Resisti Nicole!

23 febbraio 2011 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Formigoni, Lombardia, pd | 3554 visite.

Il titolo è 1) un po’ strumentale 2) un po’ no. Ma ragionevole e sincero. Ora spiego.

Il PD e Sinistra e Libertà hanno promosso una mozione anti-Minetti in Consiglio Regionale (credo sia stata firmata anche dall’IDV). La mozione dice sostanzialmente: “Nicole Minetti dimettiti”.

Credo sia la prima volta (ma su questo potrei sbagliarmi perchè ne ho viste tante ma non le ho certo viste tutte) che si chiedono le dimissioni di un “consigliere regionale” con un atto ufficiale da votare in Aula. Non un assessore, non il Presidente, non un sottosegretario, non uno dei tantissimi consulenti… ma un consigliere che – benchè eletto nel listino senza voto di preferenza – è espressione della volontà popolare, della volontà di tanti elettori che (a mio avviso sbagliando) hanno scelto Formigoni e il Pdl.

Già qui. Trovo singolare che un’aula chieda le dimissioni di un suo membro. Poteva non votare la Consigliera Minetti il giorno della “convalida degli eletti” ma avrebbe dovuto avere delle buone ragioni (per esempio ll’essere venuti a conoscenza della sua non candidabilità o della sua non eleggibilità). La professione di igenista dentale non mi pare sia ostativa alla carica di consigliere.

Il popolo mi pare invece abbia votato consapevolmente Formigoni e il suo listino,  ben sapendo che al suo interno c’era il fior fiore della nuova classe dirigente italiana: l’igenista, appunto, il geometra di arcore, l’allenatore nel pallone, il bandito… ci torneremo sul bandito.

E altri consiglieri di pari valore mi pare siano stati eletti persino a furor di popolo. Uno su tutti: il Trota, 13000 preferenze a Brescia.

Può un’aula parlamentare sindacare la qualità umana dei singoli parlamentari andando ben oltre la mera verifica delle condizioni ostative alla loro candidabilità e/o ineleggibilità? A mio avviso no. Se fosse altrimenti la maggioranza avrebbe dalla sua uno strumento di inquisizione assai potente. Tanto potente quanto illiberale. E immagino quanti consiglieri del PDL  voterebbero una mozione di sfiducia nei confronti di alcuni consiglieri del PD, di SEL, dell’IDV… magari perchè troppo laici, magari perchè troppo oppositori, magari perchè indagati.  Ricordiamocelo sempre, questo. In un aula parlamentare, di solito, la maggioranza ce l’ha la maggioranza. Mi pare d’essere Pazzaglia…

Ma qui c’è di mezzo il merito! mi direte… Che la Consigliera Minetti sia stata eletta senza alcuna possibilità di vagliarne i meriti (quantomeno dalla gran parte del corpo elettorale) è indiscutibile, essendo stata eletta nel listino. E lo sa bene Formigoni quanto gli “costò” l’inserimento della Minetti fuori tempo massimo… Ma è forse l’unica? Perchè non il trota?

La mozione ci dice anche che la richiesta di dimissioni nasce dal desiderio che la Minetti possa ” liberamente difendersi nel processo”.  Non capisco bene cosa questo significhi. Se si sottintende che un processo porta via molto tempo alla vita di una persona e quindi questa non possa dare il meglio di sè in Consiglio… beh, mi pare che la prima mozione avrebbe dovuto essere presentata contro Formigoni, assai noto per venire in Aula solo il tempo necessario per firmare il registro dei presenti e non perdere la diaria. E poi anche qualche consigliere regionale. Non solo di maggioranza.

Ma c’è un motivo in più per non chiedere le dimissioni della Minetti. Il più importante, pragmaticamente parlando.

