Archive for the ‘governo’ Category

Chiacchiere e tasse

giovedì, marzo 11th, 2010

Questa volta non è una centrale bolscevica come The Economist a dirlo. E’ direttamente l’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, quell’organismo nato nientepopodimenoche per gestire gli aiuti americani del Piano Marshall e che ora vanta tra i suoi 17 membri famigerati Stati canaglia come la Francia, la Germania, la Spagna, la Svizzera.

Ebbene, l’OCSE oggi ha detto che l’Italia è il paese con le peggiori performance tra i G7, in termini di calo di produzione potenziale all’uscita dalla crisi, nel lungo termine. Il terzo peggiore risultato nell’Eurozone, il 4° peggiore risultao nell’OCSE stesso.

Sul fronte tasse invece, andiarmo al rovescio. Le abbiamo aumentate, siamo i primi, anzi, gli unici:

”Quasi tutti i paesi hanno preso delle misure sulla fiscalita’ delle imprese, generalmente per ridurla, salvo il caso dell’Italia, che l’ha aumentata. La riduzione delle imposte sulle imprese, al di la’ dei limitati impatti immediati, si fara’ sentire sulle crescita di lungo termine”

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Ryanair: ecco, appunto, il problema erano solo i Ministri e i Parlamentari

martedì, febbraio 9th, 2010

Ricapitoliamo.

Il 30 dicembre scorso, nel pieno dello scontro da Ryanair e l’ENAC, leggo un articolo di tre giorni prima del Corriere della sera in cui si dice:

Ryanair, invece, anche per consentire l’ imbarco sui propri voli interni all’ Italia, richiede o il passaporto o la carta d’ identità. E non ammette altri documenti. Il caso è scoppiato quando l’ imbarco è stato negato a Gabriella Giammanco, la giovanissima (22 32 anni) deputata palermitana del Pdl, che esibiva il tesserino da parlamentare.

Controllo in rete. Controllo approfonditamente anche nelle agenzie di stampa. L’On. Giammanco non ha mai risposto all’articolo negando la circostanza. Allora pubblico un post dal titolo “Lei non sa chi sono io! E in effetti l’intransigente hostess di Ryanair non lo sapeva…“.

Il post fa il giro d’Italia. Letteralmente. Shinystat mi blocca il conteggia delle visite perchè in due giorni raggiungo il limite di 25.000 visitatori unici.

A quel punto l’On. Giammanco nega. Dice di non aver mai tentato l’imbarco con il tesserino parlamentare. Si guadagna la “prima” on line del Corriere della sera per due giorni. Io le credo, sulla fiducia, e modifico il post immediatamente.

Nel frattempo a due mesi dalla conclusione della vertenza, si sveglia anche la Giunta Regionale lombarda. Oggi, infatti, ho ricevuto la risposta del solerte Assessore Raffaele Cattaneo. Assessore che mai si era pronunciato sulla possibilità che Ryanair potesse abbandonare Orio al Serio e tutti gli scali italiani. Oggi Cattaneo mi risponde e chiarisce, infine, quali documenti è stata costretta ad accettare la Ryanair:

Ryanair ha confermato che accetterà le carte AT/BT, che vengono rilasciate dal Governo ai Ministri e Parlamentari, quale carta di identità nazionale approvata, che assicura la sicurezza dei passeggeri, degli assistenti di volo e degli aeromobili.

Mi pareva.

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Non esageriamo: lo scudo fiscale non salva le scuole

giovedì, febbraio 4th, 2010

Pubblico la lettera di Maria Carla Rocca, Sindaco di Solza, e la risposta di Ettore Ongis, direttore de L’Eco di Bergamo.

