La sindrome fiom a Pomigliano
19 giugno 2010 | di Marcello Saponaro | Archiviato in Economia, lavoro | 2252 visite.
Pippo la chiama “Sindrome cinese” e ci invita a leggere Scalfari, che conclude così:
L’evento è quello di Pomigliano. Marchionne riporta la Panda in Patria, cinquemila operai italiani, ma in cambio niente più orari, niente più riposi, lavoro flessibile, prendere o lasciare. Hanno accettato felici. Bonanni: “Non è un ricatto”. E chi l’ha mai pensato? Marchionne però vuole il referendum e vuole che anche la Fiom sia d’accordo. Sacconi della Fiom se ne frega. E poi l’evento di Pomigliano è un caso particolare. Eccezionale. Comunque siamo per il contratto aziendale. Caso per caso. Produttività. Lavorare di più, guadagnare di meno. Ma non ci staranno. Invece ci staranno. Ci vorranno i carabinieri. Ma quali carabinieri? Basterà dire la verità: o così oppure delocalizziamo. Spostiamo la produzione in Cina, o in Corea, magari in Indonesia. Ma vorremmo favorirvi, voi delle tante Pomigliano d’Italia. Però mangiate questa minestra perché i cinesi costano molto meno di voi.
È la modernità, bellezza. Vengo anch’io? No, tu no.
Io ho letto di tutto in questi giorni, non solo Scalfari. E ho letto la proposta di accordo, la posizione di Fiom, l’imbarazzo di Epifani per la posizione della Fiom.
E penso che se la Fiom avesse fatto le barricate per migliorare l’accordo sugli orari, sulla flessibilità e sui riposi, avrei detto “Brava Fiom! Andate fino in fondo e se occupate la fabbrica vi porto i panini e le bevande!”. Invece no. Le barricate le hanno fatte su altri due punti: sull’illegittimità (anticostituzionalità) di uno sciopero contro l’accordo stesso (ovvero sul diritto di scioperare contro ciò che gli stessi sindacati avrebbero concordato) e sull’illegittimità (anticostituzionalità) delle clausole sulla malattia, quelle che ne escluderebbe il pagamento qualora alti tassi di malattia si verificassero in giornate particolari: partite di calcio, scioperi, cresime di paese…
E allora no, Cara Fiom, così non tuteli i lavoratori. Così tuteli i furbi. Così tuteli il diritto di coloro che scioperano facile sulla pelle degli altri lavoratori. Così difendi l’assenteismo. Così nuoci al Paese e alla sua capacità di attrarre gli investimenti. Così difendi un sistema che è morto, anche a Pomigliano: assunzioni politiche (nella migliore delle ipotesi); assenteismo fuori misura; Fiat a carico dello Stato, quindi dei cittadini e dei lavoratori. Sistema defunto.
La sindrome non è cinese. E’ polacca. Ma non nel senso del ricatto: “se non firmate andiamo in Polonia”. In Polonia ci sono già e la Fiat vorrebbe portare in Italia ciò che li producono anche durante le partite della Polonia ai mondiali. Sono 700 milioni di investimento. Qualcuno può pensare che esista un imprenditore che investe 700 milioni e poi li vende scorrere nello sciacquone di 470 malati in sciopero o di 1500 rappresentanti di lista il giorno delle elezioni?
Ecco, dopo aver letto Scalfari, leggiamo anche Pietro Ichino. E soprattutto ascoltiamo cosa dicono gli operai, i lavoratori, i liberi professionisti, gli artigiani, gli studenti, gli imprenditori, dalle nostre parti.
Buon lavoro.
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giugno 19th, 2010 at 10:55 am
Sottoscrivo parola per parola.
giugno 19th, 2010 at 8:00 pm
io vedo la vicenda come questo dialogo ad un bar di pomigliano che ho qui riportato (http://cappellaioetc.blogspot.com/2010/06/e-b-al-bar-di-pomigliano.html#comments)
molto bello il tuo intervento marcello. io lo condivido in buona parte. però è la natura del ricatto che non mi sta bene. qui si vuole tornare alla condizione del lavoratore quasi 800centesco. pensiamo che i lavoratori in questione sono comunque addetti di catene di montaggio, per i quali esistono studi su miglioramenti in termini di efficienza anche al variare del movimento del bacino, per dirla alla veltroni. con questo voglio dire che sono già vittime , se vogliamo, di un lavoro per nulla gratificante e iperripetitivo. Obbligarli a fare meno pause e a flessibilizzare ancor di + il loro turno significa svalorizzare un ruolo che già di per sè ha un basso valore aggiunto.
Sul ruolo dei sindacati penso che questa era un occasione per trovarsi uniti. ma non dalla parte di cgil-cisl-uil, bensì dalla parte dei lavoratori..
giugno 20th, 2010 at 12:31 pm
Non si entra nel merito, ma si fa propaganda. Non ho letto nel merito la proposta, penso che sempre valga la pena trattare perché chi propone, ovviamente, lo fa con il proprio punto di vista.
La risposta, invece, è stata l’ennesima presa di posizione propagandistica.
Chi ne uscirà rimettendoci saranno i lavoratori, i quadri politico-sindacali la sfangheranno.
Così anche la sinistra si farà ancora più male.
Le trivelle stanno scavando sotto il fondo senza fermarsi, come nel Golfo del Messico.
Che tristezza questo crepuscolo, che sta abbandonando tutti gli obiettivi di solidarietà, giustizia sociale in nome della pratica, un sovvertimento dei fattori per i quali era nata.
giugno 20th, 2010 at 1:46 pm
riecco Saponaro, un vero difensore del lavoratore Marchionne…
giugno 22nd, 2010 at 5:49 pm
Solo su un punto. Perchè un operaio di Pomigliano non può fare il rappresentante di lista nonostante sia un suo diritto garantito dalla legge?
(Del Pd soprattutto, ma questo non è così importante)