione internazione per la diffusione dei biocarburanti nel settore aeronautico, è formata sia da costruttori che compagnie aeree, non ci sono componenti italiani.

Nè di Stato, nè privati. Ovviamente.

.
Invece sarebbe bello ascoltare Il Premier o il Presidente della Regione o l’AD di Alitalia parlare come Andy Harrison, CEO easyJet:

“L’aviazione civile ha bisogno di una soluzione globale. Il primo istinto dei governi è la tassazione, ma questo non condurrà a un’aviazione sostenibile perché la crescita industriale è concentrata in Cina e India. La tecnologia per intraprendere un passo verso il cambiamento è attualmente in cantiere e abbiamo bisogno di una legislazione dura sugli standard di emissione affinché tale processo venga accelerato.

Le guerre hanno portato al più grande balzo in avanti nella tecnologia aeronautica. I governi devono assicurare che la battaglia per il cambiamento climatico apporti il prossimo grande balzo tecnologico in avanti.

www.marcellosaponaro.it/blog

Nevica. Dentro al treno in corsa.

martedì, dicembre 22nd, 2009

Certo, la neve porta con sè sempre qualche disagio.

Mi sono recato alle 16.30 alla stazione di Milano Lambrate per prendere il treno delle 16.50 cosciente che, comunque, avrei dovuto subire dei disagi. Ma a questo tutti credo che fossero pronti quindi non mi ha stupito più di tanto trovare sul tabelloni ritardi enormi. Ma questo non è il problema, in effetti Trenitalia non può nulla contro gli eventi meteorologici.

Quello che fa assolutamente rabbia è ciò che è successo al binario 7. Treno 2103 delle ore 15.24 per Verona. Arriva già pienissimo, appena si ferma viene preso d’assalto dai pendolari che riempiono ogni spazio disponibile. Quando la situazione si calma si notano alcune decine di persone rimaste sulla banchina perchè impossibilitate a salire sul treno, qualcuno arriva di corsa e prova a salire comunque sul treno ma un solerte controllore minaccia quasi coloro che intendono salire sul treno. Il controllore (una donna) non riesce a far chiudere la sua porta, la gente si accalca lì accanto con la speranza di poter partire. Niente. Alla fine, dopo 3 o 4 minuti decide di desistere, chiama il macchinista che arriva e, tra una pedata e l’altra, riescono a chiudere brutalmente la porta. La follia arriva subito dopo.

Il treno parte. Pieno zeppo come un uovo. Da coda treno si sente gente che urla qualcosa incomprensibile… per qualche secondo perchè basta poco a capire che sono rimaste APERTE ben 2 porte del treno. DUE PORTE APERTE!?!?!?!? Il treno che parte e la gente, accalcata, che oltre a fare i sacrifici per viaggiare deve anche stare attenta a non volare dal treno in corsa.

No, questo è davvero troppo. Sulla sicurezza dei vostri utenti non si deve giocare.

Ma quando il treno parte da una stazione non ci sono almeno 2 persone che controllano la corretta chiusura delle porte?? Dove era l’altro controllore!?!?!?

Quello che è successo è davvero gravissimo.

Ing. Martini, davvero non ci siamo, questa volta credo che siate andati realmente oltre. Ma come è possibile che un treno parta così pieno (e quindi bisogna capire se sussistevano le condizioni di sicurezza) e per di più con le porte aperte!?!?!? Ma se malauguratamente qualcuno fosse volato giù dal treno in corsa chi si sarebbe preso la responisabilità?? Credo che sia importante, a questo punto, capire come evitare che una cosa del genere possa succedere nuovamente.

Sinceramente mi vergogno quasi a comunicare che il mio treno è arrivato a Bergamo sul binario 7 (nonostante ci fossero altri binari liberi) dove doveva esserci una tettoia che in realtà non è mai stata costruita quindi le scale (scoperte) erano pienamente ricoperte di neve. Ovviamente nessuno aveva spalato niente.

Mi auguro che qualcuno possa rispondere alla mia segnalazione visto che ciò che è successo è davvero grave.
.

Francesco Graziano
Comitato Pendolari Bergamaschi

.

La banda larga può aspettare. Tanto mica c’è la crisi…

martedì, dicembre 8th, 2009

Il Ministro Scajola aveva detto:

la banda larga è un investimento prioritario per il Paese (…) prima della fine dell’anno porteremo in approvazione e finanzieremo la banda larga

Il Consiglio Regionale della Lombardia aveva chiesto che:

venga confermata la volontà di coprire l’intero territorio nazionale con l’infrastruttura per l’accesso veloce a internet con la banda larga

Invece il Parlamento ha bocciato tutti gli emendamenti per il ripristino dei finanziamenti per la banda larga, contro il digital divide. In effetti, se la crisi non c’è, perchè preoccuparsene?

