Il blog di

Marcello Saponaro

Due “NO” per l’acqua pubblica

Lo scorso 11 aprile scrissi un post per spiegare i motivi per i quali un ecologista dovrebbe – a mio avviso – votare “No” al Referendum sull’acqua del 12 e 13 giugno.

Nel frattempo il PD ha definitivamente deciso di sostenere il doppio SI. Una decisione sbagliata e in contraddizione con quanto cercammo di fare quando eravamo al Governo con Prodi  (e che la sinistra radicale ci impedì di fare). Me lo ricordo bene perchè in quel frangente ero nella segreteria nazionale dei Verdi e mi opposi solitario all’alleanza del “nostro” Ministro (Pecoraro Scanio) con Ferrero e Diliberto contro il pacchetto di liberalizzazioni di Bersani e Lanzillotta. Vinsero Pecoraro Scanio, Ferrero e Diliberto e l’acqua fu stralciata dal pacchetto…

Alcune voci, però, si sono levate (nel PD) in questi giorni per sostenere – quantomeno – il No al secondo quesito sull’acqua: quello che vorrebbe eliminare la remunerazione del capitale investito.  Tra gli altri, Chiamparino, Renzi, Enrico Letta, Enrico Morando.

Il 12 e il 13 giugno, dunque, andiamo a votare ma andiamo a votare leggendo, pensando e valutando il testo che ci viene chiesto di abrogare. Non la “spallata” a Berlusconi che rischia di diventare una “spallata” al buon senso e ai valori fondativi del Partito Democratico.

Qualcosa da leggere prima di scegliere:

“Dietro la bandiera dell’acqua pubblica il primo quesito punta a tornare, non solo nel settore idrico, ma anche in quelli dei rifiuti e dei trasporti, alla mera gestione diretta dei servizi da parte dei comuni, peraltro tuttora prevalente” (…) “Il referendum punta a liquidare i tentativi avviati dai governi di centrosinistra per portare i servizi pubblici locali a una gestione industriale orientata all’efficienza e superare finalmente forme di gestione dei servizi che sono finite nel vicolo cieco di un drammatico fallimento (…) È sconfortante dover constatare che il secondo quesito referendario costituisca un ritorno a concezioni ingenue risalenti all’infanzia della sinistra e di cui già Marx aveva fatto giustizia”

Claudio De Vincenti, già consigliere economico del viceministro delle Finanze, Vincenzo Visco, e presidente del Nars

“Blocco dell’impiego di capitale proprio, tutto a debito, con leve finanziarie lunghissime; le banche diventerebbero il soggetto economico che domina la politica degli investimenti nel settore; il debito pubblico implicito (ed esplicito) aumenta, a carico delle generazioni future. Insomma, a me sembra che valga la pena impegnarsi per far vincere il No a questo referendum”

Enrico Morando, parlamentare PD

“In un quadro di crisi della finanza pubblica la tariffa è l’unico modo per coprire i costi di investimento e di gestione, per stimolare gli interventi necessari a migliorare i servizi resi ai cittadini” (…) “di per sé la gestione privata non è incompatibile con la fornitura di un servizio accessibile a tutti. Così come, all’opposto, la gestione pubblica purtroppo non è garanzia sufficiente della fruizione diffusa del bene e soprattutto della sua qualità”

Giulio Napolitano, docente di diritto amministrativo ed esperto di diritto pubblico dell’economia

“Se dovesse passare il referendum sull’acqua faremo un tragico passo indietro in direzione di una minore liberalizzazione” (…) “nella legge Ronchi-Fitto, che sara’ sottoposta a votazione il 12/13 di giugno c’è scritto che l’acqua resterà un bene pubblico quindi non e’ in discussione; è in discussione il modo con cui si affida la gestione dei servizi di captazione, distribuzione, depurazione dell’acqua, di raccolta, smaltimento, termovalorizzazione dei rifiuti, di trasporto locale”  (…)  ”tutti gli investimenti che in questi tre settori si calcolano nei prossimi dieci anni, per 120 miliardi di euro, vanno sul debito pubblico. Siccome dobbiamo, per vincolo europeo, sanzionato ormai dall’Europa oltre che dai mercati, ridurre il debito pubblico del famoso 1/20esimo, praticamente del 3% l’anno, come si fa ad investire in questi settori, che hanno disperato bisogno di investimenti?”

