Archive for giugno, 2010

Ricomincio da qui

martedì, giugno 29th, 2010

Da ieri questo è tornato ad essere il mio lavoro. Dopo cinque anni entusiasmanti nel Consiglio Regionale della Lombardia, ricomincio a fare un lavoro che mi piace altrettanto.

Non smetto di fare politica. Questo blog non smetterà di scriverne. Ma se lavorate in un’azienda che importa o esporta e vi serve uno spedizioniere… chiamatemi pure! :-)

Del maiale non si butta via niente

venerdì, giugno 25th, 2010

L’emergenza rifiuti a Palermo non sembra destare le stesse preoccupazioni in Berlusconi e Bertolaso.

E’ difficile fare il maiale a Palermo se non si vota per le politiche di lì a poco…

(Grazie a Napolux per il titolo)

Grey Economy, la manovra che taglia efficienza energetica e liquidità alle imprese

venerdì, giugno 25th, 2010

Grazie alla manovra economica del Governo tutti i bonifici effettuati per il pagamento di opere di ristrutturazione e riqualificazione energetica saranno soggetti al 10% di ritenuta d’acconto che sarà prelevata direttamente dalla banca o dalle Poste alla ricezione del pagamento.

Quindi, se la norma non sarà modificata alla Camera, il Governo è riuscito in un colpo solo a dare l’ennesima mazzata al settore emergente dell’efficienza energetica, a tagliare la liquidità alle imprese artigiane e a quelle dei serramenti, a spingere verso l’evasione e il lavoro nero l’economia verde.

(Via Leonardo Fiorentini, Via Uncssal)

(continua…)

Not in my name

giovedì, giugno 24th, 2010

Il CT della Nazionale di calcio Marcello Lippi (uno degli uomini più antipatici della nazione ma questo è tutto un altro discorso) esce dal campo senza salutare e senza stringere la mano all’ avversario slovacco che lo ha appena sconfitto. Ora il signor Lippi, nel caso specifico, laggiù nelle tristi lande sudafricane, rappresenta non solo se stesso ed il suo mood umorale di maleducato antipatico, ma purtroppo, anche me e qualche dozzina di milione di altri italiani. Ne discende che lui, quella mano, per amore o per forza, l’avrebbe dovuta stringere comunque (o anche solo per contratto visto che lo pagano per quello) in quanto rappresentante momentaneo (fortunatamente momentaneo) di una intera nazione che si supporrebbe meno cafona di lui. Invece Marcello Lippi, cui non difetta lo spirito dialettico (ci ha riempito evidentemente gli ampi vuoti lasciati dalla sua fuggita educazione) dopo una simile figura trova il modo di dilettarsi, nella successiva conferenza stampa, nel numero del canzonamento del giornalista ugandese. Personalmente non disdegnerei avere indietro i soldi.

(Massimo Mantellini)

Vogliamo la pista ciclabile. Firmato: Il Comitato Genitori di Monterosso.

giovedì, giugno 24th, 2010

In due giorni il Comitato Genitori di Monterosso ha organizzato una “Catena di Biciclette” a cui hanno partecipato più di 200 persone per difendere la breve pista cilabile in Viale Giulio Cesare a Bergamo.

La giunta più immobile della storia di Bergamo vuole tutta città come lei?

Anche il Mattarellum è un po’ Porcellum

mercoledì, giugno 23rd, 2010

Hanno ragione a metà. Mi riferisco all’Appello di Libertà e Giustizia per la soppressione del Porcellum e il ritorno al Mattarellum.

La metà giusta è la soppressione del sistema elettorale con le liste bloccate. Una legge abominevole che ha cancellato il potere di scelta dei cittadini e ridotto la qualità (con le solite innumerevoli eccezioni) del “corpo” parlamentare. Ora siamo una democrazia con connotati oligarchici: venti persone in Italia nominano il Parlamento. E senza alcun obbligo di primarie.

Ma il Mattarellum non era forse la stessa cosa?

Quando si votò con il Mattarellum io militavo nei Verdi. Non me ne ricordo uno di parlamentare eletto nella propria città!  Che differenza c’è, qualcuno me lo spieghi, tra candidare la romana Paola Binetti nei posti certi della lista PD del collegio “Lombardia 2″ e candidare il romanissimo Paolo Cento nel collegio uninominale di Bologna?

Anzi, una differenza c’è ed è il potere di ricatto dei micro partiti. Se per vincere è necessario raggiungere la metà più uno dei voti… quanto vale il “più uno”? Non fu forse quello il periodo di nascita, esplosione, di innumerevoli one-man-party?

