Archive for the ‘governo’ Category

Grey Economy, la manovra che taglia efficienza energetica e liquidità alle imprese

venerdì, giugno 25th, 2010

Grazie alla manovra economica del Governo tutti i bonifici effettuati per il pagamento di opere di ristrutturazione e riqualificazione energetica saranno soggetti al 10% di ritenuta d’acconto che sarà prelevata direttamente dalla banca o dalle Poste alla ricezione del pagamento.

Quindi, se la norma non sarà modificata alla Camera, il Governo è riuscito in un colpo solo a dare l’ennesima mazzata al settore emergente dell’efficienza energetica, a tagliare la liquidità alle imprese artigiane e a quelle dei serramenti, a spingere verso l’evasione e il lavoro nero l’economia verde.

(Via Leonardo Fiorentini, Via Uncssal)

(continua…)

Mutanderos

mercoledì, giugno 9th, 2010

Oggi in conferenza stampa il PD di Bergamo ha spiegato perchè la Lega Nord è dannosa per il federalismo e per gli enti locali.

E Venerdi 18 giugno alle 18 sotto la sede della Provincia di Bergamo in via Tasso il PD organizza un presidio di protesta contro la nuova manovra finanziaria presentata dal Governo.

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E’ più facile tagliare i veri invalidi, vero?

mercoledì, giugno 9th, 2010

Avevamo già scritto dell’innalzamento della percentuale di invalidità necessaria per mantenere l’assegno di assistenza (256 euro al mese). Pietro e Stefano entrano nel dettaglio:

Pietro Vittorio Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, non crede ai suoi occhi. Legge e rilegge l’articolo 9 della manovra anti sprechi là dove si spiega che la soglia dell’handicap per cui è previsto il mantenimento dell’assegno di assistenza passerà dal 74% all’85%. Quasi tutti i 38mila down italiani hanno un handicap riconosciuto del 75%, e resteranno quindi tagliati fuori dal contributo. «Si tratta di 256 euro al mese. La finanziaria li ha cancellati così, in due righe».

(Via Ciwati)

Alla fine dovremo salvare un Aeroclub. Ma sarà italiano!

martedì, giugno 8th, 2010

Voi siete più spaventati dall’eventuale crack di Alitalia o da quanto potrebbe fare il Governo per impedirlo e coprire così l’enorme spreco di soldi già fatto in passato per regalare la compagnia aerea all’attuale proprietà?

Da fonti ben informate vieniamo a sapere che l’amministratore delegato Rocco Sabelli potrebbe essere sfiduciato a breve. Di fronte alle perdite enormi della compagnia di bandiera, i soci storici si sono rifiutati di versare la seconda parte dell’aumento del capitale. E sottolineano ancora le nostri fonti di uno violento scontro esploso in Intesa – la banca che si è assunta l’onere del salvataggio perché gravata del debito enorme di Air One di Carlo Toto, fra l’amministrato delegato Corradino Passera e il direttore del Corporate Micciché, colui che ha voluto e ottenuto, anche contro la volontà del presidente Roberto Colaninno, Rocco Sabelli alla guida della compagnia. Sarebbe stato chiesto, inoltre, per tamponare un buco pauroso, l’intervento governativo della Cassa Depositi e Prestiti. Intanto, da parte sua, Passera sta consultando un nuovo manager: ne ha già contattati due, più un outsider. Nei prossimi giorni è atteso infine un incontro risolutivo di Colaninno con il vertice di Air France intenzionato a commissariare Sabelli con un proprio manager. (via Byte liberi via Dagospia)

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Non è un problema di pronuncia

venerdì, maggio 21st, 2010

D’accordo Berlusconi non sa l’inglese. Ma è pure un analfabeta per quanto riguarda internet. E questo forse è l’aspetto più preoccupante.

Nel corso della conferenza stampa con il Presidente egiziano Mubarak ha detto cose molto più preoccupanti dell’errore di pronuncia che ha fatto il giro della rete.

Parla delle imprese italiane come se fossero all’anno zero. E dice che vuole organizzare dei “corsi particolari” per insegnare loro come vendere con Google su internet.

Dei corsi? Le imprese italiane hanno bisogno di corsi? Con Google?

