Archive for the ‘elezioni’ Category

Superpisa!

domenica, maggio 22nd, 2011

Lo dicevo io che c’era materiale anche per un fumetto… :-)

Certo che… peggio non gli poteva andare alla Moratti. Segno che è vero che le bugie hanno le gambe corte. Anche quando indossano i tacchi.

Ora siamo all’ultima settimana. Facciamo rete, ogni nuova idea, diventi un virus e ogni nuovo argomento credi un “like”, un commento, una condivisione. E Venerdì 27 tutti a Milano.

E allora leggiamoli questi programmi [anche quello della Moratti]

domenica, maggio 22nd, 2011

Pippo Civati si è letto per bene anche il programma di Letizia Moratti. E ha scoperto che proprio sulla droga, sui soldi pubblici per l’integrazione dei cittadini stranieri e sulla famigerata “autocostruzione”…

Prima di criticare i programmi degli altri, bisognerebbe leggere i propri/2

La destra accusa Pisapia di voler riportare la droga in città. Come se non ce ne fosse già abbastanza.

A parte rilevare l’insensatezza dell’accusa, sarebbe il caso, proprio confrontando i programmi, di segnalare che Giuliano Pisapia parla diffusamente di contrasto allo spaccio e al traffico di droga, soprattutto di cocaina. Mentre Letizia Moratti non dedica all’argomento nemmeno una riga. Parla di tutto, nel suo programma, anche di Pet Therapy, ma non di droga.

E quanto al contrasto delle organizzazioni criminali, a cui Pisapia dedica un intero capitolo, Moratti ne parla poco, e quasi esclusivamente in relazione all’Expo. Anche quando parla fuggevolmente di «intensificazione della lotta contro le mafie straniere», si dimentica il traffico di droga.

Del resto, solo l’anno scorso spiegava che la mafia a Milano non esiste. Già. Chissà chi fa il traffico di droga. Chissà.

Prima di criticare i programmi degli altri, bisognerebbe leggere i propri

Abbiamo detto che la destra sta facendo una canea indicibile sulla eventualità dell’autocostruzione contenuta nel programma di Pisapia. Bene, anzi, male, perché fingono di non capire di che cosa si tratta. Parlano di abusivismi, quando si tratta di un percorso regolare, anzi, regolarissimo.

L’altra cosa su cui stanno speculando in modo vergognoso, è la possibilità che gli stranieri residenti a Milano ambiscano a posti di lavoro pubblici.

Quello che la destra non ha fatto, in questi giorni, è rileggere il proprio, di programma. Perché a proposito di immigrazione, nelle sei righe che Letizia Moratti dedica all’argomento, c’è scritto così:

«In collaborazione con la Regione e la Provincia, favorire l’integrazione degli immigrati regolari, attivando» tra l’altro «il sostegno all’autoimprenditorialità e alla creazione di impresa» e, anche «le informazioni sull’accesso ai fondi pubblici e al microcredito».

Quindi, contributi pubblici per gli immigrati, nella forma del sostegno all’impresa e dell’accesso diretto a contributi statali e regionali.

Prima di attaccare manifesti pieni di volgarità, bugie e ipocrisie, sarebbe il caso di rileggere attentamente quello che si promette di fare.


Autocostruzione, l’idea che piace al governo

Grazie alla Lega, a Berlusconi e ai licantropi della destra, l’autocostruzione citata nel programma di Pisapia è diventata l’assoluta protagonista del dibattito delle elezioni comunali milanesi.

La destra dovrebbe conoscerla bene, perché la trovate qui, presentata con il programma esecutivo di attuazione del Piano per l’integrazione nella sicurezza. Il piano è del luglio 2010, il programma esecutivo del febbraio 2011. In esso troviamo, a proposito di stranieri:

Il sostegno a progetti sperimentali per l’acquisizione di alloggi attraverso forme di “social housing “ (auto recupero e auto-costruzione) di unità immobiliari da destinare ad uso abitativo.