Pisanu contro Pisanu

giovedì, dicembre 3rd, 2009

Io sto con Pisanu!

Ogni tanto la fa giusta. ‘sta volta è pure larga.

martedì, dicembre 1st, 2009

Il Governo nazionale ripristini i finanziamenti (800 milioni di euro) per la banda larga e internet veloce. Questo è il succo della mozione approvata oggi all’unanimità dal Consiglio Regionale della Lombardia. E questo è il testo.

MOZIONE URGENTE

A CONOSCENZA CHE:
Le recenti dichiarazioni del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta rendono molto incerti i finanziamenti nazionali destinati allo sviluppo della “banda larga”;

CONSIDERATO CHE:
La Lombardia ha una elevatissima incidenza di “terziario avanzato” che ovviamente fa un utilizzo massivo del web, al punto da rendere fondamentale la copertura della rete nella scelta dei luoghi dove avviare attività imprenditoriali;

VISTO CHE:
Regione Lombardia ha tra i suoi compiti istituzionali l’infrastrutturazione a sostegno del tessuto economico e produttivo;

VISTO INOLTRE CHE:
Il Collegato 2010 riconosce a Regione Lombardia il ruolo di promotrice dello sviluppo e della diffusione delle infrastrutture per l’informazione digitale ad alta connettività;

IMPEGNA LA GIUNTA

Ad intervenire presso il governo nazionale affinché venga confermata la volontà di coprire l’intero territorio nazionale con l’infrastruttura per l’accesso veloce a internet con la banda larga e a confermare lo stanziamento di 800 milioni di euro destinato in parte anche al territorio lombardo.

f.to  Marcello Saponaro, Carlo Porcari, Giuseppe Civati, Carlo Monguzzi, Fortunato Pedrazzi,  Giuseppe Benigni, Antonio Viotto, Stefano Tosi, Francesco Prina, Ardemia Oriani, Riccardo Sarfatti, Giuseppe Adamoli, Alessandro Cè, Maria Grazia Fabrizio, Dionigi Guindani, Osvaldo Squassina, Arturo Squassina, Stefano Zamponi, Elisabetta Fatuzzo, Luciano Muhlbauer

La carica dei 100 (per il libero Wi-Fi)

giovedì, novembre 26th, 2009

Il 31 dicembre 2009 sono in scadenza alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu (”Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”) che assoggettano la concessione dell’accesso a Internet nei pubblici esercizi a una serie di obblighi quali la richiesta di una speciale licenza al questore.

Lo stesso Decreto, inoltre, obbliga i gestori di tutti gli esercizi pubblici che offrono accesso a Internet all’identificazione degli utenti tramite documento d’identità .

Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, senza alcuna analisi d’impatto economico-sociale e senza discussione pubblica. Doveva essere provvisoria, ed è infatti già scaduta due volte (fine 2007 e fine 2008) ma è stata due volte prorogata.

Si tratta di norme che non hanno alcun corrispettivo in nessun Paese democratico; nemmeno il Patriot Act USA, approvato dopo l’11 settembre 2001, prevede l’identificazione di chi si connette a Internet da una postazione pubblica.

Tra gli effetti di queste norme, ce n’è uno in particolare: il freno alla diffusione di Internet via Wi-Fi, cioè senza fili. Gli oneri causati dall’obbligo di identificare i fruitori del servizio sono infatti un gigantesco disincentivo a creare reti wireless aperte.

Non a caso l’Italia ha 4,806 accessi WiFi mentre in Francia ce ne sono cinque volte di più.

Questa legge ha assestato un colpo durissimo alle potenzialità di crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a Internet.

Nel mondo la Rete si apre sempre di più, grazie alle tecnologie wireless e ai tanti punti di accesso condivisi liberamente da privati, da istituzioni e da locali pubblici: in Italia invece abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiali, contrarie alla sua immediatezza ed efficacia e onerose anche da un punto di vista economico.

Questa politica rappresenta una limitazione nei fatti al diritto dei cittadini all’accesso alla Rete e un ostacolo per la crescita civile, democratica, scientifica ed economica del nostro Paese.