Franco Bassanini, già ministro del Governo Prodi, Presidente della Cassa Depositi e presiti

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.

40 Comments on Due “NO” per l’acqua pubblica

  1. Livio
    5 giugno 2011 alle 9:49 am (745 giorni ago)

    Semplicemente facendo grossi tagli ai costi della politica. E una volta per tutte togliendo questi inutili privilegi che sono un abuso economico alle nostre tasche. E che in questo momento di crisi sarebbe una ottima cosa mostrare un pò di responsabilità da parte loro. I soldi vanno presi dai nostri rappresentanti quando ce ne è assoluta necessità, ma qui si abusa e da tanto tempo. E’ ora di fare veramente giustizia visto che il premier pensa alla giustizia e ci vuole illudere che lo fa a nostro vantaggio, ma per il momento non è così, e, i suoi, come in passato, continuano nello sperpero del nostro danaro, senza un minimo di consapevolezza delle condizioni di povertà di una bella percentuale degli italiani, e poi fanno gestire ai privati cose che sono nostre e che possono gestire i nostri rappresentanti politici, per nostro conto,con i nostri soldi, se fosserro capaci di essere onesti e di non rubare.

  2. Livio
    5 giugno 2011 alle 9:54 am (745 giorni ago)

    E mi scusi se insisto, io al referendum voterò si. Amo il mio paese e voglio continuare a sentirmi libero e non voglio adeguarmi alle costrizioni politiche dettate dalle loro cattive abitudini. Per cambiare in meglio non dobbiamo chinare la testa, ma combattere onestamente con i mezzi che ancora abbiamo a disposizione. E il referendum è uno di questi. Votate si, e, buona votazione.

  3. Daniele
    5 giugno 2011 alle 10:41 am (745 giorni ago)

    A me la cosa che preoccupa è che la gestione dell’acqua debba essere remunerativa per i privati. Se la facciamo diventare remunerativa -si dice- loro faranno gli investimenti. Ma chi ce lo garantisce?

    La storia di certo no. Non esiste un project finacing in Italia in cui i privati si siano assunti il rischio di un investimento con una remunerazione di là da venire.

    E poi la cosa che non sta in cielo è che la legge obbliga tutte le società di gestione pubblica a far entrare i privati per una certa quota. Anche le società pubbliche perfettamente sane e in attivo come quella di Milano, per esempio. Non capisco perché. Mi pare sia la solita ideologia del privato è meglio del pubblico, così per partito preso.

    Quindi io voto sì.

  4. marcello saponaro
    5 giugno 2011 alle 10:46 am (745 giorni ago)

    Daniele, il testo che abroga il referendum non dice che “Se la facciamo diventare remunerativa -si dice- loro faranno gli investimenti”. Dice che se fanno (pubblico e anche privato) investimenti allora in tariffa c’è anche la remunerazione del capitale investito. Il contrario di quello che hai scritto tu.
    ciao

  5. Daniele
    5 giugno 2011 alle 11:09 am (745 giorni ago)

    non mi sono espresso bene.

    Sono contrario all’assunto di base del decreto Ronchi per cui i privati devono entrare per forza, nella misura del 40%, nelle società di gestione dell’acqua. Perché il privato e solo il privato sarebbe a garanzia dell’efficienza, etc etc. Da qui il primo sì.

    Le tariffe devono essere remunerative se la società è pubblica perché la pubblicità mi garantisce (in teoria e, se in pratica non lo è, ho il diritto di rivendicare un’illegittimità) che il margine di guadagno sia a copertura degli investimenti. Tutto questo per una società privata non vale: come si stabilisce l’entità dell’ “adeguata remunerazione” del capitale investito? Si tratta della remunerazione che copre costi e ha un 10% di plusvalenza? un 20%, 30%, 40%? Per me la remunerazione deve coprire soltanto i costi di investimento e creare il margine per successivi investimenti. Questo da un privato non puoi pretenderlo. Ecco il secondo sì.