Qui, a pagina 7 di 8, troverete anche la cifra prevista. Insieme alla voce coordinata, sono 8.700.000 euro. L’auto-costruzione piace molto, al governo Bossi-Berlusconi e al ministro Sacconi.

Se poi volete un riferimento a un altro progetto a favore dell’autocostruzione, questa volta non rivolto esclusivamente agli stranieri, possiamo citare l’iniziativa regionale dell’assessore alla Casa della giunta Formigoni (un altro che finge di non sapere che cos’è l’autocostruzione e scrive improbabili status suFacebook), Gianpietro Borghini. La trovate qui. E sapete quando Borghini promosse questo progetto? Poco prima di diventare direttore generale del Comune di Milano. Era il 2006. L’anno in cui divenne sindaco Letizia Moratti.

Ovviamente, in ogni caso, non si intende mai che si possa costruire dove e come si vuole, ma nell’ambito delle norme e delle indicazioni previste dal piano di governo del territorio.


Luca Sofri e le categorie da ricatalogare

lunedì, maggio 16th, 2011

Non ho letto molti commenti oggi sullo straordinario risultato delle amministrative e, soprattutto, sullo straordinario risultato di Milano. Una, tra le analisi, mi ha colpito. Ve la ripropongo:

Come dicono quelli, bisogna-aspettare-i-dati-definitivi. Ma intanto, per passare il tempo:

- i vincitori nell’opposizione sono tre. Uno ha sconfitto il PD nelle primarie, un altro è un nemico del PD, il terzo è un bravo sindaco del PD in frequente rotta col PD. Sono Pisapia, De Magistris e Chiamparino. Al PD possono essere contenti di Milano e Torino e fieri del loro apporto a queste vittorie, ma non le spaccino per vittorie dell’attuale leadership del partito, che ha perso in due casi dei tre e vinto nel terzo grazie al buon lavoro di un frondista.

- la vittoria di Pisapia, storica (Milano non ha mai avuto un sindaco di sinistra – al massimo PSI – fino a oggi) è un’ulteriore sanzione del fallimento del PD e dei suoi predecessori negli ultimi vent’anni: scelte sciocche, “centriste” e pavide hanno accumulato insoddisfazione e risentimento tra gli elettori di sinistra. Bastava invece trovare un uomo di sinistra e in gamba.

- a Napoli invece hanno ripetuto il peggior modello milanese: il loro Ferrante si chiama Morcone. Sarà un’onestissima persona ma ha incassato una sonora sconfitta. Speriamo che tra cinque anni arrivi il loro Pisapia.

- il Terzo Polo, un disastro. Altro che fine del bipolarismo. A Bologna – città di due dei suoi tre leader – sono stati schiacciati anche dai grillini.

Ora, va bene tutto, ma dire che ha perso il “centrismo” del PD nel periodo meno centrista del PD dalla sua fondazione… mi pare veramente troppo.

La tesi di Luca è questa: il PD si è spostato ulteriormente a destra e, quindi, gli elettori hanno premiato quelli belli di sinistra per punire il Pd.

I tre esempi sono i seguenti: Pisapia a Milano, De Magistris a Napoli, Fassino a Torino. Ovvero, un socialista molto liberale sul fronte delle garanzie e dei diritti; un caudillo arruffapopoli e giustizialista con gli avversari; un abile dirigente politico di sinistra molto pragmatico, tra i pochi nella odierna maggioranza del Pd ad aver assunto posizioni coraggiose sul lavoro e il sindacato.

Ora vorrei capire: quale è secondo Luca Sofri la sinistra in gamba che il Pd dovrebbe perseguire? Quella del si al referendum Mirafiori di Chiamparino e Fassino? Quella di De Magistris e Woodcock? Quella del garantista Pisapia?

Io penso che i cittadini, nonostante il tentativo di Berlusconi di politicizzare e radicalizzare lo scontro, hanno scelto (stanno scegliendo) sulla base delle persone e delle cose fatte. A Napoli il PD le ha fatte tutte per perdere. A Torino ha ben governato con il Sindaco più pragmatico (e più amato) d’Italia. A Milano ha punito il cattivo Governo della Moratti (e l’ultima vergognosa bugia) e ha premiato Pisapia perchè è una brava persona, garantista e che, in quanto Sindaco, non spaventa sul fronte fiscale.

