
Le prime parole programmatiche di Diego Frazzini, candidato Sindaco a Dalmine, ci piacciono:
Ambiente, incentivazione delle energie alternative, sviluppo urbanistico equilibrato e limitato consumo del territorio, traffico e viabilità, ciclabili, trasporto pubblico, parcheggi, sostegno al commercio cittadino e alle attività artigianali, politiche giovanili
Parole giuste. In dieci anni di centro sinistra le abbiamo richiamate molte volte. Spesso con soddisfazione finale e a volte no. Parole da convalidare con persone all’altezza delle idee che devono esprimere. Così, con queste intenzioni, noi ci saremo.
Però il centro sinistra non basta a se stesso, questa volta. Abbiamo vinto per due volte le scorse elezioni comunali facilitati dalla divisione e dall’inconsistenza dei nostri avversari. Inconsistenza che si manifesta ancora, ad ogni Consiglio Comunale, dai banchi perennemente vuoti di Forza Italia. Abbiamo vinto cinque anni fa, trascinati dal grande consenso acquisito da Francesca Bruschi. Un consenso che andò molto al di là degli schieramenti e delle ideologie, frutto di una fiducia accumulata dal Sindaco sulla sua persona. Un consenso da non disperdere.
In queste settimane ho lavorato per l’unità del centro sinistra. Proprio non riesco a comprendere la volontà degli amici socialisti di farsi lista civica e di voler correre da soli, con un proprio candidato Sindaco. Proprio non riesco a capire la volontà di Rifondazione Comunista di voler correre da sola, con un proprio candidato Sindaco, dopo dieci anni di pragmatica condivisione di proposte in Dalmine Democratica.
Se vogliamo bene a Dalmine dobbiamo essere generosi e sacrificare la visibilità che offre un candidato Sindaco in più. Dobbiamo unire il Centro Sinistra per andare oltre il Centro Sinistra. Dobbiamo rivendicare le molte opere e i molti servizi costruiti in questi dieci anni, correggere gli errori e offrire ai cittadini un’idea di città per cui valga la pena di continuare a impegnarci.
Noi ci saremo.