Democratica TV
domenica, febbraio 10th, 2008Ha ragione Mantellini: non è democratica la TV se ti obbliga a scaricare il plugin di Microsoft.
Ha ragione Mantellini: non è democratica la TV se ti obbliga a scaricare il plugin di Microsoft.
Fa bene all’umore partecipare a un convegno come quello di questa mattina al Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo. Intorno a un tavolo, organizzato dalla Fondazione Italcementi, si sono confrontati Joseph Stiglitz, Premio Nobel per l’Economia, Tito Boeri, direttore de LaVoce.info e Moushira Khattab, vicepresidente del Comitato delle Nazioni Unite per i Diritti dell’Infanzia. Si parlava di Sviluppo sostenibile (o intelligente, come lo ha definito lo scrittore Suketu Mehta in uno dei tanti contributi video). Si è detto che sviluppo e crescita sono sempre più sinonimi di ambiente e sostenibilità. E’ stata evitata la facile demagogia sulla social responsability delle aziende, ricordando che spesso i comportamenti sono irresponsabili. Alla politica è stato chiesto di essere coerente (per esempio) nelle scelte fiscali, ricordando che se fosse ridotta l’accise sui carburanti si incentiverebbero i combustibili fossili. Si è aggiunto che per costruire sviluppo sostenibile dobbiamo puntare su istruzione e condivisione della conoscenza.
Poi, al termine della tavola rotonda, Stiglitz ha sottolineato che per far ciò dobbiamo sostenere il movimento open source.
Doveva essere un cenacolo della classe dirigente bergamasca e lombarda. Sembrava d’essere a un convegno della miglior parte ecologista di questo paese.
Qualcosa sta cambiando?
Utile serata al Caffè letterario per parlare con Robi Bertoli, Lele Rozza, Fausto Amorino, i Grillini e alcuni Bergamobloggers di rete cittadina, wifi, software libero e diritti all’accesso. Ne scrivo in ritardo, tirando indietro l’orologio di wordpress, per non creare disordine temporale…
![]()
Il Comune di Bergamo, probabilmente, sta sbagliando nel perdere l’occasione al riacquisto dei “cavi” di Bas.com (l’azienda costola della Bas ora proprietà del gruppo Asm).
Le reti digitali hanno un’importanza strategica, di servizio pubblico, al pari delle reti stradali e ferroviarie. Forse ancora di più. E poi, sono un pezzo della politica pubblica per superare il digital divide, per estendere l’accesso e la comprensione della rete.
Abbiamo costituito un gruppo che sarà coordinato da Armando del Meet up per studiare proposte alternative che considerino il riacquisto.
Chi vuole partecipare, in attesa del Blog di lavoro, mi può contattare.
Sabato mattina sono qui, a parlare dei nuovi diritti, dei nuovi privilegi e, soprattutto, delle nuove opportunità che l’era dell’accesso pone al mondo ma anche alle nostre parti, il mondo occidentale. Costo degli apparecchi, (an)alfabetizzazione, copertura della rete: esperienze e idee per accedere in tanti. Allo Smau, sabato 20 alle ore 11.00.
Purtroppo è riservata agli americani la bella iniziativa di Nicholas Negroponte per donare a Natale un laptop a un bambino africano. A novembre, e solo dal 12 Novembre, il progetto vuole che si regali l’accesso con un laptop pensato e costruito apposta per i bambini poco alfabetizzati. Il costo è di 200 $ per un laptop, 400 $ per due… e così via.
La notizia l’ho letta su numerosi blog (Pandemia, Manteblog…). Nei commenti si legge anche anche molta insofferenza del tipo “prima del laptop mandiamogli il cibo” oppure “mi sembra che le priorità siano altre”. Invece io credo che solo così si possa insegnare a pescare nel mondo globale. Si può anche regalare il pesce ma l’esperienza insegna che già prima che il bastimento arrivi, la testa inizia a puzzare…
Scriverò a mio zio… l’americano.
