Archive for the ‘Formigoni’ Category

Il sobrio Filippo (Penati), il solito Roberto (Formigoni)

venerdì, maggio 21st, 2010

Della serie “tanto sono tutti uguali”.

Filippo Penati ha annunciato che non costituirà il gruppo “Penati Presidente” in Consiglio Regionale. Avrebbe potuto, in qualità di unico eletto del “listino” della coalizione di centro sinistra.

Il vicepresidente del Consiglio regionale Filippo Penati non costituira’ il suo gruppo ma aderira’ a quello del Pd che e’ il suo partito.
Penati, come candidato presidente, guidava il listino ‘Alternativa Lombarda’ e in base alla legge regionale e’ risultato l’unico eletto. ”Nonostante vi fosse una condivisione con il Pd e gli altri gruppi della coalizione che mi hanno sostenuto – ha spiegato Penati – in vista della misura finanziaria che sara’ fatta, ho deciso di non formare un gruppo autonomo per dare un segnale preciso sul contenimento dei costi della politica”

Ciò farà risparmiare al Consiglio Regionale, quindi ai contribuenti lombardi, circa 120.000 euro all’anno di  budget del gruppo.

Roberto Formigoni, invece, ha trovato il modo per non rinunciare neppure agli avanzi del budget assegnato al gruppo del proprio listino nella scorsa legislatura.

E siccome ciò ancora non gli bastava, altri cinque stipendi li ha inventati: paiono confermati, dunque, i cinque “consiglieri” delegati di qui ho parlato anche su facebook.

Però i lombardi a Formigoni gli voglion bene. E tutto questo potrebbe non bastare… Mi sento di rassenerarli… Il Governatore non morirà di stenti. Il grosso della sua struttura di propaganda passa, infatti, per il bilancio della Regione, mica da quello del misero Consiglio… Sopravviverà – dunque – anche nei prossimi cinque anni a tanti titoli e a tanti articoli senza fare nulla.

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Raimondi, prendi i soldi e torna!

mercoledì, maggio 5th, 2010

Marcello Raimondi, neo Assessore all’Ambiente di Regione Lombardia, è da qualche giorno anche “Capogruppo” di se stesso. Pochi lo sanno… Raimondi ha aderito al gruppo “Per la Lombardia – PDL, diventandone capogruppo, il 12 aprile scorso, abbandonato il gruppo PDL.

Come perchè? Perchè “Per la Lombardia” è il gruppo eletto con il “listino” di Formigoni, quello dei 16 consiglieri che non passano al vaglio degli elettori ma unicamente del Presidente e che diventano il premio di maggioranza della coalizione in caso di vittoria.

Dopo le elezioni ognuno dei 16 eletti (soltanto 8 alle ultime regionali) esce solitamente dal gruppo “Per la Lombardia” ed entra in quello politicamente a sè più vicino: Lega Nord o PDL. Tranne uno, la scorsa volta è toccato a Sveva Dalmasso, un’indipendente molto vicina a Francesco Cossiga, che assume così il ruolo di mongruppo volto a conservare gli ingenti finanziamenti regionali aggiuntivi.

Però Sveva Dalmasso non è stata ricandidata e quindi neppure rieletta. Ciò avrebbe comportato che tutti i soldi accumulati dal Gruppo “Per la Lombardia” negli scorsi cinque anni sarebbero andati “persi”, rientrando nel bilancio del Consiglio Regionale. Soldi non spesi che sarebbero stati risparmiati dai cittadini, a conti fatti.

Poteva mai permetterlo il prode Formigoni? Risparmiare i soldi dei contribuenti? Giammai!

Ed ecco, allora, che Marcello Raimondi, il 12 aprile scorso, dodici giorni dopo le elezioni di rinnovo del Consiglio Regionale ma un mese prima l’entrata in carica dei nuovi consiglieri che saranno proclamati l’11 di maggio, cambia gruppo ed entra in “Per la Lombardia”. Per la Lombardia non cessa dunque di esistere, attende sereno l’ingresso dei nuovi Consiglieri e traghetta così i finanziamenti dei passati cinque anni ai prossimi cinque.

