Archive for gennaio, 2011

Gen Etica Mente, lo sviluppo mediteranneo passa da Roma

martedì, gennaio 25th, 2011

Se io fossi il direttore di un quotidiano italiano, esausto da mesi di prime pagine rubydipendenti e fellatiocentriche, aprirei a 9 colonne per la presentazione di un progetto italiano di sviluppo, in campo agro-alimentare, che guarda ad una delle aree di maggiore sviluppo nel mondo: il Nord Africa e il Mediterraneo.

Ma io non sono il direttore di un quotidiano e qualcosa mi dice che invece nulla cambierà nelle prime pagine di domani. Per fortuna oggi (martedì 25/1) c’è la diretta in streaming per seguire la conferenza stampa alle 12.30 sul sito della Fondazione diritti genetici.
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Aprire una nuova frontiera nella ricerca scientifica in Italia nel settore delle biotecnologie: questo il cuore del programma di sviluppo della Fondazione Diritti Genetici, un piano quinquennale di ricerca e progettazione all’avanguardia nel settore delle “biotecnologie soft” alternative agli Ogm, che vede coinvolte scienza, istituzioni, imprese.

Il piano sarà presentato in conferenza stampa a Roma il 25 gennaio alle ore 12.30 presso la sede della Fondazione Diritti Genetici, in via Garigliano 61/A.

Interverranno

Mario CAPANNA – Presidente Fondazione Diritti Genetici
Gianni LETTA – Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Vincenzo TASSINARI – Presidente Coop Italia
Gianni ALEMANNO – Sindaco di Roma
Renata POLVERINI – Presidente Regione Lazio
Nichi VENDOLA – Presidente Regione Puglia
Enzo PALIOTTA – Sindaco di Ladispoli

L’evento sarà trasmesso in diretta dal sito web della Fondazione Diritti Genetici.

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Qui il documento
che sarà distribuito in conferenza stampa dalla Fondazione Diritti Genetici.
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Haiti, il libro per non dimenticarla

mercoledì, gennaio 12th, 2011

I grandi mezzi di informazione si sono accorti di quest’Isola “africana” nel mar dei Caraibi solo in seguito alla tragedia del terremoto. E spesso hanno raccontato male la sua storia e il suo presente.

Haiti, l’isola che non c’era, il libro che Helga Sirchia e Roberto Codazzi hanno curato

traccia tra passato e presente i confini storici e culturali di quella terra offrendo anche uno spaccato sugli interventi umanitari in essere e sulle prospettivo future.

E’ un lavoro collettivo per capire un paese che ha bisogno di tornare a sperare.

Buona lettura.

Siamo nel 2011 e ancora dobbiamo rallegrarci…

martedì, gennaio 11th, 2011

… se un candidato a Sindaco promette la libertà di accesso alla rete.

Quel candidato è Giuliano Pisapia:

Più rete significa più economia: significa servizi per gli stranieri, per i turisti, per tutti quelli che vengono a Milano per lavoro. Internet è uno straordinario volano di crescita economica e un fenomenale dispensatore di opportunità per tutti”

Che ha commentato, almeno lui, Piazza Cadorna libera per un giorno.

Già, perchè non so se vi ricordate come finì con il wireless della Moratti

Saldi, dove sono i liberisti? Perchè non li liberalizzano?

sabato, gennaio 8th, 2011

Questo il post che scrissi un anno fa. Non è cambiato ovviamente nulla.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa oggi il Presidente provinciale del PDL, il liberale Carlo Saffioti, che un anno e mezzo fa insieme a me organizzò l’audizione a Bergamo con le associazioni dei commercianti.

I saldi non servono più a nulla se non

1) a un’enorme campagna di promozione fatta due volte all’anno da prime pagine sui giornali e servizi nei Tg

2) ad avvantaggiare mostruosamente le grandi catene e gli outlet che di fatto non hanno vincoli, di fatto i saldi li fanno quando vogliono, spesso anche con linee dedicate di abbigliamento

Io un progetto di legge per liberalizzare i saldi l’ho presentato. Lo scorso marzo il liberale Presidente della Commissione attività produttive Carlo Saffioti organizzò un’audizione, proprio a Bergamo, con le associazioni di categoria e dei consumatori.Saffioti, disse che i limiti dell’attuale regolamentazione dei saldi sono evidenti: la milanocentricità dei tempi e dei modi, le numerose scorrettezze che incentivano, in primis. Dunque: liberalizziamo con juicio quando ci saranno i distretti commerciali.