    Ma si dice: non ci sono soldi, come li facciamo gli investimenti. Solo i privati hanno i capitali per anticipare. Primo, come dice Livio, pretendo che si tagli al spesa pubblica inutile senza tagli lineari. Secondo, i privati in Italia non hanno mai rischiato nulla.

  6. Kuda
    5 giugno 2011 alle 11:10 am (745 giorni ago)

    Come sai sono per due si, in particolare per il primo quesito perchè verrebbe a decadere l’obbligo di indire le gare di privatizzazione entro il 31 dicembre 2011, conservando così la facoltà di continuare a gestire direttamente acqua, rifiuti e trasporti pubblici locali, cioè i tre servizi pubblici locali oggetto dell’art. 23. Questo, nei territori dove la gestione pubblica è buona (vedi lombardia) sarebbe un bene. Dove il pubblico fa acqua ci saranno politici che si candideranno alle elezioni proponendo la privatizzazione del servizio, se saranno votati, potranno privatizzare.

  7. Champ
    5 giugno 2011 alle 11:42 am (745 giorni ago)

    @Kuda, se vince il secondo si questo no potrà avvenire: un si e un no è la scelta più saggia (e per il pd più coerente, ma questo è un dettaglio)

  8. Tooby
    5 giugno 2011 alle 11:58 am (745 giorni ago)

    >Sono contrario all’assunto di base del decreto Ronchi per cui i privati devono entrare per forza, nella misura del 40%, nelle società di gestione dell’acqua.

    Pure io sono contrario. E fortunatamente non è vero: come dice il comma 8 al suo principio quello è il regime transitorio se si vogliono mantenere le gestioni in essere. Se non le vogliono, se vogliono l’acqua in mano pubblica al 100%, basterà che i Comuni creino una SpA 100% pubblica e le facciano vincere la gara.

    La legge non prevede l’obbligo di privati nell’acqua, solo l’obbligo di gara ad evidenza pubblica (cosa che, tra l’altro, prevede l’Europa nella direttiva quadro e in quelle collegate, e quindi sarà obbligatoria anche in caso di abrogazione della legge nazionale).

  9. pasquale
    5 giugno 2011 alle 12:09 pm (745 giorni ago)

    Perchè non provi a chiedere come vanno le cose in provincia di Agrigento dove la gestione è privata? Dopo ne parliamo.

  10. Tooby
    5 giugno 2011 alle 12:30 pm (745 giorni ago)

    Perché *dopo* ne parliamo? Parliamone ora.

    Perché gli amministratori pubblici hanno permesso quello scempio? Perché non hanno fatto come a Milano o a Udine (due dei tre casi che ho studiato) dove l’acqua è a maggioranza (Udine) o totalmente (Milano) in mani pubbliche?

    Ma soprattutto, che c’entra il referendum? (Si prega di leggere il commento sopra prima di rispondere)

  11. pasquale
    5 giugno 2011 alle 1:25 pm (745 giorni ago)

    Dopo ne parliamo perchè si renda conto come vanno male le cose:disservizi,burocrazia,costi più elevati……per questo ed altro quattro convinti SI.

  12. emiliano
    5 giugno 2011 alle 1:37 pm (745 giorni ago)

    c’è un errore di fondo in questo discorso. non è assolutamente vero che votando sì ai quesiti sull’acqua si tornerebbe alla gestione pubblica dell’acqua, ma si applicherebbe invece la normativa europea “Si ricorda che la Corte Costituzionale il 12 gennaio 2011 ha appena dato il via libera a un referendum abrogativo dell’articolo 23-bis del Dl 112/2008. Nell’ammettere il quesito referendario, la Corte Costituzionale ha precisato che “all’abrogazione dell’articolo 23-bis, da un lato, non conseguirebbe alcuna reviviscenza delle norme abrogate da tale articolo (reviviscenza, del resto, costantemente esclusa in simili ipotesi sia dalla giurisprudenza di questa Corte ? sentenze n. 31 del 2000 e n. 40 del 1997 –, sia da quella della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato); dall’altro, conseguirebbe l’applicazione immediata nell’ordinamento italiano della normativa comunitaria (come si è visto, meno restrittiva rispetto a quella oggetto di referendum) relativa alle regole concorrenziali minime in tema di gara ad evidenza pubblica per l’affidamento della gestione di servizi pubblici di rilevanza economica” dal sito di Reteambiente