Marcello Raimondi potrà così tornare sereno al suo gruppo, al suo assessorato, felice di essere costato ai lombardi solo qualche centinaio di migliaia di euro…

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Fatti non foste per sperperare i soldi dei lombardi…

mercoledì, maggio 5th, 2010

Prendiamo l’Esempio di un comune di montagna che vuole trovare finanziamento a un progetto turistico.

Chi sarà il suo referente nella Giunta Regionale Lombarda? Il Consigliere delegato agli enti locali Marco Pagnoncelli (che fra l’altro non è neppure stato eletto consigliere), oppure quello delegato ai rapporti con le istituzioni del territorio Giancarlo Abelli, oppure l’Assessore al Turismo Stefano Maullu?

Facciamo un altro esempio. Un progetto di Regione Lombardia per la valorizzazione del paesaggio lacuale, la tutela delle sue coste e il marketing territoriale. Di chi sarà la competenza? Dell’Assessore al Turismo Maullu oppure di Alessandro Colucci e della sua delega al “Paesaggio”? E perchè no del famoso geometra di Arcore, tal Francesco Magnano (Magnano, non Mangano!) che dal Presidente è stato delegato alla “attrattività e promozione del territorio”. Diventerebbe però difficile escludere ta tale competenza l’Assessore all’Ambiente, Marcello Raimondi, e i novelli “Consiglieri Delegati” Marco Pagnoncelli e Gianfranco Abelli (vedi sopra). Sempre che non abbia qualcosa da dire anche l’Assessore al Territorio Daniele Belotti e vuoi non ascoltare, almeno per un consiglio, l’Assessore alle attività produttive Andrea Gibelli?

Insomma c’è da sperare che nel progetto non c’entri in qualche modo anche lo “Sport” (Monica Rizzi) perchè altrimenti non resterebbe che rivolgersi alla Protezione Civile (Romano La Russa).

E poi vengono a parlarci di paese normale… In un paese normale tal sorta di spreconi, depauperatori e dispensatori di clientelari prebende li caccerebbero in sei mesi, non in neppure 15 anni.

Nel frattempo, finchè non lo siamo, continueremo a gettare i soldi dei lombardi, elargire stipendi, rinvigorire le Compagnie operose e complicare la burocrazia.

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La lista (definitiva)

venerdì, aprile 23rd, 2010

Soggetta a modifiche man mano che mi giungono… Alle 15.30 di oggi la presentazione.

Marcello Raimondi, Ambiente

Daniele Belotti, Territorio

Massimo Buscemi, Cultura

Stefano Maullu, Commercio e turismo

Romano La Russa, Protezione Civile

Alessandro Colucci, Sistema verde e Paesaggio

Carlo Maccari, Semplificazione e digitalizzazione

Romano Colozzi, Finanze

Giulio Boscagli, Famiglia

Raffaele Cattaneo, Infrastrutture

Domenico Zambetti, Casa

Gianni Rossoni, Istruzione

Monica Rizzi, Sport

Andrea Gibelli, Vice Presidente e attività produttive

Giulio De Capitani, Agricoltura

Luciano Bresciani, Sanità

Update: E quattro Sottosegretari: Paolo Alli, Massimo Zanello, Alberto Cavalli e Francesco Magnano.

Paolo Alli si occuperà di Expò per conto del Presidente, Alberto Cavalli di Università e ricerca scientifica, Francesco Magnano, il famoso “geometra” di Silvio Berlusconi si occuperà invece di “attrattività e promozione del territorio”. Insomma qualcosa di molto simile al “Paesaggio” di Colucci (a meno che non si intenda la delega di Colucci in senso opposto…) e qualcosa di già incluso, se non fotocopia, del “Turismo” di Maullu, che fu di Prosperini.

Ma poteva mancare una delega al “Cinema“? Evidentemente no. Quella non è cultura e, soprattutto, è uno dei tanti ambiti in cui Zanello non ha fatto pressochè nulla. Infatti sarà lui a occuparsi di Cinema da Sottosegretario…

Forse Penati esagerava quando diceva che potevano essere ridotti a 7… sicuramente qualche doppione e quattro sottosegretari sono di troppo.