E’ sicuramente un’analisi parziale, per passare il tempo, anche la mia. Non tanto quanto – però – quella di dire “ha perso il Pd, hanno vinto quelli di sinistra”.

Riflettiamoci ancora un pochino.

Più che Batgirl è la vecchia zia rancida, falsa e cattiva di Penguin

mercoledì, maggio 11th, 2011

“Sfruttando il fatto di essere l’ultima ad avere la parola, la Moratti ha fatto una dichiarazione assolutamente falsa sul mio conto.

Io sono stato vittima di un errore giudiziario che è stato riconosciuto da una sentenza che mi ha assolto per non aver commesso il fatto, quando ancora vi era addirittura la formula dell’insufficienza di prove.

Una sentenza che metterò a disposizione di chiunque la vorrà leggere.

La Moratti ha detto il falso sapendo di dire il falso. E sapendo di diffamarmi.

Così non si fa la campagna elettorale. Io sono convinto che i milanesi capiranno che chi è bugiarda continuerà ad esserlo come lo è stata in questi anni.

Milano non merita un Sindaco che usa questi metodi che non sono degni di un Sindaco.

Milano merita molto, molto, di più.”

Giuliano Pisapia

next Sindaco di Milano.

A mente fredda, i nostri errori

giovedì, aprile 8th, 2010

Ma quale cambio di segretario, ma quale congresso, ma quale (ennesimo) strazio e (ennesima) autoflagellazione. Dirò di più: si rivotasse domani per le primarie di partito (spero di no)  io farei esattamente le stesse scelte: Pierluigi Bersani, Maurizio Martina e Gabriele Riva. Questo però non deve diventare l’alibi per non affrontare i nostri errori in campagna elettorale.

E’ indispensabile farlo, anche se da fastidio individuare gli errori, riflettere e correggerli per rilanciare. E dobbiamo farlo senza pregiudizi e senza pietà. Senza schieramenti precostituiti (per quanto possibile). Questa è la mia parte.

Il primo. L’assenza di una regia complessiva. La campagna elettorale affidata alla competizione tra i candidati ha fatto correre, senza dubbio, i candidati. E questo è stato un fatto positivo. Ma non ha indicato ai cittadini elettori l’alternativa di centro sinistra. Su cosa si fondasse questa è apparso, ai più, incomprensibile. Due piccoli esempi: gli elettori di Mario Barboni probabilmente ancora si chiedono se lui in Regione combatterà per la prevenzione dell’Aids anche con la distribuzione dei preservativi. I miei elettori, probabilmente, ancora si chiedono se anch’io voglio una pista da sci su ogni dislivello montano. Tutti si chiedono, sicuramente, quali sono le priorità del Pd per il Governo della Lombardia, pur dall’opposizione.

Il secondo. I temi della campagna di Penati. Quindici giorni ce li siamo persi a discutere delle firme farlocche, del decreto farlocco e delle piazze farlocche. Questo ha consentito di far perdere un po’ di credibilità al centro destra. Ma senza farla recuperare al centro sinistra. Il centro sinistra avrebbe avuto bisogno di parlare, soprattutto in Lombardia, di ben altro: la sanità che costa tanto e che fornisce alta eccellenza solo dove alti sono i profitti; la politica industriale e la trasformazione che questo termine ha avuto negli anni; l’abbandono totale dei precari e di tutti i lavoratori freelance, autonomi professionisti e partite iva così come delle piccole e medie imprese; la green economy che in altre regioni europee rifonda aziende e rilancia qualità urbana e qui da noi piange tra convegni e agende 21; la sicurezza degli spazi urbani; la laicità, il merito e la professionalità nella gestione della pubblica amministrazione lombarda. Insomma, i temi, gli argomenti che ci siamo raccontati per sei mesi che dovevano essere al centro della campagna elettorale. E che poi di fatto sono stati abbandonati.

