Archive for aprile, 2011

Un ostello a Dharmsala

lunedì, aprile 18th, 2011

Daniele Barbone, oltre che un amico, è un giovane e talentuoso imprenditore con la voglia di dedicare tempo, energie e denaro alla solidarietà internazionale.

Sua è l’idea di promuovere insieme a Zucchero Fornaciari una campagna di raccolta fondi per la costruzione di un Ostello per ragazze profughe a Dharmsala, nell’estremo nord dell’India.

Alla raccolta fondi parteciperanno anche Mario Cipollini, Ennio Doris, Roby Facchinetti dei Pooh, Zucchero Fornaciari, Gad Lerner, Linus, Enrico Mentana, Beppe Severgnini. E tutti coloro che hanno voglia di sostenere il progetto.

Le ultime parole le lascio a Daniele:

“Abbiamo potuto scambiarci idee sia con Zucchero che con il suo Management circa il programma di lavoro dell’imminente “Chocabeck World Tour” e ho molto apprezzato il tratto umano del cantante e la cura ai dettagli di tutto lo staff nella preparazione di un così importante programma artistico”.

” Zucchero è portatore di valori non solo musicali, ma anche culturali ed umani. Tutti valori in cui credo personalmente e che ho cercato di portare anche nella mia esperienza imprenditoriale”.

“Sono molto contento di questa occasione di collaborazione e spero che il progetto a Dharmsala vada a buon fine riuscendo a raccogliere la cifra prevista anche grazie agli artisti ed ai personaggi dell’economia e dei media coinvolti”.

Buon lavoro a Daniele e a Zucchero!

Che sia stato Batman?

sabato, aprile 16th, 2011

Il Corriere della Sera cerca di ricostruire la paternità del manifesto “Via le BR dalle procure” in questi giorni apparso sui muri di Milano:

LA PAGINA FACEBOOK – Anche se la fantomatica «Associazione dalla parte della democrazia» non ha un suo sito Internet, esiste però una pagina Facebook dalla quale è possibile scaricarle i manifesti: www.governoberlusconi.it. E la pagina fa riferimento, come autore, al blog www.ilquadernoazzurro.info, opera del deputato Pdl Antonio Palmieri, che si occupa della comunicazione su Internet per il premier.

Dalla pagina facebook di Palmieri i manifesti sono prontamente spariti e, per la verità, il deputato Pdl sostiene che su quella pagina siano stati messi dai suoi collaboratori che li hanno rielaborati dopo averli fotografati per la strada… che è un po’ come dire: “non li abbiamo fatti noi ma ci piacevano così tanto che li abbiamo ricostruiti a Photoshop…”.

Ma chi è Palmieri? Palmieri è l’alfabetizzatore digitale di Berlusconi, quello incaricato di insegnargli che la “doppia O” in “Google” si pronuncia “U”. Quello che si occupa della comunicazione internet del partito e l’ispiratore dell’opuscolo morattiano ”I cento progetti realizzati.

Antonio Palmieri non ha solo ideato l’opuscolo elettorale. Sempre dalla sua rassegna stampa scopriamo che oggi è stabilmente nel “Dream team” elettorale del Sindaco Letizia Moratti:

Del “dream team”, che si riunisce settimanalmente, fa parte anche Palmieri: si occuperà del programma. E non avrà problemi visto che sulla biografia scrive: “Ho fatto tutte le campagne elettorali nazionali e la prima campagna per l’elezione di Albertini sindaco, maturando una cospicua esperienza sul campo del marketing politico”. La lista continua con il pranoterapeuta Mario Azzoni, promosso presidente dell’associazione del sindaco “Casa Letizia”, e  Roberto Poletti. Il giornalista, diventato direttore del canale digitale terrestre Milano2015, dallo scorso giugno si occupa anche “dello sviluppo dei canali di informazione e di relazione con i clienti” di Atm. In questa veste, riporta direttamente al direttore marketing e comunicazione dell’azienda, Marco Pavanello. Ed è qui che il cerchio si chiude. Perché proprio Pavanello partecipa con sempre maggiore frequenza ai brain storming, mettendo a disposizione della sua “azionista” l’esperienza nel campo dei trasporti. La campagna, però, è lunga. E i fedelissimi destinati ad aumentare.

