Archive for the ‘Economia’ Category

“Pieno fino all’orlo” il software che regaliamo in Logimar

martedì, maggio 17th, 2011

Full Filled significa ben riempito, riempito fino all’orlo. Full Filled è infatti un software on line per fare il “Piano di carico” dei container marittimi. Ce ne sono tanti in commercio e si possono comprare per 5, 6 o più mila euro. Un investimento che può essere importante per le piccole imprese che si apprestano a esportare. Un investimento che può essere sostituito dall’esperienza, quella che si fanno – per esempio – gli spedizionieri quando calcolano come riempire i container marittimi, cercando di stiparli il più possibile. Fino all’orlo.

Noi (in Logimar) abbiamo deciso di commissionare a un bravo programmatore il software e poi di metterlo on line per la libera e gratuita fruizione: gratis per i clienti, per i possibili clienti, per i nostri agenti nel mondo e (perchè no?) per i concorrenti.

Male non ci fa… abbiamo pensato. Non è un software “completo”: è’ semplice e quindi non prevede tutte le infininte variabili di forma, elasticità, delicatezza, peso o incompatibilità della materia. E’ un aiuto per accompagnare, velocizzare e ottimizzare il lavoro, il tempo e lo spazio.

E poi c’è un aspetto “green” in tutto questo: migliore è il piano di carico, maggiore è la redditività del container e inferiore è l’emissione di CO2 per trasportare la stessa merce. Insomma, più competitivi, più verdi. Potevamo non lasciarlo fruire gratis?

Green economy, ecosostenibilità e giovani (GD Gallarate)

sabato, febbraio 5th, 2011

Giovedì 10 febbraio alle ore 21.00

Sala ACLI
Via Arnaldo Agnelli 33
Gallarate (VA)

GREEN ECONOMY, ECOSOSTENIBILITÀ & GIOVANI: IL FUTURO NEL PRESENTE

Interveranno:

- PAOLO RICOTTI, docente presso la Facoltà di Economia dell’Università di Milano-Bicocca, Presidente del PLEF (Planet Life Economy Foundation);

- MARCELLO SAPONARO, imprenditore, ex consigliere regionale PD Lombardia;

- FEDERICO ANTOGNAZZA, ingegnere ambientale, membro di 350.org .


Giovani Democratici Gallaratese

(l’appuntamento su facebook)

Gen Etica Mente, lo sviluppo mediteranneo passa da Roma

martedì, gennaio 25th, 2011

Se io fossi il direttore di un quotidiano italiano, esausto da mesi di prime pagine rubydipendenti e fellatiocentriche, aprirei a 9 colonne per la presentazione di un progetto italiano di sviluppo, in campo agro-alimentare, che guarda ad una delle aree di maggiore sviluppo nel mondo: il Nord Africa e il Mediterraneo.

Ma io non sono il direttore di un quotidiano e qualcosa mi dice che invece nulla cambierà nelle prime pagine di domani. Per fortuna oggi (martedì 25/1) c’è la diretta in streaming per seguire la conferenza stampa alle 12.30 sul sito della Fondazione diritti genetici.
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Aprire una nuova frontiera nella ricerca scientifica in Italia nel settore delle biotecnologie: questo il cuore del programma di sviluppo della Fondazione Diritti Genetici, un piano quinquennale di ricerca e progettazione all’avanguardia nel settore delle “biotecnologie soft” alternative agli Ogm, che vede coinvolte scienza, istituzioni, imprese.

Il piano sarà presentato in conferenza stampa a Roma il 25 gennaio alle ore 12.30 presso la sede della Fondazione Diritti Genetici, in via Garigliano 61/A.

Interverranno

Mario CAPANNA – Presidente Fondazione Diritti Genetici
Gianni LETTA – Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Vincenzo TASSINARI – Presidente Coop Italia
Gianni ALEMANNO – Sindaco di Roma
Renata POLVERINI – Presidente Regione Lazio
Nichi VENDOLA – Presidente Regione Puglia
Enzo PALIOTTA – Sindaco di Ladispoli

L’evento sarà trasmesso in diretta dal sito web della Fondazione Diritti Genetici.

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Qui il documento
che sarà distribuito in conferenza stampa dalla Fondazione Diritti Genetici.
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Saldi, dove sono i liberisti? Perchè non li liberalizzano?

sabato, gennaio 8th, 2011

Questo il post che scrissi un anno fa. Non è cambiato ovviamente nulla.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa oggi il Presidente provinciale del PDL, il liberale Carlo Saffioti, che un anno e mezzo fa insieme a me organizzò l’audizione a Bergamo con le associazioni dei commercianti.