Il terzo. Terminata la questione firme, riammesso Formigoni, superata la “crisi” democratica, su cosa abbiamo incalzato il centro destra? Nucleare e acqua pubblica. Mentre quell’altro inaugurava due ospedali e tre strade al giorno, noi facevamo campagna elettorale per contendere i voti ad Agnoletto. Intendiamoci, non doveva avere una posizione diversa da quella espressa, figuriamoci. Ma i due temi dovevano e potevano essere liquidati con due domande di un giornalista. E poi passare ad altro. A cosa? A quello che ho scritto qui sopra: a un sistema di welfare che non regge più, a un’idea di sviluppo verde che sarà sviluppo solo se verde, alla vecchia questione dei diritti e dei doveri che può essere articolata nella vecchia questione della modernità e nella nuova questione dell’integrazione, della libertà e dei nostri principi costituzionali che valgono per tutti. Anche per i nuovi cittadini.

Questa, a mio avviso, dovrà essere l’agenda del PD anche nei prossimi tre anni. Mica il 3% dei grillini, mica il 4% dell’Udc. Prima parliamo di noi. Prima mettiamo a punto il nostro idem sentire. Poi discutiamo delle necessarie alleanze. Alleanze di governo, s’intende. Mai più le armate brancaleone alla volta del flagello.

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3752 grazie.

martedì, marzo 30th, 2010

3752 sono le preferenze che ho preso in Provincia di Bergamo. Non sono sufficienti per la rielezione in Consiglio Regionale ma sono tante.

Sono tante perchè “costruite” insieme a tanti di voi in pochi mesi. Nessuna di queste 3752 preferenze era scontata. Nessuna precostituita. Abbiamo dovuto vincere un’iniziale e scontata diffidenza e lo abbiamo fatto parlando, proponendo e raccontando.

Abbiamo parlato a mondi non soltanto del PD. Lo abbiamo fatto con interlocutori importanti e con tutti i circoli e le associazioni che hanno voluto invitarmi per incontrare gli elettori e gli iscritti. Lo abbiamo fatto con i giovani a scuola e fuori dai locali di Bergamo.

Ora sappiamo, lo sapevamo, Formigoni ha vinto di nuovo. Ha stravinto di nuovo. Se non farà un “ventennio” sarà solo perchè a lui della Lombardia non interessa poi così tanto. Vuole, e lo ha già annunciato, sbarcare a Roma.

Noi dovremo essere lì e qui più preparati per affrontarlo. Lì, in tutta Italia, e qui, a Bergamo e in Lombardia. E soprattutto a Bergamo e in Lombardia. Dove non siamo percepiti quasi neppure come l’Opposizione. Tantomeno come l’Alternativa.

Le firme fuffa, i decretini e le piazze farlocche alla fine hanno avvantaggiato solo chi non poteva non giovarsi di discutere di tutto fuorchè dei problemi della Lombardia: il lavoro che viene a mancare, le imprese lasciate sole ad affrontare un’impossibile solitaria innovazione, i giovani sempre più precari, il welfare obsoleto, l’aria irrespirabile, il territorio cementificato, i Comuni che affogano nei tagli e nei vincoli romani…

Ripartiamo da qui. Nel senso di Bergamo e nel senso del PD. Nel senso che il PD non tornerà al Governo finchè nella parte “forte” del Paese non tornerà a poter pensare di vincere. Non con il 17% che parla bergamasco e neppure con il 22% che parla lombardo. E anche se tornasse a Governare il Paese senza saper parlare alla parte più produttiva dell’Italia, al Nord, alla Lombardia, rischierebbe di non poter e non saper fare le riforme necessarie.

E allora sotto, al lavoro. Cominciamo da noi.

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UPDATE:  Formigoni elegge solo 8 consiglieri su 16 del proprio listino (avendone eletti più di quaranta su ottanta con la sua maggioranza sul territorio). Ne deriva che (nr 1) Marco Pagnoncelli è fuori dal Consiglio Regionale e che  (nr 2) il Centro sinistra elegge qualche consigliere in più e che anche Bergamo mantiene due consiglieri regionali del Partito Democratico. Una bella notizia nello schifo generale :-)

Complimenti e aguri, dunque, a Maurizio Martina e Mario Barboni, entrambi consiglieri regionali bergamaschi del PD.

