Not in my name
24 giugno 2010 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Società | 1008 visite.
Il CT della Nazionale di calcio Marcello Lippi (uno degli uomini più antipatici della nazione ma questo è tutto un altro discorso) esce dal campo senza salutare e senza stringere la mano all’ avversario slovacco che lo ha appena sconfitto. Ora il signor Lippi, nel caso specifico, laggiù nelle tristi lande sudafricane, rappresenta non solo se stesso ed il suo mood umorale di maleducato antipatico, ma purtroppo, anche me e qualche dozzina di milione di altri italiani. Ne discende che lui, quella mano, per amore o per forza, l’avrebbe dovuta stringere comunque (o anche solo per contratto visto che lo pagano per quello) in quanto rappresentante momentaneo (fortunatamente momentaneo) di una intera nazione che si supporrebbe meno cafona di lui. Invece Marcello Lippi, cui non difetta lo spirito dialettico (ci ha riempito evidentemente gli ampi vuoti lasciati dalla sua fuggita educazione) dopo una simile figura trova il modo di dilettarsi, nella successiva conferenza stampa, nel numero del canzonamento del giornalista ugandese. Personalmente non disdegnerei avere indietro i soldi.
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giugno 24th, 2010 at 9:51 pm
E’ solo un tuo punto di vista!
giugno 24th, 2010 at 9:58 pm
Si, certo. E’ il punto di vista di Massimo Mantellini che io condivido…