Archive for dicembre, 2010

Merry Christmas dalla Soyuz (e da me)

giovedì, dicembre 23rd, 2010

The Expedition 26 crew sends holiday greetings to Earth from the International Space Station.

Io, più modestamente, dal desk di terra in quel di Dalmine.

Tanti auguri.

Le primarie e le alleanze. Ma prima, cosa siamo?

sabato, dicembre 18th, 2010

Arrivo tardi nel commentare l’intervista di Bersani ma forse è meglio. In questi due giorni ho letto le opinioni altrui. Molte opinioni altrui. Buone opinioni, tra le tante. Aggiungo la mia perchè il PD, che a volte sembra solo capace di discutere e dividersi, ha invece bisogno di dibattere e dialogare. E poi scegliere la strada.

In questi mesi ho sofferto molto lo spostamento a sinistra (secondo il metro di misura del secolo scorso) del PD. Siamo arrivati al punto (e mi pare di essere stato uno dei pochi a dirlo) che il campione del “riformismo” in Lombardia quel Filippo Penati che candidammo alle regionali, ha fatto una campagna elettorale all’insegna dell’acqua statale e del no al nucleare in Lombardia. Sembrava il mio amico Carlo Monguzzi. Non entro nel merito dei due temi (sul nucleare e sulla gestione dell’acqua sapete forse come la penso). Dico solo che per tentare di vincere in Lombardia avremmo dovuto impostare un programma e una propaganda che parlasse anche ad altri, ai cittadini, ai lavoratori ai consumatori. Mica poco.

E così è stato su quasi tutto. Con il responsabile “economia” del Partito (Fassina) che partecipava alla manifestazione Fiom e Pietro Ichino che veniva totalmente ignorato dall’Assemblea nazionale del PD.

Insomma, in questi mesi abbiamo costruito un PD che rincorre a sinistra il fantasma di Vendola.

E oggi ci si stupisce se qualcuno pensa e dice: “ma che c’entriamo noi con il terzo polo?”.

Qualcuno forse può pensare che un’alleanza con API-UDC-FLI porterebbe a ristatalizzare l’acqua (un bene pubblico e comune oggi assai sprecato dallo Stato), chiudere con la propaganda sull’atomo, riconsegnare il mercato del lavoro ai contratti a tempo indeterminato e all’art. 18 (tutti i precari compresi)?

Si può forse pensare, allora, che il problema siano le primarie? Ma di cosa stiamo parlando? Mi sembra di essere Pazzaglia nel dire che le primarie possono essere un obbligo statutario solo se del PD. Non fuori. Le primarie che possiamo imporci sono quelle per scegliere i nostri candidati, i parlamentari. E’ un dovere morale farlo soprattutto dopo che abbiamo tentato di dar vita a un governo tecnico che cambiasse il “più grave problema italiano”: la legge elettorale che impedisce il diritto di scelta ai cittadini. E le virgolette non segnalano la citazione ma l’ironia…

Non possiamo invece imporre le primarie ai futuri alleati. E’ quasi ridicolo discuterne… e infatti stiamo discutendo quasi solo di questo.

Dovremmo discutere invece, assai di più, su cosa siamo e cosa vogliamo diventare. Perchè da questo, non dalle forme di selezione del candidato, discendono le alleanze.

Banalizzo: se Marchionne è un “nemico del popolo”, possiamo forse proporre un’alleanza ai “marchionani”?

Continuo a banalizzare: Se raccogliamo le firme per l’acqua solo statale, se saliamo sui tetti delle università, se scendiamo in piazza solo con i lavoratori più “privilegiati”, possiamo proporre un’alleanza con i nostri avversari?

Oggi sappiamo che se il Governo Berlusconi cade si va a elezioni. Come è normale che sia. Come è giusto che sia. Perchè la sovranità appartiene al popolo e questo è senza ombra di dubbio il vincolo costituzionale più “democratico”. Poi vengono tutti gli altri, compreso il rispetto delle prerogative del Capo dello Stato. Un governo “tecnico” che ha come unico mandato politico quello di creare un periodo cuscinetto, di preparazione, alla sfida Berlusconi si-Berlusconi no, non sarebbe stato un Governo democratico. Perchè i cittadini hanno votato “Berlusconi presidente”.

Oggi, però, stiamo parlando d’altro. Per fortuna.

Stiamo parlando di quali alleanze elettorali fare alle prossime elezioni politiche generali. Tutto sarà legittimo. Compreso vincerle con un’alleanza che vuole riformare l’Italia. Sarà legittimo anche proporre una nuova armata Brancaleone che il giorno dopo si divide su tutto.