Spett.le Redazione,

mi ha lasciata alquanto stupita il tono dell’articolo del 23 gennaio scorso, relativo alla destinazione dei fondi dello scudo fiscale per le scuole materne private. Parrebbe proprio che in Italia, per far frequentare la scuola materna ai propri figli, sia necessario sperare che ci siano quanti più ladri e disonesti possibile: non dimentichiamo mai che i soldi introitati dallo scudo fiscale rientrano in territorio Italiano da una provenienza quanto meno dubbia. Come è stato evidenziato dallo stesso articolo le scuole materne paritarie, nella Bergamasca, sono le più numerose ed offrono un servizio insostituibile alle famiglie; i comuni si impegnano tutti gli anni, tramite convenzioni, a versare contributi per il loro sostentamento e ogni anno devono ripianare quello che altri enti tagliano a questo servizio fondamentale: questo aspetto non viene mai menzionato.

La notizia vera è che lo Stato ha fatto sparire 250 milioni di euro che servivano per finanziare le scuole dell’infanzia e, per gravare ulteriormente i comuni, ha fatto lo stesso con il 20% del Fondo nazionale per le politiche sociali.
Ma – per fortuna! – ci sono tanti furbi e disonesti che, con un obolo del 5%, possono anche vantarsi di aver contribuito a salvare le scuole dei nostri figli.

La verità è che si tira avanti solo grazie alla buona gestione delle amministrazioni comunali che non vengono meno ai loro doveri, specie nei confronti dei bisogni delle famiglie; ma anche le entrate comunali saranno ulteriormente erose e mancano ancora 5 milioni di euro al fabbisogno delle scuole materne, dove andremo a batter cassa? Sembra quasi che dovremmo essere contenti perché avrebbe potuto andarci peggio, cittadini e amministratori non mancheranno di ringraziare per averci concesso di tenere aperte le scuole materne! Non c’è un modo neutrale di dare una notizia, ma far passare come una buona notizia che le scuole dell’infanzia sono salve grazie a questi soldi sporchi, per giunta non sufficienti, mi pare francamente troppo!

Maria Carla Rocca
sindaco di Solza

Caro sindaco, lei ha tutte le ragioni del mondo. Ma la cruda realtà è purtroppo questa: siamo costretti, ahinoi, a dir grazie allo scudo fiscale se le scuole materne private potranno sistemare i loro magri bilanci. L’alternativa era quella di non dover dire grazie a nessuno ma vedersi negato un servizio fondamentale per le famiglie.
La sua lettera è comunque ineccepibile e la sottoscriviamo riga per riga. Compreso il tono di benevolo rimprovero che ci rivolge nell’aver salutato con eccessivo entusiasmo la soluzione di un problema che ci sta molto a cuore. La prossima volta saremo più precisi e cominceremo l’articolo così: il danno (lo scudo fiscale) ci ha almeno salvato dalla beffa (dover chiudere le scuole). Grazie.
E. O.

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Scudi spaziali e Balle fiscali

sabato, gennaio 9th, 2010

Balle Spaziali, il film di Giulio Tremonti

Maria Cecilia Guerra su LaVoce.info fa il punto, come nessun altro ha fatto, sullo scudo fiscale. Ci dice tre cose importanti:

che se invece de condono il Governo avesse applicato la nuova normativa sugli accertamenti fiscali le entrate sarebbero state molto probabilmente maggiori. Ma nessuno dei 120 TIEAS (Tieas, Tax information exchange agreement) vede coinvolta l’Italia. Ed è passato più di un anno da quando possono essere sottoscritti.

b) L’impegno dell’Ocse e dei G20 è stato effettivo. Paradisi fiscali non ne esistono praticamene più: tutti i paesi monitorati dal Global Forum hanno aderito o si sono impegnati ad aderire nel prossimo futuro agli standard fiscali internazionali, che richiedono fondamentalmente una cooperazione amministrativa, e cioè la disponibilità a fornire informazioni, su richiesta, relativamente a indagini su singoli presunti evasori fiscali che siano state intraprese nel paesi di residenza degli stessi. Lo scambio è disciplinato dalle convenzioni bilaterali contro la doppia tassazione, opportunamente aggiornate attraverso appositi accordi (Tieas, Tax information exchange agreement). Quanti dei 120 Tieas firmati dopo il primo novembre 2008, a tale scopo, vedono coinvolta l’Italia? Nessuno. E questo contro i dodici firmati dalla Francia e i cinque dalla Germania, ad esempio.