Poi però più nulla. Il Progetto di Legge giace all’ufficio protocollo, i commercianti continuano a soffrire la concorrenza scorretta di quelli scorretti e dei grandi e i consumatori sono più soggetti ad essere fregati.

La mia richiesta è semplice: liberalizziamo i saldi entro gennaio, in questa legislatura. Decidano i commercianti quando farli, in base alle (diverse) esigenze del territorio e alle (diverse) esigenze di categoria. Sempre più commercianti sono d’accordo, le associazioni dei consumatori sono d’accordo, se non lo fai in Lombardia dove lo fai?

Qui di seguito la relazione al progetto di legge:

Il presente progetto di legge è stato redatto per dare un impulso della liberalizzazione del commercio, al fine di ristabilire un equilibrio tra il commercio di vicinato e quello dei grandi outlet, migliorando le condizioni in cui operano i piccoli e medi esercenti, così da garantire a tutti uguale accesso ai mercati a pari condizioni.
S’intende infatti con questo pdl estendere l’istituto delle vendite straordinarie all’intero arco dell’anno, normandone l’attuazione, al fine di garantire una maggiore possibilità per i piccoli e medi esercizi di reggere la concorrenza con le strutture che delle svendite hanno fatto la loro ragione d’essere, sulla scorta di altri numerosi paesi europei dove già i commercianti possono effettuare in ogni periodo dell’anno sia il saldo che la vendita promozionale per eliminare giacenze di magazzino.
Tale azione ricadrebbe positivamente anche sui consumatori, nel senso di un maggior contenimento dei prezzi: in un momento di crisi e di diminuzione del potere d’acquisto, per gli acquirenti si moltiplicherebbero le occasioni di fare acquisti vantaggiosi in occasione delle vendite speciali di merce. Anche il flusso turistico si avvantaggerebbe di tali occasioni di acquisti scontati tutto l’anno.
Con questo Progetto di Legge si intende quindi esaltare la responsabilità del singolo commerciante in un quadro di generale trasparenza e leale concorrenza e rafforzando il valore promozionale delle vendite straordinarie.
La seguente proposta di legge è composta da 6 articoli.
Gli articoli 1 e 2 individuano l’oggetto e il fine del testo.
L’articolo 3 definisce le vendite straordinarie, specificandone le sottocategorie che le compongono: vendite di fine stagione, vendite promozionali e liquidazioni.
L’articolo 4 stabilisce le modalità di svolgimento delle vendite straordinarie, fissandone la durata massima e la possibilità di ripetizione nell’arco dell’anno.
L’articolo 5 individua un sistema di sanzioni da irradiarsi nei casi di violazione delle regole stabilite.
L’articolo 6 determina l’entrata in vigore della legge.

Debtris, il tetris delle proporzioni (nel mondo)

sabato, gennaio 8th, 2011

Capire le proporzioni del debito, degli investimenti, delle spese e nel mondo. Un po’ come al Tetris.

(via Luca De Biase. Se stai leggendo la nota su facebook, clicca qui)


La versione di Ichino

sabato, gennaio 8th, 2011

Il titolo dato dall’Espresso è, come dire, tendenzioso… più corretto sarebbe stato “Un disastro il No all’accordo”. Ma nessuno è perfetto… l’intervista è di quelle da leggere.

A proposito: è arrivata l’ora di cambiare sostanzialmente lo Statuto dei lavoratori?
“Lo Statuto è stato già modificato in modo molto incisivo diverse volte, nei 40 anni della sua vita. Chi dice “lo Statuto non si tocca” non sa di che cosa parla. E’ l’intera legislazione del lavoro – oggi complessissima e ipertrofica – che va cambiata: occorre un Codice del lavoro semplificato e traducibile in inglese”.

(…)
Può farci il nome di qualche impresa che davvero ha deciso di non investire in Italia per queste ragioni?
“Sei anni fa ho dedicato un libro, “A che cosa serve il sindacato” (Mondadori), a dimostrare questo assunto. Lì ho descritto dettagliatamente diversi casi aziendali: non ho avuto una sola smentita”.

Crede che molte altre aziende seguiranno l’esempio della Fiat, con accordi che prevedano investimenti solo se con deroghe rispetto ai contratti nazionali?
“Non credo che questo accadrà diffusamente nelle aziende a capitale e management italiano. Sicuramente, però, se nel referendum di Mirafiori prevarrà il “sì”, l’esempio Fiat lancerà un messaggio di apertura alle altre grandi multinazionali”.
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(Qui l’intervista completa)