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A mente fredda, i nostri errori

giovedì, aprile 8th, 2010

Ma quale cambio di segretario, ma quale congresso, ma quale (ennesimo) strazio e (ennesima) autoflagellazione. Dirò di più: si rivotasse domani per le primarie di partito (spero di no)  io farei esattamente le stesse scelte: Pierluigi Bersani, Maurizio Martina e Gabriele Riva. Questo però non deve diventare l’alibi per non affrontare i nostri errori in campagna elettorale.

E’ indispensabile farlo, anche se da fastidio individuare gli errori, riflettere e correggerli per rilanciare. E dobbiamo farlo senza pregiudizi e senza pietà. Senza schieramenti precostituiti (per quanto possibile). Questa è la mia parte.

Il primo. L’assenza di una regia complessiva. La campagna elettorale affidata alla competizione tra i candidati ha fatto correre, senza dubbio, i candidati. E questo è stato un fatto positivo. Ma non ha indicato ai cittadini elettori l’alternativa di centro sinistra. Su cosa si fondasse questa è apparso, ai più, incomprensibile. Due piccoli esempi: gli elettori di Mario Barboni probabilmente ancora si chiedono se lui in Regione combatterà per la prevenzione dell’Aids anche con la distribuzione dei preservativi. I miei elettori, probabilmente, ancora si chiedono se anch’io voglio una pista da sci su ogni dislivello montano. Tutti si chiedono, sicuramente, quali sono le priorità del Pd per il Governo della Lombardia, pur dall’opposizione.

Il secondo. I temi della campagna di Penati. Quindici giorni ce li siamo persi a discutere delle firme farlocche, del decreto farlocco e delle piazze farlocche. Questo ha consentito di far perdere un po’ di credibilità al centro destra. Ma senza farla recuperare al centro sinistra. Il centro sinistra avrebbe avuto bisogno di parlare, soprattutto in Lombardia, di ben altro: la sanità che costa tanto e che fornisce alta eccellenza solo dove alti sono i profitti; la politica industriale e la trasformazione che questo termine ha avuto negli anni; l’abbandono totale dei precari e di tutti i lavoratori freelance, autonomi professionisti e partite iva così come delle piccole e medie imprese; la green economy che in altre regioni europee rifonda aziende e rilancia qualità urbana e qui da noi piange tra convegni e agende 21; la sicurezza degli spazi urbani; la laicità, il merito e la professionalità nella gestione della pubblica amministrazione lombarda. Insomma, i temi, gli argomenti che ci siamo raccontati per sei mesi che dovevano essere al centro della campagna elettorale. E che poi di fatto sono stati abbandonati.

Il terzo. Terminata la questione firme, riammesso Formigoni, superata la “crisi” democratica, su cosa abbiamo incalzato il centro destra? Nucleare e acqua pubblica. Mentre quell’altro inaugurava due ospedali e tre strade al giorno, noi facevamo campagna elettorale per contendere i voti ad Agnoletto. Intendiamoci, non doveva avere una posizione diversa da quella espressa, figuriamoci. Ma i due temi dovevano e potevano essere liquidati con due domande di un giornalista. E poi passare ad altro. A cosa? A quello che ho scritto qui sopra: a un sistema di welfare che non regge più, a un’idea di sviluppo verde che sarà sviluppo solo se verde, alla vecchia questione dei diritti e dei doveri che può essere articolata nella vecchia questione della modernità e nella nuova questione dell’integrazione, della libertà e dei nostri principi costituzionali che valgono per tutti. Anche per i nuovi cittadini.

Questa, a mio avviso, dovrà essere l’agenda del PD anche nei prossimi tre anni. Mica il 3% dei grillini, mica il 4% dell’Udc. Prima parliamo di noi. Prima mettiamo a punto il nostro idem sentire. Poi discutiamo delle necessarie alleanze. Alleanze di governo, s’intende. Mai più le armate brancaleone alla volta del flagello.

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La politica sociale di Formigoni: un buono per un voto. E tagli ai Comuni…

martedì, marzo 23rd, 2010

Un breve riassunto: Formigoni taglia quasi del 50% il fondo sociale ai Comuni. Ciò che ha tagliato lo vuole distribuire lui stesso, tramite il cosiddetto “Buono famiglia“: un contributo di 1300 euro per chi ha un genitore in casa di riposo.