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QUI tutti i risultati sul sito del Ministero dell’Interno.

Complimenti e grazie

domenica, marzo 28th, 2010

E’ stata una bellissima campagna elettorale. Comunque vada a finire. Abbiamo portato tanti contenuti, proposte e idee in un dibattito drogato da firme fasulle, ridicoli decreti e piazze farlocche.

E noi invece a voler parlare di sviluppo sostenibile, economia verde, lavoro, uomini e donne esclusi, sanità, salute, medici e pazienti; treni e strade, consumo del suolo, cibo e agricoltori; montagna e parchi, acqua e neve; scuola e formazione, giovani e precariato, democrazia e informazione.

Abbiamo incontrato tante persone. Nei circoli, nelle assemblee, a scuola, davanti ai locali da aperitivo e nei locali della notte per distribuire simboli di prevenzione, preservativi e alcoltest. Per dire ancora una volta che prevenire è meglio che curare, anche se fa guadagnare di meno. E poi nei mercati e nei gazebo, distribuendo borse di tela per festeggiare l’uscita di scena dei sacchetti petroliferi per la spesa; e saponette per invocare un po’ di pulizia anche nella politica lombarda.

Don Gallo, Giuseppe Remuzzi, Alessandro Cè, Pasquale Pistorio, Cecilia Edelsztein, Angelo Carrara, Andrea Distefano, Roberto Bruni, Gabriele Riva, Ivan Scalfarotto, Fabio Bonzi, Agostino Agostinelli, Giacinto Giambellini, Fabio Fimiani, Andrea Corbetta, Vincenzo D’Orio, tanti altri amici, iscritti, militanti e dirigenti sono venuti a confrontarsi e a ragionare, a proporre. Per guardare oltre il PD, alla Lombardia.

Siete in troppi da ringraziare, quindi lo farò di persona, ad uno ad uno, nei prossimi giorni, quando ci reincontreremo. In tanti siete stati creativi e attivi, disponibili, mobili, reali e virtuali insieme. Insomma, è così che si deve essere e così si deve fare.

Complimenti. E grazie.

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Patto coi pendolari

domenica, marzo 28th, 2010

Il Comunicato del Coordinamento dei Comitati Pendolari Regione Lombardia.

ELENCO (QUASI) FINALE DEI CANDIDATI AL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO ADERENTI AL PATTO COI PENDOLARI

Ha raccolto ben 40 consensi il documento di impegno di collaborazione tra i viaggiatori pendolari della Lombardia ed i Candidati alle prossime elezioni regionali. L’elenco è pressoché definitivo, anche se vorremmo volentieri che venisse ulteriormente allungato, ma il tempo è tiranno e non ci sarebbe modo di diffondere l’elenco prima della chiusura della campagna elettorale (in ordine alfabetico per cognome):

Vittorio Agnoletto, Augusto Airoldi, Alessandro Alfieri, Agostino Alloni, Maria Carla Baroni, Paolo Bonomi, Carlo Borghetti, Wanda Buzzella, Marisa Costelli, Chiara Cremonesi, Vito Crimi, Caterina Di Francesco, Claudio Augusto Dozio, Enrico Fedrighini, Silvia Ferretto, Matteo Gaddi, Luca Gaffuri, Anita Giuriato, Giampaolo Livetti, Alessandro Marcucci, Maurizio Martina, Luciano Muhlbauer, Iolanda Nanni, Gianni Pagliarini, Filippo Penati, Savino Pezzotta, Fabio Pizzul, Carlo Porcari, Laura Prati, Francesco Prina, Paolo Rizzi, Basilio Rizzo, Maura Ruggeri, Marcello Saponaro, Martina Sollazzi, Carlo Spreafico, Arturo Squassina, Stefano Tosi, Annamaria Vicini e Federico Villa.