I saldi non servono più a nulla se non

1) a un’enorme campagna di promozione fatta due volte all’anno da prime pagine sui giornali e servizi nei Tg

2) ad avvantaggiare mostruosamente le grandi catene e gli outlet che di fatto non hanno vincoli, di fatto i saldi li fanno quando vogliono, spesso anche con linee dedicate di abbigliamento

Io un progetto di legge per liberalizzare i saldi l’ho presentato. Lo scorso marzo il liberale Presidente della Commissione attività produttive Carlo Saffioti organizzò un’audizione, proprio a Bergamo, con le associazioni di categoria e dei consumatori.Saffioti, disse che i limiti dell’attuale regolamentazione dei saldi sono evidenti: la milanocentricità dei tempi e dei modi, le numerose scorrettezze che incentivano, in primis. Dunque: liberalizziamo con juicio quando ci saranno i distretti commerciali.

Poi però più nulla. Il Progetto di Legge giace all’ufficio protocollo, i commercianti continuano a soffrire la concorrenza scorretta di quelli scorretti e dei grandi e i consumatori sono più soggetti ad essere fregati.

La mia richiesta è semplice: liberalizziamo i saldi entro gennaio, in questa legislatura. Decidano i commercianti quando farli, in base alle (diverse) esigenze del territorio e alle (diverse) esigenze di categoria. Sempre più commercianti sono d’accordo, le associazioni dei consumatori sono d’accordo, se non lo fai in Lombardia dove lo fai?

Qui di seguito la relazione al progetto di legge:

Il presente progetto di legge è stato redatto per dare un impulso della liberalizzazione del commercio, al fine di ristabilire un equilibrio tra il commercio di vicinato e quello dei grandi outlet, migliorando le condizioni in cui operano i piccoli e medi esercenti, così da garantire a tutti uguale accesso ai mercati a pari condizioni.
S’intende infatti con questo pdl estendere l’istituto delle vendite straordinarie all’intero arco dell’anno, normandone l’attuazione, al fine di garantire una maggiore possibilità per i piccoli e medi esercizi di reggere la concorrenza con le strutture che delle svendite hanno fatto la loro ragione d’essere, sulla scorta di altri numerosi paesi europei dove già i commercianti possono effettuare in ogni periodo dell’anno sia il saldo che la vendita promozionale per eliminare giacenze di magazzino.
Tale azione ricadrebbe positivamente anche sui consumatori, nel senso di un maggior contenimento dei prezzi: in un momento di crisi e di diminuzione del potere d’acquisto, per gli acquirenti si moltiplicherebbero le occasioni di fare acquisti vantaggiosi in occasione delle vendite speciali di merce. Anche il flusso turistico si avvantaggerebbe di tali occasioni di acquisti scontati tutto l’anno.
Con questo Progetto di Legge si intende quindi esaltare la responsabilità del singolo commerciante in un quadro di generale trasparenza e leale concorrenza e rafforzando il valore promozionale delle vendite straordinarie.
La seguente proposta di legge è composta da 6 articoli.
Gli articoli 1 e 2 individuano l’oggetto e il fine del testo.
L’articolo 3 definisce le vendite straordinarie, specificandone le sottocategorie che le compongono: vendite di fine stagione, vendite promozionali e liquidazioni.
L’articolo 4 stabilisce le modalità di svolgimento delle vendite straordinarie, fissandone la durata massima e la possibilità di ripetizione nell’arco dell’anno.
L’articolo 5 individua un sistema di sanzioni da irradiarsi nei casi di violazione delle regole stabilite.
L’articolo 6 determina l’entrata in vigore della legge.

Debtris, il tetris delle proporzioni (nel mondo)

sabato, gennaio 8th, 2011

Capire le proporzioni del debito, degli investimenti, delle spese e nel mondo. Un po’ come al Tetris.

(via Luca De Biase. Se stai leggendo la nota su facebook, clicca qui)


La versione di Ichino

sabato, gennaio 8th, 2011

Il titolo dato dall’Espresso è, come dire, tendenzioso… più corretto sarebbe stato “Un disastro il No all’accordo”. Ma nessuno è perfetto… l’intervista è di quelle da leggere.

A proposito: è arrivata l’ora di cambiare sostanzialmente lo Statuto dei lavoratori?
“Lo Statuto è stato già modificato in modo molto incisivo diverse volte, nei 40 anni della sua vita. Chi dice “lo Statuto non si tocca” non sa di che cosa parla. E’ l’intera legislazione del lavoro – oggi complessissima e ipertrofica – che va cambiata: occorre un Codice del lavoro semplificato e traducibile in inglese”.