Un altro motivo per non voler tornare al mattarellum?  Beh, sapete dirmi dove finirebbe la rappresentanza del centro sinistra di Lombardia e Veneto?

Altro che Partito del Nord! In men che non si dica torneremmo un partito Toscano-emiliano-romagnolo e un po’ lazial-pugliese-calabrese-campano. Lasciando l’esclusiva della rappresentanza del Nord al PDL e alla Lega Nord.

Il mio test: tra Romano Prodi e il Dalai Lama

martedì, giugno 22nd, 2010

Mi lascia un po’ perplesso ma questo è il mio risultato:

Economic Left/Right: 0.00
Social Libertarian/Authoritarian: -5.03

Un confronto utile può essere fatto con le risposte virtuali dei leader del mondo:

Cuba, consigli per le vacanze e per la libertà

lunedì, giugno 21st, 2010

Gli effetti del turismo a Cuba

Cuba si è aperta al turismo in maniera massiccia negli anni Novanta e questa cosa ha prodotto un cambiamento sociale importante sotto l’aspetto conoscitivo e comunicativo. Io penso che in generale il turismo ha portato a Cuba maggior apertura, maggior contatto con la realtà e più risorse nelle mani dei cittadini.

Gli occidentali possono visitare Cuba, ma Yoani (Yoani Sanchez) non può abbandonare l’Isola. Non è un paradosso?

Esattamente. Queste sono le assurdità, le cose incomprensibili della nostra realtà. Uno straniero può entrare a Cuba e girare indisturbato per tutta l’Isola, mentre noi cittadini dobbiamo sottostare a moltissime limitazioni. Siamo come bambini piccoli, ai quali serve l’autorizzazione di Papà Stato per uscire di casa.

Elementi positivi e negativi del turismo.

Grazie alle massicce entrate turistiche molte persone – tra queste pure io – hanno potuto realizzare attività freelance, lavorare in maniera autonoma e indipendente dallo Stato e questa autonomia economica ha prodotto autonomia politica e ideologica. Inoltre il turismo ha portato maggiori risorse nelle mani dei cittadini. D’altro canto è vero che il turismo ha prodotto un aumento della prostituzione e ha provocato maggiori differenze sociali. Inoltre ha messo in evidenza la differenza tra ciò che può fare un turista nel territorio nazionale e quel che può fare un cubano. A Cuba esiste una specie di apartheid turistico, perché i turisti possono utilizzare il territorio nazionale molto più di noi cubani.

I motivi del turismo a Cuba.

Purtroppo molti turisti vengono a Cuba non per entrare in contatto con la realtà ma per evadere in una presunta illusione a base di cocco, tabacco, rum e donne. Tutto questo è deprecabile perché un turismo più cosciente e responsabile praticato a contatto con la nostra gente potrebbe essere più utile per la necessaria democratizzazione di Cuba.

Dov’è la vera Cuba?

La vera Cuba è qui, alla portata di tutti. Non serve una chiave magica o una mappa speciale della città per trovarla. La vera Cuba è segnata dal dualismo monetario, dalla mancanza dei prodotti, dalla personale frustrazione di molta gente che non può realizzare il proprio progetto di vita e per farlo è costretta a emigrare. La vera Cuba è segnata dall’intolleranza, dalla censura governativa, dalla mancanza di libertà di espressione. Certo che è molto difficile vedere certe cose bevendo un daiquiri o sorseggiando un mojito in un grande albergo con annessa spiaggia privata.

Quale Cuba consigli a un turista?

Suggerirei di non seguire un programma organizzato dalle agenzie di viaggio, ma di andare in mezzo alla gente, di girare per le strade dell’Isola, di visitare i piccoli centri e i quartieri popolari dell’Avana dove si può toccare con mano la realtà. Non limitatevi alla spiegazione storico – politica fornita dalle guide turistiche, ma cercate di entrare in contatto con le persone, fate domande su come vivono, ascoltate le loro risposte, apprendete come si svolge la vita quotidiana e quali sono i problemi della gente. Questa è la vera Cuba: una realtà che si trova in un momento di transizione, di cambiamento, con molti chiaroscuri.

L’itinerario avanero che consigli a un turista.

All’Avana raccomando di visitare Centro Avana, un quartiere privo di alberghi dove vive la maggior quantità di popolazione per metro quadro di tutto il Paese. Centro Avana è un quartiere situato tra Avana Vecchia e Vedado, due luoghi più turistici, ed è un posto che raccomando calorosamente di visitare. In questo quartiere si possono vedere in prima persona limitazioni e problemi, per esempio troviamo molte persone che arrivano da Oriente prive di documenti di residenza e sono considerate illegali nel loro stesso paese. Raccomando di visitare la periferia e di vedere le sue piccole case costruite in poco tempo con legno e lamiere (i così detti llega y pon – ndt) , per la scarsità di materie prime e la penuria economica. Questa è una visita che raccomando molto.