Ecco, se fossi il leader del mio partito investirei metà del budget per uno spot televisivo contro le norme che criminalizzano e bloccano il wi-fi, per il diritto universale alla banda larga e per l’innovazione delle PMI. Uno spot che parte da Berlusconi e arriva al futuro. A quello che il Paese dovrebbe fare e non ha ancora fatto per uscire dalla crisi più velocemente.

(Qui la puntata di Sorci Verdi sulla banda larga)

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Il software libero è un diritto costituzionale (ma non in Lombardia)

lunedì, aprile 5th, 2010

In Piemonte, dove il Consiglio Regionale approvò una legge per favorirlo nella pubblica amministrazione rispetto al software proprietario. Il 22 marzo la Corte Costituzionale ha dato ragione ai legislatori piemontesi, contro il Governo che aveva fatto ricorso in difesa (sostanzialmente) di Microsoft.

In Lombardia, invece, il Governo è intervenuto prima, impedendo la discussione della Proposta di Legge che insieme ad altri 18 consiglieri regionali presentai nel 2007.

Quando si dice “dalla parte delle piccole e medie imprese lombarde”…

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Chiacchiere e tasse

giovedì, marzo 11th, 2010

Questa volta non è una centrale bolscevica come The Economist a dirlo. E’ direttamente l’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, quell’organismo nato nientepopodimenoche per gestire gli aiuti americani del Piano Marshall e che ora vanta tra i suoi 17 membri famigerati Stati canaglia come la Francia, la Germania, la Spagna, la Svizzera.

Ebbene, l’OCSE oggi ha detto che l’Italia è il paese con le peggiori performance tra i G7, in termini di calo di produzione potenziale all’uscita dalla crisi, nel lungo termine. Il terzo peggiore risultato nell’Eurozone, il 4° peggiore risultao nell’OCSE stesso.

Sul fronte tasse invece, andiarmo al rovescio. Le abbiamo aumentate, siamo i primi, anzi, gli unici:

”Quasi tutti i paesi hanno preso delle misure sulla fiscalita’ delle imprese, generalmente per ridurla, salvo il caso dell’Italia, che l’ha aumentata. La riduzione delle imposte sulle imprese, al di la’ dei limitati impatti immediati, si fara’ sentire sulle crescita di lungo termine”

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Non esageriamo: lo scudo fiscale non salva le scuole

giovedì, febbraio 4th, 2010

Pubblico la lettera di Maria Carla Rocca, Sindaco di Solza, e la risposta di Ettore Ongis, direttore de L’Eco di Bergamo.

Spett.le Redazione,

mi ha lasciata alquanto stupita il tono dell’articolo del 23 gennaio scorso, relativo alla destinazione dei fondi dello scudo fiscale per le scuole materne private. Parrebbe proprio che in Italia, per far frequentare la scuola materna ai propri figli, sia necessario sperare che ci siano quanti più ladri e disonesti possibile: non dimentichiamo mai che i soldi introitati dallo scudo fiscale rientrano in territorio Italiano da una provenienza quanto meno dubbia. Come è stato evidenziato dallo stesso articolo le scuole materne paritarie, nella Bergamasca, sono le più numerose ed offrono un servizio insostituibile alle famiglie; i comuni si impegnano tutti gli anni, tramite convenzioni, a versare contributi per il loro sostentamento e ogni anno devono ripianare quello che altri enti tagliano a questo servizio fondamentale: questo aspetto non viene mai menzionato.

La notizia vera è che lo Stato ha fatto sparire 250 milioni di euro che servivano per finanziare le scuole dell’infanzia e, per gravare ulteriormente i comuni, ha fatto lo stesso con il 20% del Fondo nazionale per le politiche sociali.
Ma – per fortuna! – ci sono tanti furbi e disonesti che, con un obolo del 5%, possono anche vantarsi di aver contribuito a salvare le scuole dei nostri figli.

La verità è che si tira avanti solo grazie alla buona gestione delle amministrazioni comunali che non vengono meno ai loro doveri, specie nei confronti dei bisogni delle famiglie; ma anche le entrate comunali saranno ulteriormente erose e mancano ancora 5 milioni di euro al fabbisogno delle scuole materne, dove andremo a batter cassa? Sembra quasi che dovremmo essere contenti perché avrebbe potuto andarci peggio, cittadini e amministratori non mancheranno di ringraziare per averci concesso di tenere aperte le scuole materne! Non c’è un modo neutrale di dare una notizia, ma far passare come una buona notizia che le scuole dell’infanzia sono salve grazie a questi soldi sporchi, per giunta non sufficienti, mi pare francamente troppo!