(…)
Può farci il nome di qualche impresa che davvero ha deciso di non investire in Italia per queste ragioni?
“Sei anni fa ho dedicato un libro, “A che cosa serve il sindacato” (Mondadori), a dimostrare questo assunto. Lì ho descritto dettagliatamente diversi casi aziendali: non ho avuto una sola smentita”.

Crede che molte altre aziende seguiranno l’esempio della Fiat, con accordi che prevedano investimenti solo se con deroghe rispetto ai contratti nazionali?
“Non credo che questo accadrà diffusamente nelle aziende a capitale e management italiano. Sicuramente, però, se nel referendum di Mirafiori prevarrà il “sì”, l’esempio Fiat lancerà un messaggio di apertura alle altre grandi multinazionali”.
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(Qui l’intervista completa)

Lo stato del Quinto Stato, a teatro

giovedì, dicembre 9th, 2010

Il 12 gennaio alle 18.30 nel Teatro Agorà della Triennale di Milano metteranno in scena i loro diritti negati e le loro rivendicazioni. Sono gli autonomi professionisti di ACTA, l’associazione dei consulenti del terziario avanzato.

A questo link tutte le informazioni dello spettacolo teatrale che hanno prodotto. Di seguito invece l’articolo di Dario Di Vico, editorialista del Corriere della Sera.

(continua…)

Secondo scoglio a destra [intervista su Smarter City]

lunedì, dicembre 6th, 2010

E’ la mia prima intervista sui trasporti da imprenditore. L’intervistatrice è Letizia Palmisano, giornalista ambientale, e la testata è Smarter City, la rivista “powered by Ibm” ospitata da Liquida.

Parliamo delle autostrade del mare, di trasporti più green, di corridoi europei, delle infrastrutture che mancano.

Tra le altre cose ho detto questo:

Dal 2008 l’Italia ha sperimentato l’ecobonus per gli autotrasportatori che imbarcano il proprio mezzo sulle navi che percorrono le “autostrade del mare” italiane. A gennaio scade  e sarebbe un errore non rinnovarlo per altri tre anni.

E sarà che sono antipatico al Presidente, sarà che la Palmisano mi ha intervistato troppo tardi… La Repubblica scrive che il Governo va nella direzione opposta, al buonsenso:

Strana, la storia dell’ Ecobonus: il provvedimento funziona, non costa tanto, è utile per l’ ambiente. Addirittura, l’ Europa lo prende a modello. Ma non basta per tenerlo in vita. L’ ultima Finanziaria lo ha “congelato”, per il momento. (…)

Uno sforzo finanziario contenuto per un risultato importante: in tre anni, cioè da quando l’ Ecobonus è partito, sono stati trasferiti 500 mila Tir l’ anno dalla strada al mare.

Un’ultima domanda:

Perchè le autostrade del mare spostano solo il 4% delle merci in Italia? (Mi ha chiesto Letizia Palmisano)

Perchè la gomma ne sposta l’88%. (…)

(e poi continua su Smarter City)

Ogm, Galan e il “Principio di imprudenza”

sabato, dicembre 4th, 2010

L’avevo detto: rimpiangeremo Zaia, rimpiangeremo Alemanno e rimpiangeremo pure Pecoraro Scanio.

Galan, Ministro dell’Agricoltura, ha dichiarato:

“la legislazione attuale consente di vietare la coltivazione solo se si ha motivo fondato di ritenere che un Ogm rappresenti un rischio per la salute umana e per l’ambiente”

Ovviamente non è vero. Il principio che regola la legislazione è quello di “precauzione“. Galan – invece – sostiene il contrario. E se ne frega della sicurezza, dei rischi di inquinamento delle colture tradizionali o biologiche confinanti e se ne frega pure di tutelare il made in Italy, la qualità e il marchio della produzione agricola italiana: l’unico “petrolio” di cui dispone il nostro paese.

E tutto questo mentre hanno chiuso il Parlamento.

Tariffe atomiche

mercoledì, dicembre 1st, 2010

Più o meno per l’entrata in vigore delle nostre centrali (o forse è meglio dire: più o meno quando inizieremo – forse – a costruirle) il costo del nucleare si profila così:

NUCLEAR energy will be more expensive than most forms of renewable energy by 2020, according to the University of NSW energy expert Mark Diesendorf.

Fonte: The Sidney Morning Herald

In aggiunta, metteteci che noi non abbiamo uranio… salvo il giacimento tra la Val Seriana e limitrofi…