Archive for febbraio, 2011

Le radici della ‘ndrangheta

sabato, febbraio 26th, 2011

Il libro esce a giugno, forse è un po’ presto per parlarne ma Lele è già gasato. E fa bene perchè è un libro importante. Io ne scrivo giò perchè Lele è un amico, ha lavorato con me in Consiglio Regionale collaborando alla stesura di alcuni importanti progetti di legge: quello per la migrazione della regione all’utilizzo di Software libero e formati aperti (che rischia pure di essere approvato!) e quello per l’istituzione della Commissione antimafia (quella che, vabbè, sappiamo come è andata a finire…).
Ne riparleremo a giugno. Nel frattempo, per capire di cosa parlerà il libro, pubblico i profili dei due autori che saranno in quarta di copertina:

Mario Andrigo è nato in Valtellina, trapiantato a Mantova, prestato, per il suo lavoro, alla Calabria. Membro della DDA di Reggio Calabria, è un magistrato tecnologico.
Da sempre attento a cogliere i fenomeni, oltre che a istruire i procedimenti, si è occupato di alcuni dei principali processi di ‘ndrangheta a Reggio Calabria negli ultimi anni. PM nel processo Fortugno, conosce la storia e conosce le “storie”.
Scrivere è un modo per riflettere, per tenere traccia, per condividere. Nei tempi bui raccontare consente di guardare al futuro, e il futuro serve a tutti noi.
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Lele Rozza
si occupa di dinamiche umane. Laureato in filosofia, da anni gestisce aziende sia profit che non profit. Prestato alla politica per alcuni anni ha fatto il ghost writer e si è occupato di comunicazione istituzionale, ha gestito progetti partecipati per la scrittura di leggi e decreti. Dal 2005 abita continuativamente il web, scrive storie e prova a raccontarsi nella contemporaneità.
La mafia in tutte le sue forme è un segnale della decadenza in cui stiamo vivendo; la decadenza è un fenomeno pervicace e ignobile, raccontarlo, forse, può ridurne l’impatto ed accelerare la ripresa.
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E voi dite che non avremmo bisogno di un secondo Risorgimento?

sabato, febbraio 26th, 2011

Non so se essere grato o iniziare a odiare l’amico Civati per aver messo in rete gli interventi dei leghisti nel Consiglio Regionale dedicato al 150° dell’Unità d’Italia (PdL nr 0033). Eccone un estratto:

“Il tricolore vorrei ricordare che erano i colori di un tal Cagliostro, il mago Cagliostro, al secolo Giuseppe Balsamo che fu imprigionato dall’abate Giuseppe Compagnoni e che fu a Reggio Emilia il presentatore del tricolore usando i colori del mago Cagliostro che era peraltro massone. Quindi non c’è un corto circuito logico, non c’è un perallogismo c’è una verità, c’è un’evidenza, una continuità. Dove peraltro l’inno cosiddetto di Mameli è in realtà l’inno di tal frate Anastasio Cannata il quale ebbe a scrivere in versi: scrissi un robusto canto - ma un venale menestrello - mi rubò del canto il vanto. Quindi nasciamo bene, una traslocazione di colori da Cagliostro a Reggio Emilia e una traslocazione dei versi dell’inno ingiustamente di Mameli, musicato peraltro da Michele Novaro, diversi fatti dal frate Anastasio Cannato che ebbe giustamente a lamentarsi.

Mica è finita… Qui il video 1 e qui il 3. Martedì il Consiglio vota. Speriamo non bevano ancora le strane pozioni del Mago Cagliostro prima di prender parola…

Resisti Nicole!

mercoledì, febbraio 23rd, 2011

Il titolo è 1) un po’ strumentale 2) un po’ no. Ma ragionevole e sincero. Ora spiego.

Il PD e Sinistra e Libertà hanno promosso una mozione anti-Minetti in Consiglio Regionale (credo sia stata firmata anche dall’IDV). La mozione dice sostanzialmente: “Nicole Minetti dimettiti”.

Credo sia la prima volta (ma su questo potrei sbagliarmi perchè ne ho viste tante ma non le ho certo viste tutte) che si chiedono le dimissioni di un “consigliere regionale” con un atto ufficiale da votare in Aula. Non un assessore, non il Presidente, non un sottosegretario, non uno dei tantissimi consulenti… ma un consigliere che – benchè eletto nel listino senza voto di preferenza – è espressione della volontà popolare, della volontà di tanti elettori che (a mio avviso sbagliando) hanno scelto Formigoni e il Pdl.