Per questo, in vista della nuova scadenza del 31 dicembre, chiediamo al governo e al parlamento di non prorogare l’efficacia delle disposizioni del Decreto Pisanu in scadenza e di abrogare la previsione relativa all’obbligo di identificazione degli utenti contribuendo così a promuovere la diffusione della Rete senza fili per tutti.

Questo appello è stato scritto e proposto da Alessandro Gilioli, Guido Scorza, Sergio Maistrello, Raffaele Bianco. Insieme ad altri 96 l’ho firmato e lo sostengo.
.

(continua…)

La violenta legge del Project financing. E le autostrade che paghiamo due volte

venerdì, novembre 20th, 2009

Un mio amico imprenditore e gran pagatore di imposte e tasse mi chiede:

ma scusa, con tutti i soldi che noi lombardi versiamo al fisco, perchè dobbiamo pagare le autostrade un’altra volta, se non due, con il pedaggio?

Poi leggo sul Sole 24 ore che la Brebemi da Castrezzato a Melzo costerà 8 euro (7,9 per la precisione, contro i circa 5 euro del corrispondente tratto in A4). Qualche altro euro poi lo devi aggiungere per la Tangenziale Est esterna il cui costo da Melegnano ad Agrate sarà di 4,16 euro. Quindi un fantasioso pendolare che da Brescia volesse recarsi in auto tutti i giorni a Melegnano per lavorare paghererebbe all’incirca 436 euro al mese. Più benzina.

Air France si compra il cargo di Alitalia. Formigoni, nulla da dire?

mercoledì, novembre 11th, 2009


.

Ieri Air France Klm Cargo attraverso la sua newsletter periodica ha inviato a tutti i clienti la comunicazione in cui annuncia di essere, a partire dal 16 novembre, nuovo GSA (Agente Generale di Vendita) di Alitalia Cargo.

In pratica CAI ha ceduto ad Air France la rete commerciale di vendita della “pancia degli aerei” per il trasporto merci. Questo comporterebbe, secondo indiscrezioni, dal 16 novembre il licenziamento di un centinaio di persone da Alitalia e l’assunzione di solo un piccola parte di queste – una ventina – da parte di Air France.

E’ verosimile che ciò che oggi resta in Malpensa dell’handling aeroportuale (ovvero l’insieme delle operazioni di movimentazione delle merci) verrà spostato nel medio termine a Segrate per essere poi imbarcato a Parigi, hub di Air France.

Ancora un volta dunque si dimostra che l’italianità di Alitalia è stata solo uno slogan da campagna elettorale e che se avessimo venduto Alitalia ad Air France all’epoca del Governo Prodi, si sarebbero anticipati solo gli eventi; il risultato infatti sarebbe stato lo stesso che abbiamo sotto gli occhi oggi – ovvero un’Alitalia di fatto in mano ad Air France – però con un risparmio per i contribuenti italiani di 3 miliardi di euro, equivalenti ai debiti Alitalia che invece abbiamo dovuto accollarci.

Credo sia urgente che il Presidente Formigoni e i suoi assessori che all’epoca delle trattative del governo Prodi con AIR France erano a manifestare a Malpensa a sostegno dell’italianità di Alitalia e contro la vendita ad Air France vengano urgentemente in Commissione Trasporti, a riferire su quest’ulteriore cessione e sulle iniziative prese per giungere a una maggiore liberalizzazione dei cieli e degli slot e consentire a Malpensa di recuperare, più velocemente possibile, il traffico perso con nuove compagnie e nuovi servizi.

Banda larga Vs. Banda del Ponte

lunedì, novembre 9th, 2009

Nei prossimi giorni sapremo chi ha vinto: la banda larga per garantire l’accesso a internet veloce a tutti gli italiani oppure la banda dello spreco per garantire finanziamenti e lavoro non produttivi al Ponte sullo stretto di Messina che non ha alcuna utilità per il paese.

La retromarcia sull’eliminazione dei finanziamenti alla banda larga è lenta, nonostante gli appelli delle aziende attive nell’information communication technologies, nonostante il Ministro Scajola, nonostante tutta l’opposizione, nonostante l’IBL, nonostante la rivolta in rete. Nonostante persino gli agricoltori!

Qui la rete non può andare in ordine sparso: giornalisti, esperti e consulenti ICT, politici locali e non, d’opposizione e non, creativi, grafici, ognuno faccia il proprio pezzettino perchè rientrino i finanziamenti (800 milioni) per la banda larga. A scapito del ponte? Sarebbe la soluzione migliore nell’interesse anche dei siciliani. E la Lega Nord farebbe bene a farsene carico invece di trattare solo sulle poltrone di questa o quella Regione.