Maria Carla Rocca
sindaco di Solza

Caro sindaco, lei ha tutte le ragioni del mondo. Ma la cruda realtà è purtroppo questa: siamo costretti, ahinoi, a dir grazie allo scudo fiscale se le scuole materne private potranno sistemare i loro magri bilanci. L’alternativa era quella di non dover dire grazie a nessuno ma vedersi negato un servizio fondamentale per le famiglie.
La sua lettera è comunque ineccepibile e la sottoscriviamo riga per riga. Compreso il tono di benevolo rimprovero che ci rivolge nell’aver salutato con eccessivo entusiasmo la soluzione di un problema che ci sta molto a cuore. La prossima volta saremo più precisi e cominceremo l’articolo così: il danno (lo scudo fiscale) ci ha almeno salvato dalla beffa (dover chiudere le scuole). Grazie.
E. O.

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Scudi spaziali e Balle fiscali

sabato, gennaio 9th, 2010

Balle Spaziali, il film di Giulio Tremonti

Maria Cecilia Guerra su LaVoce.info fa il punto, come nessun altro ha fatto, sullo scudo fiscale. Ci dice tre cose importanti:

che se invece de condono il Governo avesse applicato la nuova normativa sugli accertamenti fiscali le entrate sarebbero state molto probabilmente maggiori. Ma nessuno dei 120 TIEAS (Tieas, Tax information exchange agreement) vede coinvolta l’Italia. Ed è passato più di un anno da quando possono essere sottoscritti.

b) L’impegno dell’Ocse e dei G20 è stato effettivo. Paradisi fiscali non ne esistono praticamene più: tutti i paesi monitorati dal Global Forum hanno aderito o si sono impegnati ad aderire nel prossimo futuro agli standard fiscali internazionali, che richiedono fondamentalmente una cooperazione amministrativa, e cioè la disponibilità a fornire informazioni, su richiesta, relativamente a indagini su singoli presunti evasori fiscali che siano state intraprese nel paesi di residenza degli stessi. Lo scambio è disciplinato dalle convenzioni bilaterali contro la doppia tassazione, opportunamente aggiornate attraverso appositi accordi (Tieas, Tax information exchange agreement). Quanti dei 120 Tieas firmati dopo il primo novembre 2008, a tale scopo, vedono coinvolta l’Italia? Nessuno. E questo contro i dodici firmati dalla Francia e i cinque dalla Germania, ad esempio.

che sono falsi i numeri dati dal Ministero. Non è vero che il 98% dei denari scudati sia effettivamente rientrato in Italia. Il Ministero non può saperlo e dalla svizzera ci dicono che potrebbe essere solo la metà…

2b) rimpatrio giuridico: un intermediario abilitato residente in Italia assume formalmente in custodia, deposito, amministrazione o gestione il denaro e le attività finanziarie detenute all’estero, senza che si proceda al materiale trasferimento delle stesse nel territorio dello Stato.

infine, la terza informazione riguarda la qualità dell’informazione in Italia. Quasi tutti i giornali hanno copiato e incollato il comunicato stampa del Ministero del Tesoro?

L’operazione scudo fiscale è stata gestita da un punto di vista mediatico con grande abilità. Con il comunicato n. 202 del ministero dell’Economia e delle Finanze del 29 dicembre si è raggiunto sicuramente l’apice. Il comunicato, ripreso testualmente da quasi tutte le testate nazionali, è divisibile in due parti (riportate in corsivo in quanto segue) che è utile commentare separatamente.

Insomma, dopo sei mesi con 10 domande su Noemi, potevano starci un paio di giorni con 2 domande per Giulio?

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La banda larga può aspettare. Tanto mica c’è la crisi…

martedì, dicembre 8th, 2009

Il Ministro Scajola aveva detto:

la banda larga è un investimento prioritario per il Paese (…) prima della fine dell’anno porteremo in approvazione e finanzieremo la banda larga

Il Consiglio Regionale della Lombardia aveva chiesto che:

venga confermata la volontà di coprire l’intero territorio nazionale con l’infrastruttura per l’accesso veloce a internet con la banda larga

Invece il Parlamento ha bocciato tutti gli emendamenti per il ripristino dei finanziamenti per la banda larga, contro il digital divide. In effetti, se la crisi non c’è, perchè preoccuparsene?