  13. Kuda
    5 giugno 2011 alle 2:22 pm (745 giorni ago)

    Esiste un caso al mondo in cui una gara per la gestione dell’acqua a cui potessero partecipare anche imprese private sia stata vinta da un’azienda al 100% pubblica? Io non lo conosco.

  14. Tooby
    5 giugno 2011 alle 4:01 pm (745 giorni ago)

    @Kuda: ad esempio, Parigi, anche se Eau de Paris, in poche parole, era l’unico concorrente, visto che il Comune aveva chiaramente deciso un cambio di rotta rispetto al passato.

  15. Tooby
    5 giugno 2011 alle 4:02 pm (745 giorni ago)

    (Questo per dire che ciò che conta è la volontà del pubblico: se vuole che l’acqua resti in mani pubbliche, resterà in mani pubbliche, se vuole altrimenti sarà altrimenti)

  16. Diego
    5 giugno 2011 alle 7:23 pm (745 giorni ago)

    una società privata non lavora per la ‘buona causa’. Deve fare profitto. Se si fà profitto su un bene pubblico, per portarlo, gestirlo, depurarlo etc etc. significa mettere un bene pubblico in mano ai privati e questo significa privatizzare.

    Qui il problema stà nell’obbligatorietà di affidare la gestione a privati. Questa non è una liberalizzazzione. Non avremo più società private che ci offrono tariffe competitive sull’uso. Non posso scegliere un altro rubinetto. Questo è dare in concessione senza offrire la scelta al consumatore.

    Non porta operatori a mettersi in concorrenza.

    Il Partito Democratico vota SI e invita a votare SI contro la legge sulla ‘privatizzazione forzata’ della gestione dell’acqua perchè l’acqua è un bene pubblico… Pierluigi Bersani –

    http://youtu.be/zhKd_X-dzGw

  17. Marcello Saponaro
    5 giugno 2011 alle 7:49 pm (745 giorni ago)

    @Diego
    Non ci si mette in concorrenza per partecipare a una gara d’appalto?

  18. Diego
    5 giugno 2011 alle 8:00 pm (745 giorni ago)

    beh direi di no. come ho già scritto alla fine della catena, il consumatore non può decidere.

  19. maxtrem
    5 giugno 2011 alle 9:08 pm (745 giorni ago)

    non capisco perfettamente, siete treoppo bravi!
    L’unica considerazione che posso fare è abbastanza banale, ma la faccio sperando che nessuno si offenda.
    Per il primo SI, io giuro che non capisco perchè si debba obbligare tutti a fare una gara, con la giustificazione che tanto poi se ti va fai vincere chi ti pare a te! Ragionamento (alla cazzo) tipico italiano che da come assunto che le gare sono, anzi devono essere pilotate! Ma se uno ha una società pubblica che funziona perchè dovrebbe fare una gara? Ragionamento che a parer mio non funziona nemmeno dal punto di vista liberista, secondo il quale dovrei formare le condizioni per creare concorrenza nella fornitura non affidare un monopolio per gara!!!
    Per il secondo SI: premetto che pur non convincendomi a pieno, il PD ha bisogno, almeno di tanto in tanto, di fare sintesi e di arrivare su alcuni temi con una idea univoca e chiara! Inoltre in questo caso ci sono dei temi etici, vedi appunto quanto da altri già qui portato, che fanno anche piacere sentire ogni tanto rispetto a tutti questi eccessi di real politique! In fine sentire bassanini dire che é necessario perche sonon finiti i soldi, beh fa veramente venire voglia di dire “… O pirla, vi mangiate tutti i soldi e poi mi venite a dire che l’acqua possiamo anche darla ai privati perche per quella non ce nè proprio, ma levati dalle scatole, che qualcuno più bravo a fare quel lavoro li riusciamo a trovarlo!”
    ciao maxtrem

  20. Kuda
    6 giugno 2011 alle 7:40 am (745 giorni ago)

    @Tooby. Parigi non conta, lì si voleva una società pubblica, e questo non sarebbe possibile in italia con l’attuale legge, ma solo se passa il referendum.