E qui sta il problema, la cosa che dobbiamo discutere, la politica che dobbiamo fare.

Quale politica vogliamo fare? Per il lavoro, Ichino o Fassina? Se scegliamo Ichino verrà da se che cercheremo alleanze tra un Vendola che vuole completare la metamorfosi in sinistra di governo e i settori più innovativi del terzo polo (e chi l’ha detto che il terzo polo deve essere “prendere o lasciare”?). Se sceglieremo Fassina, andranno bene Vendola così come è ed anche Ferrero e Diliberto e Di Pietro. A quel punto, però, andranno bene solo a voi.

Ciò che non si può fare se si vuole governare dopo aver vinto le elezioni è scegliere Fassina e governare con “Marchionne”.

Ciò che non si può fare è una campagna “contro il nuovo fascismo” insieme a Tremaglia.

Ciò che non si può fare è decidere le alleanze prima di aver deciso cosa siamo noi o continuare a cambiare “cosa siamo noi” in base alle alleanze.

A settembre scrivevo:

Forse è questo che deve cambiare. Velocemente. Iniziare a ragionare sulle cose da dire e da fare. E con sincerità dire come la si pensa: cosa si dovrebbe fare per vincere. E sulla base di questo collocarsi.

Ora più che mai.

Bloomberg da Obama giocando a Golf. Bersani: “Al posto di Bloomberg sarei andato alla Casa Bianca”. Bloomberg: “Per parlare con la colf?”

giovedì, dicembre 9th, 2010


Un link su facebook dell’amico Andrea mi rimanda a questo articolo

Bloomberg, Obama Talk Economics on the Golf Course

Ho scritto tutto nel titolo… che cavolo c’è da aggiungere?

Lo stato del Quinto Stato, a teatro

giovedì, dicembre 9th, 2010

Il 12 gennaio alle 18.30 nel Teatro Agorà della Triennale di Milano metteranno in scena i loro diritti negati e le loro rivendicazioni. Sono gli autonomi professionisti di ACTA, l’associazione dei consulenti del terziario avanzato.

A questo link tutte le informazioni dello spettacolo teatrale che hanno prodotto. Di seguito invece l’articolo di Dario Di Vico, editorialista del Corriere della Sera.

(continua…)

Ma in che paese del mondo?

mercoledì, dicembre 8th, 2010

in che paese del mondo… un segretario di partito attacca sul suo canale Youtube il Sindaco, del suo stesso partito, di una grande città.

Capisco che gli possa sfuggire una battuta alla domanda di un giornalista.

Non capisco che dia ordine al suo addetto stampa di chiamare la redazione della TV, farsi mandare il video, chiedere a un funzionario del PD di montarlo e a un altro di caricarlo su Youtube. Non per costruire quella famosa “alternativa” ma per attaccare un proprio Sindaco.

Un amico ha commentato:

direi che sono tutti talmente impauriti che non vedevano l’ora di attaccare Renzi

Forse è così, ma a me non sembra un paese normale. Anzi, no, è il partito a non essere normale. Il paese legge divertito le cronache dal bunga bunga e tira avanti come può. Aspettando un’alternativa.

Più che Bersani i commenti… [su Matteo Renzi, il Pd e Arcore]

martedì, dicembre 7th, 2010

Si, certo, Bersani poteva risparmiarselo di dire

Non è vietato per un sindaco incontrare il presidente del Consiglio ma esistono delle sedi, sennò si può capire male.

Anche perchè fu lui stesso a dire:

Ho già detto che se si vuole parlare di misure immediate per alleggerire i colpi di questa crisi e discutere sul serio di un pacchetto di riforme in campo economico e sociale, io vado veramente a piedi ad Arcore.

E mi piace pensare che non fosse una cazzata detta tanto per fare effetto e che a lui – invece – le riforme premono veramente.

Ma quello che veramente fa pensare, fa interrogare, fa anche un po’ preoccupare sono le reazioni in rete, nei commenti su facebook, all’incontro di Matteo Renzi con il Presidente del Consiglio ad Arcore.

Matteo Renzi
divertito dalle reazioni. Chi dice: con Berlusconi non si parla, come se lui non fosse Premier. Chi dice: ad Arcore no, a Palazzo Chigi sì. Chi ignora che se non abbiamo entrate speciali (che Venezia e Roma hanno e noi no), che LORO hanno promesso, dobbiamo tagliare sul sociale e sulle scuole. Sono il Sindaco e lavoro concretamente per la mia gente: spero di non cedere mai all’ideologia. A viso aperto, come sempre!

E’ mai possibile, invece, che ogni volta eleggiamo un leader nella reciproca promessa di non cadere nello sterile antiberlusconismo e poi lì, sempre lì, ce lo trasciniamo?