Se la Minetti desse le dimissioni, subentrerebbe il geometra di Arcore, Francesco Magnano, attualmente Sottosegretario. Carica compatibile con l’essere Consigliere Regionale ma parificata nello stipendio e senza obblighi di presenza in Aula e nelle Commissioni… Da più parti, inoltre, mi dicono che in questo caso sarebbe molto forte il pressing su Magnano affinchè dia le dimissioni. E lui non sarebbe contrario. Subentrerebbe, in caso di dimissioni di Magnano (o in caso di dimissioni di qualunque altro componente eletto nel listino, magari a seguito di elezione al Parlamento) Marco Pagnoncelli. E ho detto tutto. E se invece il nome non ti dice nulla, cliccaci sopra (sul nome e sul cognome). E se ancora non hai capito chi è Pagnoncelli, te lo spiego io: lui il bunga bunga (politicamente parlando) l’ha fatto ai bergamaschi.

P.s. Le dimissioni di Pagnoncelli io le chiesi. E lui le diede. Ma da Assessore.

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- 3752 grazie.


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8 Responses to “Resisti Nicole!”

  1. Champ Says:

    Marcello parti bene, ma – secondo me – finisci male. Le dimissioni di un consigliere non si chiedono nemmeno se il primo dei non eletti che subentrerebbe fosse Madre Teresa di Calcutta.

  2. Marcello Saponaro Says:

    @Champ

    ma ovviamente sono d’accordo con te !!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Era solo una cosa in più che volevo dire… almeno sotto il profilo pragmatico – in un deserto di valori – mi sarebbe piaciuto che il PD ne avesse tenuto conto.
    ciao

  3. Tommaso Bruni Says:

    Condivido completamente.
    Bisogna convincere gli elettori a non votare Minetti e Trota, cioè figli e prostitute dei potenti, prima del voto.
    Una volta che il voto è stato espresso e che non ci sono stati brogli, nessuno (salvo una condanna di Cassazione all’interdizione dai pubblici uffici) può togliere il seggio all’igenista dentale.

  4. marcello saponaro Says:

    tra l’altro ho scoperto da poco che la pena accessoria della interdizione dai pubblici uffici è valida dal primo grado……………………
    !

  5. Sandra Says:

    Fra i vari referendum promossi da Di Pietro vi è anche quello per mandare a casa Berlusconi……….
    Il governo del fare che ha portato il 30% di corruzione in più rispetto anno scorso….
    tutto a discapito delle tasse che dobbiamo pagare e dei servizi sociali che vengono soppressi

  6. A.C. Says:

    Sig. Saponaro perchè invece di fare il bastian contrario in ogni formazione in cui milita, al punto di passare per un infiltrato, non chiede all’organizzazione in cui milita di chiedere le dimissioni di un altro assessore della Lombardia, all’edilizia per precisione, che potrebbe difendere meglio la sua persona dalla recente accusa giudiziaria dimettendosi?

  7. Giorgio Comi Says:

    Sconfortante davvero caro Marcello che si sia ridotti al detto “cascare dalla padella alla brace”…perchè se la padella è la Minetti e la brace è Pagnoncelli la scelta è obbligata anche solo per motivi..estetici! Parlando seriamente non sono un garantista dato che nella categoria militano già tanti personaggi che detesto (uno solo:Giuliano Ferrara) Per me chi sbaglia deve pagare e il criterio del male minore sinceramente non mi entusiasma.
    Con amicizia

  8. marcello saponaro Says:

    Caro Giorgio, qui il garantismo non c’entra.
    Tu, io, il PD possiamo chiedere le dimissioni della Minetti e non c’è nulla di male.
    Ciò che è inconcepibile (e infatti la mozione non avrebbe alcun effetto reale neppure se approvata) è chiedere che il Parlamento voti sulle dimissioni di un suo membro. Non esiste in nessun paese civile del mondo. A tutela delle minoranze. Quando verrà condannata, se verrà condannata, perderà l’elettorato passivo e quindi decadrà da cosnigliere regionale. Ma solo in Libia e in Cina il parlamento caccia i parlamentari!

    La questione Pagnoncelli poi è a mio avviso un’aggravante….

    ciao

    Marcello

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