Insomma un insano miscuglio di ruoli pubblici e privati, incarichi elettorali e stipendi Atm che vede nella stessa squadra il Deputato Pdl, il conduttore televisimo ex deputato Verde per volontà di Pecoraro Scanio (e ora – anche – sviluppatore dei canali Atm), il manager pubblico.

E tra tante teste, tanti ruoli, tanti datori di lavoro, nessuno che abbia il coraggio di dire “Si, il manifesto l’ho fatto io”. Ma non erano le BR quelle che, ai tempi, si nascondevano?

Che sia stato Batman?

La primavera araba: timeline della protesta

mercoledì, aprile 13th, 2011

Molto efficace e utile il “percorso della protesta”. Tutti gli avvenimenti dal 17 dicembre 2010, sul Guardian.
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Ecco perchè un ecologista dovrebbe votare “No” ai Referendum sull’acqua

lunedì, aprile 11th, 2011

giù le mani
dalla brocca:
l’acqua è nostra
non si tocca!
disse il sorcio
dalla fogna
dove l’acqua
finisce e fiocca.



L’istat ci dice che ogni 100 litri di acqua potabile erogati alle famiglie, 47 sono stati dispersi nel terreno
. Nel terreno, non nella rete fognaria (licenza poetica). Comunque li buttiamo nel cesso (metaforicamente). A Berlino, per fare un paragone, siamo al 5% di dispersione.

Eppure l’acqua è un “bene comune”. E’ vita. Un diritto umano. Una merce di inestimabile valore. Comunque la vediate ideologicamente, l’acqua è importante.

Lo Stato italiano, attraverso i suoi consigli di amministrazione locali, l’ha sempre gestita (nella media) con il culo. E il numero dei Consiglieri di amministrazione non è mai stato direttamente proporzionale alla buona gestione e al buon uso che s’è fatto del bene.

Ora due Referendum vorrebbero cancellare una brutta legge del novembre 2009, il cosiddetto Decreto Ronchi, riconsegnando allo Stato (alle sue articolazioni) la gestione (la proprietà non l’ha mai persa) della rete idrica: fuori i privati (il primo) e sull’acqua non si può guadagnare (il secondo).

E siccome demagogia se n’è fatta tanta negli ultimi anni, chiamando privatizzazione ciò che non lo era, oggi nessuno che abbia il coraggio di dire che se una società (pubblica o privata che sia) gestisce la rete sulla base di regole chiare e impegni inderogabili (quindi di un capitolato ben scritto e ancor meglio controllato) magari non se la sente di vendere solo 100 litri di acqua dopo averne comprati 147.

Sempre per un surplus di demagogia difficilmente recuperabile quando si è all’opposizione (ma poi una volta al Governo ristabiliremo la supremazia del mercato a tempi di record!) nessuno dice – sia pur timidamente – che un “bene comune” sempre più prezioso è bene non regalarlo. Perché se lo si regala, facilmente questo viene sprecato. Le politiche di welfare in un paese civile e avanzato non si fanno abbassando il prezzo politico dei beni da conservare. Le politiche di welfare si fanno invece integrando i redditi dei cittadini che ne hanno bisogno. E in altri, ancora più efficienti, modi.

Che fare allora della Legge Ronchi? Cambiarla. Occorre cambiarla. Con Referendum o con Legge del Parlamento, deve essere cambiata. Ma non ripristinando la gestione solo statale della distribuzione dell’acqua.

Serve invece stabilire regole chiare e precise per gli appalti. Serve un’autorità indipendente dai partiti, dalle aziende e dagli Assessori, che controlli  la buona stesura dei capitolati, la buona gestione, il soddisfacimento delle clausole contrattuali e che le tariffe siano eque. Quell’Autority che il centro destra si è rifiutato di istituire.

La vittoria del SI al Referendum (la ristatalizzazione) sarebbe invece un disastro. Un disastro dal punto di vista dell’acqua. Non sarebbe invece un disastro per i tanti nuovi consiglieri di amministrazione pubblici in via di nomina. Ma non era questo il senso della poesia.
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