Ricordiamo che l’iniziativa costituisce un tentativo per cercare di migliorare il Trasporto Pubblico Ferroviario, ricostituendo al contempo il rapporto di fiducia tra i cittadini e le Istituzioni. Se quasi tutti i pendolari infatti si lamentano della scarsa qualità del servizio, ben pochi sono coloro i quali credono ancora in una possibilità di soluzione attraverso il confronto e il dialogo, delusi dall’inerzia e dalla scarsa sensibilità delle Istituzioni preposte.

Gli impegni che abbiamo chiesto di condividere consistono in:

  1. Definire norme per la salvaguardia dei diritti degli passeggeri;
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  2. Rivedere i contenuti dei contratti di servizio ferroviari secondo principi virtuosi e più favorevoli agli utenti;
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  3. Regionalizzare le infrastrutture ferroviarie, in modo da renderle effettivamente al servizio dei cittadini lombardi e dei pendolari;
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  4. Programmare il servizio ferroviario secondo le reali esigenze degli utenti;
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  5. Definire un piano operativo per la gestione delle crisi in accordo con gli utenti;
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  6. Definire un Piano pluriennale di rinnovo e potenziamento materiale rotabile, adeguato alle esigenze dei viaggiatori e del servizio da svolgere;
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  7. Realizzare l’integrazione tariffaria in tempi brevissimi;
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  8. Limitare esplicitamente gli aumenti tariffari e incentivare l’utilizzo del treno anche come modalità per contenere i prezzi dei biglietti.

Aiutare le Associazioni e i Comitati spontanei ad avere una reale partecipazione propositiva, superando il giogo delle sovrastrutture burocratiche e degli interessi dei monopoli più o meno statali, costituisce a nostro giudizio un ottimo esempio di applicazione del principio di sussidiarietà.

Ai candidati sopra elencati va quindi tutto il nostro apprezzamento per la sensibilità e l’attenzione che hanno dimostrato aderendo alla nostra proposta.

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Raimondi è un comunista (Sovietico)

sabato, marzo 27th, 2010

Non gli basta essere al centro di un sistema di potere che sta divorando tutto e occupando tutto e nominando tutto in Lombardia.

Non gli basta l’accesso ad ogni mezzo di comunicazione di massa.

Non gli bastano le decine di milioni di euro che la Giunta Regionale lombarda spende per la sua propaganda.

Non gli basta.

Vuole anche cancellare gli altri partiti dai tabelloni con una campagna di affissioni abusiva, arrogante e illiberale.

Quindi è un comunista. Ma di stampo sovietico.

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Il vino, la bandiera e il voto di domani (e lunedì)

sabato, marzo 27th, 2010

Oggi su BergamoBlog è comparso questo articolo a firma di pnori che ad una cena a casa di amici, tutti di sinistra, alla sesta bottiglia ha detto che avrebbe votato per me. Non so se l’alcol ha influito ma l’analisi è lucida e il racconto è divertente. Si conclude così:

Io alla sesta bottiglia, che avevo bevuto qualcosa delle prime cinque, ho detto a tutti che avevo deciso già da un po’, alla fine voto Saponaro, ma se mi chiedete perché non sono sicuro, è che alla fine le scelte sono così poche, che non trovo il mio colore, allora vado con uno che per lo meno mi sta simpatico. Ma c’è il Morgano, mi ha detto un amico, però io dico, il Morgano è anche simpatico anche lui, l’Agnoletto è bravo, ma la lista mi sembra poco definita, è che io tutti insieme non sono abituato, se si mischiano, poi, si ricordano come si fa ad andare d’accordo, allora mi hanno detto te fai la scelta a vocazione maggioritaria, non lo so ho detto, faccio la scelta che Saponaro almeno è sveglio e magari a dargli il voto quel voto lì va in Regione davvero, perché il Morgano mi sa che no, bello difendere la bandiera, ma a difenderla sul campo di battaglia magari si ottiene qualcosa, che a difenderla in casa, capaci tutti.

E allora voto Saponaro.

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