  21. pasquale
    6 giugno 2011 alle 8:14 am (745 giorni ago)

    Raccontalo ai cittadini delle province di Arezzo e di Agrigento dove l’acqua è gestita da privati!!!!!!

  22. pasquale
    6 giugno 2011 alle 8:15 am (745 giorni ago)

    Quattro Si convinti per il bene della nazione

  23. lello brunasso
    8 giugno 2011 alle 11:15 am (742 giorni ago)

    4 sì convinti. l’acqua privatizzata, come testimoniano latina ed arezzo, nn ha portato significativi cambiamenti di gestione se nn quella dell’aumento smisurato delle tariffe. poi, caro il mio verde, vedi di rispettare un poco di più chi lavora per meno di mille euro al mese. l’aumento delle tariffe incide sui bilanci familiari. i privati cosa portano? soldi per gli investimenti? palle. gli investimenti saranno legati alle tariffe, ergo, saranno i cittadini a pagare in primis il necessario l’ammodernamento del sistema idrico. con la gestione pubblica, però, l’aumento tariffario sarebbe minore e controllato.

  24. Lorenzo
    8 giugno 2011 alle 7:32 pm (742 giorni ago)

    Caro Marcello, sono un elettore che si autodefinisce liberal-democratico con un attenzione particolare ai temi dell’ambiente, che alle scorse regionali ha votato per lei. Non sono uno di quelli che si scandalizza se un servizio pubblico viene gestito da un privato, ma proprio non capisco come si possa obbligare a privatizzare tale servizio pubblico; sarà pur raro quanto vuole ma ci saranno pure delle amministrazioni pubbliche efficenti che si vedranno obbligate ad esternalizzare la gestione di acqua, rifiuti, etc. rischiando probabilmente solo un aumento delle tariffe senza un miglioramento del servizio.
    Lei ha anche affermato che ” un “bene comune” sempre più prezioso è bene non regalarlo. Perché se lo si regala, facilmente questo viene sprecato. Le politiche di welfare in un paese civile e avanzato non si fanno abbassando il prezzo politico dei beni da conservare. Le politiche di welfare si fanno invece integrando i redditi dei cittadini che ne hanno bisogno. ” Vero ma forse si dimentica che siamo l’Italia.
    Se mi convince voto no.
    Cordialmente.

  25. cicofelipe
    9 giugno 2011 alle 5:29 pm (741 giorni ago)

    Su Bergamoblog quelli di Rifondazione Comunista insultano Marcello per le sue posizioni
    Anzi, gli fanno anche un vero e proprio processo
    Anche per questo non andrò a votare per far mancare il quorum

  26. Simone Arcangeli
    10 giugno 2011 alle 11:47 am (740 giorni ago)

    Caro Marcello,
    vorrei ringraziarti per questo post. Infatti su questi due quesiti sono stato dubbioso per molto tempo, ma per farmi un’opinione avevo bisogno di un parere “fidato”, e quello di un ecologista come te, che ti seguo da tempo, lo è più che mai.
    Ti faccio anche i complimenti per questa presa di posizione “controcorrente”, e per il tuo invito a votare “no”, anziché astenersi, dato che oltre alle battaglie relative ai 4 quesiti, ce n’è anche una quinta: la battaglia per dare valore ai referendum in sè, importantissimi strumenti di democrazia diretta indeboliti dalla regola del quorum.
    Vorrei solo dirti che per il primo questi dell’acqua, alla fine ho deciso che voterò SI. Questo perché la norma che si vuole abrogare OBBLIGA ad andare a gara per l’affidamento ai privati. Mentre con la vittoria del sì, si tornerebbe ad avere la libertà, a seconda delle specificità del caso, di scegliere se mantenere la gestione pubblica, se affidare al privato, e se intraprendere un sistema misto. Mi sembra la soluzione più liberale che possa esserci.
    Per il secondo questito in effetti sono ancora indeciso, è davvero molto tecnico… Ciao!