I Comuni scendono in guerra: così non potranno più rispondere ai bisogni dei più deboli del proprio territorio. E così i più deboli saranno gravati da altra burocrazia regionale, scadenze, formulari, per accedere al buono. Non va bene.

Non va bene al punto tale che alla scadenza soltanto 200 cittadini bergamaschi hanno richiesto il buono. Troppo pochi. Formigoni rischia di farci una figuraccia. Allora bisogna allargare le maglie!

Sono entrato in possesso delle email interne con le disposizioni dei dirigenti regionali ai dirigenti territoriali, nelle Asl. Le maglie sono state allargate 4 volte. In tutti gli uffici i dipendenti Asl sono stati costretti a telefonare ai nuovi aventi diritto per sollecitare la richiesta di fare richiesta del buono. Direttori di dipartimento hanno alzato i telefoni per chiamare le strutture di accoglienza, chiedere di distribuire i formulari, sollecitare i parenti a fare richiesta.

L’obiettivo erano 1500 buoni in Provincia di Bergamo. Non 200! Quindi… maglie sempre più larghe.

Risultato: il buono è stato distribuito sulla base di autocertificazione di ogni parente, non più solo i figli. Se la retta di un anziano è divisa e pagata da 4 fratelli, tutti e quattro possono ricevere il buono. Se è pagata da un solo figlio o nipote… un solo buono! Ma l’anziano e la retta sono sempre e solo uno…

Un buono… un voto.

Alla faccia del federalismo, con i tagli sempre e solo ai comuni. Alla faccia dell’efficienza.

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Formigoni senza freni inibitori (in curva a 180 km/h)

domenica, marzo 21st, 2010

Pippo estrae e commenta le peggiori affermazioni di Formigoni dall’intervista di Belpietro. Vi voglio bene e quindi non vi incorporo il video. Vi copio-incollo le affermazioni indegne di smentita (perchè sono così grottesche che si smentiscono da sole):

«Un agguato», un «inganno», «le firme tutte regolari»: peccato non sia vero.

«Abbiamo realizzato il 99% e oltre di quanto avevamo promesso»: e oltre?!

«La sanità era sfasciata»: peccato non sia vero/2.

«Attraverso la dote accompagniamo tutti gli studenti»: eh?!

«Guidare la Lombardia è come guidare la Ferrari»: a Roma?

«La Lombardia si gioca il primo posto con la Baviera»: se va avanti così, si ribalta.

«L’Italietta nostra tanto disprezzata ne sta uscendo meglio di altri Paesi presuntuosi», siamo i «migliori in assoluto» nella sanità, «nel giro di tre giorni» arriva la visita (se è urgente), «non più di trenta giorni».

«Ho sempre mantenuto la parola, è stata una rivoluzione, perché le opere in Lombardia prima si sapevano quando iniziavano e non quando finivano: ora è diverso, lo si sa. Mai. Per ora siamo, quasi dappertutto alla prima pietra.

«Il caso Santa Rita? Più che problema di controlli, è che ci sono ancora dei delinquenti»: già. Delinquenti accreditati.

«Un sistema autoimmune, dove i furbacchioni possono pensare di farla franca, ma solo per un annetto». Niente male.

«Le inchieste hanno sfiorato il Pirellone, ma se ne sono andate»: e hanno portato via qualcuno…
«L’Expo? Una sfida storica… guai a noi se non arrivassimo in tempo, i fondi ci sono tutti, bisogna dare una mossa all’organizzazione dell’Expo. L’Expo si deve dare una mossa»: deve essere guidata da marziani, l’Expo.

Sul turismo, nessuna parola su Prosperini. Una vera amnesia.

«Due cuscini di morbidissime piume»: le regioni Piemonte e Veneto, se andassero alla Lega.

«Per quanto riguarda la Lega si fa della fabulistica metropolitana»: vanno d’amore e d’accordo. Solo Bossi non è stato avvisato.

«Le svelo un segreto: in questi dieci anni, la giunta ha sempre deliberato all’unanimità»: infatti Cè l’hanno mandato via. La Lega, in ogni caso, è corresponsabile. Chiaro a tutti?