Sarà un evento di quelli che non possono scordarsi. Non tanto quanto la prima dei Simpson, che mi son perso, ma quasi… Ieri, mi chiama Lele per dirmi che in giornata Richard Stallman, il padre del free software nel mondo, sarebbe stato a Pavia per ricevere una laurea Honoris Causa in ingegneria e mi propone di organizzare qualcosa insieme a Milano. Deve parlarne con lo Stallman italiano prima ma non dovrebbero esserci problemi. “Certo! Subito!” E’ ovviamente la mia risposta. Ma non si può fare un incontro qualunque, sottotono, dobbiamo portarlo nel cuore della politica lombarda: dal Presidente del Consiglio Regionale! **
E così, giovedì mattina alle 10,30, avrò l’opportunità di conoscere e parlare con Richard Stallman. Gli dirò che una ventina di Consiglieri hanno presentato un progetto di Legge per sostenere i formati aperti, l’open source e il free software nella P.A. e poi… vediamo cosa dice e accade.
** Un incontro pubblico, aperto alla discussione generale sarebbe stato meglio, d’accordo, ma il giovedì mattina…
I “silver surfer” sono gli anziani che navigano.
Leggo da questo interessante post su piublog che l’Italia è sotto la media europea anche per la quantita’ di anziani che si connettono (9% contro 25%).
Bisogna capire i motivi di queste percentuali. E perchè in Italia i fattori di esclusione pesino più che in altri Paesi. I fattori sono la difficoltà di approccio al PC partendo da zero, il costo di ingresso e la formazione carente.
Il fatto che il social networking non sia “appannaggio solo dei giovani”, come leggiamo nell’articolo, chiarisce che lo strumento in se è assolutamente straordinario ed di enormi potenzialità sia in termini di mantenimento della socialità (attraverso una banale chat e’ possibile tenersi in contatto con gli amici) sia per quanto riguarda la sicurezza.
E’ ovvio che non si possono sostituire le relazioni (e ci mancherebbe) ma il PC, la rete e il software, con le dovute precauzioni possono essere eccellenti strumenti per ovviare all’imbambolamento da TV generalista.
Un lavoro in tal senso va fatto, sia per la formazione che per la dotazione infrastrutturale. Chissa’ mai che non riusciamo a scrivere insieme un Progetto di Legge…
Leggo con interesse su gnuvox il bell’articolo sulla questione del digital divide.
Come noto il digital divide e’ quello spazio teorico che separa quanti hanno accesso all’informazione per via telematica da coloro che questo accesso non lo hanno.
E’ il caso della poverissima africa e di molti paesi del terzo e del quarto mondo, che hanno anche enormi problemi infrastrutturali ma e’ anche un problema del primo mondo, e della ricca Lombardia, dove il PC rappresenta ancora un bene di lusso e sono molti a non avere accesso alla rete.
Infatti nonostante una notevole presenza di infrastrutture la situazione in molte scuole primarie e secondarie e in molte biblioteche, per parlare degli hub naturali per l’accesso all’informazione e’ ancora disastrosa. D’altra parte assistiamo a uno sciupio di risorse straordinario, considerando quanti PC vengono dismessi ancora funzionanti a causa del cambio di sistema operativo, sempre piu’ avido di risorse.
E’ assurdo. Un sacco di rifiuti (i PC funzionanti appunto) e molte persone che non possono accedere alla rete a causa di mancanza di strumenti adatti.
La soluzione esiste, il software libero che, grazie alla sua modularità, consente di recuperare vecchi PC e di metterli a disposizione di chi ne ha bisogno, senza costi di licenza, attraverso distribuzioni che oltre ad essere liberamente scaricabili dalla rete, consentono di mettere le mani nel software, dando la reale possibilità di capire che cosa succede e come funzionano le macchine.
Ci abbiamo lavorato e ci stiamo lavorando con il progetto politica del software che ha porodotto un PDL ora al vaglio per la discussione in commissione.
E’ necessario continuare a lavorare affinche il software libero e i formati aperti diventino un’ asset per la PA lombarda e non solo.