Archive for maggio, 2010

Raimondi, prendi i soldi e torna!

mercoledì, maggio 5th, 2010

Marcello Raimondi, neo Assessore all’Ambiente di Regione Lombardia, è da qualche giorno anche “Capogruppo” di se stesso. Pochi lo sanno… Raimondi ha aderito al gruppo “Per la Lombardia – PDL, diventandone capogruppo, il 12 aprile scorso, abbandonato il gruppo PDL.

Come perchè? Perchè “Per la Lombardia” è il gruppo eletto con il “listino” di Formigoni, quello dei 16 consiglieri che non passano al vaglio degli elettori ma unicamente del Presidente e che diventano il premio di maggioranza della coalizione in caso di vittoria.

Dopo le elezioni ognuno dei 16 eletti (soltanto 8 alle ultime regionali) esce solitamente dal gruppo “Per la Lombardia” ed entra in quello politicamente a sè più vicino: Lega Nord o PDL. Tranne uno, la scorsa volta è toccato a Sveva Dalmasso, un’indipendente molto vicina a Francesco Cossiga, che assume così il ruolo di mongruppo volto a conservare gli ingenti finanziamenti regionali aggiuntivi.

Però Sveva Dalmasso non è stata ricandidata e quindi neppure rieletta. Ciò avrebbe comportato che tutti i soldi accumulati dal Gruppo “Per la Lombardia” negli scorsi cinque anni sarebbero andati “persi”, rientrando nel bilancio del Consiglio Regionale. Soldi non spesi che sarebbero stati risparmiati dai cittadini, a conti fatti.

Poteva mai permetterlo il prode Formigoni? Risparmiare i soldi dei contribuenti? Giammai!

Ed ecco, allora, che Marcello Raimondi, il 12 aprile scorso, dodici giorni dopo le elezioni di rinnovo del Consiglio Regionale ma un mese prima l’entrata in carica dei nuovi consiglieri che saranno proclamati l’11 di maggio, cambia gruppo ed entra in “Per la Lombardia”. Per la Lombardia non cessa dunque di esistere, attende sereno l’ingresso dei nuovi Consiglieri e traghetta così i finanziamenti dei passati cinque anni ai prossimi cinque.

Marcello Raimondi potrà così tornare sereno al suo gruppo, al suo assessorato, felice di essere costato ai lombardi solo qualche centinaio di migliaia di euro…

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Fatti non foste per sperperare i soldi dei lombardi…

mercoledì, maggio 5th, 2010

Prendiamo l’Esempio di un comune di montagna che vuole trovare finanziamento a un progetto turistico.

Chi sarà il suo referente nella Giunta Regionale Lombarda? Il Consigliere delegato agli enti locali Marco Pagnoncelli (che fra l’altro non è neppure stato eletto consigliere), oppure quello delegato ai rapporti con le istituzioni del territorio Giancarlo Abelli, oppure l’Assessore al Turismo Stefano Maullu?

Facciamo un altro esempio. Un progetto di Regione Lombardia per la valorizzazione del paesaggio lacuale, la tutela delle sue coste e il marketing territoriale. Di chi sarà la competenza? Dell’Assessore al Turismo Maullu oppure di Alessandro Colucci e della sua delega al “Paesaggio”? E perchè no del famoso geometra di Arcore, tal Francesco Magnano (Magnano, non Mangano!) che dal Presidente è stato delegato alla “attrattività e promozione del territorio”. Diventerebbe però difficile escludere ta tale competenza l’Assessore all’Ambiente, Marcello Raimondi, e i novelli “Consiglieri Delegati” Marco Pagnoncelli e Gianfranco Abelli (vedi sopra). Sempre che non abbia qualcosa da dire anche l’Assessore al Territorio Daniele Belotti e vuoi non ascoltare, almeno per un consiglio, l’Assessore alle attività produttive Andrea Gibelli?