«Più del Pdl o di CL? 100% Pdl e 100% CL»: infatti, li confonde. «CL non è un’organizzazione politica e non ha mai pesato dal punto di vista di privilegiare uno o privilegiare gli altri. «Quando in una gara e in una competizione c’è un ciellino o un non ciellino, se sono a pari in classifica, deve vincere il non ciellino»: siamo alla provocazione. «A parità di qualità, ho sempre privilegiato i non ciellini»: senza parole. Belpietro commenta: «Allora non conviene essere ciellini, in Lombardia». No, non direi.

«Sarà difficile arrivare al 40% come Pdl. Ogni giorno danno addosso a Berlusconi… tutto questo semina sconcerto, semina confusione».

«La riforma della giustizia va fatta, confrontandosi con tutti, non con spirito vendicativo»: proprio il modello del Pdl.

«Nel 2013 Berlusconi si ricandiderà»: peccato che due settimane fa abbia detto il contrario. «Al Quirinale andrà Letta». «Berlusconi continuerà a fare il premier, Formigoni – felicemente – il presidente della Lombardia»: e perché nel 2006 e nel 2008 ha provato ad andare a Roma a fare il ministro?

«Lunghissima vita a Berlusconi! Non so se continuerà a fare politica fino a 150 anni».

Questa invece l’intervista di Belpietro a Penati. Questa è una bella intervista in cui l’intervistatore interrompe, contesta e cerca di approfondire. L’intervista a Formigoni è un’altra cosa…

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Il direttore dell’ASL è stato scelto dall’Assessore perchè è il più bravo

lunedì, marzo 15th, 2010

Vi piacerebbe fosse sempre così in ogni ASL e in ogni ospedale? Ne discutiamo questa sera (lunedì 15 marzo) alle 20.45 insieme a due ospiti d’eccezione: Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri di Bergamo, e Alessandro Cè, già assessore regionale alla sanità della Lombardia.

Discuteremo della sanità lombarda, dei suoi meriti e dei bisogni dei cittadini. I meriti intesi nei due sensi: le eccellenze e la meritocrazia.

Alla Casa del Giovane, sala degli Angeli, Via Gavazzeni 13 a Bergamo.

Vi aspetto!

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Ci mette del suo. E anche del nostro…

giovedì, marzo 11th, 2010

Così parlò Formigoni:

Almeno per le carte che conosco – aveva detto Formigoni – l’ arresto di Prosperini non mi pare sufficientemente motivato. Tutti conoscono Prosperini. Se c’ è una persona che appare limpida e trasparente, che ha la passione della politica, e che ci mette del suo, è proprio Prosperini

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Un decreto da votare due volte (visto che riscrive la Costituzione)

sabato, marzo 6th, 2010

Cioè, se ho capito bene, il Governo ha fatto un decreto retroattivo e ovviamente di urgenza per fornire l’interpretazione autentica di una legge in materia elettorale votata dai legittimi rappresentanti del popolo italiano nel lontano 1968, persino in una Regione (il Lazio) che autonomamente ha regolato la materia con legge regionale.

E tutto questo per suggerire, forse imporre, la giusta sentenza al TAR:

“Le norme vigenti non sono modificate – spiega il titolare del Viminale – ma si è data una interpretazione autentica, affinché il Tar possa applicare la legge in modo corretto secondo l’interpretazione che il legislatore, in questo caso il governo, dà alla legge. E’ lasciata al Tar la decisione se le contestazioni siano fondate oppure no e se la richiesta di riammissione delle liste è accoglibile oppure no”.
“Mettiamo a disposizione della magistratura amministrativa, l’unico soggetto istituzionale che potrà decidere sulle liste, una interpretazione corretta – prosegue Maroni – (non è il governo che decide: ‘queste liste rientrano’), è lasciata al Tar la decisione se le contestazioni sollevate sono fondate oppure no, se la richiesta di riammissione è accoglibile oppure no. Il governo si è limitato a dire qual è l’interpretazione corretta da dare alle norme vigenti. Noi riteniamo che alcune di queste norme siano state applicate in modo non corretto”. “E’ un provvedimento – sottolinea ancora Maroni – che non modifica le norme di legge”.

Suggeritemi voi altri “grassetti” per contare le incostituzionalità.

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