Doniamogli dei neuroni (alla sanità lombarda)
16 luglio 2010 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Diritti (umani e altro), Formigoni, laicità, Legalità, Libertà, Salute | 1436 visite.
In un paese normalmente laico, le cose funzionerebbero come suggeriscono Veronesi, Scalfarotto e l’applicazione del semplice buonsenso:
“Sin dai tempi di Veronesi ministro è stato reso chiaro che non si può escludere nessuno dalla donazione del sangue sulla base di ciò che è, ma solo sulla base dei comportamenti sessuali che tiene. Un eterosessuale che ha comportamenti a rischio è più pericoloso di un omosessuale che vive in un rapporto di coppia. Sembrerebbe ovvio, ma quando si vuole curare la gente con i paraocchi dell’ideologia, anche la logica più semplice diventa una sfida intellettualmente impossibile”, ha proseguito Scalfarotto.
“Si crede di discriminare i gay ma io non posso non pensare al malato in attesa di quel flacone di sangue che magari gli avrebbe salvato la vita. Mi piacerebbe capire dove stia la carità cristiana in tutto questo. Bisognerà che me lo faccia chiarire dal presidente Formigoni e dai signori di Comunione e Liberazione”, ha poi concluso Scalfarotto.
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luglio 16th, 2010 at 7:35 pm
io non dono più da quando mi hanno chiesto di dichiarare se ho dei rapporti sessuali mercenari, perché non mi hanno saputo dire in che modo il fatto di prendere e dare dei soldi aiuti la trasmissione di malattie.
ai tempi il ministro era la bindi.