  27. magda
    10 giugno 2011 alle 4:44 pm (740 giorni ago)

    ma Marcello!! che coraggio…..

  28. marcello saponaro
    11 giugno 2011 alle 10:09 am (739 giorni ago)

    Magda, se sei ironica cerca di argomentare un pochino…

  29. magda
    12 giugno 2011 alle 2:06 pm (738 giorni ago)

    Dovrei fare la parte della zia che fa le prediche….sei abbastanza grande per assumerti la responsabilità delle scelte che fai e dei giudizi che queste provocano. Mi auguro almeno di non vederti in un futuro prossimo accanto ai nuclearisti, come Testa & C.

  30. magda
    13 giugno 2011 alle 11:10 pm (737 giorni ago)

    rispettabilissimi, ma ascoltiamo il giudizio popolare, l’unico a legittimare scelte politiche di qualsiasi tipo. Grazie italiani!!!!!!!!!!

  31. Lorenzo
    15 giugno 2011 alle 1:24 pm (735 giorni ago)

    Alla fine ho votato 4 sì, perché il decreto Ronchi era una brutta legge che andava cancellata.
    Però il problema sull’acqua è rimasto e sarà da affrontare seriamente.
    Il problema dello spreco è rimasto, abbiamo solo evitato un sicuro aumento delle tariffe a fronte di un possibile miglioramento del servizio.
    Liberalizzare (non privatizzare) la gestione dell’acqua è una scelta lungimirante a patto che il monopolio non passi dallo stato ad un singolo privato, abbiamo bisogno di concorrenza: non come per la corrente, i servizi di pubblico trasporto, il gas etc.
    cordialmente.

  32. linea gotica
    17 giugno 2011 alle 9:28 pm (733 giorni ago)

    io invece ho votato SI e sono convinto di avere fatto la scelta giusta

  33. cribbio
    25 agosto 2011 alle 12:43 pm (664 giorni ago)

    Altra tronata elettorale per il saltatore di quaglie. E meno male che nel governo Prodi c’era la sinistra radicale, altrimenti questi si vendevano anche le sorelle.

  34. Charlena Pecarina
    25 maggio 2013 alle 9:40 am (25 giorni ago)

    Hello, everything is going perfectly here and ofcourse every one is sharing information, that’s actually excellent, keep up writing.

6Pingbacks & Trackbacks on Due “NO” per l’acqua pubblica

  1. E poi basta | I giardini pensili hanno fatto il loro tempo..
    9 giugno 2011 alle 1:00 pm (741 giorni ago)

    [...] per quanto riguarda i quesiti legati al servizio idrico, all’acqua. In questi giorni anche esponenti del mondo ambientalista stanno assumendo posizioni eterogenee al riguardo. Io voterò ‘sì’ anche ai due [...]

  2. Il buco nell’acqua / 25 | Economia e Finanza
    10 giugno 2011 alle 9:15 am (740 giorni ago)

    [...] Pd; 3) i 3 no “urlati e smanacciati” di Antonio Funiciello; 4) anche Marcello Saponaro dice no; 5) a proposito: Luigi Marattin torna sul luogo del delitto e dice acqua all’acqua; 6) Sandro [...]

  3. Fuck the referendum « StepTb blog
    12 giugno 2011 alle 3:35 pm (738 giorni ago)

    [...] economico – Referendum sull’acqua: tutte le bugie – Bersani con l’acqua alla gola – Due no per l’acqua pubblica – Guida ai referendum abrogativi – Mi piace la [...]

  4. [...] Alcune voci, però, si sono levate (nel PD) in questi giorni per sostenere – quantomeno – il No al secondo quesito sull’acqua: quello che vorrebbe eliminare la remunerazione del capitale investito. Tra gli altri, Chiamparino, Renzi, Enrico Letta, Enrico Morando. [...]

Leave a reply