Stiamo trasformando il nostro partito in una miscela di ideologismo e opposizione ad personam: una bomba che non ha mai fatto vincere le elezioni. Convochiamo le manifestazioni senza sapere per cosa, saliamo sui tetti senza dire cosa ci vorremmo sotto (tra le mura), aderiamo ai referendum e presentiamo proposte di legge che vanno in senso opposto. Rincorriamo Vendola e Di Pietro e non ci accorgiamo d’avere il fiatone.

E quando troviamo un Sindaco che governa la sua città dimostrando d’avere la stoffa per governare anche il partito e l’Italia lo massacriamo come se lo avesse incontrato di nascosto, facendo filtrare la notizia dalla propria agenzia di stampa per poi smentirla.

Secondo scoglio a destra [intervista su Smarter City]

lunedì, dicembre 6th, 2010

E’ la mia prima intervista sui trasporti da imprenditore. L’intervistatrice è Letizia Palmisano, giornalista ambientale, e la testata è Smarter City, la rivista “powered by Ibm” ospitata da Liquida.

Parliamo delle autostrade del mare, di trasporti più green, di corridoi europei, delle infrastrutture che mancano.

Tra le altre cose ho detto questo:

Dal 2008 l’Italia ha sperimentato l’ecobonus per gli autotrasportatori che imbarcano il proprio mezzo sulle navi che percorrono le “autostrade del mare” italiane. A gennaio scade  e sarebbe un errore non rinnovarlo per altri tre anni.

E sarà che sono antipatico al Presidente, sarà che la Palmisano mi ha intervistato troppo tardi… La Repubblica scrive che il Governo va nella direzione opposta, al buonsenso:

Strana, la storia dell’ Ecobonus: il provvedimento funziona, non costa tanto, è utile per l’ ambiente. Addirittura, l’ Europa lo prende a modello. Ma non basta per tenerlo in vita. L’ ultima Finanziaria lo ha “congelato”, per il momento. (…)

Uno sforzo finanziario contenuto per un risultato importante: in tre anni, cioè da quando l’ Ecobonus è partito, sono stati trasferiti 500 mila Tir l’ anno dalla strada al mare.

Un’ultima domanda:

Perchè le autostrade del mare spostano solo il 4% delle merci in Italia? (Mi ha chiesto Letizia Palmisano)

Perchè la gomma ne sposta l’88%. (…)

(e poi continua su Smarter City)

Ogm, Galan e il “Principio di imprudenza”

sabato, dicembre 4th, 2010

L’avevo detto: rimpiangeremo Zaia, rimpiangeremo Alemanno e rimpiangeremo pure Pecoraro Scanio.

Galan, Ministro dell’Agricoltura, ha dichiarato:

“la legislazione attuale consente di vietare la coltivazione solo se si ha motivo fondato di ritenere che un Ogm rappresenti un rischio per la salute umana e per l’ambiente”

Ovviamente non è vero. Il principio che regola la legislazione è quello di “precauzione“. Galan – invece – sostiene il contrario. E se ne frega della sicurezza, dei rischi di inquinamento delle colture tradizionali o biologiche confinanti e se ne frega pure di tutelare il made in Italy, la qualità e il marchio della produzione agricola italiana: l’unico “petrolio” di cui dispone il nostro paese.

E tutto questo mentre hanno chiuso il Parlamento.

La betoniga è tornata. A Soncino.

giovedì, dicembre 2nd, 2010

Dicono di essere la libera informazione di Soncino… e non solo:

Dopo tanti anni di ibernazione, da un freezer di un osteria soncinese è riapparsa La Betoniga. Tante cose vorrebbe dire e lentamente riuscirà a raccontare tutto quello che in questi anni ha visto… e ne ha viste di tutti i colori! Continua a leggere →

Questo è il primo video

Mettetevi comodi, inizia lo spettacolo, si alzi sipario La Betoniga è tornata… Cominciamo con LA ROTONDA SULLE LAME tutto quello che avresti voluto sapere e che mai nessuno ti ha raccontato così bene!

Buon ascolto. E’ solo il primo…

Tariffe atomiche

mercoledì, dicembre 1st, 2010

Più o meno per l’entrata in vigore delle nostre centrali (o forse è meglio dire: più o meno quando inizieremo – forse – a costruirle) il costo del nucleare si profila così:

NUCLEAR energy will be more expensive than most forms of renewable energy by 2020, according to the University of NSW energy expert Mark Diesendorf.

Fonte: The Sidney Morning Herald

In aggiunta, metteteci che noi non abbiamo uranio… salvo il giacimento tra la Val Seriana e limitrofi…