Archive for the ‘Digital divide’ Category

Domani in Piazza

giovedì, dicembre 10th, 2009

Una piazza anche a Bergamo: per i diritti e le aspirazioni degli italiani. E una piazza in più, telematica: per il diritto all’accesso e all’informazione, senza i quali anche i primi saranno sempre più messi in discussione.

La carica dei 100 (per il libero Wi-Fi)

giovedì, novembre 26th, 2009

Il 31 dicembre 2009 sono in scadenza alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu (”Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”) che assoggettano la concessione dell’accesso a Internet nei pubblici esercizi a una serie di obblighi quali la richiesta di una speciale licenza al questore.

Lo stesso Decreto, inoltre, obbliga i gestori di tutti gli esercizi pubblici che offrono accesso a Internet all’identificazione degli utenti tramite documento d’identità .

Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, senza alcuna analisi d’impatto economico-sociale e senza discussione pubblica. Doveva essere provvisoria, ed è infatti già scaduta due volte (fine 2007 e fine 2008) ma è stata due volte prorogata.

Si tratta di norme che non hanno alcun corrispettivo in nessun Paese democratico; nemmeno il Patriot Act USA, approvato dopo l’11 settembre 2001, prevede l’identificazione di chi si connette a Internet da una postazione pubblica.

Tra gli effetti di queste norme, ce n’è uno in particolare: il freno alla diffusione di Internet via Wi-Fi, cioè senza fili. Gli oneri causati dall’obbligo di identificare i fruitori del servizio sono infatti un gigantesco disincentivo a creare reti wireless aperte.

Non a caso l’Italia ha 4,806 accessi WiFi mentre in Francia ce ne sono cinque volte di più.

Questa legge ha assestato un colpo durissimo alle potenzialità di crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a Internet.

Nel mondo la Rete si apre sempre di più, grazie alle tecnologie wireless e ai tanti punti di accesso condivisi liberamente da privati, da istituzioni e da locali pubblici: in Italia invece abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiali, contrarie alla sua immediatezza ed efficacia e onerose anche da un punto di vista economico.

Questa politica rappresenta una limitazione nei fatti al diritto dei cittadini all’accesso alla Rete e un ostacolo per la crescita civile, democratica, scientifica ed economica del nostro Paese.

Per questo, in vista della nuova scadenza del 31 dicembre, chiediamo al governo e al parlamento di non prorogare l’efficacia delle disposizioni del Decreto Pisanu in scadenza e di abrogare la previsione relativa all’obbligo di identificazione degli utenti contribuendo così a promuovere la diffusione della Rete senza fili per tutti.

Questo appello è stato scritto e proposto da Alessandro Gilioli, Guido Scorza, Sergio Maistrello, Raffaele Bianco. Insieme ad altri 96 l’ho firmato e lo sostengo.
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(continua…)

Cara, mi si è ristretta la banda

giovedì, novembre 5th, 2009

Il Governo si è mangiato 800 milioni di euro destinati alla banda larga. Puntano al sottosviluppo?

Gli 800 milioni per la banda larga potevano essere investiti per sostenere il rilancio economico. Oppure potevano essere messi sotto il materasso, in attesa della fine della crisi. A quanto pare, ha vinto il materasso. (Letta, sul Sole e sul Corriere delle Comunicazioni, via Alessandro)
La notizia arriva giusto prima dell’importante cda di Telecom Italia di domani.
(Luca De Biase)

Se gli investimenti sulla banda larga (lo stanziamento di cui tratta è di 800 milioni di euro) verranno dopo aver risolto i problemi dell’occupazione vuol dire che bisognerà aspettare molti anni. Durante i quali continueremo a chiederci: ma non ci avevano detto che la banda larga (Internet per tutti) creava occupazione? Evidentemente c’è stato un equivoco: sarà la piena occupazione ad aprire la strada alla banda larga.
(Giorgio Meletti)

No, non è un Paese per Internet

I principali paesi stranieri, infatti, non la pensano così: hanno già da anni piani nazionali per estendere la banda larghissima. Per fare un paio di esempi, la Germania punta al 75% delle case entro il 2014, mentre la Francia vuole portare la banda larga in 4 milioni di case nel 2012, con un investimento di ben 10 miliardi di euro.
(PD Vedano Olona)

Le priorità sono altre.
Ad esempio il digitale terrestre di Mediaset.
(Il Blog di Lucacicca)

Alcune considerazioni spicciole: il paese è in crisi fiscale, come i più avvertiti tra voi avranno realizzato. Non c’è nulla di male a stabilire delle priorità, anzi è  una prova di responsabilità e realismo. Il discorso cambia leggermente quando, tra i proclami di uno dei principali esponenti dell’esecutivo e la pietra tombale posta dall’”internet umano” di Palazzo Chigi (uno che la banda ce l’ha da sempre larghissima) passano solo diciassette giorni.
(Phastidio.net)

Era un piano per portare la banda larga 20 Megabit al 96% della popolazione entro il 2012, e almeno i 2 Megabit alla parte restante. Un piano di livello base, per risolvere i nodi più stringenti della nostra rete, afflitta da problemi di copertura (il 12% degli italiani non può avere nemmeno i 2 Megabit) e da una crescente saturazione che rallenta le connessioni degli utenti.
(Vittorio Pasteris)

Italia.it è on line. A Bergamo ci sono Piazza Vecchia e il Parco dei colli… (era “Si vede che viaggiava in treno…”)

giovedì, luglio 16th, 2009

Il nuovo portale Italia.it doveva essere on line questa mattina.
Alle 16.31 Fiore si è collegato e ha trovato una richiesta password. Alle 17.44 mi sono collegato io… e ancora la password. Insomma, come presentare al meglio l’Italia se non con i ritardi della linea?