Già qui. Trovo singolare che un’aula chieda le dimissioni di un suo membro. Poteva non votare la Consigliera Minetti il giorno della “convalida degli eletti” ma avrebbe dovuto avere delle buone ragioni (per esempio ll’essere venuti a conoscenza della sua non candidabilità o della sua non eleggibilità). La professione di igenista dentale non mi pare sia ostativa alla carica di consigliere.

Il popolo mi pare invece abbia votato consapevolmente Formigoni e il suo listino,  ben sapendo che al suo interno c’era il fior fiore della nuova classe dirigente italiana: l’igenista, appunto, il geometra di arcore, l’allenatore nel pallone, il bandito… ci torneremo sul bandito.

E altri consiglieri di pari valore mi pare siano stati eletti persino a furor di popolo. Uno su tutti: il Trota, 13000 preferenze a Brescia.

Può un’aula parlamentare sindacare la qualità umana dei singoli parlamentari andando ben oltre la mera verifica delle condizioni ostative alla loro candidabilità e/o ineleggibilità? A mio avviso no. Se fosse altrimenti la maggioranza avrebbe dalla sua uno strumento di inquisizione assai potente. Tanto potente quanto illiberale. E immagino quanti consiglieri del PDL  voterebbero una mozione di sfiducia nei confronti di alcuni consiglieri del PD, di SEL, dell’IDV… magari perchè troppo laici, magari perchè troppo oppositori, magari perchè indagati.  Ricordiamocelo sempre, questo. In un aula parlamentare, di solito, la maggioranza ce l’ha la maggioranza. Mi pare d’essere Pazzaglia…

Ma qui c’è di mezzo il merito! mi direte… Che la Consigliera Minetti sia stata eletta senza alcuna possibilità di vagliarne i meriti (quantomeno dalla gran parte del corpo elettorale) è indiscutibile, essendo stata eletta nel listino. E lo sa bene Formigoni quanto gli “costò” l’inserimento della Minetti fuori tempo massimo… Ma è forse l’unica? Perchè non il trota?

La mozione ci dice anche che la richiesta di dimissioni nasce dal desiderio che la Minetti possa ” liberamente difendersi nel processo”.  Non capisco bene cosa questo significhi. Se si sottintende che un processo porta via molto tempo alla vita di una persona e quindi questa non possa dare il meglio di sè in Consiglio… beh, mi pare che la prima mozione avrebbe dovuto essere presentata contro Formigoni, assai noto per venire in Aula solo il tempo necessario per firmare il registro dei presenti e non perdere la diaria. E poi anche qualche consigliere regionale. Non solo di maggioranza.

Ma c’è un motivo in più per non chiedere le dimissioni della Minetti. Il più importante, pragmaticamente parlando.

Se la Minetti desse le dimissioni, subentrerebbe il geometra di Arcore, Francesco Magnano, attualmente Sottosegretario. Carica compatibile con l’essere Consigliere Regionale ma parificata nello stipendio e senza obblighi di presenza in Aula e nelle Commissioni… Da più parti, inoltre, mi dicono che in questo caso sarebbe molto forte il pressing su Magnano affinchè dia le dimissioni. E lui non sarebbe contrario. Subentrerebbe, in caso di dimissioni di Magnano (o in caso di dimissioni di qualunque altro componente eletto nel listino, magari a seguito di elezione al Parlamento) Marco Pagnoncelli. E ho detto tutto. E se invece il nome non ti dice nulla, cliccaci sopra (sul nome e sul cognome). E se ancora non hai capito chi è Pagnoncelli, te lo spiego io: lui il bunga bunga (politicamente parlando) l’ha fatto ai bergamaschi.

P.s. Le dimissioni di Pagnoncelli io le chiesi. E lui le diede. Ma da Assessore.

Green economy, ecosostenibilità e giovani (GD Gallarate)

sabato, febbraio 5th, 2011

Giovedì 10 febbraio alle ore 21.00

Sala ACLI
Via Arnaldo Agnelli 33
Gallarate (VA)

GREEN ECONOMY, ECOSOSTENIBILITÀ & GIOVANI: IL FUTURO NEL PRESENTE

Interveranno:

- PAOLO RICOTTI, docente presso la Facoltà di Economia dell’Università di Milano-Bicocca, Presidente del PLEF (Planet Life Economy Foundation);

- MARCELLO SAPONARO, imprenditore, ex consigliere regionale PD Lombardia;

- FEDERICO ANTOGNAZZA, ingegnere ambientale, membro di 350.org .


Giovani Democratici Gallaratese

(l’appuntamento su facebook)