che sono falsi i numeri dati dal Ministero. Non è vero che il 98% dei denari scudati sia effettivamente rientrato in Italia. Il Ministero non può saperlo e dalla svizzera ci dicono che potrebbe essere solo la metà…

2b) rimpatrio giuridico: un intermediario abilitato residente in Italia assume formalmente in custodia, deposito, amministrazione o gestione il denaro e le attività finanziarie detenute all’estero, senza che si proceda al materiale trasferimento delle stesse nel territorio dello Stato.

infine, la terza informazione riguarda la qualità dell’informazione in Italia. Quasi tutti i giornali hanno copiato e incollato il comunicato stampa del Ministero del Tesoro?

L’operazione scudo fiscale è stata gestita da un punto di vista mediatico con grande abilità. Con il comunicato n. 202 del ministero dell’Economia e delle Finanze del 29 dicembre si è raggiunto sicuramente l’apice. Il comunicato, ripreso testualmente da quasi tutte le testate nazionali, è divisibile in due parti (riportate in corsivo in quanto segue) che è utile commentare separatamente.

Insomma, dopo sei mesi con 10 domande su Noemi, potevano starci un paio di giorni con 2 domande per Giulio?

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La banda larga può aspettare. Tanto mica c’è la crisi…

martedì, dicembre 8th, 2009

Il Ministro Scajola aveva detto:

la banda larga è un investimento prioritario per il Paese (…) prima della fine dell’anno porteremo in approvazione e finanzieremo la banda larga

Il Consiglio Regionale della Lombardia aveva chiesto che:

venga confermata la volontà di coprire l’intero territorio nazionale con l’infrastruttura per l’accesso veloce a internet con la banda larga

Invece il Parlamento ha bocciato tutti gli emendamenti per il ripristino dei finanziamenti per la banda larga, contro il digital divide. In effetti, se la crisi non c’è, perchè preoccuparsene?

Ogni tanto la fa giusta. ’sta volta è pure larga.

martedì, dicembre 1st, 2009

Il Governo nazionale ripristini i finanziamenti (800 milioni di euro) per la banda larga e internet veloce. Questo è il succo della mozione approvata oggi all’unanimità dal Consiglio Regionale della Lombardia. E questo è il testo.

MOZIONE URGENTE

A CONOSCENZA CHE:
Le recenti dichiarazioni del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta rendono molto incerti i finanziamenti nazionali destinati allo sviluppo della “banda larga”;

CONSIDERATO CHE:
La Lombardia ha una elevatissima incidenza di “terziario avanzato” che ovviamente fa un utilizzo massivo del web, al punto da rendere fondamentale la copertura della rete nella scelta dei luoghi dove avviare attività imprenditoriali;

VISTO CHE:
Regione Lombardia ha tra i suoi compiti istituzionali l’infrastrutturazione a sostegno del tessuto economico e produttivo;

VISTO INOLTRE CHE:
Il Collegato 2010 riconosce a Regione Lombardia il ruolo di promotrice dello sviluppo e della diffusione delle infrastrutture per l’informazione digitale ad alta connettività;

IMPEGNA LA GIUNTA

Ad intervenire presso il governo nazionale affinché venga confermata la volontà di coprire l’intero territorio nazionale con l’infrastruttura per l’accesso veloce a internet con la banda larga e a confermare lo stanziamento di 800 milioni di euro destinato in parte anche al territorio lombardo.

f.to  Marcello Saponaro, Carlo Porcari, Giuseppe Civati, Carlo Monguzzi, Fortunato Pedrazzi,  Giuseppe Benigni, Antonio Viotto, Stefano Tosi, Francesco Prina, Ardemia Oriani, Riccardo Sarfatti, Giuseppe Adamoli, Alessandro Cè, Maria Grazia Fabrizio, Dionigi Guindani, Osvaldo Squassina, Arturo Squassina, Stefano Zamponi, Elisabetta Fatuzzo, Luciano Muhlbauer

Il futuro è nel sole, parola di Rubbia

domenica, novembre 29th, 2009

Lo so, è una cattiveria mettere a confronto Rubbia, premio Nobel per la fisica, con Gasparri. Il primo dice che il futuro è nel sole. Il secondo vorrebbe cancellare proprio i finanziamenti al solare termodinamico. Sarebbe la seconda volta che rifiutiamo di investire in quella tecnologia, la più promettente secondo… il Mondo.