Update 18.06: Il portale è online!

A Bergamo (per il momento?) ci sono Piazza Vecchia e il Parco dei Colli.

Abrogato il D’Alia. Evviva.

mercoledì, aprile 29th, 2009

La demenziale proposta del Senatore D’Alia è stata abrogata. E’ un successo della rete di cui andare orgogliosi. Un bravo, sicuramente, anche al parlamentare del PDL Roberto Cassinelli. E a tutti i parlamentari della Commissioni Affari costituzionali e Giustizia che hanno votato per la soppressione dell’Art. 60.

Update: il commento di Guido Scorza su PI

La decrescita infelice del web in Italia (mediani verso il basso)

venerdì, dicembre 5th, 2008

Leggo da Luca che sno stati pubblicati i dati sull’utilizzo di Internet da parte delle famiglie europee.
Si legge una sensibile crescita dal 2007, in media il 6%, con un range di utlizzo tra il 25% della Bulgaria e l’86% dell’Olanda.
Tutte le nazioni crescono, Tutte tranne l’Italia, inchiodata in una poco lusinghiera metà classifica perde un punto percentuale e passa dal 43 al 42%.
Non è il punto percentuale in meno che mi preoccupa. Mi preoccupano i “vicini” (Cipro, Portogallo, Polonia, Repubblica Ceca…) e i “lontani” (Germania, Francia, Inghilterra, Svezia…).
E’ evidente che il web non e’ considerato un bene primario nel nostro Paese, nonostante sia diventato un importante driver per l’innovazione e per l’economia. E siamo in controtendenza rispetto all’Europa più moderna. E invece di preoccuparci di questo, parliamo e litighiamo e consumiamo “inchiostro” su Villari, Alfano, l’Iva di Sky.
Dovremmo leggere il bel post di Federico, un animatore intelligente del web italiano in questi anni.
Federico lascia l’Italia, perchè è giovane, capace e non trova motivi sufficienti per rimanere. Va alla ventura, come capitava tanti anni fa.
Beh un sorriso da parte mia e un sincero in bocca al lupo :-)

Obama è Open

giovedì, novembre 20th, 2008

Guido Romeo: Se anche il presidente Obama è Open

I fautori dei creative commons e dell’accesso aperto possono sfregarsi le mani. Anche il prossimo presidente Usa sembra un convinto utilizzatore delle licenze di condivisione. Ecco il suo “candid set” della notte delle elezioni su Flickr.
Un altro punto sul quale aspettarsi novità dopo l’insediamento di Gennaio? Incrociamo le dita…

Mi sembra un bel segnale che conferma la competenza di Obama (almeno nella scelta dei collaboratori) e l’attenzione alle cose che succedono sul web.
Peraltro l’utilizzo di una licenza CC “Attribuzione -Non commerciale- Condividi allo stesso modo 2.0 Generico” è un ottimo modo per salvaguardare la proprietà intellettuale delle fotografie, permettendone però l’utilizzo universale.
Noto, fra l’altro, che l’account di Obama su flickr non è “pro”. Forse qualche dollaro in più poteva essere investito… ;-)

La faccia di Bergamo nel web. Bene.

mercoledì, ottobre 29th, 2008

L’avevo chiesto e sono molto contento che sia avvenuto. La Città di Bergamo è su Facebook da oggi e, come Singapore, comunicherà anche sul social network con i cittadini. Soprattutto i più giovani, quelli che la Tv non la guardano e i giornali non li leggono ma di informazioni ne ricevono fin troppe. In rete.
E non è finita qui perchè tramite Bergamonews scopro che Bergamo è anche su Youtube.

Bit & Bio (week end tra bioagricoltura sociale e software libero)

venerdì, ottobre 24th, 2008

Domani mattina sono alla Cooperativa Aretè di Torre Boldone. Si parla della “bioagricoltura sociale“, quella “buona, giusta e solidale”. Ma dovrò scappare poco dopo a Cinisello Balsamo per il Linux Day. Qui è l’associazione Lifos a organizzarlo.
Sempre Linux Day domenica mattina a Milano, grazie a Openlabs.
E’ bello partecipare al Linux day sapendo che la Sardegna porta avanti ciò che da anni propongo in Lombardia e che il Presidente della Repubblica ci benedice. I tempi cambiano. Cambierà anche la Regione Lombardia…

(continua…)

Bergamo, Roma, Milano nel libro delle facce contro l’analogical divide

sabato, agosto 30th, 2008

Tutti parlano di Facebook. Politici, giornalisti, liberi professionisti e tanti tantissimi giovani. Per alcune fasce d’età la presenza si avvicina probabilmente al 100% della popolazione e sono le fasce d’età più difficilmente avvicinabili con i mezzi e il linguaggio consono della politica. Forse è il caso che la politica inizi a pensare a Facebook al di là dell’uso “elettorale”.
A Singapore l’hanno già capito.
Perchè non fare anche noi come la città stato dell’Estremo Oriente? Perchè non utilizzare una pagina di Facebook e tutte le sue applicazioni per comunicare con i cittadini: dal capoluogo al più piccolo dei comuni.
Facebook non è semplicemente un sito, non è un blog, non è una newsletter e non deve sostituirsi a questi. E’ un social network, qualcosa di molto simile ad un città nel mondo digitale.