Cosa pensi di Varadero?

A un turista non consiglio di andare a Varadero perché non vedrebbe Cuba, ma sarebbe come recarsi in qualsiasi altra località marina del mondo. Raccomando, invece, di andare a Gibara, una piccola città della provincia di Holguin dove si svolge un festival del cinema indipendente, che ha una bella zona costiera, un mare stupendo e ottime spiagge. A mio parere ha il pregio di essere molto più autentica di Varadero.

Cosa ci dici di Santiago, l’anima nera di Cuba?

Santiago ha gli stessi problemi dell’Avana. Una parte della città è stata costruita artificialmente a uso e consumo dei turisti, ma non ha niente a che vedere con la vera Santiago. Raccomando, invece, il piccolo rione di Santa Barbara, che si raccoglie attorno alla chiesa di Santa Teresita, un quartiere vero, dove il turista può apprezzare la realtà fuori dai soliti stereotipi del santiaguero caldo e rumbero e avvicinarsi di più alla gente.

Dove consigli di fermarsi a mangiare?

Raccomando le così dette paladares, piccoli ristoranti privati che si trovano all’Avana, anche se ogni giorno sono sempre di meno a causa delle imposte asfissianti. In ogni caso abbiamo un buon quartiere cinese con ottimi posti per mangiare e c’è un ristorante favoloso davanti al Capitolio conosciuto come Los Nardos. Tieni presente che in ogni casa privata dove si affittano camere puoi mangiare molto meglio che in qualsiasi hotel di lusso.

Conosci il film Guantanamera di Alea e Tabio?

Certamente. Si tratta di un film che racconta un viaggio per le strade dell’Isola e al tempo stesso è capace di unire umorismo e tragedia. Una sorta di road movie che descrive la Cuba della burocrazia, a volte così difficile da evitare, la Cuba dell’assurdo ma anche dell’umorismo, della battuta popolare, dell’amore…

Un altro film che descrive Cuba è Buena Vista Social Club…

Buena Vista Social Club descrive la Cuba della musica, racconta una parte fondamentale del nostro essere cubani, ma è un film che si rivolge soprattutto a un pubblico straniero. Raccomando molto a chi vuol vedere scene reali della Cuba autentica, non stereotipata, di avvicinarsi a un film come Avana suite del regista Fernando Perez. Per apprezzare questo film non occorre capire lo spagnolo perché è composto solo di musica e di immagini. La visione di Avana suite è una lezione importante per capire tante cose di Cuba; nel breve spazio di un’ora e mezza si potranno conoscere realtà che servirebbero anni per apprezzarle.

Come informarsi su Internet prima di fare un viaggio a Cuba?

Purtroppo Internet a Cuba continua a essere un territorio poco frequentato e soprattutto non alla portata di tutti. Le pagine web che parlano di hotel, di offerte turistiche, di programmi di viaggio e di realtà cubana sono poche e limitate. In ogni caso raccomando alle persone che vengono a Cuba di avvicinarsi alla blogosfera alternativa, a noi che dall’Isola raccontiamo la realtà nei nostri blog. Consiglio soprattutto un sito chiamato Voces Cubanas (www.vocescubanas.com), dove ci sono 28 blogger e ognuno porta la sua visione molto personale della realtà cubana. Questo sito può insegnare molto di più sull’Avana, su Santiago e sull’intera Cuba di tutte le guide turistiche che possono capitarvi in mano.

Raccomandazioni per i turisti in viaggio a Cuba…

Raccomando ai turisti di venire in questo paese e di rendersi conto che non somiglia per niente a quello della propaganda politica e turistica. Raccomando di spingersi a visitare il paese reale dove in questo momento ci sono molte contraddizioni. Raccomando di aiutare la popolazione cubana in un momento così difficile. Una persona che viene a Cuba e che mette in valigia un piccolo regalo – siano lapis, matite, vestiti, scarpe – può portare un’allegria speciale all’interno di una famiglia. Se oltre a questo il turista porta CD, memory card, chiavette USB, vecchi pezzi di computer, portatili inutilizzati, non soltanto porterà allegria, ma darà a qualcuno la possibilità di esprimersi. In questo particolare momento storico la valigia può rappresentare un elemento di cambiamento.

Tu cosa chiedi agli amici che vengono a Cuba per farti visita?