Insomma c’è da sperare che nel progetto non c’entri in qualche modo anche lo “Sport” (Monica Rizzi) perchè altrimenti non resterebbe che rivolgersi alla Protezione Civile (Romano La Russa).

E poi vengono a parlarci di paese normale… In un paese normale tal sorta di spreconi, depauperatori e dispensatori di clientelari prebende li caccerebbero in sei mesi, non in neppure 15 anni.

Nel frattempo, finchè non lo siamo, continueremo a gettare i soldi dei lombardi, elargire stipendi, rinvigorire le Compagnie operose e complicare la burocrazia.

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In buone mani

domenica, maggio 2nd, 2010

Il post di Alessandro Gilioli non ha bisogno di altri commenti: può un Ministro economico sostenere di essere talmente ignorante dei prezzi immobiliari da non sapere che un appartamento da 200 mq. con vista sul Colosseo non te lo regala nessuno per 600.000 euro? E che se anche te lo regalasse, te lo farebbe sapere…

Dopo cinque giorni, e dopo l’invito di Berlusconi a difendersi «con il coltello tra i denti», è arrivata l’autodifesa di Claudio Scajola, con questa lunga intervista al Giornale.

L’ho letta due volte, e ne vale la pena. Perché la tesi del ministro è fantastica. In sostanza dice: Io credevo che la casa costasse 610 mila euro. Mai saputo che costasse di più. Se qualcuno ha versato alle venditrici altri 900 mila euro, lo ha fatto senza dirmelo.

In altre parole, lui nel 2004 avrebbe acquistato un appartamento di quasi 200 metri quadri davanti al Colosseo convinto che costasse 610 mila euro: né le proprietarie dell’immobile, né il notaio, né altri gli avrebbero detto il vero prezzo della casa, un milione e mezzo di euro.

Intendiamoci, questa tesi difensiva era l’unica possibile, dopo quello che è emerso nei giorni scorsi, incluse le tracce degli assegni stessi e le testimonianze delle due venditrici. Facendola sua, Scajola tenta di rovesciare il tavolo: ora qualcuno deve dimostrare che io sapevo, è la vostra parola contro la mia.

Tuttavia la spiegazione del ministro è talmente illogica e inverosimile da far sorridere: lui così ignaro del mercato immobiliare a Roma (un ministro economico!) da pensare di poter davvero comprare 200 metri quadri al Colosseo per il prezzo di un trilocale al Fleming; la parte venditrice e il notaio che gli tengono accuratamente nascosta la verità; l’imprenditore Anemone che ci mette 900 mila euro in più senza nemmeno farlo sapere al suo beneficiato (e allora perché glieli avrebbe regalati, se non per acquistare la sua gratitudine o per pagare vecchi debiti?).

In America – ma probabilmente anche in India – una tesi difensiva così ridicola porterebbe alle dimissioni un secondo dopo, a furor di popolo: perché non solo ha preso una valanga di soldi da un imprenditore, ma ha preso pure tutti noi per fessi completi.

Invece Scajola ci ha provato, e probabilmente la farà anche franca. Perché il suo capo gli ha insegnato che da noi non c’è un’opinione pubblica, quindi non ci sarà nessuna reazione o quasi. Lui continuerà a sostenere imperterrito la sua assurda tesi, come se fosse verosimile, e a fare il ministro.

Se ci ha preso per fessi, è perché forse lo siamo.

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Rigeneriamoci

domenica, maggio 2nd, 2010

Marco Gialdi ospite di Cristina Gabetti nella rubrica Occhio allo spreco di Striscia la notizia.

Marco di mestiere allunga la vita delle merci: iniziò alcuni anni fa con le cartucce delle stampanti, prosegue ora anche con l’hardware. Quindi vende computer che altrimenti sarebbero finiti in discarica e affitta stampanti un tot a pagina. Installa il software libero perchè questo aiuta ad allungare ulteriormente la vita dei prodotti: allontanando l’obsolescenza.

Un ottimo servizio, quello di Marco e quello di Cristina.

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