Leone Wollemborg si rivolta nella tomba

15 agosto 2010 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Economia, politica | 2251 visite.

Leggendo le contestazioni della Banca d’Italia a Denis Verdini:

«gravi carenze» degli organi aziendali, con «totale accentramento dei poteri» sulla figura dell’allora presidente Denis Verdini (coordinatore nazionale del Pdl) ed «estesi profili» di potenziale «conflitto di interessi» dello stesso Verdini con quelli della banca, per affidamenti pari a 60,5 milioni di euro (…)

(…) l’esistenza di un esecutivo della banca «scarsamente autorevole» e di un collegio sindacale «privo di sufficiente indipendenza». (…)

(…) «principale fautore della politica di espansione creditizia verso clientela di grandi dimensioni, fra cui rientrano anche iniziative riconducibili al suo gruppo familiare», in contrasto con le indicazioni che in passato erano venute dall’istituto di Vigilanza e con le stesse «linee strategiche elaborate per il triennio 2008-2010, che prevedevano la diversificazione del portafoglio crediti a favore delle famiglie e delle piccole e medie imprese». (…)

Insomma, quantomeno qualcosa di diverso da quello per cui i Crediti cooperativi furono inventati dal buon Leone Wollemborg.
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