Da leggere: l’intervista di Repubblica a Carlo Rubbia

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La versione di Schulz

lunedì, novembre 23rd, 2009

Intervistato da Repubblica, il leader socialdemocratico tedesco Martin Schulz sulla mancata nomina di Massimo D’Alema a Ministro degli esteri europeo:

(…) Mi risulta che Berlusconi abbia contattato alcuni primi ministri conservatori per chiedere di far cadere la candidatura di Massimo dicendo: non mettetemi in condizione di dover dire di sì a D’Alema”.

Sarebbe grave.
“Mi risulta che si sia espresso così anche alla cena a Berlino, in occasione dell’anniversario della caduta del Muro”.

Ma se le tv di mezzo mondo hanno mostrato che dormiva.
“Si vede che a un certo punto si è svegliato. (…)

Tutti sopra la Brambilla

domenica, novembre 15th, 2009

Insomma, c’è un sito in Italia che riesca a fare meno visite di Italia.it?

A guardare in rete sembra di no: c’è chi la zittisce con i numeri, chi la schernisce per il delcoltè, chi la psicanalizza per lo sguardo basso subito dopo la grande balla sui grandi numeri.

E non è un caso, allora, se giovedì scorso in Commissione Attività Produttive l’Assessore regionale al Turismo Piergianni Prosperini ha magnificato le prestazioni del portale regionale (salvo non ricordarsi l’URL…). Come quasi tutte le Regioni, del resto. E come i Comuni turistici, le Province, le aziende di promozione. Nessuno si fida di Italia.it e tutti aprono il proprio: con le proprie presentazioni, la propria foto, i propri fornitori.

Poi succede che arrivi in un posto e non trovi neppure un operatore pubblico del turismo che al suo computerino riesca a dirti quante stanze libere ci sono in città.

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Air France si compra il cargo di Alitalia. Formigoni, nulla da dire?

mercoledì, novembre 11th, 2009


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Ieri Air France Klm Cargo attraverso la sua newsletter periodica ha inviato a tutti i clienti la comunicazione in cui annuncia di essere, a partire dal 16 novembre, nuovo GSA (Agente Generale di Vendita) di Alitalia Cargo.

In pratica CAI ha ceduto ad Air France la rete commerciale di vendita della “pancia degli aerei” per il trasporto merci. Questo comporterebbe, secondo indiscrezioni, dal 16 novembre il licenziamento di un centinaio di persone da Alitalia e l’assunzione di solo un piccola parte di queste – una ventina – da parte di Air France.

E’ verosimile che ciò che oggi resta in Malpensa dell’handling aeroportuale (ovvero l’insieme delle operazioni di movimentazione delle merci) verrà spostato nel medio termine a Segrate per essere poi imbarcato a Parigi, hub di Air France.

Ancora un volta dunque si dimostra che l’italianità di Alitalia è stata solo uno slogan da campagna elettorale e che se avessimo venduto Alitalia ad Air France all’epoca del Governo Prodi, si sarebbero anticipati solo gli eventi; il risultato infatti sarebbe stato lo stesso che abbiamo sotto gli occhi oggi – ovvero un’Alitalia di fatto in mano ad Air France – però con un risparmio per i contribuenti italiani di 3 miliardi di euro, equivalenti ai debiti Alitalia che invece abbiamo dovuto accollarci.

Credo sia urgente che il Presidente Formigoni e i suoi assessori che all’epoca delle trattative del governo Prodi con AIR France erano a manifestare a Malpensa a sostegno dell’italianità di Alitalia e contro la vendita ad Air France vengano urgentemente in Commissione Trasporti, a riferire su quest’ulteriore cessione e sulle iniziative prese per giungere a una maggiore liberalizzazione dei cieli e degli slot e consentire a Malpensa di recuperare, più velocemente possibile, il traffico perso con nuove compagnie e nuovi servizi.