Ogni volta che un amico sta per partire verso Cuba e mi chiede cosa voglio in regalo, rispondo: giornali!. Perché a Cuba lo Stato ha il monopolio dell’informazione, i periodici cubani forniscono poche notizie internazionali e persino nazionali. Per noi cubani qualsiasi giornale, anche se vecchio di una settimana, di un mese, persino di un anno, è ossigeno informativo.

Intervista di Raffele Roselli a Yoani del 16 giugno 2010
Trasmissione Radio Rai 1 Il viaggiatore
Traduzione di Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi
(Via Marcello Bussi)

Incatenati alla bici per la bici

lunedì, giugno 21st, 2010

Una giunta tanto immobile non s’era mai vista. E per essere ancora più immobile che fanno? Tolgono una ad una tutte le piste ciclabili.

Ma per fortuna c’à il Comitato Genitori di Monterosso (Bergamo) che ha organizzato per mercoledì 23 giugno alle 18.00 un incatenamento di biciclette per protestare contro la rimozione della pista ciclabile in Viale Giulio Cesare.

Dobbiamo essere in tanti.

(Via Davidao su Facebook)

La sindrome fiom a Pomigliano

sabato, giugno 19th, 2010

Pippo la chiama “Sindrome cinese” e ci invita a leggere Scalfari, che conclude così:

L’evento è quello di Pomigliano. Marchionne riporta la Panda in Patria, cinquemila operai italiani, ma in cambio niente più orari, niente più riposi, lavoro flessibile, prendere o lasciare. Hanno accettato felici. Bonanni: “Non è un ricatto”. E chi l’ha mai pensato? Marchionne però vuole il referendum e vuole che anche la Fiom sia d’accordo. Sacconi della Fiom se ne frega. E poi l’evento di Pomigliano è un caso particolare. Eccezionale. Comunque siamo per il contratto aziendale. Caso per caso. Produttività. Lavorare di più, guadagnare di meno. Ma non ci staranno. Invece ci staranno. Ci vorranno i carabinieri. Ma quali carabinieri? Basterà dire la verità: o così oppure delocalizziamo. Spostiamo la produzione in Cina, o in Corea, magari in Indonesia. Ma vorremmo favorirvi, voi delle tante Pomigliano d’Italia. Però mangiate questa minestra perché i cinesi costano molto meno di voi.
È la modernità, bellezza. Vengo anch’io? No, tu no.

Io ho letto di tutto in questi giorni, non solo Scalfari. E ho letto la proposta di accordo, la posizione di Fiom, l’imbarazzo di Epifani per la posizione della Fiom.

E penso che se la Fiom avesse fatto le barricate per migliorare l’accordo sugli orari, sulla flessibilità e sui riposi, avrei detto “Brava Fiom! Andate fino in fondo e se occupate la fabbrica vi porto i panini e le bevande!”. Invece no. Le barricate le hanno fatte su altri due punti: sull’illegittimità (anticostituzionalità) di uno sciopero contro l’accordo stesso (ovvero sul diritto di scioperare contro ciò che gli stessi sindacati avrebbero concordato) e sull’illegittimità (anticostituzionalità) delle clausole sulla malattia, quelle che ne escluderebbe il pagamento qualora alti tassi di malattia si verificassero in giornate particolari: partite di calcio, scioperi, cresime di paese…

E allora no, Cara Fiom, così non tuteli i lavoratori. Così tuteli i furbi.  Così tuteli il diritto di coloro che scioperano facile sulla pelle degli altri lavoratori. Così difendi l’assenteismo. Così nuoci al Paese e alla sua capacità di attrarre gli investimenti. Così difendi un sistema che è morto, anche a Pomigliano: assunzioni politiche (nella migliore delle ipotesi); assenteismo fuori misura; Fiat a carico dello Stato, quindi dei cittadini e dei lavoratori. Sistema defunto.

La sindrome non è cinese. E’ polacca. Ma non nel senso del ricatto: “se non firmate andiamo in Polonia”. In Polonia ci sono già e la Fiat vorrebbe portare in Italia ciò che li producono anche durante le partite della Polonia ai mondiali. Sono 700 milioni di investimento. Qualcuno può pensare che esista un imprenditore che investe 700 milioni e poi li vende scorrere nello sciacquone di 470 malati in sciopero o di 1500 rappresentanti di lista il giorno delle elezioni?

Ecco, dopo aver letto Scalfari, leggiamo anche Pietro Ichino. E soprattutto ascoltiamo cosa dicono gli operai, i lavoratori, i liberi professionisti, gli artigiani, gli studenti, gli imprenditori, dalle nostre parti.

Buon lavoro.